Scuola Bologna
Scuola Bologna: tagli agli organici le iniziative della FLC CGIL
Nell’ambito della settimana di mobilitazione promossa dal nostro sindacato, la FLC CGIL di Bologna sarà a Roma il 30 aprile sotto il Ministero dell’Istruzione. Porteremo le ragioni dei quasi 500 insegnanti e personale ATA che non lavoreranno più nella scuola a Bologna, dei 1.400 bambini discriminati e di altrettante famiglie di genitori lavoratori che non sanno al momento a che santo appellarsi, di un territorio con la più alta crescita demografica in Italia che non può stare dentro i tagli indiscriminati del Ministero.
Meno 48 insegnanti alla primaria, 58 alle medie e 125 alle superiori, più circa 200 tra collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi tagliati solo in organico di diritto, più l’ulteriore sforbiciata attesa in organico di fatto: tutti precari da molti anni che non lavoreranno più, anche perché i pensionamenti sono la metà dello scorso anno. Tagliati i posti di lavoro e tagliata la buona scuola pubblica (soprattutto nella scuola superiore dopo il tremendo il colpo subito dagli istituti tecnici e professionali) e senza stabilizzazioni alla vista, dunque una scuola ancora precaria a Bologna per oltre il 25% degli addetti.
Almeno 600 bambini sono esclusi dalla scuola dell’infanzia: condannati ad essere autodidatti perché approdati alla scuola in un periodo di vacche magre, in una città invece che in un’altra, e soprattutto non sono nati in regioni del centro-destra amiche dei ministri.
Idem dicasi per circa 800 bambini fuori dal tempo pieno. Meno dello scorso anno perché l’epoca della libera scelta di un modello didattico è finita e l’esperienza di una girandola di figure (tra insegnanti, educatori e perfino volontari) per arrivare alle 40 ore è bastata e solo le famiglie che ne hanno assoluto bisogno l’hanno richiesto.
Per tutti i 106.000 studenti bolognesi di ogni ordine e grado di scuola classi accorpate, sempre più numerose e senza continuità didattica, meno tempo prolungato alla media (14 classi), meno scuola in termini di contenuti, laboratori, attenzioni individualizzate, sorveglianza, risorse. Dunque meno futuro. Perché è evidente che non ci possono stare, senza pagarne conseguenze altissime, almeno 2.000 studenti in più (come ogni anno a Bologna) in una scuola con circa 500 unità di personale in meno, anche se gli ordinamenti hanno tagliato tempo, contenuti e qualità della scuola pubblica.
Finalmente giovedì 29 aprile le organizzazioni sindacali saranno ricevute dall’Ufficio scolastico provinciale: ci dovranno dare dati precisi benché scomodi e ci sarà comunicato come l’Amministrazione intende produrre una quadratura del cerchio. Pretenderemo almeno il rispetto della legge e che siano dunque garantiti 2 insegnanti per classe alle 1.091 sezioni “storiche” di tempo pieno e l’inglese necessario, riservandoci in caso contrario di impugnare ogni atto e di ricorrere alla Procura della Repubblica, perché non si può aggiungere a tagli ingiusti e sbagliati un diritto diseguale dei ragazzi bolognesi rispetto al resto del Paese.
Stiamo lavorando ad un’assemblea cittadina della scuola superiore nella tempesta, ad un’Assemblea dei precari e ad una manifestazione con l’Assemblea delle scuole per il 14 maggio, il 15 maggio saremo nuovamente a Roma con i nostri precari per l’Assemblea nazionale promossa dalla FLC CGIL. Saremo soprattutto con le RSU, in assemblea il 3 maggio, dentro ogni scuola ed ogni territorio per difendere il lavoro di centinaia di persone, le legittime aspettative di tutte le famiglie ed il diritto dei ragazzi a costruirsi un futuro.
A Ravenna e Forlì la scuola che non si rassegna incontra i cittadini
Su iniziativa della FLC CGIL due appuntamenti per far comprendere le ragioni della nostra opposizione alle scelte del governo che penalizzano la scuola pubblica.
A Ravenna il personale della scuola, gli studenti, le famiglie, le istituzioni e la società civile sono invitati a partecipare lunedì 10 maggio all’iniziativa pubblica “La scuola è una risorse del Paese? Nuovi ordinamenti e riordino della secondaria di II grado”.
L’appuntamento è alle ore 16 presso la sala D’Attorre, Via Ponte Marino, 2. Interverranno: Maria Brigida, segretaria nazionale FLC CGIL, Fabrizio Matteucci, Sindaco del Comune di Ravenna, Nadia Simoni, Assessore all’Istruzione della Provincia di Ravenna, Piero Tamburini, Presidente ARISSA (Rete Scuole Statali Autonome), Lorenzo Margotti, Rappresentante Rete Studenti Medi. Coordina Monica Ottaviani, Segretaria generale FLC Cgil Ravenna.
“La scuola che resiste” è, invece, il titolo dell’incontro pubblico con insegnanti, genitori, studenti e cittadini che si terrà a Forlì, su iniziativa della FLC CGIL, giovedì 6 maggio alle ore 17.00 presso la CdLT CGIL, Via Pecano, 7 – Sala “Luciano Lama”.
Fiorella Amadori, Segreteria FLC CGIL Forlì, presenterà l’incontro che sarà condotto da Sergio Minghetti, giornalista e insegnante. Intervengono: Sonia Biondi e Monica Mazzotti (Scuola dell’Infanzia), Ermanno Vallini e Vanni Bertozzi (Scuola Primaria), Gianna Todoli e Mara Capponi (Scuola Media) e Gaetano Avallone, Stefania Spinelli e Maura Ventimiglia (Scuola Superiore). ConcludeNicola Garcea, Segretario generale FLC CGIL Forlì e Cesena.
Scuola Molise
Scuola Molise: i precari della FLC CGIL hanno un proprio coordinamento.
Il 27 aprile 2010 si è costituito il Coordinamento regionale dei precari della FLC CGIL, volto a contrastare le scellerate politiche in materia di istruzione di questo governo che ha fatto dell’attacco alla scuola pubblica una delle sue principali linee guida.
Grazie alla modifica statutaria approvata durante l’ultimo congresso nazionale della FLC CGIL a San Benedetto del Tronto, il Coordinamento, costituito da precari per la tutela dei precari stessi, è, a tutti gli effetti, un organismo statutario interno alla CGIL
L’organismo, che ha eletto all’unanimità come suo coordinatore Alessandra Santagata, docente precaria di scuola secondaria, si propone di dar seguito alle mobilitazioni di protesta iniziate l’estate scorsa quando, grazie alla lotta della FLC CGIL e del coordinamento dei precari, sono stati ottenuti cospicui finanziamenti che hanno, seppur in parte, limitato gli effetti nefasti della devastazione portata avanti dal governo.
È indispensabile riprendere le mobilitazioni al fine contrastare gli incombenti pericoli in materia di reclutamento del personale scolastico, quali l’abolizione delle graduatorie in favore degli albi regionali, che preludono alla chiamata diretta dei presidi.
In Molise, in particolare, occorre opporsi al taglio indiscriminato di altri 350 posti di lavoro, a partire dal prossimo anno scolastico.
Il Coordinamento precari FLC ha programmato le seguenti iniziative di lotta:
•il 30 aprile a Roma si parteciperà al sit-in davanti al Miur per chiedere il ritiro dei tagli;
•il 7 maggio sarà organizzato un presidio in piazza prefettura a Campobasso per sensibilizzare la cittadinanza alle sorti della scuola pubblica molisana;
•il 15 maggio a Roma per partecipare all’assemblea nazionale dei precari.
Intanto, insieme alla CGIL regionale si attiverà per porre all’attenzione delle istituzioni locali le urgenze da affrontare in tema di istruzione e formazione.
Campobasso, 27 aprile 2010
Coordinamento precari FLC Molise
Scuola Sicilia
Scuola Sicilia: tagli agli organici e alle risorse. Le iniziative unitarie dei sindacati.
I sindacati, unitariamente in Sicilia, si mobilitano contro la politica insensata del governo che mette in ginocchio il sistema d’istruzione e cancella il futuro delle giovani generazioni ed indicano un calendario di iniziative per tutto il mese di maggio.
Roma, 28 aprile 2010
FLC CGIL – CISL Scuola – UIL Scuola – SNALS Confsal – Gilda Unams
SICILIA
I tagli operati dal governo determineranno una condizione di grande sofferenza nelle scuole siciliane: ai 7200 posti sottratti lo scorso anno, per il 2010/2011 se ne aggiungeranno altri 5.029 di cui 3.329 per il personale docente e 1.700 per il personale ATA.
Una politica insensata che metterà in ginocchio il sistema di istruzione della nostra regione per i provvedimenti legislativi che hanno modificato la scuola primaria e per il riordino della scuola secondaria di 2° grado e penalizzerà i percorsi formativi delle future generazioni.
Gli effetti per le scuole della nostra Regione saranno pesantissimi:
•non sarà garantito il tempo pieno e nemmeno il tempo prolungato con una riduzione di quello già esistente;
•nella Primaria scompariranno del tutto i posti di lingua straniera;
•si ridurrà la qualità dei servizi tecnici e amministrativi;
•non sarà garantita l’accoglienza e la vigilanza degli alunni;
•si formeranno classi numerose con una pluralità di alunni disabili, ai quali non saranno assicurate le ore di sostegno necessarie;
•si determinerà una condizione di soprannumerarietà diffusa nei vari ordini e gradi di scuola;
•si licenzieranno in tronco altri 3.000 precari storici.
•ci saranno zero euro per il funzionamento delle scuole
FLC Cgil – Cisl scuola – Uil scuola – Snals Confsal – Gilda Unams
nell’esprimere forte dissenso alle politiche di smantellamento della scuola pubblica statale
chiedono
•l’immediato ritiro dei tagli del personale docente e ATA;
•un piano straordinario di immissione in ruolo su tutti i posti vacanti;
•il rispetto delle scelte delle famiglie in ordine al tempo scuola;
•la garanzia della qualità e della funzionalità del servizio;
•il rispetto delle norme sulla sicurezza;
•gli stanziamenti finanziari per il funzionamento delle scuole.
Proclamano
la mobilitazione della categoria e invitano le famiglie, gli studenti, le associazioni, i movimenti, le Istituzioni locali ed i partiti politici ad aderire alle iniziative di lotta per la difesa della scuola pubblica statale.
Chiedono al Presidente della Regione
•di intervenire presso il governo nazionale per impedire lo scempio perpetrato nei confronti della scuola pubblica statale siciliana;
•di adottare tutti i provvedimenti necessari per garantire agli studenti della nostra regione una scuola pubblica statale di qualità.
Promuovono un calendario di iniziative
Dal 3 all’8 maggio: volantinaggio informativo nelle scuole
Dal 10 al 14 maggio: assemblee cittadine in tutte le province
Tra il 18 e il 20 maggio: manifestazione regionale con presidio presso la sede della Presidenza della Regione;
Fine maggio: presidio di una delegazione siciliana presso il MIUR

