Da Bologna inizia la campagna di resistenza contro i tagli di settembre
Il 19 luglio, su invito del Coordinamento dei Precari della Scuola di Bologna, ci siamo incontrati per stabilire una linea di condotta comune in questo momento cruciale e così drammatico per la scuola italiana e in particolare della nostra provincia.
Vista anche la recente sentenza del TAR che riconosce l’illegittimità della cosidetta riforma Gelmini e visti i numerosi tagli che la nostra scuola dovrà nonostante tutto subire, siamo convenuti nel ritenere che non sia più accettabile che il Ministero e gli UU.SS.PP. chiedano la nostra partecipazione attiva al loro operato, invitando indirettamente gli insegnanti in servizio a coprire le enormi voragini, il malfunzionamento e le contraddizioni che i provvedimenti di questo Governo stanno causando al nostro sistema scolastico.
È immorale accettare di fare gli straordinari quando migliaia di colleghi precari saranno disoccupati; è assurdo mantenere tre o quattro studenti con un solo insegnante di sostegno all’interno della stessa classe, o tollerare classi che superano i parametri della sicurezza; è ingiusto coprire le ore di assenza dei colleghi per evitare che venga nominato un supplente.
Infine, non siamo noi i responsabili dei disagi e del caos che questo governo sta creando alla scuola pubblica ed è bene che i genitori sappiano subito che cosa significa avere una scuola senza soldi, senza insegnanti e personale.
Per questo abbiamo deciso di lanciare fin da ora la nostra *campagna di resistenza* all’interno delle scuole. Chiediamo a tutti gli insegnanti e al personale della scuola di rifiutarsi, una volta per tutte, di “tappare i buchi” provocati dai tagli e dalla riforma e quindi:
- di non accettare di fare ore eccedenti;
- di segnalare tutte le situazioni di classi sovraffollate che violano i parametri di sicurezza della propria scuola;
- di vigilare affinché vengano sdoppiate tutte quelle classi che ne hanno i requisiti e che gli incarichi per la formazione delle nuove classi vengano assegnati come supplenze annuali e non attraverso ore eccedenti;
- di rifiutarsi di mettere ore a disposizione per coprire le assenze dei colleghi.
È arrivato il momento di attestarci su questa *linea del piave* e per questo, per le prossime settimane, abbiamo deciso di:
° Invitare fin da subito tutte le R.S.U. a vigilare sulla formazione delle classi e degli organici e sull’entità delle ore disponibili, ed inviare i dati al proprio sindacato
° Riunirci il 23 agosto per far partire la campagna di sensibilizzazione dei colleghi di fronte a tutte le scuole con volantinaggio
° Convocare per il 31 agosto/1 settembre un’Assemblea provinciale di tutte le R.S.U. della provincia
° Agire al momento delle nomine per le supplenze annuali per informare, controllare e disturbarne le operazioni in occasione di eventuali passaggi controversi.
° Convocare assemblee sindacali in tutte le scuole prima del primo collegio docenti per sostenere la nostra campagna di resistenza
Difendiamo la scuola pubblica statale, non accettiamo più di collaborare al suo smantellamento.
Coordinamento Precari Scuola Bologna
Cobas Scuola Bologna
Cub Scuola Università Ricerca Bologna
FLC-CGIL Bologna
Gilda Bologna
USB Scuola Bologna
USI-AIT Scuola Bologna
Al via in Salento il campeggio studentesco promosso da Uds e Link: gli studenti si preparano all’autunno

Inizia oggi e terminerà il 5 agosto il campeggio studentesco Riot Village, organizzato da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento Universitario nella splendida cornice del Salento. Centinaia di studenti di scuola, università e accedemie di alta formazione artistica stanno stanno arrivando da tutta Italia a Otranto per l’annuale appuntamento estivo di incontro tra le associazioni studentesche.
Numerosi dibattiti, incontri e talk show animeranno il programma di Riot Village che tradizionalmente rappresenta una tappa fondamentale di preparazione delle iniziative e mobilitazioni studentesche del nuovo anno scolastico ed accademico che vedranno gli studenti impegnati nel contrastare i processi di definanziamento e smantellamento del sistema pubblico di formazione in atto nel nostro Paese.
Il programma della dieci giorni studentesca vede numerosi momenti di confronto e dibattito sui temi della scuola, dell’università e della cultura ma non mancheranno anche assemblee e talk show in cui gli studenti discuteranno di crisi economica, di partecipazione politica, di nuovi modelli di welfare anche con ospiti esterni quali Maurizio landini (Fiom-cgil), Mimmo pantaleo (FLC-Cgil), Nichi Vendola (presidente Regione Puglia).
UNIONE DEGLI STUDENTI
LINK-COORDINAMENTO UNIVERSITARIO
Studente italiano a Barcellona sparato dalle forze dell’ordine perde un occhio
Siamo sconcertati.
L’11 luglio a Barcellona, durante i festeggiamenti per la vittoria spagnola al mondiale di calcio, Nicola Tanno nostro associato nonché fraterno amico, è stato colpito all’occhio da un proiettile di gomma esploso dai mossos d’esquadra. L’intervento dei Mossos, ancora non giustificato dalle autorità catalane, ha prodotto più di settanta feriti che hanno subito una violenza efferata. I mossos hanno sparato proiettili di gomma sui presenti, uno di questi proiettili ha colpito Nicola al volto, facendogli perdere l’occhio sinistro.
E’ assurdo che un ragazzo di 24 anni possa perdere l’occhio durante i festeggiamenti per una vittoria sportiva, è assurdo perdere l’occhio per una violenza subita senza nessuna giustificazione, senza che Nicola fosse minimamente coinvolto in fatti che potessero giustificare l’intervento delle autorità. E’ assurdo, in un paese che si definisce civile, che si possa subire un’ingiustizia di così tale entità, di essere sparati, di permettere ad autorità di pubblica sicurezza di generare guerriglia indiscriminata.
Nicola è a Barcellona da mesi per motivo di studio, da sempre è attivista impegnato nonviolento, ha sempre lottato per rivendicare una società con più diritti e giustizia sociale. Siamo convinti, quindi, che anche le autorità italiane, in primis il Ministero degli Esteri, debbano attivarsi per accertare la verità, le responsabilità e assicurare giustizia. Nicola è un cittadino italiano e in quanto tale merita di essere sostenuto nella sua opera di denuncia, nella sua ricerca della verità.
L’Unione degi Studenti e Link-coordinamento universitario, le associazioni con cui Nicola si impegna da anni, esprimono il più convinto sostegno e vicinanza a Nicola e alla Sua famiglia. Per questo ci impegneremo, e chiediamo alla stampa italiana di fare lo stesso, a diffondere tutto il materiale già presente in rete che dimostra l’estraneità di Nicola e l’abuso di potere che ha subito.
Per questo di seguito riportiamo un’intervista rilasciata da Nicola ad EuroPress (tradotta in italiano) nonché alcuni video prodotti da testimoni oculari dei fatti, video che costituiscono la base della denuncia che Nicola ha presentato nei confronti delle autorità spagnole.
Forte è lo sgomento per il dramma che Nicola ha subito, come forte è l’angoscia per l’ennesimo caso di violenza gratuita che in alcuni paesi come Spagna e Italia minano sempre di più la democrazia e le libertà lasciando spazio sempre più ad autoritarismo e violenza.
Chiediamo quindi alle autorità italiane di intervenire, subito.
gli studenti e le studentesse
dell’ Unione degli Studenti di Link-coordinamento universitario
verso la Rete della Conoscenza.
Questa intervista è stata rilasciata alcuni giorni fa da Nicola Tanno ad EuropaPress. L’intervista originale è in spagnolo, i contenuti sono stati tradotti per assicurare la più ampia diffusione e compressione in Italia.
Cosa è successo la sera dell’11 luglio?
La sera del mondiale, dopo la vittoria della Spagna, andai a plaza de España, per vedere la festa degli spagnoli (io sono italiano) e mi trovai nella festa, con la gente che era felice, ovviamente. Dopo un po’ di tempo, iniziò la guerra, perché arrivarono molti furgoni, che ci fecero fuggire, e successe che alla fine un mossos d’esquadra mi ha sparato e mi ha fatto perdere un occhio.
Io ero un po’ spaventato, ma tranquillo, perché non stava succedendo niente, c’erano tifosi arrabbiati, solo che, mentre stavo lì, in mezzo a molti tavoli, saltai in aria, perché mi avevano colpito.
C’erano scontri, a cosa era dovuto l’intervento dei mossos?
Non c’era nessun tipo di violenza. La gente era contenta, faceva festa, non so se qualcuno era ubriaco, ma non ho visto nessun tipo di incidente. Ho visto solo arrivare questi mossos sui furgoni, come se ci fosse una guerra, e non capivo. Ero molto spaventato, mi misi a correre verso questo viale e pensai che volevo andare a casa. Solo che mi fermai prima, perché i mossos continuavano ad avanzare e non feci in tempo. Io mi ricordo solo, ed è un ricordo orribile, che saltai in aria e che tutto si fermò intorno a me. Non ho mai perso conoscenza. Caddi a terra mi toccai l’occhio e capii che mi avevano colpito l’occhio e fu un momento orribile. Fortunatamente c’erano alcuni che stavano vicini a me, e tentarono di aiutarmi per quanto era possibile. Fu un momento di grande paura, e credo che sia assurdo che in un giorno di festa sia possibile che i mossos possano arrivare lì come se ci fosse una guerra, sparando alla gente, alla gente normale che stava lì. Credo che sia assurdo.
La gente che era lì con te fronteggiava i mossos?
La gente correva, fuggiva, era spaventata. Era pieno di gente, di famiglie, di bambini. Non è come allo stadio, dove stanno solo i tifosi. Era pieno di gente normale, che scappava, perché non se lo immaginavano, io per primo, dato che 4 anni fa mi capitò di vincere il mondiale, e feci festa. E lì stavo correndo per fuggire, per non essere colpito. Tutti erano spaventati, tutti correvano.
L’ambulanza arrivo dopo pochi minuti, penso l’abbia chiamata la gente che stava lì, mi venne a prendere, poi feci un giro per ospedali ma non mi ricordo bene.
C’erano altre persone che potevano essere colpite da questi proiettili di gomma?
I mossos avevano le armi ed erano pronti a sparare. Ho sentito molti spari, non sapevo all’inizio se erano i petardi o se erano le armi dei mossos. Però loro sono usciti dai furgoni con le armi con in mano, e quindi il rischio c’era. Sono stato colpito io ma poteva accadere a chiunque altro, stavo in mezzo a moltissima altra gente, stavo in un bar, quindi sarebbe potuto accadere ad altre persone, certamente.
Eri davanti a questo bar, con altra gente?
Stavo lì, in mezzo ai tavoli, era pieno e quindi non mi sono potuto sedere, però stavo lì.
Come sta il tuo occhio?
L’occhio l’ho perso. Non conosco perfettamente tutti i dettagli dell’operazione, ti posso dire solo che mi hanno messo del titanio qui, ho subito due operazioni alle palpebre. Però la cosa importante è che con un occhio non posso più vedere.
Che altra gente con te davanti al bar?
Davanti al bar c’era gente normalissima di tutte le età, vecchi, bambini, giovani, quando si vince qualcosa nello sport, si fa festa. C’era chiunque.
Legge su dislessia e DSA: appello per l’approvazione della legge

600 FIRME: APPELLO PER L’APPROVAZIONE IMMEDIATA DELLA LEGGE SU DISLESSIA E DSA – LETTERA APERTA AL SENATO DELLA REPUBBLICA
di Laura mamma di un bambino dislessico (Laura Ceccon)
Dopo 10 anni di lunga attesa è stata recentemente approvata alla Camera, all’unanimità, la legge di tutela degli studenti con DSA – Disturbi Specifici di Apprendimento quali dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia – ora al vaglio del Senato per l’approvazione definitiva.
Per tutti i genitori di bambini e ragazzi dislessici/DSA è un importante traguardo, preannunciato dall’approvazione negli ultimi anni di numerose leggi regionali volte a colmare il vuoto legislativo nazionale. Ma non possiamo ancora esultare. Per l’approvazione definitiva il Senato deve convalidarne le numerose modifiche. E se non lo facesse? Basterebbe anche una sola virgola per rimettere tutto in discussione e riprendere il rimpallo parlamentare, anche all’infinito. Funziona così in Italia, a meno che non ci sia il traino di forti interessi economici. Ma di mezzo, in questo caso, c’è qualcosa di ben più importante, dal valore inestimabile: c’è il futuro di tanti bambini e ragazzi intelligenti che non riescono a leggere, scrivere ed operare con i numeri con la stessa naturalezza dei loro compagni. Per apprendere e mettere in campo tutte le loro capacità hanno solo bisogno di modalità didattiche diverse, capaci di bypassare le difficoltà strumentali. Spesso invece, incompresi, tacciati di stupidità e pigrizia, derisi dai compagni e lasciati ai margini, perdono ogni motivazione allo studio e scivolano nell’insuccesso scolastico che ben presto si riversa negativamente in ambito personale, sociale e relazionale.
Attendiamo quanto prima l’approvazione definitiva di questa legge che riconosce non solo la particolarità dei bisogni formativi ed educativi degli studenti dislessici/DSA, ma anche la necessità di una diagnosi precoce, il diritto all’utilizzo degli strumenti compensativi e ad una didattica flessibile mirata alle esigenze di questi ragazzi. Molti di essi, nel frattempo, sono o stanno diventando adulti, con un vissuto scolastico penalizzante, privo di adeguata tutela.
Allora invitiamo i senatori, che stanno discutendo il testo di legge, ad ascoltare le nostre storie che parlano di sofferenze, di battaglie quotidiane, di abbandoni scolastici, di traumi familiari, di vite spezzate… Venite a conoscere i nostri figli: capirete le loro reali difficoltà, la loro incredibile fatica, il loro massimo impegno…capirete quanto pesante è il carico emotivo e quanto impegno è richiesto alla famiglia per seguirli nelle attività scolastiche. E soprattutto vi stupirete nello scoprire quali incredibili risorse posseggono e quanto sono intelligenti, intuitivi, sensibili, creativi ed addirittura geniali. Vi accorgerete anche che con la comprensione delle loro difficoltà e con l’aiuto di strumenti didattici adeguati sono studenti in grado di seguire il percorso di apprendimento spesso anche meglio dei loro compagni.
Quello che i tanti genitori ora chiedono è un rapido passaggio al Senato, senza intoppi e senza riserve, nonostante i limiti e le carenze di una legge che, dopo 10 anni di discussioni, avrebbe potuto essere decisamente migliore. Ma la posta in gioco è troppo importante: è il destino di tanti bambini e ragazzi intelligenti e troppo spesso incompresi. Non lasciate che diventino adulti in un mondo a loro così crudelmente ostile. Approvate la legge, subito!
FIRMATARI Ad oggi (26/7/10) ed in soli pochissimi giorni, le firme sono già 600
(visibili su http://www.facebook.com/topic.php?topic=18587&uid=456803020023&ref=mf - per firmare clicca in alto a destra su “Rispondi”)

