Scuola: a proposito del Tirocinio Formativo Attivo

February 26, 2011 by admin · 1 Comment
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Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di Monica sul Tirocinio Formativo Attivo.

Mi chiamo Monica, ho 45 anni e sono architetto.
Da otto anni faccio l’insegnante a tempo pieno, nel senso che da otto anni ho cattedre annuali di 18 ore.
Le scuole in cui ho lavorato e lavoro sono quelle definite scuole “di frontiera” dove l’insegnamento e accompagnato da una serie di numerosi altri problemi che amplificano a dismisura l’impegno del docente, ma che nel tempo ti riempiono di grande soddisfazione per i risultati che a volte riesci ad ottenere con i cosiddetti “ragazzi difficili”.
Insegno Tecnologia alle scuole medie, una materia che oltre ad essere bella e interessante è di grande utilità non solo per chi deciderà di proseguire gli studi e diventare ingegnere, architetto o geometra, ma anche per chi, più semplicemente, andrà a lavorare.
Pensate ad un muratore o a un falegname che non sa leggere i disegni!!!!
Lo scorso anno questa materia è stata fortemente penalizzata poichè le ore sono passate da tre a due per ogni classe, il programma che si riesce a coprire può anche essere lo stesso, ma purtroppo qualunque approfondimento è assolutamente impossibile (e la maggior parte dei miei colleghi precari è a casa !!!!!).
I ragazzi si dimostrano quasi sempre molto interessati , sia per quanto riguarda il disegno tecnico, sia per quanto riguarda la parte teorica della materia che spesso tocca argomenti molto attuali e vicini a loro come l’educazione ambientale, i rifiuti, le energie alternative.
Veniamo al dunque……insegno senza abilitazione perchè i concorsi non sono più stati fatti e le ssis per questa materia sono state praticamente inesistenti. Le uniche istituite si trovavano in grandi città molto lontane dal luogo in cui vivo e per me assolutamente impossibili da frequentare sia per motivi famigliari che economici.
Qualche anno fa ho pensato di abilitarmi partecipando ai corsi riservati ai docenti che avevano 360gg di servizio.
Al momento dell’iscrizione al corso avevo molti giorni di supplenza in più di quelli richiesti, ma non rientravano nei tempi previsti dal decreto (Settembre 99- Giugno 2004), così al Provveditorato della mia città mi dissero di non fare neppure la domanda perché mi mancava il requisito fondamentale.
Così feci attenendomi alle regole……risultato…..tantissime persone che non avevano il mio stesso requisito si sono abilitate (anche in altre classi di concorso), mentre io e pochi altri che abbiamo rispettato la legge siamo rimasti al palo….non avevamo capito che nel mondo della scuola ogni regola è fatta per essere scavalcata dai furbi (e naturalmente da chi glie lo permette)!!!!!!
Pochi giorni fa le nuove disposizioni per la formazione dei docenti: potrò continuare ad insegnare solo se mi abiliterò e per poterlo fare dovrò fare il famoso “TFA” ovvero il Tirocinio Formativo Attivo.
Per accedere al TFA dovrò superare tre prove :
1)
test di accesso (quelli con le famose crocette che odio)
2) una prova scritta
3) una prova orale
Sono propedeutiche, se non ne supero una non potrò affrontare quella successiva.
Non si sa ancora nulla di preciso sui contenuti, quel che è certo e che dovremo avere anche una certificazione del Livello B2 della lingua inglese e la patente europea di informatica.
Saremo praticamente messi allo stesso livello di chi si laureerà tra qualche mese, con la differenza che LORO sono sia digitali nati……e quindi con molta più dimestichezza al pc di noi, sia abituati a studiare sui test (ai miei tempi, anche se non sono così vecchia, non esistevano) e quindi esiste anche la possibilità di essere scavalcata da qualcuno che non sa neppure cosa vuol dire entrare in una classe.
Pare….. si dice….. sembra…. che tutto ciò avverrà entro pochi mesi……tra i colleghi nella mia situazione serpeggia da qualche giorno un certo isterismo…..abbiamo tutti superato i 40 anni, abbiamo famiglia e se per qualche scherzo del destino sbaglieremo una di queste prove saremo praticamente a spasso per la vita.
Credo che le persone nella mia situazione, che per tutti questi anni hanno lavorato duramente, avrebbero dovuto accedere di diritto al TFA…..il Ministro Gelmini dovrebbe rendersi conto (ma penso che sia utopia) che il passaggio “dal sapere al saper insegnare” noi lo abbiamo imparato” ………eccome……….
sulla nostra pelle!!!
Tutto ciò mi appare sempre più come una manovra, non per avere docenti veramente qualificati, ma per eliminarci definitivamente dalle graduatorie.

Monica

Come educare i ragazzi ai Social Network

February 26, 2011 by admin · Leave a Comment
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EDUCARE CON I SOCIAL NETWORK – CONSIGLI PER GENITORI, INSEGNANTI E PARROCCHIE

Il web che è un rullo compressore nelle nostre vite e che il Papa paragona alla rivoluzione industriale è di fatto un gioco per i nostri figli, ma noi adulti come lo viviamo? Luca Paolini, blogger e insegnante di religione nella scuola media, ha dispensato utili consigli a genitori, insegnanti e mondo cattolico in occasione del corso “Te lo do io il computer!”, organizzato a San Donnino (FI) dai Centri diocesani di pastorale familiare e giovanile dell’Arcidiocesi di Firenze insieme all’Associazione genitori A.Ge. Toscana.

La riflessione si è fatta anche filosofica, perché ad esempio il perdono cristiano equivale a una cancellazione, mentre invece in rete ciò che è stato pubblicato rimane per sempre. Il problema invece diventa sociale quando alcuni genitori riportano notizia di giovani che restano connessi fino alle 4 di notte, senza riuscire a staccarsi. Lo web comunque è uno spazio di dialogo fatto di condivisione, collaborazione, comunicazione e non manca mai di chiedere a ciascuno il proprio parere, proprio ciò su cui di fonda il successo di portali come Facebook.

Ecco allora preziosi consigli per insegnanti, parrocchie e soprattutto genitori: a scuola un social network può essere utilizzato per creare un gruppo ristretto ai soli alunni e veicolare contenuti e lezioni. Attenzione però a come ci si mette in relazione: è bene usare l’opzione da uno a molti, evitando di mettersi in contatto con il singolo alunno, e avvisare dirigente scolastico e genitori o genitori e parroco. Da evitare poi il rischio ‘alone digitale’, ossia di sopravvalutare un alunno solo perché è connesso.

In classe il blog potrà essere usato per approfondire una lezione o coinvolgere i genitori; il podcast per fare audiolibri o lezioni registrate o commentare un fatto di cronaca; con la modalità collaborativi wiki si costruiscono storie e racconti, mentre con il codice bidimensionale QrCode si possono inserire approfondimenti testuali oppure link a video, musiche e siti web; infine il document sharing dà l’abitudine di condividere lezioni, documenti, video, foto, relazioni, conferenze.

In parrocchia invece ampio spazio ai social network per far conoscere eventi o creare sondaggi e sottoscrizioni. Il blog sarà un valido sostituto del giornalino parrocchiale e offrirà servizi come mappe, orari e calendari; il podcast invece sarà il vero e proprio radiogiornale della parrocchia offrendo omelie e riflessioni e commenti sul Vangelo. Con Wiki si costruirà la fase preparatoria di un’assemblea parrocchiale o di un sinodo e con QrCode si lasceranno messaggi in bacheca per i più giovani e si organizzeranno attività ludiche come la caccia al tesoro o più impegnate come la Via crucis interattiva.

Infine non poteva mancare una riflessione sul difficile compito dei genitori che oggi soffrono il divario mediatico oltre a quello consueto generazionale: spesso infatti il genitore non sa usare il computer ed è completamente all’oscuro di ciò che fa il figlio. Le lamentele più frequenti sono: “le attività di mio figlio sfuggono al mio controllo” oppure “il tempo al computer va a discapito dello studio e lo allontana dalla vita reale, dagli amici”. Di positivo c’è che il ragazzo connettendosi in rete si mette in contatto con amici vecchi e nuovi, parla, riceve attenzione, combatte la solitudine.

Certo che Internet non è una babysitter e che la maturità anche in questo campo va conquistata: ecco allora le fasce orarie e i tempi massimi di utilizzo che ogni genitore legittimamente può imporre al proprio figlio in relazione alla sua età.
La prevenzione migliore è una relazione salda fra genitori e figli, poi si può navigare insieme per le ricerche e per reperire materiali, insegnare un atteggiamento critico e solidale, conoscere gli amici virtuali così come lo si fa con quelli reali. Ai più piccoli occorrerà insegnare a non dare mai informazioni personali e a tutelare la propria privacy. E’ utile che il genitore conosca il mezzo e che dia l’esempio di come ci si comporta.

Sabato 26 febbraio ore 15,30–17,30, sempre allo Spazio Reale di San Donnino (FI), l’esperta di nuovi media e social network Elena Farinelli approfondirà il tema: “Aiuto, questi ragazzi stanno sempre al computer! Capire il mondo digitale per capire i giovani”. A seguire sabato 12 marzo “La barca di Pietro nel mare di Internet” e sabato 26 marzo “Va ora in onda… Processo ai media!”.

E’ gradita l’iscrizione presso: giovani@diocesifirenze.it  055 2763724, famiglia@diocesifirenze.it  055 2763731 agetoscana@age.it  328 8424375. L’ingresso è gratuito

Le dispense del prof. Paolini sono disponibili su www.agetoscana.it

In merito alle critiche di Berlusconi risponde la Uil Scuola insiste: va sostenuto il lavoro degli insegnanti

February 26, 2011 by admin · Leave a Comment
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Di Menna: la scuola pubblica è parte integrante del paese, sede del pluralismo del sapere.

La stragrande maggioranza degli insegnanti svolge la propria professione con impegno, competenza, passione, dedizione. Come sottolinea sempre il Presidente della Repubblica in occasione dell’avvio dell’anno scolastico.
Rappresentare in modo ‘complessivamente negativo’ la scuola pubblica, significa riferirsi negativamente all’insieme della scuola italiana, quella frequentata dal 93% degli studenti.

Una scuola che non è un segmento settario, ma è parte integrante del paese, sede del pluralismo del sapere.
Pluralismo sociale e culturale che riguarda le famiglie, diverse per provenienza, grado sociale, riguarda gli studenti e, naturalmente, anche gli insegnanti.
Alla scuola è affidato il compito di dare istruzione, rafforzare le capacità, sviluppare le competenze degli studenti. I modelli educativi sono compito delle famiglie.

Eppure – fa notare Di Menna – in una società complessa, le famiglie delegano alla scuola la complessa funzione educativa. Lo sanno gli insegnanti, lo sanno i genitori che spesso ne riconoscono la delicatezza e lo sforzo nel loro ruolo.

Questa scuola andrebbe sostenuta – continua Massimo Di Menna.
L’Italia è unico dei paesi sviluppati, che pur in una situazione di difficoltà finanziarie, non investe sulla scuola. Occorrerebbe una riflessione politica sulla necessità di investire in istruzione, di dare risorse alla scuola, modernizzandola, mettendola al passo con il sistema.

Il presidente del Consiglio volendo esprimere criticità, dovrebbe prima considerare quanto valore offrono gli insegnanti italiani ai loro alunni, quante capacità mettono a disposizione, quanta energia, pazienza, volontà, professionalità. Salvo poi sentirsi dire che quel che fanno non va bene. E ogni volta, passato quel momento, aumenta la fatica che devono svolgere.

Tagli alla scuola: previsione tagli e pensionamenti a Bari e Bat

February 26, 2011 by admin · Leave a Comment
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Claudio Menga di FLC CGIL Bari sulle previsione tagli alla scuola  per il prossimo anno.

Il governo, con pervicace ostinazione, incurante dei danni prodotti, è determinato a dar corso al taglio di ulteriori 19.700 docenti cui aggiungere i 14.170 posti di personale ATA già previsti dal famigerato, quanto sciagurato, piano triennale.
Al momento non siamo in grado di sapere se, anche per quest’anno, i rigurgiti leghisti, di cui è succube questo governo, convoglieranno il 40% dei tagli nelle sole quattro regioni meridionali, ma i segnali che giungono sono oltremodo sconfortanti perché già si parla, per la sola nostra regione, di 1800/1900 tagli agli organici dei docenti: praticamente il 10% dei tagli complessivi previsti a livello nazionale avrà corso in Puglia!
In tal caso,cos’accadrà nella nostra provincia? Al momento le incognite e le variabili sono numerose, ma possiamo provare a fare due conti sulla base di quanto accaduto nel precedente anno scolastico.
I tagli
Sui 1800 tagli a carico dell’organico docente pugliese alla provincia di Bari, che ha già il più alto rapporto di alunni per docente in Italia, toccherebbe una quota di tagli compresa tra 650 e 700 unità cui si aggiungerebbero i tagli nell’organico del personale ATA stimabile anche quest’anno in 400 unità circa: si tratterà di una vera e propria mattanza, ad arginare la quale poco conta se qualcuno va in pensione anziché essere licenziato:a risentirne sarà la qualità della scuola pubblica.
I pensionamenti
Ad oggi contiamo tra docenti ed ATA, rispettivamente, 2. 576 e 646 richieste di pensionamento IN Puglia di cui, presumibilmente, 850/900 docenti e 250 ATA circa nella provincia barese. Se è pur vero che i pensionamenti superano l’entità dei tagli, va purtroppo ricordato che il MIUR, a monte, ha già previsto una forte riduzione dell’organico con cui innalza il rapporto alunni/ classe, elimina i docenti specialisti di lingua inglese nelle primarie, sopprime il tempo prolungato nelle scuole medie e taglia il tempo pieno nelle primarie vanificando totalmente i vantaggi del forte ricorso al pensionamento, senza contare i soprannumerari. Per il terzo anno consecutivo la scuola pubblica meridionale, sarà complessivamente più povera di personale, di orario, di discipline e di opportunità per gli studenti costretti in aule sempre più simili ad un pollaio!
Le famiglie, le alunne e gli alunni
Qui, diffusamente, domina un senso d’incertezza ed ingovernabilità.
Basti pensare che le famiglie che hanno iscritto i propri figli alle prime classi della scuola primaria non sanno se la loro richiesta di tempo scuola sarà rispettata o meno così come le famiglie che hanno iscritto i propri figli alla scuola media non sanno se la loro richiesta di tempo prolungato sarà rispettata o meno. Accade poi che nell’istruzione professionale il MIUR abbia deciso, per il prossimo anno,   la riduzione a 32 ore dei quadri orario settimanali delle III classi così come ha deciso la riduzione a 32 ore nelle quinte classi dell’ istruzione tecnica, le classi che affronteranno a giugno l’esame di stato! Tribola perfino il mondo dei licei visto che qui le Indicazioni Nazionali sono entrate in vigore, con contestata efficacia, solo il 29 dicembre scorso, ossia 3 mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico!
E non è finita qui perché, nel frattempo, i docenti precari, a causa di una sentenza della corte costituzionale non sanno come e dove aggiornare la propria posizione nelle graduatorie provinciali, mentre i lavoratori delle imprese di pulizia protestano perché non vedranno rinnovati i contratti in scadenza!
Per questi motivi la FLC CGIL Bari proclama lo stato di agitazione del personale della scuola con l’ invito ad aderire allo sciopero del 25 marzo per respingere quest’ ulteriore e pesantissimo attacco alla qualità del sistema pubblico dell’istruzione.

CLAUDIO MENGA
FLC CGL BARI

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