Crisi: sempre meno lavoro e meno giovani al Sud

La crisi economica investe tutto il mondo e anche l’Italia. La situazione nelle famiglie è davvero preoccupante fra bollette da pagare e calcolare rata mutuo per chi ha comprato una casa. Ma nel nostro Paese, il Sud è sicuramente più colpito dalla recessione. Il mezzogiorno d’Italia da sempre cresce meno del Centro e del Nord, ma adesso la situazione è davvero critica, dato che il tasso di disoccupazione arriva a sfiorare il 25%. Si teme persino un vero e proprio tsunami demografico e si calcola che nel 2050 il numero degli over 75 potrebbe essere cresciuto di ben 10 punti percentuali. Insomma, il Sud non sembra essere un posto per giovani. A confermarlo anche i dati del rapporto Svimez su economia nel Mezzogiorno. Stando al quadro tracciato da suddetto rapporto, il Sud non cresce a livello industriale e, pertanto, necessiterebbe di un nuovo progetto atto a incrementare lo sviluppo. Bisognerebbe, quindi, puntare sui nuovi settori, come la geotermia e le altre fonti rinnovabili che potrebbero avere terreno fertile in questa zona date le condizioni climatiche. Entrando nel merito dei dati, dal rapporto emerge che nel 2010 il Pil è aumentato al Sud dello 0,2%, mentre al Centro-Nord dell’1,7%. Inoltre, nell’ultimo decennio, il Sud ha segnato una media annua negativa, -0,3 per cento, mentre il Centro Nord ha fatto registrare il +3,5%. Per quanto riguarda il Pil pro capite, il Mezzogiorno è passato dal 58,8% del valore del Centro-Nord nel 2009 al 58,5% del 2010.
Di Menna: per la scuola è urgente un cambio di passo

La tradizione culturale italiana è parte essenziale del patrimonio del nostro Paese – ha detto Massimo Di Menna – nel corso dell’incontro che si è svolto al Sincrotone di Frascati. Quel che non si sottolinea mai abbastanza è che non è solo cultura letteraria o umanistica. Esiste un patrimonio di conoscenze ed esperienze scientifiche al quale viene prestata, in genere, minore attenzione rispetto al sapere classico.
Meucci, Fermi, Maiorana, sono alcuni esempi delle eccellenze italiane in campo scientifico. Le ricerche sui neutrini condotte dal Cern di Ginevra in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Gran Sasso vedono due italiani nell’equipe di ricerca internazionale: Dario Autiero, coordinatore dell’analisi fisica dell’esperimento e Antonio Ereditato, coordinatore della collaborazione internazionale.
In un paese che vuole puntare sull’innovazione e sulla competitività – ha aggiunto Di Menna – occorre guardare con grande attenzione e considerazione alla scuola. E’ necessaria una modernizzazione degli strumenti di supporto agli insegnanti. Vanno supportate e valorizzate le loro capacità professionali. Sosteniamo da sempre che la scuola deve essere accogliente, ma vogliamo anche sottolineare l’esigenza di una scuola sede di studio rigoroso. Ricerca e innovazione richiedono una solida formazione di base. Lo sviluppo della conoscenza e della critica sono un ‘antidoto ai dogmi’ – ha detto il segretario generale della Uil Scuola – la cultura è fondamentale per l’esercizio delle libertà civili, per la formazione di uno spirito critico e di ricerca, condizioni essenziali per il progresso scientifico e tecnologico.
La scuola che vogliamo vedere è quella dove c’è sapere, pluralismo, modernità, innovazione, coesione, libertà; è la qualità dell’istruzione che garantisce la laicità. E’ urgente un cambio di passo – ha commentato Di Menna – per fare in modo che la politica possa essere vista come modalità di supporto al lavoro che viene fatto nelle scuole. Solo con un forte intervento di semplificazione, di sburocratizzazione e rafforzando la contrattazione e il confronto, si possono dare regole certe e riferimenti solidi alle scuole e al personale, che continua ad impegnarsi con un approccio positivo, stante la delicatezza e la responsabilità della funzione. Proponiamo una sessione parlamentare per la scuola, una giornata della politica per il paese nella quale si prendano impegni sulla modernizzazione della scuola e sul sostegno di quei tanti lavoratori che ne garantiscono il funzionamento,in grado di andare oltre l’alternarsi delle legislature.
La scuola diventi priorità per il paese. Le forze politiche devono impegnarsi tutte per scelte che spostino risorse in favore dell’istruzione e puntino a riequilibrare il rapporto tra spesa per l’istruzione e Pil e il rapporto tra spesa per l’istruzione e spesa pubblica che vede oggi l’Italia fanalino di coda in Europa.
Sotto trovate il testo sull’iniziativa che si è svolta a Frascati nell’ambito de ‘Gli incontri culturali della Uil Scuola: Enrico Fermi e il sincrotrone’
Incontri culturali Uil Scuola
“Dalle radici della nostra cultura… alla scuola”
Enrico Fermi e il sincrotrone di Frascati
Il progetto degli incontri culturali della Uil Scuola nasce nel maggio 2005 con l’idea di mettere in relazione luoghi simbolo e personaggi di primo piano della cultura italiana – Vico a Vatolla, Pirandello ad Agrigento, Galilei ad Arcetri, Ariosto e il Mauriziano di Reggio Emilia, Deledda a Nuoro, De Amicis a Imperia. Figure eccellenti e realtà geografiche e culturali in cui hanno vissuto, come punto di partenza per approdare a percorsi professionali di approfondimento: da questo lo sviluppo di itinerari didattici adatti agli studenti delle scuole.
Arte, scienza, poesia, pedagogia diventano parte di un progetto nazionale destinato ad operatori delle scuola e di itinerari di istruzione per i ragazzi.
La memoria dei luoghi è uno degli elementi fondamentali per acquisire consapevolezza e del patrimonio culturale italiano, delle proprie origini, e dunque di se stessi, per sviluppare senso civico e progettare il futuro. Le motivazioni dell’iniziativa rimandano all’esigenza di sperimentare attività innovative del sindacato nell’ottica di dare risposte, oltre che attraverso gli strumenti di rappresentanza, tutela, servizi, anche attraverso diverse opportunità di tipo culturale.
La visita al sincrotrone di Frascati e la storia professionale e umana di Enrico Fermi, rappresentano l’appuntamento di apertura del ciclo di incontri del 2011.
Con l’acquisto a 16 anni di un volume di fisica su una bancarella ha inizio l’avventura di Enrico Fermi che da via Panisperna lo porterà alla Columbia University e al Premio Nobel per la fisica nel 1938.
In suo onore un elemento della tavola periodica è stato chiamato Fermio; un sottomultiplo del metro comunemente usato in fisica atomica e nucleare, fermi e una delle due classi di particelle nella statistica quantistica, fermioni.
Il polo di Frascati rappresenta uno dei centri di ricerca e sperimentazione più grandi d’Europa. Un primato fortemente voluto da scienziati come Bernardini, Amaldi e Salvini.
Bernardini seguì proprio l’indicazione di Fermi di dotare l’Italia di un grande laboratorio di fisica delle particelle. Ma dove un ‘sincrotrone’, un anello, cioè in cui le particelle elementari corrono e si scontrano, mostrando l’architettura nascosta della materia? Nel 1954 il sindaco di Frascati si mostrò disponibile cedere un’area. In cinque anni era in funzione.
Negli anni, il sincrotrone ha dato vita a tre generazioni di macchine acceleratrici dai nomi bizzarri: Ada, Adone e Daphne, che hanno contribuito a svelare la complessa struttura della materia sulla scala dell’estremamente piccolo, nell’ambito degli studi coordinati dall’Infn, il laboratorio della fusione nucleare.
Il vero tributo pagato dagli insegnanti

Ci arriva dalla Segreteria della FLC CGIL ROMA CENTRO
il documento approvato in assemblea sindacale dai lavoratori (docenti e ATA) del liceo scientifico “Newton” di Roma in risposta alla proposta lanciata dal Dirigente Scolastico sugli organi di stampa in occasione dell’apertura dell’anno scolastico 2011/12.
Ecco di seguito il documento:
Nel merito dell’ora aggiuntiva che il corpo docente del Liceo scientifico “I. Newton” dona allo Stato, l’Assemblea sindacale dell’Istituto affianca il D.S., prof. Mario Rusconi, nella provocazione rivolta alle autorità politiche e ai media del nostro Paese, volta a far emergere l’impegno ordinario di una categoria di lavoratori che settimanalmente, per senso di responsabilità verso la comunità, ovvero per attaccamento alla cosa pubblica, si ferma sul luogo di lavoro ben oltre l’orario di servizio; senza contare il tempo non quantificabile che precede e segue le lezioni della mattina, impiegato dai docenti dall’insieme di attività – di correzione, verifica, preparazione, aggiornamento, pratiche burocratiche – che compongono la professionalità docente.
Con il presente comunicato l’Assemblea intende, dunque, correggere la notizia diffusa nelle scorse settimane da alcuni organi dell’informazione secondo cui una 19^ ora non retribuita sarebbe stata formalizzata presso il liceo “I. Newton”, oltre quelle frontali previste dal contratto nazionale, e viceversa tiene a ricordare con forza, il vero e proprio tributo che il settore del lavoro pubblico – e nello specifico, la scuola – paga da anni in termini di tagli alle retribuzioni, di precariato, di sovraffollamento delle classi, di blocco degli scatti, di peggioramento delle condizioni di lavoro, di moltiplicazione degli impegni senza corrispondente riconoscimento salariale, di congelamento del TFR, cioè nei termini di una lunga serie di provvedimenti normativi che gravano su tutti i lavoratori della conoscenza.
I lavoratori del Liceo Newton