Manovra anticrisi: gli studenti contrari a tagli indiscriminati

A quanto emerge dalle indiscrezioni, la manovra che il Governo si appresta a varare è inadeguata sia nel combattere la crisi e nel far fronte alle emrgenze sociali sia nel ripianare il debito pubblico.
Ci preoccupano, in particolare, le dichiarazioni della Gelmini che ha dichiarato che il settore della scuola “ha anticipato in buona sostanza i contenuti della manovra che andremo ad approvare”: se il Governo pensa di poter ridurre tutti i settori pubblici e privati nello stato in cui ha ridotto la scuola – su cui peasano i tagli di 8 miliardi – non ci saranno affatto prospettive di crescita e sviluppo per il nostro Paese.
L’ Unione degli Studenti e Link- Coordinamento unviersitario sono affianco ai tanti lavoratori che in queste ore vedono a rischio il proprio posto di lavoro precario o il proprio salario, in particolare esprimiamo solidarietà ai lavoratori della ricerca su cui si preannunciano interventi pesanti con chiusura di molti centri. Così come riteniamo che, se la manovrà non prevederà una marcia indietro sui tagli all’università previsti dalla legge 133, si arriverà al collasso totale dei nostri atenei che già in molti casi stanno aumentando le tasse a carico degli studenti.
Sosteniamo con convinzione la Campagna “Sbilanciamoci!” che ha proposto una “Contromanovra” di 30 miliardi in grado di abbattere i reali sprechi nel settore pubblico e investire nei diritti sociali, nella coesione sociale e in un modello di sviluppo diverso e sostenibile.
UNIONE DEGLI STUDENTI
LINK-COORDINAMENTO UNIVERSITARIO
Arcipelago Toscano: studiare il bilancio per capire la scuola
È un appuntamento non consueto, quello che l’Associazione Genitori A.Ge. Arcipelago Toscano ha organizzato per il 1° giugno alle 16,30 presso il Teatro del Liceo Foresi, in via Carlo Bini a Portoferraio. Già il titolo, “Tutto quello che avresti voluto sapere sul conto consuntivo”, è assolutamente intrigante per chi si occupa di scuola. In veste di relatrice Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana nonché autrice dei manuali “Come rappresentare i genitori …e vivere felici” e “Come coinvolgere i genitori”, entrambi editi da Bignami.
“L’A.Ge. Arcipelago Toscano –afferma il presidente Jachen Gaudenz- crede fermamente che le famiglie e gli alunni debbano conoscere i diritti e i doveri nei rapporti e nella vita della scuola. Mentre chi opera nel mondo della scuola ha i propri referenti e i propri canali di comunicazione, i genitori sono spesso soli e non hanno la possibilità di far sentire correttamente la loro voce nelle sedi istituzionali, deputate ad ascoltarli e a ricevere le loro istanze”.
”Con questa iniziativa –prosegue Gaudenz- si riapre un percorso di conoscenza e di contatti che già aveva avuto successo all’inizio di quest’anno scolastico sul tema dell’attività dei rappresentanti di classe. L’obbiettivo specifico dell’incontro è quello di illustrare il bilancio delle scuole, informare su come si legge, quali informazioni possono essere fatte in sede di approvazione e rispondere ai quesiti dei partecipanti”.
Un ulteriore incontro di formazione, realizzato grazie alla collaborazione fra Forum delle Associazioni dei Genitori di Grosseto e l’A.Ge. Toscana, si terrà giovedì 3 giugno alle ore 16,30 presso l’Aula magna dell’Istituto Agrario “Leopoldo II di Lorena”, in via de’ Barberi a Grosseto.
La tematica affrontata da Rita Di Goro sarà “Il ruolo del presidente nel Consiglio di circolo/istituto”.
In entrambi gli incontri sarà dato ampio spazio al dibattito e sarà distribuito del materiale di approfondimento.
Per informazioni:
www.agetoscana.it – agetoscana@age.it
Lettera aperta ai 500 lavoratori della scuola di Modena firmatari dell’appello per lo sciopero degli scrutini di Giugno
Care colleghe, cari colleghi
il Coordinamento Precari della Scuola di Modena ha avviato, un mese fa circa, una campagna raccolta firme tra i lavoratori della scuola per chiedere alle organizzazioni sindacali presenti nella nostra provincia di proclamare due giorni di sciopero in occasione degli scrutini di giugno. L’appello è stato sottoscritto da oltre 500 lavoratori (trovate sotto l’elenco completo). E’ emerso un parere favorevole allo sciopero in assemblee (Rsu o autoconvocate) di vari istituti della provincia: l’assemblea Rsu del Liceo Fanti, l’assemblea Rsu dell’istituto Selmi, l’assemblea autoconvocata dei docenti dell’istituto Cattaneo di Modena, l’assemblea Rsu dell’istituo Baggi di Sassuolo, l’assemblea Rsu dell’istituto Paradisi/Liceo Allegretti di Vignola (che ha anche espresso voto favorevole a un ordine del giorno in cui si dichiara l’adesione ai due giorni di sciopero: lo alleghiamo a questa lettera). Aggiungiamo che, in occasione della giornata di mobilitazione del 20 maggio, un’assemblea di 700 lavoratori della scuola ha letteralmente acclamato la richiesta di sciopero degli scrutini.
E’ nostro dovere fare un bilancio di questa campagna e darvi indicazioni circa l’organizzazione dello sciopero stesso: di fronte al massacro della scuola pubblica solo risposte forti, come il blocco degli scrutini, possono strappare risultati.
I tagli nella nostra provincia e l’attacco ai lavoratori della scuola
Sono ormai ufficiali i dati dei tagli per la provincia di Modena: tra un mese saranno circa 400 i precari della scuola che diventeranno disoccupati. E’ previsto per il prossimo anno scolastico il taglio di 213 cattedre nella provincia di Modena (128 solo alle Superiori), che corrispondono al licenziamento di almeno 300 insegnanti precari (se si considera il fatto che molti precari lavorano su spezzoni di ore e non su cattedra). A questi vanno aggiunti i 651 posti in meno per il personale Ata in Emilia Romagna (presumibilmente almeno 150 licenziamenti di personale Ata nella nostra provincia). Non solo: si annuncia la definitiva cancellazione delle graduatorie ad esaurimento, che verranno sostituite con albi regionali a cui i presidi potranno attingere con discrezionalità, senza più prospettive di assunzione in ruolo: nella peggiore delle ipotesi i precari diventeranno disoccupati tra un mese, nella migliore saranno precari a vita. Per i lavoratori precari, in altre parole, si tratta di questione di vita o di morte: l’ultima speranza che ci resta per respingere i tagli è, insieme alla mobilitazione permanente del personale della scuola, la buona riuscita dello sciopero degli scrutini.
Ma l’attacco non riguarda solo i precari, ma anche il personale di ruolo. Per fare un solo esempio, la cosiddetta riforma delle Scuola Superiori (di fatto, un taglio indiscriminato di ore di lezione, che nei tecnici e nei professionali verrà applicato fino al quarto anno) comporterà notevoli disagi per tutti i lavoratori: esuberi, trasferimenti, snaturamento delle discipline. Anche studenti e famiglie verranno danneggiati: si troveranno a completare un percorso di studi diverso da quello scelto, con la decurtazione delle ore di laboratorio e di discipline importanti per la loro formazione.
Ma non finisce qui. In questi giorni il ministro Tremonti ha annunciato l’intenzione di fare cassa – 25 miliardi di euro – sulle spalle dei lavoratori del pubblico impiego: blocco degli scatti di anzianità anche per il personale di ruolo (con la conseguente perdita di stipendio tra i 1500 e i 3000 euro su base annua), introduzione del licenziamento facile anche tra i lavoratori del pubblico impiego (si veda il decreto Brunetta, che verrà esteso anche alla Scuola, che prevede un 25% obbligatorio di personale sottopagato e licenziabile a discrezione dei dirigenti), chiusura delle finestre delle pensioni.
E questo è solo un primo assaggio di quello che ci aspetta: lo stesso Tremonti ha dichiarato che la manovra non sarà sufficiente e si annunciano nuovi sacrifici per i lavoratori. I lavoratori devono respingere questo attacco! L’esperienza dimostra che solo con forme di lotta incisive è possibile rispedire al mittente attacchi di una tale pesantezza e rivendicare migliori condizioni di lavoro. Per questo abbiamo chiesto alle organizzazioni sindacali di difenderci e di proclamare due giorni di sciopero in occasione degli scrutini di giugno: in passato, il blocco degli scrutini ha permesso ai lavoratori della scuola di ottenere risultati concreti. Molti di voi se lo ricorderanno.
Lo sciopero degli scrutini è stato proclamato da Cobas, RdB e Usi. La Gilda di Modena lo sostiene. Vergognoso il rifiuto delle altre organizzazioni sindacali.
Il Coordinamento Precari della Scuola di Modena ringrazia i sindacati di base (Cobas, RdB e Usi) per aver proclamato due giorni di sciopero degli scrutini (7 e 8 giugno). La legge 146 del 1990 ha reso infatti difficilmente praticabile il vero e proprio blocco degli scrutini: è, tuttavia, possibile, senza sanzioni di alcun tipo (né disciplinari, né pecuniarie), effettuare due giorni di sciopero in occasione degli scrutini finali, purché non vengano coinvolte le classi terminali. Si tratta di un’azione che, se ben organizzata nelle scuole, può essere incisiva: sicuramente più incisiva di uno sciopero ordinario (abbiamo visto che il governo ha sistematicamente ignorato gli scioperi degli ultimi due anni).
Anche grazie alla raccolta firme promossa dal Coordinamento Precari della Scuola di Modena, la Gilda di Modena ha deciso di sostenere lo sciopero stesso (anche se la Gilda a livello nazionale non lo ha indetto). Riteniamo positiva questa presa di posizione (nonostante la mancata indizione), espressa pubblicamente dai rappresentanti provinciali della Gilda: sicuramente si tratta di una possibilità in più per la buona riuscita dello sciopero (la Gilda a Modena conta numerosi iscritti).
Diversamente, riteniamo vergognosa la risposta data dalle direzioni provinciali della Flc Cgil, della Cisl, della Uil e dello Snals alla nostra richiesta. Non solo hanno ignorato le 500 firme dichiarandosi indisponibili a proclamare lo sciopero stesso ma, soprattutto, stanno in queste settimane operando un boicottaggio attivo dello sciopero stesso, mandando circolari nelle scuole in cui esplicitano la loro contrarietà allo sciopero (per la gioia dei presidi), in questo dimostrando di ritrovare una perfetta unità sindacale. I rappresentanti dello Snals, della Cisl e della Uil – dopo essere stati per due anni seduti al tavolo del governo, non aver proclamato nemmeno uno sciopero e aver portato a casa 180 mila licenziamenti – oggi ci spiegano che “lo sciopero è inutile”: è evidente a tutti noi, soprattutto a noi precari destinati alla disoccupazione, quanto invece è stata “utile” l’azione di questi sindacati. Addirittura la Cisl suggerisce ai presidi di spostare le date degli scrutini (cosa in realtà illegale e sanzionabile). Ma non è stato da meno il segretario provinciale della Flc Cgil, Stefano Colombini, che, all’indomani dell’incontro coi rappresentanti del Coordinamento Precari della Scuola di Modena (che gli hanno consegnato le 500 firme, in gran parte di iscritti alla Cgil), ha mandato in tutte le scuole della provincia una circolare pubblica in cui definisce lo sciopero degli scrutini “la fantastica trovata di qualcuno”. Non bastasse, è arrivata un’altra circolare della Flc Cgil di Modena in cui si ricorda che la Flc Cgil non sostiene lo sciopero perché “divide i lavoratori”. Ci chiediamo quali interessi abbia la direzione provinciale Flc Cgil da difendere tanto da essere così solerte nel far sapere ai presidi, al ministero dell’istruzione e al governo Berlusconi che è contraria allo sciopero richiesto dai coordinamenti precari di tutta Italia. Sicuramente, gli interessi che difende non sono quelli dei 400 precari che rischiano, tra un mese, di perdere il posto di lavoro. Come abbiamo scritto in un volantino: non vi chiedevamo di assumerci, ma di indire uno sciopero! Vorremmo che provaste a immaginare una fabbrica, dove 400 lavoratori rischiano il licenziamento. I lavoratori, riuniti in assemblea, chiedono ai sindacati di indire uno sciopero… e il sindacato affigge in bacheca una lettera pubblica (letta anche da chi vuole licenziare quei lavoratori) in cui definisce “inutile” o “fantastica trovata di qualcuno” lo sciopero richiesto, per la gioia di chi licenzia. Ecco quello che è successo a noi. La Flc Cgil di Modena annuncia la nascita di un coordinamento precari Flc Cgil: chiediamo a tutti i precari iscritti alla Cgil che ne faranno parte di prendere pubblicamente posizione questo vergognoso attacco ai danni dei precari che rischiano il licenziamento.
Lo sciopero può e deve riuscire comunque! Ecco come organizzarsi.
Lo sciopero è stato indetto. E’ importante che tutti i lavoratori firmino per presa visione la circolare in cui ne viene data comunicazione (non è necessario scrivere che si aderisce, basta firmare per presa visione).
Basta che un solo insegnante scioperi in uno scrutinio ed è obbligatorio, per i presidi, rimandare lo scrutinio stesso (nessun insegnante può sostituire un collega che aderisce allo sciopero degli scrutini!).
E’ possibile aderire all’intera giornata di sciopero (cosa che può fare utilmente il personale Ata, ostacolando in questo modo lo svolgimento degli scrutini) oppure astenersi solo dall’attività di scrutinio (sciopero breve), con una trattenuta pari all’effettiva durata prevista dello scrutinio (17,5 euro l’ora). E’ utile organizzarsi in modo da suddividere le spese (anche istituendo una “cassa di resistenza”: ad esempio, i colleghi che non hanno scrutini in quel giorno, possono dare un contributo ai colleghi che bloccano più scrutini o al personale Ata).
I presidi non possono spostare le date degli scrutini! Si tratterebbe di attività antisindacale! Nel caso in cui ciò avvenisse, vi chiediamo di segnalarcelo (precariscuolamo@gmail.com): provvederemo a denunciare il fatto. Vi ricordiamo anche che non c’è alcun obbligo di consegnare i voti prima dello scrutinio stesso (nonostante i presidi lo richiedano per agevolare i lavori: ma in questo frangente non ci sembra sia il caso di agevolare alcunché).
Uno degli argomenti che i presidi usano è “che tanto lo scrutinio verrà riconvocato entro 5 giorni”. Questo è vero: ciò non toglie che se avrà un’adesione di massa potrà creare disagi notevoli e creare seri problemi al governo. E’ anche vero che se in una scuola esiste una disponibilità da parte dei lavoratori, è possibile – col sostegno dei sindacati che hanno indetto lo sciopero – indire un nuovo sciopero in occasione della nuova riconvocazione degli scrutini. In questo caso si passerebbe a un vero e proprio blocco degli scrutini, che è sanzionato dalla legge. Le sanzioni possono arrivare fino a 500 euro al giorno per il singolo lavoratore e alcune migliaia di euro per le organizzazioni sindacali, ma in nessun caso può comportare il licenziamento del lavoratore (né tantomeno, ovviamente, sanzioni penali).
Il Coordinamento Precari della Scuola di Modena fa appello a tutte le organizzazioni sindacali che sostengono lo sciopero degli scrutini di giugno a organizzare, in questa settimana, in vista dello sciopero degli scrutini del 7 e 8 giugno, assemblee e riunioni per fare in modo che l’azione sia il più incisiva possibile.
CONTATTI
precariscuolamo@gmail.com
www.precariscuolamodena.wordpress.com
La scuola in festa: l’Ispesl con gli studenti per diffondere la cultura della sicurezza

All’iniziativa promossa dall’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Roma dal 26 al 29 maggio l’Istituto presenterà le sue attività di prevenzione dei rischi negli ambienti di vita a favore dei ragazzi
Quattro giorni dedicati alla scuola, durante i quali promuovere e divulgare la cultura della salute e sicurezza nei percorsi scolastici. Parte domani 26 maggio, e proseguirà fino al 29, la seconda edizione della manifestazione “La Scuola in Festa – Roma Città Famiglia”, promossa dal Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Educative, Scolastiche, della famiglia e della Gioventù.
Nel festeggiare la scuola in tutti i suoi aspetti culturali, didattici e pedagogici, l’ISPESL avrà un ruolo chiave nel trasmettere correttamente la percezione del rischio. Apprendere fin da piccoli le nozioni basilari sulla prevenzione, gli stili di vita, la salute e la sicurezza costituisce un presupposto fondamentale per ottenere dai cittadini e dai lavoratori di domani comportamenti e condotte corretti e consapevoli, rispettose delle regole e dei principi di responsabilità civile e sociale.
“Risulta fondamentale – sottolinea il Direttore Generale dell’ISPESL, Umberto Sacerdote – avere fin dall’infanzia la giusta percezione del rischio e acquisire già nei primi anni di scuola nozioni sulla prevenzione, salute e sicurezza. Per questo l’ISPESL è da sempre attivo, anche in questo senso proponendo a studenti, insegnanti e dirigenti scolastici, le proprie linee guida sui corretti stili di vita; solo attraverso una corretta informazione, infatti, si potrà ridurre e impedire il rischio”.
“A scuola di sicurezza” è il nome dello spazio laboratorio promosso dall’Istituto con lo scopo di avvicinare bambini e ragazzi alla conoscenza dei rischi presenti in casa, a scuola, nella strada. L’Istituto parteciperà all’evento con uno stand espositivo dove sarà distribuito materiale informativo su tematiche relative alla salute e sicurezza in ambiente domestico e sulla promozione della salute e sicurezze nelle scuole. Saranno inoltre proiettate immagini, brevi filmati e distribuiti prodotti informativi dell’ISPESL. Sulle stesse tematiche, nelle ore mattutine, pedagogiste e psicologhe dell’Istituto proporranno ai bambini giochi riguardanti la conoscenza dei rischi.
La manifestazione si svolgerà a Roma nei Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio dal 26 al 29 maggio 2010 e si aprirà alle ore 10.30 con il saluto del sindaco Gianni Alemanno e dell’assessore alle Politiche Educative Laura Marsilio.


