Scuola primaria

April 28, 2010 by admin · Leave a Comment
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Scuola primaria: i nodi vengono al pettine. Alle famiglie italiane non verrà garantito il tempo scuola che hanno scelto. E intanto anche il tempo pieno viene messo in discussione

A pochi giorni dalla chiusura delle funzioni per la determinazione degli organici della scuola primaria, il Miur non ha ancora reso noto il dato relativo alla domanda di tempo scuola delle famiglie italiane. Nonostante le reiterate richieste della FLC, questi numeri rimangono misteriosi. Il motivo è presto detto.

Per il secondo anno consecutivo le famiglie italiane hanno bocciato il modello Gelmini, vale a dire l’opzione 24/27 ore, privilegiando il tempo scuola a 30 ore o il modello del tempo pieno. I dati provvisori in nostro possesso indicano un aumento di richieste di tempo pieno, anche nelle regioni dove tradizionalmente è meno diffuso: in Campania ad esempio la richiesta è esattamente il doppio, rispetto alle classi attualmente funzionanti. Nella provincia di Firenze non sono state accolte 75 richieste di classi a tempo pieno in più. In Lombardia il 52,47% e in Emilia Romagna il 45,29% delle richieste delle famiglie hanno privilegiato il modello a tempo pieno, con un incremento, rispetto alle classi attualmente funzionanti, rispettivamente del 7% e del 2%. Richieste di incremento che ovviamente non potranno essere soddisfatte. Lo stesso sta avvenendo nel Lazio con quasi
4000 richieste di tempo pieno non soddisfatte.

La possibilità inoltre di garantire le 30 ore settimanali sta diventando una mera chimera: infatti il Ministro attribuirà per il secondo anno consecutivo personale alle scuole solo per 27 ore. L’impossibilità quindi di conciliare organico e richieste ci viene segnalata ovunque in Italia. Drammatica la situazione della Sicilia dove il numero di posti tagliati è altissimo e dove le famiglie per la quasi totalità hanno scelto il modello delle 30 ore.

Come fare per coprire il tempo mancante, premesso che le compresenze (poche) rimaste vengono definitivamente tagliate? Qualche zelante e creativo funzionario provinciale, ha ben pensato di attingere alla dotazione del tempo pieno o dei CTP per ricavare qualche posto in più, contravvenendo quindi a quanto stabilito sia dalla circolare sugli organici 2010/2011 che dal Regolamento.

Ma la coperta è corta e non serve tirarla da tutte le parti: la verità è che il Ministro Gelmini non può garantire il tempo scuola richiesto dalle famiglie, avendo scientemente deciso di smantellare la scuola primaria per pagare il tributo dovuto a Tremonti.

Anche per questo, la FLC ha messo in campo una serie di iniziative di mobilitazione: infatti la qualità della scuola pubblica e il diritto all’istruzione, pregiudicati gravemente dalle iniziative di questo Ministro, rappresentano per la nostra organizzazione un diritto essenziale di cittadinanza da difendere e tutelare.

Alunni diversamente abili

April 28, 2010 by admin · Leave a Comment
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Per gli alunni diversamente abili: ore di sostegno ed integrazione scolastica nella recente giurisprudenza.

La sentenza n. 2231/2010 del Consiglio di Stato (Sezione Sesta), decisa il 23 marzo e depositata il 21 aprile, non ha assolutamente contraddetto la recente pronuncia della Corte Costituzionale (sentenza n. 80/2010) in materia di determinazione della dotazione organica degli insegnanti di sostegno nella scuola statale.

Accogliendo, infatti, l’appello dei genitori di un alunno della scuola primaria di un istituto comprensivo in provincia di Udine avverso una sentenza di primo grado del TAR Friuli Venezia Giulia, sez. di Trieste, il Consiglio di Stato ha affermato il diritto dell’alunno stesso alla riconsiderazione del numero delle ore di sostegno assegnate, numero contestato dai genitori.

Nel riconoscere il diritto, il giudice amministrativo di seconda istanza ha comunque precisato quali sono i limiti entro i quali si può addivenire all’assegnazione delle ore di sostegno in deroga: nel caso in questione, infatti, l’alunno svolgeva un modulo didattico di 32 ore e i genitori sostenevano che doveva essere garantita la copertura dell’intero orario di permanenza scolastica del figlio.

Ciò, però, contraddirebbe con la regolamentazione legislativa della figura dell’insegnante di sostegno, che non svolge una funzione di assistenza dell’alunno in situazione di handicap ma – assumendo la contitolarità delle classi e sezioni in cui opera – svolge una attività di sostegno all’integrazione dell’alunno, partecipando alla programmazione didattica ed educativa al pari degli altri docenti.

Tra l’altro è di tutta evidenza che l’orario obbligatorio di servizio del docente (in questo caso 24 ore settimanali) non potrebbe essere sufficiente a coprire l’intero monte ore di frequenza dell’alunno. Questa eventualità, afferma il Collegio «tradirebbe lo spirito della normativa volta a favorire in ogni caso l’integrazione scolastica degli alunni e non si tradurrebbe in un intervento individualizzato e commisurato alle specifiche esigenze dell’alunno».

Il Consiglio di Stato, quindi, nel pieno rispetto della pronuncia della Corte Costituzionale, ha riconosciuto il diritto ad una rideterminazione del numero di ore di sostegno assegnate per l’integrazione dell’alunno, tenendo conto anche degli ulteriori strumenti (come il servizio socio-educativo) che potrebbero consentire anche la copertura integrale del periodo di frequenza, ma senza venir meno alle finalità che le norme assegnano all’attività di sostegno, che, come detto, non è finalizzata all’assistenza dell’alunno in situazione di handicap ma alla sua integrazione scolastica.

Via: www.cislscuola.it

730, Unico: si possono detrarre i contributi scolastici

April 28, 2010 by admin · 1 Comment
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Succede che il commercialista abbia dei dubbi, che l’amico ‘esperto’ sconsigli, e così va a finire che spesso i genitori non detraggono dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute per l’istruzione dei propri figli.
”Basta leggere con attenzione le istruzioni per la compilazione dei modelli 730 e Unico Persone fisiche per scoprire che la detrazione è possibile, anzi dovuta –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione genitori A.Ge. Toscana- Invitiamo perciò i genitori a chiedere il rimborso e a reinvestirlo in istruzione”.

I modelli operano una distinzione fra le “Spese per istruzione” (rigo E13 per il mod. 730, RP13 per l’Unico) e le “Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado” (righi E19 codice 31 e RP19 codice 31), però la detrazione è sempre e comunque del 19%.
Al genitore basterà sapere che con “Spese per istruzione” si intendono le tasse scolastiche per la frequenza dell’ultimo biennio della scuola superiore e dell’università. Tutti gli altri contributi versati alle scuole -anche dell’obbligo- figurano come “Erogazioni liberali” e cioè come contributi volontari.

Sia che si parli di assicurazione che di gite scolastiche che del puro e semplice contributo dei volontario genitori, la legge 40/2007 prevede che quanto versato sia detraibile a patto che si destinato all’innovazione tecnologica e all’ampliamento dell’offerta formativa. La detrazione spetta a condizione che il pagamento venga effettuato mediante versamento postale o bancario o mediante carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.

Ci sono anche altri sostegni a favore delle famiglie: si possono mettere in dichiarazione fino a euro 210,00 per l’iscrizione di ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica (E16-RP16); fino a euro 2.633,00 per gli studenti fuori sede che frequentano l’università in un’altra provincia e ad almeno 100 km da casa (E18-RP18); fino a euro 250,00 per l’abbonamento a un servizio pubblico di trasporto (E20, RP20 codice 33).

Nei righi 19-20-21 con il codice 34 possono essere richiesti in detrazione i contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari fiscalmente a carico e con il codice 35 le spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido per un importo complessivamente non superiore a euro 632 annui per ogni figlio. Nel rigo E27 con il codice “5” va indicato il 50 per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento delle procedure di adozione di minori stranieri.

”Ricordiamo ai genitori –conclude Di Goro- che il codice fiscale dell’Associazione Italiana Genitori A.Ge. Onlus è 02205620582. Con la vostra firma nel primo riquadro destinato al 5×1000 aiuterete il nostro impegno a favore dei giovani e delle loro famiglie”.

Per informazioni:
www.agetoscana.it  – agetoscana@age.it

TU TAJ ME / IO E TE

April 27, 2010 by admin · Leave a Comment
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Che cosa succede nel cuore di un bambino rom che si mette la cartella sulle spalle e, un giorno dopo l’altro, va a scuola, accolto,amato e rispettato?
Che cosa succede nel cuore di uomini e donne rom che vedono rispettati i loro diritti e la loro dignità?
E che cosa succede invece quando le ruspe cancellano i diritti e la dignità?

29 Aprile 2010
Camera del Lavoro
Corso di Porta Vittoria 43

MILANO
Salone Di Vittorio
dalle ore 20

TU TAJ ME / IO E TE

APERITIVO SOLIDALE
Installazioni video
Musica dal vivo con i Muzikanti di Balval
Mostra “Immagini e storie dei bambini di Rubattino”

ore 21 – VITA DA ROM
Intervengono:
Tommaso Vitale professore di sociologia dell’Università di Milano-Bicocca
Stefano Pasta volontario del servizio rom della comunità di S. Egidio
Assunta Vincenti, Marialuisa Amendola, mamme Rubattino
Yovica Yovic, musicista
Gruppo Sostegno Forlanini

Introduce Paolo Limonta, maestro elementare
Modera Patrizia Quartieri, Consigliere Comunale
e Presidente della Commissione Pari Opportunità

RETESCUOLE

Comitato Zona 3
per una Scuola di Qualità

www.retescuole.net

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