Riforma licei
La Gelmini sulla Riforma licei
I nuovi licei al confronto con il mondo della scuola e l’opinione pubblica
Per la prima volta una proposta di riforma è commentabile via web articolo per articolo
Una Cabina di regia formata esclusivamente da “gente di scuola”
Mariastella Gelmini: “Abbiamo deciso di aprire al più vasto confronto la riforma dei licei. Vorremmo che non solo la scuola, ma tutto il Paese, dal mondo della cultura, ai genitori, agli stessi studenti si sentisse coinvolto. Diamo un’opportunità, sfruttando anche gli strumenti del web, di partecipare attivamente al progetto della scuola del futuro”.
Roma, 24 novembre 2009
Dopo la prima lettura e il primo via libera del Consiglio dei Ministri alla Riforma dei licei, il ministro Mariastella Gelmini ha deciso di aprire uno spazio di discussione per perfezionare il testo e continuare ad ascoltare il mondo della scuola, della cultura, le famiglie, i ragazzi, i dirigenti scolastici e gli insegnanti sull’assetto generale dell’istruzione liceale.
La riforma sbarca sul WEB
Il dialogo con il mondo della scuola e con la pubblica opinione si sta svolgendo anche attraverso il sito http://nuovilicei.indire.it, da cui è possibile scaricare i documenti approvati in prima lettura, commentarli on line articolo per articolo, seguire il “cantiere del cambiamento” passo a passo attraverso la rassegna stampa, gli appuntamenti di confronto e di comunicazione e i relativi video, relazioni o abstract, i documenti e gli “appunti di viaggio” che via via saranno messi on line. I primissimi commenti segnalano la correttezza di alcune ipotesi già allo studio della Cabina di regia (i cui membri dialogano on line), come il perfezionamento dei quadri orari relativi alle “Scienze Umane” e il rafforzamento ulteriore dell’asse scientifico matematico e della seconda lingua.
I seminari nazionali
I sei seminari nazionali, uno per ogni indirizzo liceale, sono l’occasione per un momento di confronto e dibattito con dirigenti scolastici e insegnanti sui quadri orari, sui profili e sui nodi da sciogliere in vista della stesura definitiva. Sono già stati tenuti i seminari relativi al liceo musicale e coreutico, delle scienze umane e artistico, entro il 4 dicembre si svolgeranno i seminari relativi ai licei classico, linguistico e scientifico. Sono già stati convocati i forum delle associazioni di insegnanti, genitori e studenti per una valutazione finale prima della seconda lettura del provvedimento.
La Cabina di regia
Dal mese di agosto è al lavoro una Cabina di regia, presieduta dal Consigliere del ministro Max Bruschi, col compito di sostenere il processo di riforma valorizzando ogni possibile contributo. Ne fanno parte docenti come Paolo Ferratini, già assessore all’Istruzione a Bologna, Andrea Ragazzini, tra i fondatori del Gruppo di Firenze sul Merito, Walter Moro, già dirigente di punta del CIDI e oggi direttore del Centro di sperimentazione educativa Cisem di Milano e presidi come Luca Azzollini, dell’istituto Frisi, scuola di qualità e di frontiera nel quartiere di Quarto Oggiaro a Milano. Tra gli ispettori ministeriali si segnalano Gisella Langé, esperta di CLIL (insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera) di livello europeo e l’ispettore Luciano Favini. L’Indire e l’Invalsi sono rappresentate da Elisabetta Mughini, coordinatrice dell’Ufficio comunicazione dell’Indire e Elena Ugolini, membro del comitato di indirizzo dell’Invalsi, preside del liceo Malpighi di Bologna.
Contratto scuola docenti
Contratto scuola docenti
Le ragioni della mobilitazione
Di Menna: il rinnovo non può attendere
Ai lavoratori della scuola va assicurato il recupero del potere di acquisto,
la valorizzazione delle professionalità, continuità e stabilità del lavoro.
Al fine di avere, rapidamente risposte concrete – sottolinea Massimo Di Menna – la Uil Scuola insieme alla Confederazione ha deciso iniziative di mobilitazione e l’avvio delle procedure di conciliazione previste dalla legge.
Il Governo, lo scorso 30 aprile, ha sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali che prevede l’avvio del negoziato per il contratto del triennio 2010 – 2012.
La Uil Scuola, il 30 giugno, ha presentato una piattaforma rivendicativa coerente con i contenuti di tale intesa.
La scuola, settore strategico per lo sviluppo e la coesione, è coinvolta in complessi processi di riforma ed è sottoposta ad una riduzione di risorse conseguente alla manovra finanziaria del Governo.
In tale contesto, è il lavoro del personale che garantisce qualità al sistema scolastico – spiega il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna – mentre continuano a mancare i necessari riconoscimenti.
Il contratto triennale deve garantire il recupero del potere di acquisto e rappresentare opportunità valorizzazione delle professionalità con la certezza di risorse finanziarie specifiche (30% dei risparmi). Il nuovo contratto dovrà individuare istituti normativi innovativi per garantire continuità e stabilità al personale che si trova ad operare in una situazione di grande difficoltà derivante dalla riduzione di organico.
Ad oggi, nonostante l’intesa – precisa il segretario della Uil Scuola – il Governo non ha ancora convocato le organizzazioni sindacali per porre le basi dell’avvio del negoziato.
Autonomia scolastica
Le professionalità della scuola come risorsa per l’Agenzia di Supporto
all’ Autonomia scolastica e per l’Istituto di Valutazione del Sistema dell’Istruzione
Documento UIL Scuola
Il sistema italiano dell’istruzione sta attraversando una fase particolarmente delicata dei
necessari processi di qualificazione e modernizzazione; tale fase necessita di strumenti
privilegiati di supporto tra cui la diffusione della cultura dell’autonomia delle istituzioni
scolastiche, il potenziamento della attitudine alle attività di ricerca innovazione
sperimentazione e sviluppo già definiti dal DPR 275/99, gli interventi di carattere ordina
mentale ed un’efficace struttura per la valutazione del sistema scolastico.
Tutti gli strumenti richiamati fanno leva sul ruolo di forte rilevanza ricoperto dalla
formazione in servizio di tutti gli operatori scolastici.
Alla complessità riportata si aggiunge l’esigenza, da più parti sollevata, di valorizzazione
della professionalità docente e di meccanismi di sviluppo di carriera che possano sostenere
l’ appartenenza ad una categoria di professionisti tanto importante per lo sviluppo e la
crescita culturale ed economica della società.
In relazione a tale enunciato, la scrivente organizzazione sindacale ritiene importante
operare in modo coerente sulle funzioni da assegnare all’Agenzia Nazionale per il
Supporto all’Autonomia Scolastica, (ANSAS) ed all’Istituto Nazionale per la Valutazione del
Sistema dell’Istruzione (INVALSI).
I due soggetti vanno rafforzati in relazione alle specifiche identità che devono essere
chiare e definite con particolare riferimento all’integrazione ed al collegamento con la
scuola, con cui in primo luogo interagiscono, alle attività che con essa dovranno svolgere,
ed alla funzione di sollecitazione e supporto che dovranno assumere.
In ordine a tali esigenze vanno superate funzioni burocratizzate, di succursale della
amministrazione scolastica centrale, vanno dotate di strutture, ordinamenti professionalità
impegni e risorse adeguate alla finalità di sostenere concretamente la progettualità delle
scuole e la loro attitudine alla ricerca.
Dalle bozze di regolamento circolanti in via informale emergono invece preoccupanti
orientamenti ed indirizzi poco coerenti con le prospettive enunciate, anche in ordine alla
esigenza di valorizzare competenze ed esperienze professionali maturate dagli operatori
attualmente impegnati.
Per il raggiungimento degli obiettivi da perseguire, in stretto rapporto con la scuola, è
necessario che il bagaglio culturale e professionale del personale della scuola rimanga
risorsa professionale necessaria allo sviluppo delle attività istituzionali dell’ANSAS e
dell’INVALSI.
Risulta inoltre insostenibile il prospettato ulteriore dimagrimento degli organici, che non
trova giustificazioni rispetto alle previsioni degli articoli 610 e 611 della legge 296/2007,
cui si continua a fare riferimento per evitare la soppressione dell’ente prevista dall’art. 26
del D.L 112/2008.
Come già evidenziato unitariamente dalla UIL e dalla UIL Scuola inoltre le complessive
problematiche delle diverse tipologie di personale presenti all’interno dell’ANSAS possono
essere portate a soluzione attraverso percorsi differenziati per il personale
dell’amministrazione e scolastico da un lato e del personale precario da stabilizzare
dall’altro.
Ruolo fondamentale è a tale fine ricoperto dal confronto con il sindacato, che, ai fini della
rappresentanza dei lavoratori, va ricercato in ogni fase del percorso. Il ruolo della UIL
scuola mira anche a prevenire le perplessità già espresse dal personale coinvolto dalla
razionalizzazione, con risposte a bisogni ed aspettative rese attraverso uno statuto snello
ed essenziale, demandando a successivi regolamenti la definizione dei particolari.
Il regolamento organizzativo in oggetto deve comunque indicare gli elementi ed i principi
ai quali i successivi decreti attuativi dovranno attenersi.
lavoro di apprendistato: le precisazione del Ministero del Lavoro

La natura del rapporto di lavoro di apprendistato a scuola: le precisazione del Ministero del Lavoro
In risposta all’interpello del Consiglio dei Consulenti del lavoro, il Ministero del Lavoro riassume le conclusioni dottrinali e giurisprudenziali in base alle quali al rapporto di apprendistato si riconosce la natura di rapporto a causa mista.
La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con interpello n. 79 del 12 novembre 2009, rispondendo ad un quesito del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha confermato la natura di rapporto di lavoro a causa mista dell’apprendistato e quindi la sua riconducibilità ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato oppure a tempo determinato.
Si tratta di un riassunto delle conclusioni cui nel tempo è giunta la dottrina e la giurisprudenza, che concordemente riconoscono al rapporto di apprendistato la natura di rapporto a causa mista, a tempo indeterminato e pertanto risolvibile solo tramite giusta causa o giustificato motivo o, e qui sopravviene la natura appunto “mista” del rapporto, a conclusione del percorso formativo coessenziale al rapporto stesso.
Da qui, nel caso di risoluzione ante tempus per giusta causa, l’inapplicabilità della misura che prevede la corresponsione della retribuzione delle mensilità non prestate nel caso di licenziamento di un lavoratore a termine, ma anche la non licenziabilità in caso di non superamento della “prova d’arte” perché l’iter formativo va compiuto per intero.
Via: www.flcgil.it

