Mobilitazione studenti del 22: lettera al questore di Roma

December 22, 2010 by admin · Leave a Comment
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Alla c.a. Sindaco di Roma

Gianni Alemanno

Alla c.a. Questore di Roma

Francesco Tagliente

Alla c.a. del Prefetto di Roma

Giovanni Pecoraro

Oggetto: La nostra richiesta di autorizzazione

Con la presente gli studenti e le studentesse della Sapienza comunicano alle autorità che il giorno 22 dicembre sfileranno per le strade di Roma.

Apprezziamo davvero la vostra apertura al dialogo che in queste settimane si è manifestata ripetutamente e in vari modi: dalle centinaia di denuncie per manifestazione non autorizzata, agli arresti immotivati, alla costruzione di una “zona rossa” permanente e in continua espansione.

Siamo molto lieti di tanta premura nel volerci proteggere, tenendoci lontani dai patetici teatrini e compravendite di parlamentari, che avvengono ormai come consuetudine dentro Montecitorio e Palazzo Madama.

Potete stare tranquilli: la politica istituzionale si è già allontanata dai noi e dal resto della società molto tempo fa. Sono proprio i nostri cortei e i nostri blocchi stradali ad aver riportato la politica vera nelle strade e nelle piazze, dall’università a tutta la città.

Per il movimento studentesco il corteo spontaneo è da anni la vera pratica con la quale far vivere e rendere visibile il diritto di manifestare, la voglia di partecipare e prendere parola sul nostro futuro.

Proprio per questo motivo il 22 lasceremo i palazzi del potere nella solitudine della loro miseria e andremo nella altre zone della città, per parlare con chi come noi è inascoltato da quelli stessi palazzi.

Vogliamo però interloquire con chi ha detto, in questi giorni, che bisogna ascoltare il nostro disagio, perciò domani una nostra delegazione porterà una lettera al Presidente Napolitano.

Vi inviamo questa richiesta di autorizzazione e vi chiediamo: siete disposti a garantire il diritto di manifestare?

Gli studenti e le studentesse della Sapienza in mobilitazione

Le scuole di Torino rispediscono al mittente la truffa della sperimentazione meritocratica

December 22, 2010 by admin · Leave a Comment
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I dati delle scuole torinesi sono chiarissimi: più della metà delle scuole ha respinto (quasi tutte all’unanimità o con maggioranze schiaccianti) il tentativo della Gelmini di dividere gli insegnanti tra bravi e fannulloni.
Con la volontà di allargare la sperimentazione a tutta la provincia di Torino, contraddicendo le circolari ministeriali e regionali che la proponevano solo nelle scuole della città di Torino, l’USR e il Ministero riconoscono, di fatto, la prima sconfitta: non avrebbero mai trovato 15 scuole disponibili a mettere in atto una vergognosa sperimentazione che avrebbe, se applicata, davvero dequalificato il lavoro degli insegnanti.
Sta, quindi, fallendo l’ulteriore tentativo di inserire anche nella scuola la tanto decantata “meritocrazia”.
Quella delle scuole torinesi è una risposta precisa a tutti quelli (ministri e/o sindacalisti) che in tutti questi anni hanno scambiato la scuola come una azienda.
Fallisce, infatti, anche la scuola dell’autonomia, voluta fortemente da uno schieramento trasversale che andava dal PDL al PD passando dai sindacati “concertativi”.
La scuola dei progetti, la scuola delle funzioni strumentali, la scuola della “competizione”.
I docenti hanno mandato un messaggio chiaro: la scuola pubblica non può essere “riformata” tagliando risorse e personale (ricordiamo i 150.000 posti in meno in 3 anni) per poi utilizzare una parte del risparmio per “premiare” gli insegnanti bravi, “efficienti”.
Per una scuola di qualità non si può prescindere dai finanziamenti e dall’aggiornamento degli insegnanti: eliminiamo il fondo di istituto (altro strumento di divisione della categoria), eliminiamo tutti i vari progetti che non hanno alcuna ricaduta sulla didattica, aumentiamo lo stipendio di tutti gli insegnanti portandolo al livello dei colleghi francesi e tedeschi. Investiamo risorse sull’aggiornamento degli insegnanti (anno sabbatico) e sulle strutture scolastiche.
Solo ciò permetterà un vero rilancio della scuola pubblica italiana, scuola che negli ultimi 20 anni ha subito solo tagli e pseudo-riforme che definire “demenziali” è poco.
Rinnoviamo l’invito a tutti i collegi docenti delle scuole di Torino e provincia a non aderire alla sperimentazione.

Ecco l’elenco delle scuole che ad oggi (18 dicembre) hanno rifiutato la sperimentazione:
D.D. “Agazzi”
D.D. “Baricco”
D.D. “Casalegno”
D.D. “Collodi”
D.D. “Costa”
D.D. “Duca D’Aosta”
D.D. “Gambaro”
D.D. “Gobetti”
D.D. “Ilaria Alpi”
D.D. “Manzoni”
D.D. “Mazzarello”
D.D. “Novaro”
D.D. “Pacchiotti”
D.D. “Parini”
D.D. “Parri”
D.D. “Re Umberto”
D.D. “Toscanini”
D.D. 1 Circolo Ciriè (To)
D.D. Carignano (To)
IC “Gozzi Olivetti”
IC “Cairoli”
IC “Da Vinci”
IC “King”
IC “Marconi”
IC “Padre Gemelli”
IC “Regio Parco”
IC “Saba”
IC “Tommaseo”
IC “Turoldo”
IC “Umberto Saba”
IC “Vivaldi-Murialdo”
IC Mirafiori
IC Via Asigliano Vercellese
IIS “Beccari”
IIS “Bodoni – Paravia”
IIS “Einstein”
IIS “Erasmo da Rotterdam” Nichelino (To)
IIS “Giolitti”
IIS “Majorana”
IM “Berti”
IM “Regina Margherita”
IPC “Boselli”
IPC “Bosso – Monti”
IPC “Lagrange”
IPS “Giulio”
IPS “Zerboni”
IPS Steiner
IPSIA “Birago”
IPSIA “Galilei”
ITAS “Santorre di Santarosa”
ITC “Arduino”
ITC “Luxemburg”
ITC “Russell – Moro”
ITC “Sommeiller”
ITCG “Guarini”
ITIS “Ferrari”
ITIS “Grassi”
ITIS “Peano”
LA “Cottini”
LA Primo
LC “Gioberti”
LC “’Azeglio”
LC “Alfieri”
LS “Gobetti”
LS “Cattaneo”
LS “Galileo Ferraris”
LS “Giordano Bruno”
S.M.S. “Alvaro – Modigliani”
S.M.S. “Bobbio”
S.M.S. “Dante Alighieri”
S.M.S. “Meucci”
S.M.S. “Nievo Matteotti”
S.M.S. “Nigra”
S.M.S. “Peyron – Fermi”
S.M.S. “Viotti”
Scuola Internazionale Europea “Altiero Spinelli”

Cobas Scuola Piemonte
via San Bernardino 4 – 10141 Torino
tel/fax 0113345345 cell. 3477150917
sito web: www.cobascuolatorino.it

 mail: cobas.torino@yahoo.it

Ultim’ora: Blitz dell’Unione degli Studenti,scuole private “sigillate”. Blitz in oltre 100 scuole private: “Abbiamo messo i sigilli alla generazione Marchionne”

December 22, 2010 by admin · Leave a Comment
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Oggi in più di 40 città le studentesse e gli studenti di scuole e università, insieme ai ricercatori e ai precari della formazione sfileranno liberi per le strade, lasciando soli le rappresentanze istituzionali nella solitudine della loro miseria.

Blitz in mattinata dell’UdS in oltre 100 scuole private da Nord a Sud (Milano, Firenze, Bologna, Cagliari, Napoli, Bari, Cosenza e altre), sigillate con nastro da cantiere, per “porre l’accento sul processo di privatizzazione messo in campo da governi di ogni schieramento negli ultimi 15 anni, per demarcare la qualità dell’istruzione pubblica rispetto ad un’idea di formazione di elite, finanziata con moneta sonante dal ministero all’ultima Finanziaria” – afferma in una nota l’UdS.

“Oggi è l’ennesima mobilitazione di questi ultimi 3 mesi che hanno scaldato il cuore ad un’Italia ripiegata nel berlusconismo in decomposizione. L’Italia dei conflitti ha ripreso parola anche grazie al fiato che il movimento studentesco le ha dato” – afferma Tito Russo, coordinatore nazionale Unione degli Studenti.

“Oggi in molte città la politica istituzionale segnerà un’ennesima distanza dalla società reale, trincerandosi dietro camionette blindate. Oggi noi ci riprendiamo le nostre città, continuando a manifestare fin quando in questo Paese non ci saranno politiche attive per il welfare, la formazione ed il lavoro”.

“Le vacanze non fermeranno la protesta, costruiremo azioni comunicative quanto più collettive possibili anche nei giorni clou delle festività natalizie, proprio per segnalare che le nostre mobilitazioni vanno oltre l’approvazione del singolo provvedimento e sono caratterizzate dal contrasto ad una condizione più generale di precarietà materiale ed esistenziale” – afferma Tito Russo.

“Oggi 22 dicembre stupiremo una politica di Manganello e di Governo. Non abbiamo paura di strumentalità, insulti e vecchi mostri agitati populisticamente, spiazzeremo oggi e durante le vacanze, chi per una generazione che chiede futuro assicura macerie e rastrellamenti cileni” – conclude Tito Russo.

UNIONE DEGLI STUDENTI

Il Ministero, i genitori e il bilancio ballerino delle scuole

December 21, 2010 by admin · Leave a Comment
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Sembra un gioco delle tre carte, quello che si sta consumando nel segreto della contabilità delle scuole, e a rimetterci guarda caso sono i bambini e le loro famiglie. La materia è molto tecnica e subito si parla di responsabilità e di Revisori dei conti, per cui i genitori eletti nei Consigli di istituto stanno capitolando ad uno ad uno: fanno giusto in tempo a lanciare un SOS di allarme all’Associazione Genitori e poi alzano la mano per votare l’approvazione, in segno di resa.

In questi giorni i Consigli d’istituto sono convocati per deliberare delle variazioni di bilancio tanto urgenti quanto inderogabili: il Ministero ha dato tassative disposizioni di non sfondare il tetto dei finanziamenti concessi e chi ha nominato ‘troppi’ supplenti deve adesso correre ai ripari. Sorvoliamo sul fatto che il diritto all’istruzione e l’obbligo di sorveglianza nei confronti degli alunni, specie quelli di scuola materna ed elementare, obbliga i dirigenti a nominare i supplenti ogni volta che non sia possibile coprire un’assenza con le ormai risicate ore a disposizione dei docenti. Il Ministero dovrebbe fornire risorse adeguate ovvero provvedere a ispezioni mirate, ma in molti casi non ha fatto né l’una né l’altra cosa e ora le scuole sono in allarme.

A questa ennesima emergenza la risposta appare ormai scontata: ci si appiglia ai fondi per l’ampliamento dell’offerta formativa (Legge 440/97) e all’ormai famigerato contributo volontario dei genitori. “Le scuole ci propongono di usare i fondi per il funzionamento per coprire le supplenze, quelli della legge 440 per le spese di funzionamento e il contributo volontario dei genitori per finanziare i progetti –dichiara Jachen Gaudenz, Presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Arcipelago Toscano- Di fatto in questo modo con il nostro contributo si pagano le supplenze, e allora non ci resta altro che fare sciopero anche noi e boicottare a gennaio il versamento del contributo delle famiglie”.

”Come Associazione ci permettiamo di dare alle scuole qualche suggerimento –aggiunge Rita Manzani Di Goro, Presidente dell’A.Ge. Toscana- in primo luogo rileviamo che chi a gennaio 2010 ha tutelato i fondi per il funzionamento, riducendo al minimo indispensabile quelli destinati alle supplenze, è stato premiato, ricevendo tutti i finanziamenti necessari in corso d’anno. L’attuale politica ministeriale premia le cicale, più che le formiche, e chi ha badato a garantirsi un minimo di cassa per le emergenze è stato fortemente penalizzato rispetto a chi si è ridotto ad avere poche centinaia di euro a disposizione”.

Vero è che la contabilità si basa su certezze e le scuole non hanno tutte le colpe a fronte di un’Amministrazione scolastica che non rende noti i criteri di finanziamento se non a posteriori, toglie quello che prima ha dato e fa conoscere le causali di versamento attraverso i bonifici bancari anziché con circolari esplicative.
Quello che ha mandato definitivamente in tilt dirigenti scolastici e direttori amministrativi è stata la raffica di note a firma di Marco Ugo Filisetti, Direttore generale per la politica finanziaria e per il bilancio, il quale negli ultimi giorni ha detto tutto e il contrario di tutto: che veniva ripianata una parte dei crediti pregressi delle scuole e invece poi una metà di questi era relativa all’anno in corso; che il finanziamento per gli stipendi di novembre-dicembre era invece per settembre-ottobre e poi si faceva riserva di ulteriori determinazioni, come a dire che presto li toglieranno; che si finanziava una parte dei compensi già liquidati al personale.

Conviene allora scrivere una lettera circostanziata a marco.filisetti@istruzione.it elencando tutte le contraddizioni di cui sopra e le misure che si intende prendere in caso di mancata risposta. E per fare gli interessi della scuola, ancor prima che quelli dei bambini, è bene tutelare: 1) I fondi per il funzionamento amministrativo e didattico; 2) I progetti; 3) Gli stipendi dei supplenti; 4) Il corretto utilizzo del contributo volontario dei genitori; 5) I compensi al personale. Ma presto, prima che le vacanze natalizie avvolgano tutto in una coltre di indifferenza.

Perchè una scuola che non funziona non serve a nessuno, nemmeno alla scuola.

Per informazioni: agetoscana@age.itwww.agetoscana.it

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