“Imparare sempre, un diritto che migliora la vita”, convegno della CGIL di Foggia

September 23, 2009 by admin · Leave a Comment
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“Imparare sempre, un diritto che migliora la vita”, convegno della CGIL di Foggia

 

Il 23 settembre, iniziativa sulla proposta di legge di iniziativa popolare per l’apprendimento permanente.

Comunicato stampa della FLC Cgil di Foggia
Imparare sempre, un diritto che migliora la vita.
Convegno della CGIL di Foggia sulla proposta di legge di iniziativa popolare
per l’apprendimento permanente
“Ogni persona ha diritto all’apprendimento permanente”. È l’incipit della proposta di legge di iniziativa popolare che la CGIL, assieme alla Federazione Lavoratori della Conoscenza, al sindacato pensionati dello SPI e all’Auser, ha promosso e su cui ha già avviato la raccolta delle firme necessarie per poter inviare il testo al Parlamento. E “Imparare Sempre”, lo slogan della campagna della CGIL, è il titolo del convegno promosso dalla Camera del Lavoro Territoriale di Foggia, assieme alle sigle promotrici della legge, la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Foggia e all’Ipsaic Puglia.

“Siamo mossi dalla convinzione – spiega la CGIL – che imparare per tutto il corso della vita sia ormai la chiave d’accesso all’inclusione sociale e all’esercizio della cittadinanza attiva”. Non a caso il sottotitolo della campagna recita “Un diritto che migliora la vita”.


Si propone un piano triennale straordinario per raddoppiare il numero di adulti che partecipano ad attività formative, passando dall’attuale 6,2% all’obiettivo minimo previsto dall’Ue entro il 2010 del 12,5%. L’obiettivo è fissato a quota 100mila firme, per la presentazione al Parlamento della legge. Un appello che vede tra i primi firmatari il linguista ed ex ministro dell’Istruzione Tullio De Mauro, oltre che del segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani.

La proposta di legge sarà presentata a Foggia mercoledì 23 settembre, presso l’auditorium della Biblioteca Provinciale “Magna Capitana”, a partire dalle ore 16.30.

All’iniziativa parteciperanno Lucio Saltini, segretario nazionale dello SPI CGIL; Franca Pinto Minerva, preside della Facoltà di Scienze della Formazione; Vito Antonio Leuzzi, direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea; Mara De Felici, segretaria provinciale della CGIL di Capitanata; Vincenzo Valentino, segretario generale dello SPI CGIL Puglia; Giovanni Novelli, segretario generale dello SPI CGIL; Maurizio Carmeno, segretario generale della FLC provinciale; Raffaele De Seneen, presidente dell’Auser di Foggia.


Libri di testo e Gelmini: ennesima circolare per affermare l’ovvio

September 23, 2009 by admin · Leave a Comment
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Libri di testo: ennesima circolare per affermare l’ovvio

Il Ministro Gelmini non si rassegna ed anche quando perde prova a sostenere il contrario. Il Consiglio di Stato respinge la sua richiesta di sospensiva ma lei afferma che è tutto coerente con le sue circolari.

Ennesima puntata della storia infinita dell’adozione dei libri di testo: nonostante il Consiglio di Stato abbia respinto la sua richiesta di sospensiva della sentenza del Tar del Lazio del luglio scorso sui libri di testo, il Ministro Gelmini prende carta e penna ed emana, fuori tempo, la circolare n. 80 del 15 settembre, data in cui le scuole sono alle prese con ben altri problemi, conseguenti ai tagli di organico, all’avvio dei nuovi regolamenti nel primo ciclo e al licenziamento dei precari.

In essa si afferma che la circolare n. 16/2009 (quella impugnata dal gruppo di docenti milanesi, sostenuti dalla FLC territoriale e su cui il TAR Lazio aveva accolto le ragioni dei ricorrenti) va interpretata secondo il dispositivo di quelle sentenze e ricorda che il semplice avvicendamento dei docenti non è elemento sufficiente a superare il vincolo temporale stabilito per le adozioni.
Ciò è esattamente quanto accade da sempre nella scuola italiana!

La scuola reale ringrazia per tanta cura ed ostinazione: noi non avevamo dubbi. Le circolari non possono contraddire le leggi e la legge n. 169/08 stabilisce una scadenza quinquennale per l’adozione dei libri di testo per la scuola primaria e sessennale per la secondaria, fatte salvo “specifiche e motivate esigenze”.


Ora anche il Ministro lo sa e lo conferma in una apposita circolare, in cui tenta ostinatamente di darsi ragione, affermando che così era nella circolare n. 16/09, anche se non era esattamente scritto così.

Roma, 22 settembre 2009


Gelmini firma accordo con Regione Puglia per migliorare i livelli di apprendimento della popolazione scolastica pugliese

September 22, 2009 by admin · 1 Comment
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COMUNICATO STAMPA DEL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

 

Gelmini firma accordo con Regione Puglia per
migliorare i livelli di apprendimento della popolazione scolastica pugliese

Aiuti in arrivo per i precari della scuola
Roma, 17 settembre 2009
Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ha firmato un accordo con il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, per la promozione della qualità del sistema educativo regionale.

In particolare, sono previsti azioni di recupero e di rafforzamento delle conoscenze, attraverso l’allungamento del tempo scuola, il potenziamento dell’offerta formativa e un approccio didattico di tipo personalizzato.

Per realizzare tutte le attività previste saranno assegnati alle scuole coinvolte nei progetti gli insegnanti che, dopo aver ricevuto un incarico di supplenza annuale nell’anno scolastico 2008/2009, non avranno la possibilità di stipulare lo stesso contratto per il prossimo anno.

A questi docenti saranno inoltre assegnate tutte le supplenze che si renderanno disponibili nelle scuole dove presteranno servizio e sarà riconosciuta loro la valutazione dell’intero anno di servizio ai fini dell’attribuzione del punteggio nelle graduatorie ad esaurimento.

L’accordo prevede che il monitoraggio e la valutazione qualitativa degli interventi sia affidata all’INVALSI che provvederà alla valutazione iniziale, in itinere e finale dei progetti attivati dalle scuole, attraverso l’osservazione diretta di esperti, alla somministrazione di test oggettivi e all’analisi dei risultati.


“Voglio ringraziare la Regione Puglia per l’impegno dimostrato per il raggiungimento di questo accordo – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini – Si tratta di uno strumento importante grazie al quale si sostengono i docenti pugliesi ai quali non è stato riconfermato l’incarico di supplenza annuale per quest’anno scolastico. Allo stesso tempo – ha aggiunto il ministro – l’accordo prevede l’attivazione di una serie di progetti per potenziare l’offerta formativa, potenziamento che sarà possibile anche grazie all’assegnazione nelle scuole coinvolte degli insegnanti precari. Molto importante è anche il coinvolgimento dell’INVALSI nella valutazione dei progetti che saranno attivati, a tutela della serietà e dell’efficacia delle iniziative che saranno programmate, confermando il principio della terzietà nei processi di valutazione”.


Scuola e innovazione: Un docente su cinque non usa mai il computer

September 22, 2009 by admin · Leave a Comment
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SCUOLA: INSEGNANTI RIMANDATI IN TECNOLOGIA.
L’HARD DISK? UN GRUPPO ROCK.

Un docente su cinque non usa mai il computer, ma 8 su 10 navigano per informarsi e per incontrarsi su Facebook. I loro insegnanti? I figli. La tecnologia a scuola? Sì, purché ci sia formazione

Milano, 22 settembre 2009. Insegnanti italiani rimandati in materie tecnologiche. 7 su 10 usano i computer abbastanza abitualmente, ma senza una vera formazione (spesso hanno imparato dai figli). Navigano su Internet, frequentano i social network, auspicano una scuola maggiormente tecnologica. Ma scavando più in profondità arrivano gli strafalcioni: confondono il notebook con Facebook, credono che Outlook sia un’espressione dei giovani per indicare che si è fuori moda e alcuni pensano che l’Hard disk sia un gruppo metal molto popolare su Internet.

È quanto emerge da un’indagine condotta su circa 1.000 insegnanti di scuole primarie e secondarie e realizzata da Edu-Tech in occasione del primo convegno dedicato al futuro della scuola che si aprirà giovedì 24 settembre a Milano e che vedrà confrontarsi docenti, educatori, istituzioni e addetti ai lavori sui temi del rapporto fra scuola e tecnologia.

Il primo dato è abbastanza rassicurante: il 67% degli insegnanti italiani (quasi 7 su 10) usa abitualmente il computer. C’è chi lo fa quotidianamente (24%) e chi qualche volta alla settimana (43%). I docenti in assoluto non tecnologici – quelli che non accendono mai il computer – sono il 18% (quasi uno su 5).

Tra coloro che, in varia misura, si mettono spesso o periodicamente, davanti a un PC, un quarto (26%) afferma di essere un autodidatta, e un altro quarto (25%) ha imparato nientemeno che grazie ai figli. Il 19% ha seguito dei corsi, e un volenteroso 13% ha imparato a “smanettare” perché ha sposato un partner più tecnologico.

Insegnanti 2.0: su Internet per informarsi e per comunicare.
E uno su due va su Facebook

I cosiddetti insegnanti 2.0 in realtà non pochi, se è vero che il 20% di chi usa il Pc si connette al web tutti i giorni, il 40% lo fa “spesso” e il 19% almeno un paio di volte alla settimana.

Su Internet ci si informa (78%), si controlla la posta elettronica (73%) e, sorpresa, si naviga spesso e volentieri sui social network (47%). Un insegnante su tre (33%) afferma di comunicare e confrontarsi spesso con i colleghi e un 29% sostiene di usare Internet per aggiornarsi sulla propria materia di insegnamento. Al di là del web, il Pc lo si usa meno per l’utile (preparare le lezioni, 21%) e più per il dilettevole (guardare film in dvd, 65%).

Ovviamente le opinioni su Internet in quanto risorsa per l’insegnamento trova gli intervistati divisi. Il 41% afferma che si tratta effettivamente di uno strumento che la scuola italiana deve ancora sfruttare appieno e il 19% ritiene addirittura che si tratti di un mezzo per comunicare meglio con i ragazzi. Poi ci sono le voci contrarie: il 12% vuole tenere Internet separato dalla professione di docente; il 10% lo considera un pericolo per la serietà dell’approfondimento e della ricerca; il 7% lo bolla come una perdita di tempo.

Eppure la tecnologia a scuola trova favorevole la maggioranza degli insegnanti (64%), fra chi la considera un fattore indispensabile per il suo sviluppo (31%); chi uno strumento per facilitare la comunicazione (19%), chi un modo per coinvolgere di più e meglio gli studenti (14%).

Le tecnologie ritenute più indispensabili per la scuola? Computer a tutti gli studenti (71%), l’accesso a Internet negli istituti (58%), maggiore presenza di prodotti didattici multimediali (51%), lavagne interattive digitali al posto di spugna e gessetto (37%) e introduzione dei libri di testo digitali (25%).

Formazione, 7 insegnanti su 10 la considerano indispensabile: in materie tecnologiche le lacune abbondano

Per facilitare il passaggio a una scuola più tecnologica 7 insegnanti su 10 considerano la formazione sempre più indispensabile. Anche perché, scendendo sul tecnico, anche loro mostrano lacune e strafalcioni. Alcuni esempi? A sapere il vero significato dell’espressione “hard disk” (il disco di memoria fissa del computer) è il 44% degli intervistati. Gli altri lo confondono con cd e dvd (21%), col motore del computer (19%) o addirittura credono sia un complesso musicale heavy metal (16%).

Non va meglio in tema di software: l’Outlook è il programma di posta elettronica per il 62% degli insegnanti. Gli altri si sbizzarriscono tra le risposte come: “un espressione dei giovani che indica che non si è al passo coi tempi”; oppure: “la tecnologia alla base del funzionamento dei navigatori satellitari”.

Ancora, il Notebook è un pc portatile per il 57% degli insegnanti. Ma se alcuni lo confondono con Facebook (19%), altri credono sia un nuovo registro per le note in formato elettronico (14%). La LIM (sigla che designa le nuove lavagne multimediali) è conosciuta appena dal 24% della classe docente. Il 36% lo confonde con un programma del Ministero.

Ma la chicca finale è la confusione sull’espressione “download”. Ne azzecca il significato corretto (trasferimento di file da Internet) il 55% degli intervistati, ma il 20% è sicuro che si tratti di un programma per ascoltare la radio sul web. Mentre l’11% crede che si tratti di un computer con qualche problema nel funzionamento o con qualche cromosoma in meno: un computer down…load, appunto.

 

www.edu-tech.it


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