Una storia di ordinaria dislessia

March 21, 2011 by admin · 1 Comment
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Diego ha 18 anni e si appresta a sostenere l’esame di maturità. E’ un ragazzo favoloso, solare, pieno di interessi ed entusiasta di tutto. Ha una sensibilità fuori del comune ed una capacità empatica sorprendente.
Diego è dislessico. E’ solo dislessico e per questo non ho permesso che la sua sete di sapere venisse annullata e la sua splendida personalità venisse distorta.
Non sono un’insegnante ma ho dovuto improvvisarmi insegnante di mio figlio per tanti anni. Ho cercato con lui strategie utili ad imparare secondo la sua modalità perché la dislessia altro non è che un diverso modo di apprendere. Ogni ragazzo dislessico, grazie alla sua intelligenza a volte addirittura superiore alla norma, è in grado di adottare un insieme di strategie  personali utili ad affrontare le varie difficoltà.
In tutti questi anni scolastici vissuti accanto a mio figlio ho dovuto combattere contro un nemico invisibile: l’ignoranza, nel senso etimologico del termine! Gli insegnanti sapevano poco o nulla della dislessia e tanto meno sapevano come affrontare le difficoltà di mio figlio. A volte pensavano addirittura che si prendesse gioco di loro perché era troppo intelligente per perdersi in compiti semplicissimi come la lettura, la scrittura o qualche semplice calcolo da fare a mente. Secondo loro era solo pigro e svogliato!

Visti gli sforzi fatti assieme a mio figlio e dopo aver condiviso con alcuni amici che si trovavano nella mia stessa situazione prima dubbi e preoccupazioni, poi soddisfazioni e conquiste, ho pensato di aprire assieme ad altri due genitori un sito (www.dislessiainrete.org ) per raccogliere il materiale da noi stessi realizzato.
In questo sito per esempio possono essere scaricate 3 piccole guide utili a fornire le prime informazioni sulla dislessia: uno è per genitori (Niente panico, è solo dislessia!), un altro per insegnanti (E’ dislessia?) e il terzo per i ragazzi stessi (Cavolo…. allora posso farcela!).
Il nostro fiore all’occhiello è però il Questionario RSR-DSA, uno strumento utile ad individuare casi sospetti o a rischio di DSA (http://www.dislessiainrete.org/questionario-rsr-dsa.html  ) ideato da me ed un’altra mamma e poi realizzato grazie alla revisione e supervisione di 3 neuropsichiatri infantili e alla sperimentazione del CNR di Torino.
La novità di questo nostro questionario sta nella sua impostazione perchè raccoglie le informazioni indirettamente, tramite domande poste ai genitori ed agli insegnanti. Descrive le capacità scolastiche del bambino con particolare riferimento alle abilità di lettura, scrittura e calcolo ma poi fornisce anche informazioni generiche sulle abilità neuropsicologiche di base (linguaggio ed organizzazione visuo-spaziale e prassica), sul comportamento e sull’esperienza affettiva correlata all’apprendimento scolastico. Il questionario così formulato consente di porre un primo sospetto dell’esistenza di un DSA ed agevola l’invio del ragazzo ai centri specializzati per la diagnosi.
Il sito è risultato di grande aiuto a tanti genitori ed insegnanti ed in effetti era proprio questo l’obiettivo che ci eravamo prefissi: non fare sentire soli coloro che per motivi professionali o personali devono affrontare una problematica conosciuta ancora troppo poco.

Da settembre 2010 abbiamo finalmente una legge (la legge 170/2010) a tutela dei nostri figli, ma sappiamo che ancora ci vorrà tanto tempo affinché i diritti di questi ragazzi siano veramente rispettati e affinchè sia assicurato loro il pieno successo formativo. Occorrerà un cambiamento culturale e come ogni cambiamento di così grandi dimensioni sarà necessario tanto tem po!
So bene che mio figlio, martoriato dalla scuola, non avrà la fortuna di assistere a questo cambiamento. Spesso le sue necessità sono ancora fraintese sia dagli insegnanti che dai compagni e questo non rende di certo la sua vita scolastica serena e piacevole. Sia gli uni che gli altri considerano i suoi diritti, un vantaggio!
Durante tutti questi anni ho potuto però osservare un lieve cambiamento soprattutto nella scuola primaria. Purtroppo non esistendo l’obbligatorietà per la formazione, gli insegnanti delle scuole secondarie sono convinti che i problemi degli alunni dislessici (proprio perchè riguardano la lettura, la scrittura e il calcolo) siano di competenza esclusiva dei colleghi della scuola primaria. E anche questo indica quanta confusione e disinformazione ci sia ancora in questo campo.

Fino a poco tempo fa gli insegnanti, non sapendo quali strategie didattiche adottare per i loro alunni con DSA, convincevano le famiglie a fare richiesta dell’insegnante di sostegno, provocando in questo modo la caduta dell’autostima di questi bambini che, ricordo, per definizione sono intelligentissimi!
In realtà l’insegnante di sostegno (spesso neanche preparato in questo campo) è stato molte volte una strategia utile solo all’insegnante di classe il quale, avendo classi sempre più numerose da gestire, aveva così la possibilità di delegare il problema ad un collega.
Per fortuna con la nuova legge  oggi non è più possibile attingere dalla legge 104! A mio avviso è un atto di giustizia anche nei confronti di coloro per i quali questa legge è stata pensata e scritta .
Il ragazzo dislessico non ha bisogno di una didattica speciale. Per lui sono necessari pochi accorgimenti. Ha bisogno di strumenti compensativi (il computer, la calcolatrice, formulari e schemi, libri digitali, audiolibri ecc…) e di misure dispensative che gli evitano prestazioni non necessarie ma per lui fonte di frustrazione perché troppo difficoltose, permettendo così una positiva partecipazione alla vita scolastica (per esempio evitare la lettura ad alta voce, evitare verifiche ed interrogazioni a sorpresa ecc…). Tali misure, pur essendo già consigliate nelle note e circolari emesse dal MIUR prima del varo della legge dedicata, sono state per tanti anni disattese.

Nel mio territorio ho avuto la fortuna di incontrare all’USP una persona davvero eccezionale e con la quale ho iniziato a collaborare: la referente per l’integrazione.
Sono entrata a far parte del gruppo tecnico di un progetto molto ampio e ambizioso (http://www.usp.pesarourbino.it/UFFICIO%20STUDI/MATTIOLI/INTEGRAZIONE/progetto%20spider_Ultimo.pdf ) che ha per finalità quella di offrire un modello organizzativo e gestionale integrato sul territorio per garantire il successo formativo degli alunni con DSA e ridurre la dispersione scolastica di tali ragazzi.

In tutti questi anni posso dire di aver fatto molto per mio figlio e parecchio per la cultura locale e nazionale ma nonostante questo, purtroppo, i frutti per Diego non sono ancora pronti da cogliere. Uscirà dalla scuola ancora una volta deluso e demotivato ma per fortuna sempre carico di entusiasmo per affrontare una nuova avventura: l’università!!!

Elisabetta Albanesi

L’Europa e la mobilità studentesca: il 14% degli studenti fa un’esperienza all’estero

March 21, 2011 by admin · Leave a Comment
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Quasi il 14% dei laureati, per la precisione il 13,9 secondo il rapporto Alma Laurea relativo ai laureati del 2009, ha fatto, nel corso del suo percorso, un’ esperienza all’estero, grazie ai diversi programmi e progetti sostenuti dalla UE, un dato che arriva al 18% considerando i laureati specialistici.

Della tendenza dei giovani a vivere l’Europa attraverso esperienze di studio all’estero e delle grandi e variegate opportunità che l’Unione Europea offre al mondo studentesco, si parlerà durante il Festival d’Europa, in programma a Firenze dal 6 all’11 maggio 2011.

In numeri assoluti nel 2008/2009 il rapporto sulla mobilità Erasmus degli studenti che dall’Italia vanno all’estero registra 17.754 unità per motivi di studio e 1.660 per tirocini e placement, per un totale di 19.414 borse di studio.
Sempre nel 2008/2009 il rapporto sulla mobilità degli studenti che arrivano in Italia per motivi di studio ne conta 15.530 e per il placement 1.962, per un totale di 17.492.
Dall’analisi dei dati risulta inoltre un importante trend di crescita: solo nell’anno accademico precedente, il 2007/2008, sono partiti per un’esperienza Erasmus 18.364 studenti di cui 17.561 per fini di studio e 802 per placement o tirocini e ne sono arrivati in totale 16.268.

Per quel che riguarda l’ Università di Firenze, le statistiche, ancora provvisorie, fornite dall’ateneo per l’anno accademico 2010/2011 parlano di circa 500 studenti in uscita verso altre università europee e circa 1000 studenti Erasmus in arrivo dall’estero. Per quanto riguarda Erasmus placement, invece, gli studenti fiorentini che stanno svolgendo il tirocinio in altri Paesi europei sono circa 90.

Nell’anno accademico 2010/2011 le destinazioni preferite dagli studenti fiorentini, come indicano i dati resi noti dall’ateneo sono Spagna, Regno Unito, Germania. Gli studenti che partono per un’esperienza di studio all’estero provengono da tutte le facoltà, in prevalenza da Economia e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Riguardo agli studenti Erasmus in arrivo a Firenze nel 2010/2011, questi provengono in prevalenza dalla Spagna e le facoltà più richieste sono Lettere e Filosofia e Architettura.

Il Festival d’Europa, manifestazione internazionale ideata e promossa dall’IUE, Istituto Universitario Europeo, si pone gli obiettivi di elevare Firenze a luogo ideale per i dibattiti internazionali e trasformare la città in un laboratorio sulle tematiche e le opportunità europee. L’Università di Firenze, polo universitario europeo, parteciperà attivamente al Festival, con un programma di incontri, conferenze, seminari e workshop sul ruolo dell’Unione Europea per il sostegno alla ricerca, alla formazione e alla mobilità studentesca.

Comitato Organizzatore: Istituto Universitario Europeo, Commissione Europea, Parlamento Europeo, Governo Italiano, Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Università degli Studi di Firenze, Agenzia LLP e YOUTH in ACTION.

Tutte le informazioni sulla manifestazione sul sito www.festivaldeuropa.eu


Il 21 marzo 2011 l’equinozio di primavera nel Salento leccese

March 21, 2011 by admin · Leave a Comment
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Inviato da Antonio Bruno (dottore agronomo)

In astronomia, si definiscono equinozi i due istanti nel corso dell’anno in cui il Sole si trova perpendicolare all’equatore e la separazione tra zona illuminata e zona in ombra della Terra passa per i poli. Per il Cristianesimo, la data dell’equinozio di Primavera di 2000 anni fa, corrisponde al giorno e alla festività liturgica del concepimento di Gesù. Sempre per i cristiani, all’equinozio di primavera è legato anche il calcolo per il giorno di Pasqua che cade la prima domenica dopo la prima luna piena, contemporanea o successiva, all’equinozio di marzo. Oggi 21 marzo 2011 c’è l’equinozio di primavera. In questa nota alcuni effetti di tale ricorrenza.

Risveglio
Ogni mio risveglio in questo tempo è fatto di curiosità di vedere oltre la finestra, se c’è stata qualche novità, un fiore, una tenera erba della primavera. Poi il cammino che ogni giorno mi separa dal mio studio, quelle strade costeggiate dai giganti del mediterraneo, quelle panchine che ogni anno si inerbiscono per decorare di fiori e di spighe l’arrivo della primavera.

La primavera dipinta di giallo
I fiori, queste bellissime produzioni delle piante, come quelli del genere Acacia. Per capire cos’è il genere Acacia ricordo che ne fa parte la comunissima mimosa, che nel Salento leccese è presentissima in giardini e campagne. La mimosa che accompagna quell’8 marzo in cui celebriamo l’altro genere, quello femminile, quello che ha dato inizio al mondo. Le donne hanno creato il Mondo. I fiori di mimosa sono una gioia per gli occhi perché è una delle primissime piante a fiorire in primavera. Ci sono sempre i frettolosi anche nelle piante tanto che alcune specie del genere acacia fioriscono anche in pieno inverno e si vestono di una fantastica pioggia di piccoli capolini gialli, tutti rigorosamente riuniti in pannocchie. Un giallo vivo che mette allegria, che illuminato dalla luce del Salento leccese spruzza la mia giornata di schizzi di felicità, perché il giallo è il colore caro a mia moglie, erano gialle le rose del suo bouquet e gialli i fiori dell’addobbo floreale del nostro matrimonio. Una delle meraviglie del mondo.

Una festa sui prati
Il bello della primavera è poter finalmente festeggiare all’aperto, dopo un lungo inverno di ritrovi in casa davanti ai camini accesi. Come non gustare una calda giornata di sole in cui fiori e piante dai mille colori e profumi fanno da sfondo al nostro ritrovato contatto con la realtà che è il paesaggio che ci circonda?
Quest’anno ho voglia di buffet all’aperto, come quello della pasquetta che è bella solo se svolta in un contesto bucolico. Io la mia festa tra i prati, la prossima pasquetta 2011, me la immagino in accoglienti aree relax fatte da cuscini, comode poltroncine, divanetti all’ombra di grandi alberi. Bella vero? Va bene, ho capito, appena organizzo ti faccio sapere, così puoi venire anche tu.

L’acquazzone
Ma la primavera è fatta di sorprese, di stupore, di meraviglie, come quella di un bell’acquazzone improvviso mentre siamo a spasso nelle campagne che circondano uno dei nostri cento paesi del Salento leccese. In bicicletta si torna senza potersi proteggere dalla pioggia a meno che non ci porta appresso un bell’ombrello. Ma attenzione che l’ombrello abbia tutti i colori dell’arcobaleno che il mio amico Henri Dumoliè chiama “arc en ciel”.
E quando all’improvviso arriva l’acquazzone, scappiamo in bicicletta con tutta la famiglia sotto l’ombrello dai mille colori potremo ammirare questo bellissimo arco nel cielo che è l’arcobaleno, con tutti i suoi colori, potremo inspirare e sentire il magnifico odore di erba bagnata e accompagnati dai sorrisi e dalle grida delle donne che fuggono il pericolo di bagnarsi completamente arriveremo finalmente a un riparo.

La calendula e la margherita
Riconquistare il ritmo delle stagioni, i colori e i profumi della terra del Salento leccese dei cento comuni, di questa terra ricoperta dagli ulivi, da una foresta immensa fatta di alberi sotto le cui chiome c’è la terra rossa e quella nera della campagna salentina.
In questo luogo e in questo tempo fiorisce la calendula, che bella vero? I fiori sono di un colore che varia dal giallo all’arancio, raccolti in gruppi di circa 3 – 5 centimetri. I prati pieni di calendule del Salento leccese, in questa bella primavera. Ma pieni anche di margherite, che continuano a fiorire imperterrite ogni anno, con quel bel giallo tanto caro a mia moglie.

La primavera te lu masciu (di Maggio)
A Sannicola del Salento leccese si è rispolverata una festa che si teneva in ogni luogo di questa terra immersa nel mediterraneo verso oriente. Tutto il Salento in una grande festa di primavera. La festa di primavera è il rito propiziatorio per invocare fertilità e prosperità. Tutto questo insieme a romantiche promesse d’amore. Si dico a te, si proprio a te! Tu come per la maggior parte dei casi delle persone che conosco, non è vero che hai dichiarato il tuo amore in primavera? Se si, come mai? Come mai tutti gli amori arrivano con la primavera? Ci deve essere un motivo! A Sannicola ragazze e ragazzi in abiti d’epoca del ’600 su carretti trainati da cavalli splendidamente addobbati con fiori e frutta di stagione, si danno appuntamento nella piazza del paese dove si scambiamo omaggi floreali, primizie e parole d’amore eterno.

Tutti a San Mauro
Dopo il rito dello scambio, si forma un corteo che insieme agli sbandieratori, artisti di strada e musicanti vanno alla serra di San Mauro. E’ un altipiano dove sorge una piccola abbazia basiliana intorno alla quale un tempo, il giorno della festa di San Mauro, i monaci davano vita ad una fiera. Da quell’altipiano è possibile gustare un panorama che gradualmente affonda dalla campagna al mare Ionio.

Le tavole di San Giuseppe
Ogni anno nel Salento si ripete un antichissimo rito in onore di San Giuseppe sia a Giurdignano, che a Minervino di Lecce, come ad Uggiano La Chiesa e la piccola frazione di Casamassella. In questi paesi del Salento leccese le porte di molte case si spalancano per accogliere migliaia di visitatori e fedeli.
I visitatori arrivano per ammirare le tavole di San Giuseppe, veri capolavori di devozione. Un rito in cui s’intrecciano sacro e profano, e che coincide con l’equinozio di primavera e gli antichi riti di purificazione agraria, che chiudevano l’inverno.
La preparazione dei cibi per le tavole di San Giuseppe avviene una settimana prima così ad esempio il sabato s’impasta la farina per fare i “vermiceddhi” (un tipo di pasta corta), il lunedì si mettono a bagno i lampascioni e lo stoccafisso, il martedì i ceci, il giovedì si puliscono rape, cavoli e cavolfiori, si cucinano i ceci e si passano i fritti nel miele.
Il venerdì si cucinano le verdure, lo stoccafisso, la pasta con il miele, il pesce e si friggono le pittole.
A primavera tutto si rinnova ed è per questo che le tavole si San Giuseppe fanno rifiorire ogni cosa come la solidarietà con chi non ha nulla da mangiare e il rinnovare tutti i rapporti con le persone, anche quelli con parenti e vicini con cui nell’autunno ed inverno si erano avuti screzi, in Primavera tutto passa, anche le arrabbiature! Le persone che si mettono a tavola possono variare da 3 a 21.

Il 21 marzo 2011 in occasione dell’equinozio di Primavera
Mi sveglio per gustare questo giorno, il tempo si rincorre e torna a far sbocciare i fiori e a ricoprire questo luogo in cui vivo di vegetazione verde, illuminata da una luce unica al mondo. Ogni anno arriva la primavera anche per te amica mia, anche per te amico mio, un mondo che è la fuori non aspetta che di essere contemplato per darti colori, odori ed emozioni che renderanno questo un giorno unico, come unico è ogni giorno, ogni ora, ogni istante della nostra vita. La natura si risveglia per dare i suoi frutti tra qualche mese, gli stessi frutti della terra che ci consentiranno di avere una vita bella e appagante, viva e piena di sorprese, perché per me, come per te, ogni giorno è un’avventura!