Ritornerai, racconto di Alessandra Pernolino

January 29, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Racconti sulla scuola 

“Cari “pargoli”,

perché sapete che è così che mi piace chiamarvi, abbiamo trascorso un anno intenso, tempestoso, ma magnifico e ricco di sorprese che ora volge al termine. Dobbiamo salutarci, ebbene sì, lo scrivo con una vena di malinconia che, data la vostra giovane età, non comprenderete mai fino infondo.

Vi lascio con una tenerezza immensa nel cuore e, con la speranza profonda, che chi prenderà il mio posto saprà comprendervi ed amarvi così come ho fatto io, con tutti i vostri difetti, le vostre curiosità, i vostri silenzi lunghi ed apparentemente immotivati che, all’inizio dell’anno, mi facevano così tanto “scaldare”.

Vi lascio portando nel cuore i vostri sorrisi, le vostre piccole soddisfazioni, le mie grandi vittorie. Nessuno ci porterà via i ricordi di quest’anno scolastico. Incontrerò tanti altri visi, ascolterò altrettante parole balbettate piano, calpesterò il pavimento di tante altre scuole, ma non potrò mai dimenticare le lacrime di Paolo, durante il compito in classe, i borbotti di Giorgio, quando dovevo interrogare, gli occhi languidi di Martina che si innamorava per la prima volta, le corse nel corridoio per venirvi a “recuperare” al suono della campanella, i vostri panini giganti e la pizza della ricreazione, la recita di Natale ed il vostro trucco da folletti del Polo Nord, la paura per il risultato delle verifiche, i sorrisi immensi davanti ad ogni piccolo progresso, il vostro chiedermi di restare fino a fine anno, le vostre preghiere, come se tutto questo dipendesse dalla mia volontà, le scritte sulla lavagna che mi salutavano, prima di andar via.

Non vi dimenticherò mai. Non vi lascio con richieste o consigli, ma solo con un pensiero: continuate ad essere veri e belli come siete oggi, non smettete mai di credere e di sognare, attendete sempre il meglio da voi stessi e dagli altri, sentitevi tristi, ogni tanto, e sfogate la rabbia nei vostri magici pianti liberatori. Crescete liberi e spontanei e non cercate di essere mai ciò che non siete già, perché la vostra forza risiede proprio nell’essere unici.

Vi abbraccio tutti, ma uno ad uno. ”.

Quando li guardai, i loro occhi erano lucidi. Stranamente, durante la mia lettura, nessuno aveva osato distrarsi, nessuno aveva proferito parola, nessuno aveva smesso, neanche per un istante, di fissare il foglio che avevo tra le mani. In realtà, li aveva stupiti anche il fatto che io, la loro prof, quella che metteva i voti, quella che era molto ben disposta alle critiche, avesse deciso di mettere nero su bianco una frase, delle parole, solo per loro.

Avevo esordito spiegando loro che volevo che sapessero ciò che mi passasse per la testa e che, siccome non ero brava a spiegare i miei sentimenti quanto i versi di Omero, avevo preferito scriverli, perché mi veniva più semplice. Ora, però, sembrava che ci fossimo detti tutto. Sembrava che l’unica cosa che potessi fare fosse alzarmi ed uscire da quell’aula. Mi sentivo svuotata.

Nel silenzio tombale, Giorgio, il più duro, all’apparenza, osò aprir bocca. Ero già pronta a sentire una delle sue frasi ad effetto, di quelle che fanno un rumore di risate e di battute, invece, restai meravigliata nel sentirgli pronunciare solo una parola: “ritornerai”. C’era un mondo dietro quelle lettere. C’era il mio mondo ed il loro che, per una strana alchimia, s’erano trasformati in un legame profondo. C’era la speranza di vedermi, a settembre, con la mia borsa di Mary Poppins ed i miei occhialetti neri per sembrare severa, varcare la porta della loro classe e fare l’appello, il solito appello, chiamandoli per nome, perché i cognomi mi hanno sempre dato l’idea di voler tenere a distanza qualcuno. C’era tutto quello che non era stato in grado di dirmi in un anno. C’era il suo grazie che risuonava in tutto il suo roboante splendore.

Mi commossi. Restai, per la prima volta nella mia vita, muta davanti ad una dichiarazione d’affetto. Erano i miei alunni a farmela. Tutti, anche quelli che erano rimasti in silenzio. Anche quelli che, adesso, si erano sciolti in lacrime. Mai, come in quel momento, sentii il peso di essere precaria. Mai, come allora, avrei voluto fare il Don Chisciotte e proclamare a gran voce che non m’importava di decreti e graduatorie, che non m’interessavano i punti, che mi sarei messa contro anche il Ministero, se fosse stato necessario, ma che sarei rimasta lì. Con loro. Invece, sputai fuori solo un impacciato “grazie”.

A ventotto anni, avevo smesso di sognare. Ero consapevole, perfettamente, che quelli sarebbero stati solo degli alunni, tra i tanti che non avrei mai condotto all’esame di stato. Tra i tanti che avrei visto solo passarmi davanti, ciascuno col proprio bagaglio di insicurezze, di sogni, di paure, di progetti. Solo degli alunni. Quel giorno andai a casa e, durante il viaggio di mezz’ora, ebbi il tempo di riflettere su quanto tutto questo fosse immensamente ingiusto.

La scuola secondaria di primo grado è il momento più importante della vita di un uomo. E’ un ciclo triennale che prepara alla maturazione dell’individuo. Gli insegnanti non sono chiamati solo ad essere dei trasmettitori di cultura, ma devono essere formatori di menti, di coscienze, di cuori. Gli adolescenti, più degli altri, hanno diritto ad avere punti fermi, figure di riferimento che li prendano per mano e li accompagnino lungo tutto il loro percorso di crescita.

Ero stata ingannata. Nei due anni di SSIS, mi ero sentita dire che la continuità scolastica fosse l’arma vincente per garantire un corretto sviluppo psico-pedagogico degli alunni. Tutto fumo. All’atto pratico, le tre classi nelle quali avevo insegnato, in tre anni di carriera, non avevano avuto lo stesso docente per più di un anno. Dov’era la continuità? Si parlava allora solo di contenuti? Non di uomini e donne, di cittadini, di individui, di persone, solo di contenuti.

La rabbia era forte. Mi sembrava di bruciare dentro. Avevo scelto il mio mestiere per un’ardente passione non solo nei confronti delle discipline letterarie, ma per come queste potessero rappresentare una salvezza per i ragazzi, troppo spesso inevitabilmente tentati dal successo e dai soldi, dal gioco e dal divertimento sfrenato, modelli che avevano preso piede in maniera eclatante.

Arrivai a casa e controllai il telefono. C’erano diciassette messaggi. C’erano diciassette “grazie” scritti. Compresi allora che, nonostante tutto, nonostante la tristezza del momento, nonostante la delusione, nonostante le lacrime, ero riuscita ad essere ciò che desideravo diventare, ero stata, per quei ragazzi, per i miei ragazzi, un punto di riferimento, un adulto di cui fidarsi, un veicolo di trasmissione di informazioni che regalano quel qualcosa in più necessario per essere migliori: quell’humanitas propria dei poeti e degli artisti in genere, quella cultura che non si trova solo nei libri di scuola o sui piedistalli dei cattedratici, quel respiro vitale che è proprio delle menti libere.

BREVE SCHEDA BIOGRAFICA: Laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università “La Sapienza di Roma” con tesi in Pedagogia Generale, ho frequentato la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario (SSIS), presso l’Università degli Studi del Molise, conseguendo due abilitazioni (Classi A043/50 e A051). Docente di materie letterarie presso gli Istituti Secondari di Primo Grado, sono al mio terzo anno di insegnamento.


Regolamento superiori

January 29, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Riforma delle superiori, riforma dei licei 

L’economia rispetti le ragioni della scuola.

Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

Anche la Commissione Istruzione del Senato, a maggioranza, ha espresso parere favorevole sugli schemi di Regolamento per Licei, Istituti tecnici e Istituti Professionali. I tre pareri sono corredati da osservazioni che non si discostano sostanzialmente da quelle già formulate dalla VII Commissione della Camera.

La CISL Scuola non può che ribadire quanto già dichiarato nei giorni scorsi, a partire dall’amara constatazione che, ancora una volta, sono mancate le condizioni per superare anguste logiche di schieramento. L’assenza, o l’insufficienza, dell’impegno a ricercare e favorire larghe intese su un tema di interesse generale come l’istruzione rende ancor più arduo sottrarre una riforma tanto attesa e tanto necessaria ai pesanti condizionamenti derivanti da politiche miopi, volte esclusivamente al contenimento della spesa.
La CISL Scuola ha sempre mantenuto, sul tema delle riforme, un atteggiamento responsabile e coerente col forte impegno speso, già nella passata Legislatura, a sostegno di un qualificato progetto di innovazione dell’intero II ciclo di istruzione.
Coerenza e responsabilità che tuttavia nessuno può intendere come disponibilità ad accettare un cambiamento “ad ogni costo”: in questo senso ci siamo espressi con chiarezza, ponendo precise condizioni alle quali si lega in modo decisivo la nostra valutazione su tempi e modi di attuazione della riforma.
Abbiamo chiesto un avvio contestuale per le tre tipologie di percorso; un avvio limitato alle sole classi prime, con garanzia di reale continuità secondo gli attuali modelli per le classi successive, che non possono vedere stravolto, insieme ai quadri orari, il loro impianto curricolare.
Non può essere ragionevolmente negato il rispetto di un criterio di gradualità, che è indispensabile seguire per non stravolgere la fisionomia e per non compromettere la qualità dei percorsi formativi a suo tempo liberamente scelti dagli alunni e dalle loro famiglie: le ragioni dell’economia possono e devono comporsi con questa esigenza primaria. Su questo chiediamo al governo di assumersi fino in fondo le sue responsabilità.
Al Ministro dell’Istruzione, nel frattempo, chiediamo di essere urgentemente convocati, prima della definitiva approvazione dei Regolamenti da parte del Consiglio dei Ministri, come già previsto in occasione del precedente incontro tecnico al MIUR.

Roma, 28 gennaio 2010

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola


SALVIAMO la scuola “Madonna Assunta” (73° Circolo Didattico di Napoli)

January 29, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Proteste 

Ci sono 500 bambini che il prossimo 14 settembre non potranno fare ritorno a scuola.

Si tratta degli studenti del 73° circolo didattico di Napoli, la scuola Madonna Assunta, chiusa dall’8 aprile 2009.

Gli edifici della scuola sono stati chiusi e dichiarati inagibili, i bambini smistati in scuola di tre quartieri differenti. La vicenda ha dell’incredibile, perché tutto questo accade dopo sei anni di lavori per la ristrutturazione del plesso ed il suo adeguamento alla legge 626.

Sei anni e 600 mila euro sprecati, secondo la Procura della Repubblica che emesso un provvedimento di contravvenzione nei confronti dei responsabili dei lavori. Sei anni durante i quali la voce di insegnanti e famiglie della Madonna Assunta si è più volte levata a contestare numerose irregolarità.

Dal 2003, anno di inizio dei lavori, i dirigenti hanno più volte cercato di denunciare all’amministrazione comunale che le scelte del Servizio Tecnico fossero sbagliate. I lavori alla Madonna Assunta non erano soltanto inutili, ma addirittura dannosi: non avrebbero garantito la sicurezza e l’incolumità degli oltre 750 bambini iscritti.

La sentenza della Procura della Repubblica non fa che confermare l’uso indiscriminato di risorse pubbliche per lavori che hanno peggiorato le condizioni degli stabili della scuola.

Ad oggi, nel plesso sono presenti barriere architettoniche per i disabili é stato staccato il riscaldamento e si rilevano grossi problemi al sistema idrico dei bagni che provocano l’allagamento dello stabile ogni volta che piove.

È paradossale che per giungere a questi miseri risultati ci siano voluti sei anni, durante i quali i bambini hanno vagato tra gli istituti presenti in altri quattro quartieri – privati di strumenti indispensabili alla didattica come laboratori e palestre.

Tutto questo accade in quella che è una delle poche scuole pubbliche del sud Italia a praticare il tempo pieno. La “Madonna Assunta” nasce trent’anni fa proprio come istituto destinato ai figli degli operai Italsider di Bagnoli, ed è sempre stata attiva nell’integrazione e nella prevenzione.

La cosa assurda e’ che nello stesso plesso dichiarato inagibile ci sono un istituto nautico ed un cral che sono ancora aperti, ma se l’edificio e’ inagibile perche’ loro sono ancora li’? ??
Firmate la petizione per chiedere l’immediata riapertura della scuola.


Decreto Brunetta

January 28, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Sindacato 

Scuola: sul Decreto Brunetta sono illegittime e impraticabili “le fughe in avanti”

L’intento di questa scheda è quello di fare chiarezza e distinguere, dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 150, le materie del CCNL automaticamente e immediatamente modificate dalla legge da quelle tuttora valide, anche alla luce di alcune iniziative (poche per la verità) tese ad anticipare i contenuti del decreto 150/2009 o a mettere in discussione i contratti integrativi di istituto già firmati.

Innanzitutto va detto che l’attuale CCNL è valido fino alla sottoscrizione del prossimo accordo. Fino a quando non verrà sottoscritto il CCNL 2010/2012, non è previsto, in linea generale, l’adeguamento automatico e immediato dell’intero corpo contrattuale alle nuove regole, come tra l’altro afferma anche l’ARAN con una nota del 23 dicembre 2009, inviata al MIUR.

Vediamo qual è il nuovo quadro di riferimento del rapporto di lavoro del personale della scuola nelle norme e nel contratto.

Parti non modificate
Contrattazione integrativa. Restano validi i tre livelli territoriali – nazionale, regionale e di istituto -, la durata dei contratti integrativi e gli ambiti di competenza di ciascun livello.

I contratti di istituto già sottoscritti o in via di sottoscrizione non possono essere modificati dai contenuti del decreto. Infatti l’art. 65 stabilisce che l’adeguamento ai contenuti del decreto debba essere effettuato entro il 31/12/2010.

Inoltre, poiché il CCNL 2006/2009 non è stato modificato nei contenuti e negli ambiti di competenza delegati alla contrattazione di istituto e, lo stesso decreto, stabilisce un legame stringente tra contratto nazionale e materie delegate al secondo livello di contrattazione, è di tutta evidenza che fintanto non sarà sottoscritto il nuovo contratto nazionale, nulla cambia, nonostante il termine di cui all’articolo 65.

Premi e merito. Per i docenti è prevista l’emanazione di uno specifico DPCM (art. 74). Nulla si dice per gli ATA. È evidente che per loro la materia sarà regolata dal CCNL. Un’ipotesi diversa sarebbe impraticabile per più ragioni. Vediamole.

a) La mancanza di un organismo indipendente di valutazione della performance. L’art. 74 esclude la costituzione dell’organismo di valutazione di scuola previsto dall’art. 14.

b) La finalizzazione dei finanziamenti destinati alle scuole. Il fondo di istituto, incarichi specifici, funzioni strumentali, aree a rischio e ore eccedenti la pratica sportiva sono finalizzati al pagamento di prestazioni aggiuntive ed effettivamente svolte dal personale. Non c’entrano niente con la premialità e il merito.

Inoltre è lo stesso decreto 150/2009 all’art. 57 stabilisce che dovranno essere destinate apposite risorse nell’ambito di quelle previste per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Quindi fino al prossimo rinnovo contrattuale questa parte rimane inattuabile.

c) La mancanza di fondi. I recenti contratti integrativi nazionali hanno utilizzato i fondi disponibili per ampliare i beneficiari dell’art. 7, hanno istituito una nuova posizione economica per gli assistenti, deciso le regole per i passaggi verticali e distribuito le economie residue, sotto forma di compenso una tantum al personale.

In conclusione: il capo II “Relazioni Sindacali” del CCNL 2006/2009 non è stato modificato dal D.lgs 150, quindi, è pienamente vigente fino al prossimo rinnovo.

Vogliamo inoltre ricordare che un’applicazione dei contenuti relativi alla premialità oltre che impraticabile sarebbe illegittima ai sensi dello stesso decreto che prevede che una serie di adempimenti preventivi siano adottati dalla Commissione nazionale per la valutazione.

Parti immediatamente e automaticamente modificate
Retribuzione accessoria. Scatta la decurtazione, durante l’assenza per malattia, del compenso Cia, Rpd, Indennità fissa al Dsga e ore eccedenti per l’insegnamento in classi collaterali e in caso di cattedre ordinamentali costituite su più di 18 ore.

Su questo ultimo punto segnaliamo i primi risultati positivi ottenuti a seguito di ricorsi patrocinati dalla FLC.

Fasce reperibilità durante la malattia.
La durata delle nuove fasce, in vigore dal 4 febbraio 2010 è di sette ore giornaliere: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Procedimenti disciplinari. Le nuove regole si applicano a docenti e ATA con alcune eccezioni. La legge ha modificato e integrato il CCNL per gli ATA, abrogato gli articoli del T.U. 297/94 per i docenti a tempo indeterminato, lasciando invece invariate le procedure per i docenti a tempo determinato. Un paradosso o una svista?

Via: www.flcgil.it


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