Regolamenti scuola secondaria superiore

November 27, 2009 by admin · 2 Comments
Filed under: secondaria superiore 

Regolamenti scuola secondaria superiore: criticità e indeterminatezza. Il caso delle Discipline giuridiche ed economiche

Continua l’iter parlamentare ma anche l’incertezza su impianto, curricoli e modalità di attuazione

I regolamenti (licei, istituti tecnici, istituti professionali) sulla scuola secondaria superiore continuano il loro percorso verso l’approvazione definitiva, mentre le dichiarazioni del Ministro sulle eventuali modifiche che saranno apportate al testo finale da approvare in seconda lettura da parte del Consiglio dei Ministri ad inizio dicembre non ci rassicurano, date l’aleatorietà, la confusione e le nebbie nelle quali naviga la nave della scuola secondaria superiore.

Riteniamo sbagliata l’impostazione complessiva che sta alla base di quei regolamenti che, partendo dalla necessità di fare cassa sulle spalle della scuola pubblica, conferma anzi accentua quella concezione gerarchica dei saperi tipica dell’attuale scuola secondaria superiore, che non riconosce pari valore e dignità formativa alla cultura umanistica e scientifica.


Altro che Lisbona e Indicazioni europee! E’ una struttura a canne d’organo, gerarchica tra licei, istituti tecnici e professionali quella che risulta dall’insieme delle operazioni di riorganizzazione che si stanno per approvare.

Permane un’idea dei licei, rivolti a pochi, in particolare a quelli “destinati” a percorsi di alta formazione superiore universitaria, antica, fuori dal tempo, che non fa i conti neppure con l’elevamento dell’obbligo di istruzione, dato l’impianto disciplinare tanto diverso fra i bienni iniziali dei diversi licei, per non parlare dell’assenza totale di dialogo con i bienni dell’istruzione tecnica e professionale!

Si produce una canalizzazione, precoce, all’interno dello stesso sistema di istruzione che blocca e condanna gli adolescenti ad un presente e futuro, formativo ed occupazionale, condizionato dalle condizioni soggettive di partenza.

La necessaria mobilità sociale nella società contemporanea, sostenuta e resa possibile solo da un sistema pubblico dell’istruzione ad essa finalizzata, viene bloccata e le divisioni per censo e per cultura sono destinate ad accentuarsi con la secondaria prossima ventura.

Per essere una proposta di riorganizzazione, è a dir poco strabiliante che essa non si misuri neppure con il presente ma prefigura una scuola per una società del passato!

A conforto e conferma di questo ritorno indietro, segnaliamo lo “strano” caso delle discipline giuridiche ed economiche che, nel nuovo modello, scompaiono dal percorso formativo del primo biennio di tutti i licei e vedono consistenti riduzioni orarie anche nei percorsi triennali dell’istruzione tecnica e professionale.

Del resto, quando si parte dalla necessità di fare cassa ( e questo è l’obiettivo prioritario della destrutturazione in atto), tagliare è l’unico strumento a disposizione e sotto la falcidia dei tagli crolla qualsivoglia ipotesi e valenza culturale e pedagogica.

Ed è così che si tagliano le ore di una disciplina che, paradossalmente e falsamente, si afferma su un altro versante essere rilevante per la formazione dei futuri cittadini.

Ci riferiamo a Cittadinanza e Costituzione, indicata propagandisticamente come una delle novità più importanti del nuovo corso gelminiamo, ma che, non solo non viene istituita come nuova disciplina, ma se ne affida l’insegnamento all’area storico/geografica, considerandola alla stregua di quell’altra “rilevante” disciplina che fu Educazione civica!

Insomma da una parte viene tagliata e dall’altra si ingannano istituzioni (si pensi al discorso del ministro all’inaugurazione dell’anno scolastico alla presenza del Presidente della Repubblica), docenti, genitori e studenti evocando una disciplina, Cittadinanza e Costituzione, che non si istituisce e per l’insegnamento della quale nessuna professionalità specifica viene richiesta.

Si sottrae ai docenti di diritto ed economia un insegnamento che presuppone conoscenze e competenze specifiche del dettato costituzionale e delle norme fondanti la nostra Repubblica.

Tutte le sperimentazioni messe in atto in questi ultimi anni sono spazzate via: vengono completamente annullate le esperienze che avevano previsto una presenza consolidata delle discipline giuridiche ed economiche nei licei e si ridimensionano negli istituti tecnici.

Si sottrae così alle future generazioni il diritto ad una formazione finalizzata alla cittadinanza attiva, limitandone pesantemente le capacità autonome di lettura e interpretazione della realtà sempre più complessa.


Scuola sostegno

November 26, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sostegno 

Scuola sostegno

L’insegnante di sostegno è un docente specializzato nell’assistenza e formazione di alunni diversamente abili o appartenenti a categorie di disagio sociale, culturale o familiare. Gli insegnanti di sostegno dovrebbero di norma essere presenti nelle scuole di ogni ordine e grado. Spesso, a seguito di carenza di insegnanti di sostegno specializzati, il posto viene ricoperto da insegnanti senza l’esperienza e la formazione necessaria.[1]

La figura dell’insegnante di sostegno è nata come risorsa finalizzata ad attuare interventi di integrazione, assieme agli insegnanti curricolari.

L’insegnante di Sostegno ed Integrazione scolastica ad inizio anno scolastico attuerà una “osservazione partecipata” rilevando tramite una griglia, anche tramite il sociogramma di Moreno, il livello di integrazione degli alunni nella classe. Successivamente l’insegnante di sostegno provvederà a compilare una griglia valutativa iniziale delle procedure di apprendimento dell’allievo diversamente abile (analisi dei processi di apprendimento: come apprende con quali strumenti e strategie). Infine, l’insegnante di Sostegno si confronterà con ciascun insegnante curricolare per personalizzare il piano di lavoro, compatibilmente con le capacità dell’alunno e con la programmazione dell’attività didattica della classe in cui è inserito.

Incontri L’insegnante di Sostegno, inoltre, organizza e coordina gli incontri con tutti i soggetti coinvolti: – famiglia – consiglio di classe – équipe di riferimento (servizi socio-sanitari, specialisti privati, assistenti sociali, se coinvolti) Tutte le informazioni raccolte da questi colloqui sono verbalizzate ed inserite nella documentazione personale dello studente a cura dell’insegnante di Sostegno. L’orientamento sul tipo di percorso formativo dell’alunno diversamente abile e la distribuzione oraria per disciplina delle ore di sostegno, deve essere attuata tenendo conto dell’Area disciplinare e delle competenze del docente di Sostegno (da ciò si evince che non si può richiedere all’insegnante di sostegno l’intervento specifico in aree disciplinari lontane dal suo percorso di studi, per es. una lingua straniera non conosciuta, l’algebra ecc.)


L’intervento dell’insegnante di sostegno L’intervento dell’insegnante di sostegno è un intervento mirato all’integrazione scolastica dell’alunno diversamente abile, secondo una complessa attività di azioni mirate: l’analisi delle dinamiche di classe in cui è inserito, l’analisi degli apprendimenti, e quindi, l’adattamento degli obiettivi curricolari, l’adattamento dei testi scolastici in base allo stile di apprendimento ed alle potenzialità individuali dell’alunno seguito, la programmazione di attività alternative e integrative degli obiettivi ridotti attraverso lapromozione delle abilità sociali per un migliore inserimento nella società.

Programmazione L’insegnante di sostegno attua la programmazione attraverso le seguenti azioni: 1. concorda con ciascun docente curricolare i contenuti del progetto per la relativa disciplina o per gruppi di discipline 2. redige inoltre il modulo “Piano Educativo Individualizzato” (P.E.I.) in cui vengono esplicitati: – gli obiettivi educativi; – gli obiettivi didattici; – i contenuti programmatici; – le attività integrative o alternative agli obiettivi ridotti (spesso relativi a grammatica e matematica); – i metodi e gli strumenti utilizzati; – le modalità di verifica; – i tempi; – i criteri di valutazione.

Il P.E.I. originale è inserito nel fascicolo personale dello studente e una copia è consegnata alla famiglia. Copie del documento vengono trasmesse all’équipe di riferimento e al Servizio Assistenza alla Persona, nel caso in cui l’alunno sia affiancato da un assistente ad personam. Durante tutto l’anno scolastico l’insegnante di Sostegno prende accordi, quindi, programma, con ciascun insegnante curricolare relativamente alle attività da proporre, alle modalità organizzative e alla funzione del singolo docente per ogni ora di compresenza.

Ogni insegnante curricolare si accorda con l’insegnante di sostegno e segue le linee educative proposte dall’insegnante di Sostegno che ha analizzato e studiato la patologia dell’alunno diversamente abile, e garantisce all’alunno certificato una proposta didattica che rispetti le indicazioni del P.E.I. e gli accordi presi. L’attività didattica con l’alunno può essere svolta in un luogo diverso da quello del resto della classe per rispondere ad esigenze particolari, compatibilmente con quanto previsto e deciso nel P.E.I.

Modalità di verifica alunno diversamente abile Le modalità di verifica e i criteri di valutazione sono previsti dal P.E.I e relativi ad obiettivi che possono essere differenziati ma equipollenti ai livelli previsti dai programmi ministeriali o alternativi e riferiti unicamente al percorso individualizzato. La valutazione si differenzia in relazione al percorso didattico svolto e agli obiettivi raggiunti dall’alunno in situazione di handicap.

Verifica in itinere Le scelte adottate sono sottoposte a continua verifica: ciascun insegnante, curricolari o di sostegno, presta attenzione ai feedback che riceve dall’alunno e dai colleghi giornalmente, dalla famiglia e dall’équipe periodicamente. Momenti specifici di verifica del percorso sono previsti dalla programmazione didattico-educativa e sono verbalizzati nel fascicolo personale dello studente.

Verifica finale Al termine di ogni anno scolastico, l’insegnante di sostegno redige, in collaborazione con il Consiglio di Classe, una relazione finale in cui, sulla base del P.E.I., descrive i criteri secondo cui si è svolto il percorso didattico ed esprime una valutazione circa il raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati nel PEI. Tale relazione è successivamente inserita nel fascicolo personale dello studente.

Il C.I.I.S. (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno) è nato dall’incontro spontaneo di alcuni insegnanti che si sono specializzati a seguito della frequenza dei Corsi Biennali di Specializzazione, attivati presso le Università, in conformità al D.I. n. 460/98. Ad esso aderiscono insegnanti di ruolo, insegnanti abilitati e non di ruolo, dirigenti, genitori e quanti ne condividono le finalità.

Il C.I.I.S. aderisce all’Osservatorio Scuola della F.I.S.H. (Federazione Italiana Superamento Handicap). Il C.I.I.S. è un’Associazione di volontariato, presente a livello nazionale, che opera per realizzare gli obiettivi previsti dallo Statuto, e precisamente:

“L’Associazione esercita le proprie attività in aderenza ai bisogni territoriali, alle proprie risorse ed alle proprie iniziative al fine di promuovere l’aggregazione e la formazione degli insegnanti di sostegno e sviluppare una maggiore e migliore collaborazione con le Istituzioni che interagiscono nell’area dell’handicap, dello svantaggio e del disagio.

L’Associazione intende quindi operare al fine di:

•potenziare la professionalità dei docenti specializzati;
•promuovere attività di aggiornamento e di formazione;
•promuovere attività di interazione e confronto sulle esperienze maturate;
•promuovere azioni di sensibilizzazione nel tessuto sociale in generale;
•favorire iniziative di auto mutuo aiuto;
•favorire l’integrazione scolastica e sociale degli alunni diversamente abili; collaborare con le Famiglie, le Associazioni, le realtà scolastiche e sociali che interagiscono nell’area dell’handicap;
•tutelare e promuovere la professionalità dei docenti specializzati e in generale dei docenti che si occupano dei diversamente abili.
Tali attività sono rivolte sia ai soci che alla collettività e senza fini di lucro, al fine di realizzare scopi sociali, culturali, educativi, ricreativi, nel rispetto delle pari opportunità tra uomini e donne .”

www.sostegno.org


Precari scuola di Reggio Calabria

November 26, 2009 by admin · 1 Comment
Filed under: Dalle regioni 

Conclusi gli incontri con i presidi, membri RSU e precari delle scuole reggine organizzati dal Comitato Precari della Scuola di Reggio Calabria nelle principali aree della provincia (tirrenica, jonica e stretto) il 23-24 e 26 novembre.

Un questionario sarà diffuso nelle scuole per stabilire le reali condizioni sull’apprendimento scolastico e il grado di soddisfazione di presidi, insegnanti, genitori e ragazzi. Altre iniziative tra dicembre e gennaio.
Sebbene scarsa e disinteressata la partecipazione, solo tre presidi e nessun rappresentante RSU, negli incontri si è parlato di problematiche causate al personale precario, al seguito dei tagli, e si è ribadita la necessaria sensibilizzazione che tutti i soggetti istituzionali dovranno adoperarsi e agire tempestivamente con proposte valide ed efficaci, sul gravissimo status quo che attanaglia i precari e il mondo della scuola e le ripercussioni negative che avrà qualità dell’offerta formativa sul futuro degli alunni, delle famiglie e dell’intera società civile.
Negli incontri, si è ribadito che la cultura deve contribuire al miglioramento della società e che “attacchi” continui alla scuola fanno intendere che si vuol creare una popolazione di “ignoranti” e pertanto, chi governa l’Italia, teme di essere “contrattaccato” dalla cultura. I politici non hanno paura di governare perchè sanno che i cervelli sono “spenti” e chi comanda ha paura dell’”essere pensante”.
Si è parlato del dimensionamento della rete scolastica in termini di riduzione dei plessi scolastici, ma anche in termini di accorpamento e riduzione delle classi attraverso l’innalzamento del numero di alunni per classe (come stabilisce la legge 133/2008) non considerando la vulnerabilità del nostro territorio in relazione all’alto rischio sismico, la fatiscenza, le inefficienze logistiche e strutturali degli edifici scolastici di Reggio Calabria e provincia.


Risulta compromessa la sicurezza dal sovraffollamento di classi con 35-40 alunni dequalifica, ovviamente, il servizio pubblico di istruzione, di insegnamento e di apprendimento. Il comitato rediggerà un questionario che sarà diffuso nelle scuole per stabilire le reali condizioni sull’apprendimento scolastico e il grado di soddisfazione di presidi, insegnanti, genitori e ragazzi.
I dibattiti hanno fatto chiarezza anche sul D.L. 134/2009 e sulla mozione proposta in Senato dal PD sulla base delle richieste congiunte del CPSRC (Comitato Precari della scuola di Reggio Calabria) e dell’As.I.S. (Associazione Insegnanti di sostegno) e sui risultati raggiunti con tale tempestiva azione merito di sinergie coadiuvate a tal fine. Si è parlato dell’imminente entrata in vigore del D.L. 134/2009 (detto decreto “Salvaprecari”); sulla Finanziaria 2009 la quale ha previsto un risparmio di 7 miliardi e 832 milioni di euro nel settore dell’istruzione, ossia la legge del 22 dicembre 2008, n. 203, che ha comportato, per l’A. S. 2009/2010 e secondo i dati forniti dallo stesso M.I.U.R, il taglio di 42.103 posti per i docenti e di 15.167 posti per il personale A.T.A.
Sui problemi della scuola e dei precari, l’indifferenza ancora è grande e il Comitato reggino, analogamente a quanto stanno facendo altri gruppi di precari in Italia, si adopera, con continue iniziative sul territorio per ricordare sempre che la recente riforma scolastica ha imposto tagli che hanno causato il più grande licenziamento di massa del personale scolastico precario (150.000) e siccome il sud è stato particolarmente colpito, lo scopo sarà di sensibilizzare l’opinione locale verso il dramma sociale e dimostrare che per riformare, il governo non può screditare la scuola e i suoi lavoratori. Questa è una riforma e un ministero rappresentato da una figura incompetente quale quella della ministra Gelmini, manovrata dal ministro Tremonti su volonta del governo Berlusconi i quali stanno distruggendo un baluardo dell’Italia, stipando 30 / 35 ragazzi nelle classi solo per far “cassa” con la scuola pubblica.

Giovanni Portas
Comitato Precari Scuola – Reggio Calabria
http://cpsrc.wordpress.com


Scuola Torino

November 26, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: gelmini 

Scuola Torino: Il ministro Gelmini in visita a Torino

Roma, 20 novembre 2009

Questa mattina il ministro Gelmini si è recato a Pianezza (TO), per fare visita alla famiglia di Vito Scafidi, nel primo anniversario della morte del giovane nel crollo del Liceo Darwin di Rivoli. All’incontro con i genitori del ragazzo erano presenti anche il dirigente scolastico dell’Istituto Darwin Maria Torelli, il presidente del consiglio d’istituto, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Giuseppe De Sanctis e il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta.

“Sono felice che si possa intitolare a Vito il nuovo istituto d’istruzione superiore – ha dichiarato il ministro – Ogni volta che ricordo quanto è successo l’anno scorso, è un colpo al cuore ma quest’anno non è passato inutilmente. Si è fatto molto per la sicurezza dell’edilizia scolastica in Italia e si continuerà a fare di tutto per mettere in sicurezza tutti gli istituti. Un pensiero particolare va alla famiglia di Vito che ha dimostrato, in questo anno, grande dignità e grande compostezza nel dolore”.

Nel pomeriggio, a Torino, il ministro ha partecipato ad un incontro presso la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo. Nella riunione, il ministro ha ascoltato i progetti educativi e didattici della Fondazione ed ha esposto il lavoro che il Ministero sta svolgendo nel campo della scuola.


In seguito, il ministro ha visitato il Centro Ricerca FIAT di Orbassano (TO). L’amministratore delegato Sergio Marchionne l’ha accompagnata nella visita delle strutture d’eccellenza del Centro e c’è stato uno scambio d’opinioni su alcuni progetti di ricerca importanti per il Paese e per il mondo.

Il ministro è poi intervenuto ad un incontro presso la sede della Fondazione Agnelli, a Torino. Erano presenti John Elkann e il direttore Andrea Gavosto e c’è stato un confronto sulla situazione della scuola in Italia.

 

Via: www.pubblica.istruzione.it


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