Concorso musicale
Bando 4° Concorso Musicale “Musica e Cinema”
12 – 15 maggio 2010
L’Istituto Comprensivo “Via Fontanile Anagnino” di Roma, con il Patrocinio del
Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, del Presidente della Provincia di Roma, dell’Assessore
alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, del Presidente del X Municipio e
del CCR,
b a n d i s c e
il 4° Concorso Musicale Nazionale per l’anno scolastico 2009/10.
Il Concorso è stato istituito nell’anno scolastico 2006/07 per commemorare il trentennale
dell’istituzione della Scuola Media Statale “Anna Magnani” di questo Istituto.
Tale Concorso si propone di stimolare l’interesse e la diffusione della musica fra i giovani, attraverso
il confronto e lo scambio di esperienze musicali maturate all’interno delle singole realtà scolastiche.
REGOLAMENTO
Art. 1 – Partecipano al Concorso le Scuole Primarie, gli Istituti Secondari Statali di 1° Grado e gli
Istituti Comprensivi.
Art. 2 – L’ Istituto Comprensivo “Via del Fontanile Anagnino”, organizzatore, non parteciperà al
Concorso, ma si esibirà in occasione della giornata conclusiva della manifestazione.
Art. 3 – Il Concorso si articola in 6 categorie:
A – gruppi strumentali per classi ad indirizzo musicale suddivisa nelle seguenti sezioni:
A1 – Ensemble strumentale da 3 a 10 elementi
A2 – Gruppi orchestrali da 11 a 40 elementi
B – gruppi polifonici di flauti dolci per classi non ad indirizzo musicale – scuola
secondaria 1° grado;
C – gruppi strumentali per classi non ad indirizzo musicale – scuola
secondaria 1°grado;
D – gruppi vocali o vocali/strumentali – scuola secondaria 1°grado;
E – gruppi strumentali – scuola primaria;
F – gruppi vocali o vocali/strumentali – scuola primaria.
Art. 4 – I gruppi partecipanti devono essere composti da minimo 3 elementi per la
categoria A, da minimo 16 per tutte le altre categorie e non possono superare il numero
di 40. Per la categoria A1 ogni scuola può partecipare con un massimo di 3 ensemble
e ogni alunno può far parte di una sola formazione.
Nella categoria B sono ammessi, a sostegno dei flauti, solo i seguenti strumenti: chitarre,
chitarre basso, tastiere e percussioni.
Nei gruppi vocali/strumentali delle categorie D ed F il gruppo vocale deve essere composto
da minimo 5 elementi.
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In caso di iscrizione dello stesso gruppo a più categorie, la quota di iscrizione per alunno
(Art.13/f) dovrà essere corrisposta per ciascuna categoria.
I concorrenti della categoria A non possono iscriversi alle altre categorie. Per la categoria A
è prevista anche la partecipazione di una sola classe di strumento (esempio: gruppo di violini,
gruppo di trombe, gruppo di clarinetti, gruppo di chitarre,etc.); è ammesso altresì l’impiego di
altri strumenti purché utilizzati dagli stessi alunni del corso ad indirizzo musicale. A tal fine
farà fede una dichiarazione del Dirigente Scolastico.
Art. 5 Per motivi organizzativi, in caso di un elevato numero di richieste, saranno prese in
considerazione le iscrizioni, per ciascuna categoria, in base al loro ordine di arrivo.
In caso di rinuncia o di mancata conferma delle scuole ammesse subentreranno le prime
scuole escluse.
Art. 6 Il Concorso si articola in un’unica fase eliminatoria.
Alle scuole partecipanti sarà consegnata una targa ricordo, ai docenti e agli alunni un
Attestato di partecipazione.
Art. 7 – PREMI
1° Classificato di ogni categoria: coppa + diploma (da 95/100 a 100/100)
2° Classificato di ogni categoria: diploma (da 90/100 a 94/100)
3° Classificato di ogni categoria: diploma (da 85/100 a 89/100)
Il primo assoluto di ogni categoria (con punteggio non inferiore a 98/100) riceverà un
premio in denaro di € 300,00 che verrà versato alla Scuola vincitrice da questo Istituto,
quale contributo per il finanziamento dell’attività musicale.
In caso di ex-aequo il premio in denaro sarà diviso tra i vincitori.
I primi assoluti e i primi classificati saranno tenuti ad esibirsi il 15 maggio 2010 presso
il Cinema Teatro Don Bosco di Roma, in Viale dei Salesiani, 13.
Art. 8 – Per tutte le categorie è richiesta l’esecuzione di due o più brani; la durata massima
dell’audizione è di 15 minuti per ogni categoria. Solo per la cat. A1 l’esibizione non
deve superare i 7 minuti. Sono ammesse basi musicali pre-registrate e accompagnamenti
automatici per tastiera solo per i gruppi vocali della Scuola Primaria.
Art. 9 – La Commissione esaminatrice sarà composta da Docenti di Musica e di Strumento.
Il giudizio della Commissione è insindacabile.
Per ogni controversia il Foro competente è quello di Roma.
Art. 10 – Per lo svolgimento del Concorso è necessaria l’iscrizione di almeno 3 scuole
per categoria.
Art. 11 Il Concorso si svolgerà nei seguenti giorni : 12-13-14 Maggio 2010.
Il giorno 15 Maggio 2010 avrà luogo la premiazione e un Concerto pubblico in cui si
esibiranno le scuole vincitrici, quelle con particolari segnalazioni da parte della Giuria e gli
alunni della scuola promotrice.
L’evento si svolgerà presso il Cinema Teatro Don Bosco di Roma.
Art. 12 – Le schede di adesione al Concorso devono essere inviate via fax al n. 067900152 entro
e non oltre il giorno 27 febbraio 2010 (pena l’esclusione). Si prega di mandare
conferma via e-mail al seguente indirizzo: a.magnani@romascuola.net con l’indicazione
della data e dell’ora dell’avvenuta trasmissione.
La Commissione si riserva di accettare schede di adesione, pervenute oltre la scadenza, solo
per le categorie con un numero esiguo di iscrizioni.
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Art. 13 – Entro il 26 marzo 2010 le scuole partecipanti dovranno far pervenire per posta, alla
segreteria del Concorso, presso l’ Istituto Comprensivo “Via del Fontanile Anagnino”
– SMS Anna Magnani, Via del Fontanile Anagnino, 123 – 00118 Morena (fa fede il
timbro postale) quanto segue:
a) la dichiarazione del Dirigente Scolastico relativa agli strumenti insegnati nelle
classi ad indirizzo musicale;
b) la categoria per cui concorrono;
c) la composizione effettiva dell’organico strumentale (n. tastiere, n. chitarre, etc);
d) le fotocopie, in triplice copia, dei brani che saranno eseguiti, in partitura completa;
e) le seguenti notizie su ogni singolo candidato: nome e cognome, data di nascita,
classe frequentata (non sono ammessi ex alunni della Scuola);
f) la fotocopia della ricevuta del conto corrente postale n. 30349047 intestato
all’Istituto Comprensivo “Via del Fontanile Anagnino” con la causale del
versamento ( 4° Concorso Musicale Nazionale “Musica e Cinema”) e la categoria.
Si richiede un versamento di € 5,00 (cinque) per ogni alunno che partecipi
alle varie categorie o sezioni.
Art. 14 –Il calendario delle audizioni sarà pubblicato sul sito della Scuola
www.fontanileanagnino.too.it entro il 9 aprile 2010.
Art. 15 – I candidati dovranno essere muniti di un tesserino con la propria fotografia, timbrato
dalla scuola di appartenenza. I partecipanti dovranno presentarsi alle audizioni con tutto
l’occorrente per l’esibizione (spartiti, leggii, strumenti, etc.). La scuola ospitante si impegna
a fornire un locale per eventuali esigenze di cambio di abiti.
La scuola declina ogni responsabilità riguardo alla custodia del materiale musicale.
Art. 16 – In caso di mancata partecipazione al Concorso, le Scuole avranno diritto alla restituzione
del 50% della quota d’iscrizione solo se la comunicazione della rinuncia perverrà via fax,
entro non oltre il 16 aprile 2010.
Per ulteriori informazioni consultare il sito www.fontanileanagnino.it, telefonare allo
0679896252 (prof.ssa Antonella Isabella – prof. Vito Ariosto), dal lunedì al venerdì, (orari:
8.30/9.30- 14.00 /15.00) o inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica della Scuola
(a.magnani@romascuola.net).
Si allega alla presente:
- Scheda di adesione al Concorso
- Mappa per raggiungere la Scuola
- Elenco strutture alberghiere e case di accoglienza in zona
Roma, 08 gennaio 2010 f.to
Il Dirigente Scolastico
Personale docente
Incontro al Miur riguardo gli organici personale docente.
Il giorno 23 febbraio 2010, in prosecuzione dell’incontro del 10 scorso, c’è stato un ulteriore incontro tra l’amministrazione e le organizzazioni sindacali per un’informativa sugli organici del personale docente, relativi all’anno scolastico 2010/11. Per la UIL scuola ha partecipato Pasquale Proietti.
L’incontro ha avuto carattere ancora interlocutorio anche se oggi siamo in presenza di dati più puntuali rispetto al numero degli alunni.
L’applicazione dell’art. 64 della Legge 133/08 comporta, per l’anno scolastico 2010/11, una riduzione complessiva di organico di 25.600 unità.
Tale riduzione l’amministrazione intende realizzarla anche tenendo conto della previsione dell’andamento degli alunni che complessivamente dovrebbe consistere in un incremento di circa 7.700 unità, cosi suddivise:
Scuola Primaria: + 14.800
Scuola Secondaria di 1° grado: + 10.000
Scuola Secondaria di 2° grado: – 17.000
Per gli interventi di contenimento dell’organico previsto dalla Legge 133/08, l’amministrazione, oltre a tener conto dell’andamento degli alunni, agirà sull’innalzamento del rapporto alunni/classi, sul dimensionamento della rete scolastica e sul riordino dei cicli di studio.
Nessuna riduzione verrà operata, invece, nella scuola dell’infanzia.
In questo settore verrà consolidato l’organico di fatto dell’anno scolastico in corso con un incremento in organico di diritto di 590 posti.
Per il Sostegno, con l’anno scolastico 2010/11, si completa l’incremento triennale dell’organico di diritto, previsto dalla Legge 244/07, che verrà determinato in 63.348 unità.
Complessivamente, tra diritto e fatto, si manterranno i livelli di organico di due anni fa, circa 93.000 unità.
La UIL ha ribadito che un problema straordinario come questo non può essere affrontato e gestito con sistemi e strumenti tradizionali.
Per la UIL bisogna agire sull’istituzione di un organico funzionale, per un uso flessibile delle risorse professionali che potranno derivare da situazioni di esubero.
Ma, soprattutto, per la UIL bisogna partire dalle esigenze di funzionamento delle singole istituzioni scolastiche, verificando scuola per scuola eventuali situazioni di criticità legate al numero degli alunni per classe a alla nomina dei supplenti.
E’ su questi aspetti che valuteremo la capacità dell’amministrazione di gestire tutta la fase di determinazione degli organici rispettando l’esigenza di funzionalità delle scuole.
La scuola italiana
La scuola italiana: Un patrimonio da difendere – Articolo di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Riportiamo, di seguito, l’articolo del Segretario Generale della CISL Scuola Francesco Scrima pubblicato oggi su Conquiste del Lavoro.
“La scuola italiana è un bene comune, che appartiene all’intero Paese. E’ una priorità su cui far convergere gli interessi della comunità nazionale”. Con queste parole si apriva, nella primavera del 2008, un nostro appello alle forze politiche impegnate nella campagna elettorale. Un appello che invitava a non disperdere il lavoro di progettazione di un nuovo impianto curricolare e ordinamentale della scuola secondaria, in particolare quello avviato sulle filiere dei tecnici e dei professionali, perché si giungesse a completare i percorsi di riforma in atto, troppo a lungo segnati dal prevalere di logiche di contrapposizione politico-ideologica, dotandoli di un profilo alto di contenuti e di una solida e larga base di consenso, auspicabilmente più ampia della maggioranza pro tempore.
Ora che i regolamenti sul II ciclo, ultimato il proprio iter, sono stati licenziati nella stesura definitiva, possiamo stimare se e quanto i destinatari del nostro appello lo abbiano raccolto, se e in che misura ne abbiano tenuto conto.
Nel fare questo, vogliamo essere noi per primi a sottrarci al rischio di una lettura piegata a ragioni di natura ideologica o a pregiudiziali politiche, del tutto estranee al nostro modo di essere.
Né possiamo limitarci, nel valutare gli esiti di un percorso di riordino, a considerare le ricadute che ne derivano sull’organizzazione del sistema e, di riflesso, sulle condizioni di lavoro del personale che rappresentiamo e tuteliamo. E’ il terreno su cui la nostra azione si esercita in modo più diretto e immediato, ma è evidente che non può essere questa la sola chiave di lettura utilizzata.
Sul tema delicato e inevitabilmente controverso della riforma ci siamo mossi seguendo una linea chiara e coerente: chiara nel sostenere la necessità di un intervento di riordino, atteso da anni, che riportasse fra l’altro a razionalità un sistema letteralmente “esploso” nel tempo in centinaia di indirizzi; coerente nel dare seguito all’impegno profuso nella passata Legislatura per rilanciare in termini di piena dignità e forte qualità i percorsi dell’istruzione tecnica e dell’istruzione professionale, questi ultimi giustamente recuperati nell’ambito del sistema scolastico nazionale.
Non abbiamo trascurato occasione per evidenziare luci e ombre di un impianto ordinamentale che, come detto in apertura, avremmo preferito veder nascere sotto il segno di una più ampia condivisione: in questo senso non abbiamo remore a denunciare come sia stato compiuto, anche rispetto a segnali che era parso di cogliere in avvio di Legislatura, un evidente passo indietro.
La riforma che si avvia non può considerarsi un “prodotto finito”, per palesi limiti intrinseci (si pensi ai “vuoti” da riempire attraverso intese con le Regioni per i Professionali) e per la stessa previsione di una verifica da farsi a scadenza del primo triennio di applicazione. Ciò comporta, per quanto ci riguarda, la necessità di mantenere un livello alto e forte di interlocuzione per ribadire le criticità già evidenti, segnalare quelle che sicuramente emergeranno in una fase di applicazione prevedibilmente complessa e tormentata (basti pensare alla gestione del personale coinvolto nel nuovo assetto delle cattedre e della classi di concorso), rivendicare quindi gli interventi correttivi che riterremo indispensabili.
E’ sempre più chiaro che servirebbe, a monte, un diverso segno delle politiche scolastiche, da sostenere con forti risorse e oggi invece sacrificate in modo irragionevole alla logica dei tagli indiscriminati.
Il vero e proprio agente inquinante, che sta rendendo pesante e irrespirabile il clima di una stagione che avrebbe potuto essere per il sistema formativo di importante e positivo cambiamento, è infatti costituito dai pesanti vincoli di una manovra economico finanziaria condotta in modo testardo e ostinato, che ha visto e ancora vede sacrificare in larga misura agli obiettivi di risparmio le ragioni della scuola. Usiamo il termine risparmio con qualche ritegno, perché non è tale quello che avviene a scapito dell’istruzione e della formazione, specie nel momento in cui su queste bisognerebbe avere il coraggio (e l’intelligenza) di investire.
Non a caso abbiamo messo al centro delle nostre rivendicazioni, in questi mesi, una revisione o almeno una diversa scansione nel tempo del piano triennale di riduzione degli organici, essendo questo il vero problema, rispetto al quale un semplice “rinvio” dei nuovi ordinamenti non avrebbe offerto la benché minima soluzione.
Era inevitabile che la volontà di realizzare ad ogni costo il piano dei tagli condizionasse, dopo i guasti prodotti nel primo ciclo, anche il processo di riordino del secondo.
Da sempre manifestiamo forti perplessità per una riduzione dei quadri orario che in molti casi, nel nuovo ordinamento, renderà arduo assicurare la congruenza dei percorsi rispetto ai profili di uscita (pensiamo soprattutto agli spazi per le attività di laboratorio nei tecnici e nei professionali): forse ancor più grave, e inaccettabile, è lo scardinamento degli orari nelle classi successive alla prima, con cui il Governo viene meno anche all’elementare principio di una doverosa gradualità. Una forzatura che rischia di vanificare quanto di positivo poteva derivare dalla scelta, giusta e saggia, di limitare l’avvio del nuovo ordinamento – come da noi richiesto – alle sole prime classi.
Forti di una condotta chiara, lineare e coerente, ci sentiamo legittimati più di altri a denunciare come intollerabili i guasti prodotti da un governo delle politiche scolastiche rimesso all’insindacabile giudizio e ai diktat del ministro dell’economia.
In attesa di capire se e quanto dobbiamo sentirci annoverati tra quei “sindacati moderati” che sono stati invitati ad assumere “atteggiamenti di responsabile collaborazione”, suggeriamo al ministro dell’istruzione di cercarli, i moderati, prima di tutto nella sua stessa compagine governativa – se ce ne sono! – per fronteggiare con un po’ più d’efficacia gli estremisti del rigore che stanno invadendo pesantemente le sue stesse competenze.
Fuor di battuta, non mancano al ministro, se davvero li vuol cercare, gli interlocutori ragionevoli: la CISL Scuola, e insieme ad essa tutte le organizzazioni più rappresentative della categoria, lo sono sempre state (ivi comprese quelle che, quando il governo non è amico, si concedono una sorta di “vacanza massimalista”, offrendo così la sponda a reazioni uguali e contrarie). Abbiamo sempre mantenuto, nella storia del sindacalismo scolastico italiano, quel profilo di apertura e sostegno all’innovazione che è proprio dei soggetti riformatori.
C’è forse un eccesso di enfasi nel celebrare questa come “la prima vera riforma” dopo Gentile: altre ce ne sono state, e altrettanto vere. Quella che unificò la scuola media, assicurando le condizioni per estendere e qualificare l’esercizio del diritto allo studio; quella della scuola elementare, nel 1990, che coronò, portandola a sistema, una stagione feconda di diffusa sperimentazione. Nel mezzo, l’istituzione della scuola materna statale. Riforme che rispondevano, positivamente, a istanze fortemente sostenute dal sindacalismo scolastico e soprattutto da quello confederale, da sempre soggetto “ragionevole e responsabile” perché portatore di una rappresentanza sociale ampia e non corporativa.
Se quella di oggi ha un primato, purtroppo è quello di essere la prima riforma della scuola imposta al Paese fuori da un clima di positivo e costruttivo dialogo, con la presunzione, inaccettabile e sbagliata, che di un serio confronto con le organizzazioni sindacali si possa tranquillamente fare a meno.
Noi il confronto lo rivendichiamo, a partire da quello che nell’immediato si apre sugli organici, tema che investe le condizioni di vita e di lavoro del personale della scuola, ma che ha riflessi importanti e decisivi sulla qualità e l’efficacia del servizio reso all’utenza.
Chiediamo attenzione, chiediamo risposte e siamo determinati ad ottenerle, anche ricorrendo, se del caso, alle necessarie iniziative di mobilitazione.
Francesco Scrima, Segretario Generale Cisl Scuola
Regolamento scolastico
Una riforma marchiata MEF – Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Finalmente vedono la luce, dopo quasi due settimane dalla “seconda lettura”, i regolamenti del II ciclo. Il ritardo nella pubblicazione risponde essenzialmente alla necessità di “marchiare” ancora di più il prodotto col timbro del Ministro dell’Economia. Numerosi sono infatti i richiami ad un rigido rispetto dei vincoli di spesa, così come si rendono “invalicabili” le disponibilità di organico.
Nel momento in cui i riflettori tornano ad accendersi sulla scuola, con la pubblicazione di indagini di indubbio interesse che rilevano puntualmente pregi e criticità, diventa sempre più evidente la necessità di un governo del sistema che affronti e risolva anche i nodi di possibili diseconomie e inefficienze, ma si ponga in una prospettiva di respiro più ampio, non limitandosi all’unico e ossessivo criterio del contenimento dei costi.
Abbiamo detto qualche giorno fa che questa riforma è pesantemente inquinata dai tagli: le “bollinature” scaturite dal concerto fra MIUR e MEF confermano e aggravano le nostre preoccupazioni. Perché si cambi registro, e tornino a prevalere le ragioni della scuola, assumeremo ogni iniziativa necessaria, con forza e determinazione.
Roma, 24 febbraio 2010
Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

