Legalità a scuola, via al bando per i progetti 2009 – Prosegue l’esperienza toscana, coinvolti gli istituti di ogni ordine e grado

March 6, 2009 by admin · 1 Comment
Filed under: Dalle regioni 

È dedicato alle regole dell’economia e all’uso consapevole del denaro il bando 2009 che consentirà di finanziare i progetti di cultura della legalità nella scuola toscana, proseguendo così l’esperienza che in questi anni ha coinvolto decine e decine di istituti scolastici e migliaia di studenti.
Questo quanto ha reso noto l vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, in occasione della riunione del tavolo regionale sulla legalità che si è riunito questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati. «Anno dopo anno abbiamo allargato gli interventi nell’ambito della legalità portando nelle scuole progetti che affrontano complessivamente la cultura delle regole – ha spiegato Gelli – In un anno come questo, necessariamente segnato dalla crisi economica, ci è sembrato importante stimolare un lavoro sulle regole dell’economia, che sono comunque un aspetto della crisi, ma anche sulle illusioni e le scorciatoie che in un periodo di crisi possono emergere con maggiore forza, da pericolose forme di indebitamento alle tentazioni del gioco d’azzardo». Il tema su cui dovranno essere elaborati i progetti per il 2009 è infatti “Crisi economica e facili illusioni”. Il bando – elaborato in attuazione della legge regionale 11/1999 sulla promozione della cultura della legalità – si rivolge alle scuole toscane sia statali che paritarie di ogni ordine e grado, organizzate in gruppi di almeno cinque istituti. Sono previste due linee di finanziamento, la prima per scuole che in questi anni hanno già partecipato a progetti di educazione alla legalità, in modo da proseguire e consolidare la loro esperienza, la seconda per scuole che intendono cominciare questo percorso.
I progetti – che dovranno essere presentati entro il prossimo 20 aprile, tramite invio telematico – saranno cofinanziati nella misura massima del 50 per cento del loro costo totale e comunque per un importo non superiore ai 15 mila euro.


Marcia indietro della Gelmini sulla riforma della scuola

March 4, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Rassegna stampa 

Lo spiraglio sarebbe contenuto nelle circolari attuattive, riguardanti il ciclo della scuola primaria, approvate venerdì dal consiglio dei ministri e alla firma questa settimana del presidente della Repubblica.

Indiscrezioni provenienti dal ministero assicurano che in queste circolari è contenuta una «marcia indietro» compiuta dal ministro per quanto riguarda l’eliminazione delle compresenze dei maestri, in particolare per quanto riguarda il tempo mensa e i tempi lunghi. Questa «marcia indietro» si sarebbe resa necessaria a fronte dei dati delle preiscrizioni che, secondo una rilevazione compiuta dalla rivista Tuttoscuola compiuta su un campione di 900 classi elementari, documenterebbe che il 56 per cento delle famiglie ha richiesto le 30 ore settimanali e il 34 per cento le 40 ore e solo il 10 per cento le 24 e le 27 ore [tempo solo mattutino]: numeri che, se confermati, manderebbero definitivamente in tilt una scuola elementare falcidiata dai tagli. Tagli che verrebbero in parte «sanati» viste le proteste che salgono dai territori e le riserve espresse dal consiglio di Stato nel suo parere ufficiale sulla legge Gelmini.

Questo nuovo provvedimento del ministro lascerebbe aperta la possibilità di organizzare il tempo scolastico prevedendo la compresenza di maestri per permettere lo svolgersi del «tempo lungo» [40 ore settimanali] e il «tempo mensa». Una conferma di questa indiscrezione si avuta ieri ad Abano terme durante un convegno sulla scuola, al quale il ministro Gelmini ha dato forfait all’ultimo momento, inviando però un comunicato che conferma le voci di «spiragli» dichiarando fra l’altro: «La questione sarà esaminata con attenzione al fine di garantire una dotazione di organico in grado di corrispondere alle attese delle famiglie».

La questione dei tagli alla scuola elementare è particolarmente sentita in Veneto dove è stata in questi anni condotta una sperimentazione – che verrebbe tagliata dall’attuale organizzazione prevista dalla legge Gelmini – che coinvolge 25mila famiglie e prevede il «tempo lungo» con presenza a scuola fino al primo pomeriggio attraverso una diversa organizzazione delle compresenze. Contro questo taglio si è assitito, in queste settimane ad una mobilitazioni di sindaci del centrodestra, in particolare di An, terrorizzati dalle conseguenze elettorali dello tsunami sociale provocato dai tagli alla scuola.

«Se confermato si tratterebbe di un buon risultato che da ragione delle nostre mobilitazioni. Comunque sia non ci fermiamo qui e apriamo la ‘fase due’ della mobilitazione – racconta Salmaso -, con la richiesta della salvaguardia in toto dell’attuale qualità formativa con il mantenimento dei laboratori, del supporto agli studenti stranieri, del sostegno ai disabili. Insomma non vogliamo che venga tolta qualità ad una scuola che, faticosamente e garzie alla dedizione di chi la vive, tenta di rispondere ai bisogni educativi dei bambini e delle famiglie».

Per l’apertura di questa «fase due» delle mobilitazioni, i comitati veneti hanno costituito, ieri sera, una rete regionale e promosso una manifestazione per il 21 marzo a Venezia. La manifestazione, indetta dai comitati e aperta alla partecipazione di chiunque avrà il carattere di una «festa di protesta» con la partecipaizone dei bambini. In quell’occasione verranno portate all’ufficio scolastico regionale le firme raccolte in queste settimane per il mantenimento dell’attuale offerta formativa: parliamo di circa 15 mila firme raccolte».


Scuola, il 95% sceglie le 30 ore ma i fondi non sono sufficienti

March 3, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: tagli 

 

Nove famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali richieste a meno che il governo non rinunci ai tagli previsti dalla Finanziaria.

LE famiglie italiane sparigliano le carte alla Gelmini. O il governo, per accontentare le richieste di mamme e papà della scuola elementare, dovrà rinunciare alle economie di spesa previste dalla Finanziaria oppure le famiglie non potranno essere accontentate.
I dati diffusi ieri dal ministero dell’Istruzione sulle scelte che riguardano la scuola primaria (l’ex elementare) nascondono una verità: nove famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali richieste all’atto dell’iscrizione. A meno che il governo non modifichi i criteri sulla formazione degli organici del personale della scuola già concordati con il ministero dell’Economia. Insomma, un bel pasticcio.

 

Continua a leggere l’articolo di di SALVO INTRAVAIA su Repubblica


Scrutini intermedi, pioggia di 5 in condotta

March 1, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Inchieste, Rassegna stampa 

Le lingue sorpassano la matematica nelle insufficienze dei ragazzi. Più insufficienze rispetto all’anno scorso: alle superiori il 72% degli studenti ha riportato un’insufficienza. I dati diffusi dal ministero parlano chiaro. Al termine degli scrutini del primo quadrimestre ci sono poche cose positive.

 Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%). Anche se le insufficienze al sud crescono. Tra le discipline, in cui si registrano più difficoltà, sono le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%).

Il tipo di istruzione che riporta la situazione maggiormente negativa continua ad essere quella professionale, con l’80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d’arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%) ed infine i licei linguistici con 59,9% (67,4% lo scorso anno).

I “più bravi” sono comunque i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze. Invece è stata una pioggia di “5 in condotta”: 34.311, 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici. A livello complessivo, 34.311 alunni degli scrutinati ha registrato insufficienze nel comportamento, in particolare al sud.

Nei licei classici e scientifici 3.000 alunni hanno riportato una insufficienza nel comportamento. A livello di aree geografiche i ragazzi più indisciplinati sono nel sud (15.683 studenti con insufficienza in comportamento più 4.175 con insufficienza solo in comportamento). Seguono le isole (5.677 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.100 con insufficienza solo in comportamento), il centro (con 5.777 studenti con insufficienza in comportamento più 1.089 con insufficienza solo nel comportamento) ed il nord (costituito da 7.174 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.681 con insufficienza solo nel comportamento).

Per le medie ci sono più insufficienze in matematica. I ragazzi con almeno un 5 sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%).

Il ministero ha eseguito un campione su circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. L’anno precedente le richieste non erano state rilevate dal ministero ma si stimano le seguenti tendenze: le 24 e le 27 sono richieste da 1 famiglia su 10; le 30 ore dunque sono la modalità più richiesta dalle famiglie (6 famiglie su 10 circa); le 40 ore sono sul livello della richiesta dell’anno scorso con un lieve aumento (3 famiglie su 10).

Ogni quadro orario prevede il maestro unico di riferimento. Il ministro Mariastella Gelmini dichiara in una nota: “Dal 2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l’Italia è scesa dal terzo all’ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari”.


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