Gli studenti a Monti: il cambiamento nasce dai diritti, ascolti noi invece che Gelmini e Marchionne

November 19, 2011 by admin · Leave a Comment
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Il nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti, forse non ci conosce: siamo le studentesse e gli studenti della Rete della Conoscenza, la maggiore organizzazione studentesca d’Italia, un sindacato che rappresenta, negli organi collegiali così come nelle strade e nelle piazze, decine di migliaia di studenti nelle scuole (l’Unione degli Studenti) e negli atenei (LINK-Coordinamento Universitario) di questo paese.
Dal 2008 noi studenti siamo stati la principale opposizione al governo Berlusconi, manifestando contro un processo di smantellamento della scuola e dell’università che non ha eguali in Europa e nel mondo. La legge 133 del 2008 ha portato gli investimenti in formazione e ricerca del nostro paese, già bassi, ad arrivare al penultimo posto (in proporzione al Pil) tra i paesi Ocse. E la riforma Gelmini del 2010 ha continuato su questa strada, con una svolta autoritaria nel governo degli atenei, affidati ai soli rettori e a privati di loro fiducia, con una delega in bianco sul diritto allo studio, con la divisione tra baroni privilegiati e ricercatori precari senza futuro. Il combinato disposto di queste due leggi, con l’aumento vertiginoso delle tasse agli studenti (siamo i quarti in Europa) e l’ingresso dei privati dei cda, sta rendendo ormai indistinguibili le università pubbliche da quelle private, se non per la qualità dei servizi, sempre meno dignitosa…
Migliaia di studenti, perché privati delle borse di studio con cui si mantenevano o perché privati del proprio corso di studio, chiuso per tagli, sono espulsi dall’università. Chi si laurea è di fatto espulso dal Paese, costretto a cercare lavoro all’estero. Quando lavoriamo dobbiamo subire contratti precari, senza una prospettiva, senza diritti, senza welfare né ora (non abbiamo maternità né malattia) né domani (avremo mai una pensione?).

Per questo abbiamo festeggiato quando il governo Berlusconi, responsabile di questo scempio, si è dimesso, e abbiamo apprezzato quando Mario Monti, nel suo discorso al Senato, ha indicato proprio nei giovani la risorsa con cui l’Italia può uscire dalla crisi. Noi ci consideriamo infatti una risorsa per far ripartire il nostro paese, vogliamo mettere la nostra intelligenza e le nostre energie al servizio del cambiamento, di un modello di sviluppo diverso, che metta al centro i saperi, l’ambiente, i servizi sociali.
Però queste parole sono state subito contraddette dalle successive, in cui Monti ha di fatto ripreso un suo editoriale di gennaio, in cui indicava nella riforma Gelmini dell’università e nel modello Marchionne di relazioni industriali due esempi da seguire.

Ha detto che continuerà l’iter dei decreti attuativi della riforma Gelmini. Ma come? Non aveva appena detto che bisognava partire dai giovani? E allora perché ostinarsi con una riforma contestata in maniera praticamente unanime da studenti e ricercatori? Perché non fermare quell’iter e ricominciare da capo, chiedendo magari a chi vive l’università di dire la sua? Noi abbiamo le nostre proposte, condivise tra studenti, dottorandi, precari e ricercatori, e sono pubblicate su www.altrariforma.it. Perché non ripartiamo da quelle, invece che da un modello che ci ha reso il fanalino di coda d’Europa?

Monti ha poi annunciato che per dare diritti ai giovani precari bisogna colpire i lavoratori “troppo tutelati”. Ci domandiamo chi siano. Forse i metalmeccanici di Pomigliano che sono scesi in piazza con noi lo scorso anno? A noi sembra che la competizione globale ci abbia reso tutti precari, e che non si possa ripartire se non si stabilisce che certi diritti devono valere per tutti. Parliamo di principi di minima ragionevolezza, come quello secondo cui chi fa lo stesso lavoro deve avere la stessa retribuzione e gli stessi diritti. Ma è progresso se questi diritti vengono livellati verso l’alto, non se noi giovani veniamo utilizzati per livellare verso il basso le condizioni di vita di tutti. Sabato e domenica, a Roma, parteciperemo, insieme a tanti altri, a un’assemblea sul tema della precarietà. Per lanciarla abbiamo preparato un decalogo (ilnostrotempoeadesso.it/component/content/article/35-contenuti/223-liberiamoci-della-precarieta-il-nostro-decalogo.html): non un libro dei sogni, non il mondo che vorremmo noi, ma delle semplici condizioni di dignità minima che ci avvicenerebbero a quello che succede del resto d’Europa. Perché non partiamo da quelle, invece che da Marchionne?
Per noi non ci sono governi tecnici o governi politici, governi amici o governi nemici: noi viviamo in prima persona la condizione studentesca, e poniamo a ogni governo le questioni che ad essa sono legate. Sarà in grado Monti di darci una risposta diversa dal mutismo autoreferenziale a cui ci aveva abituato Berlusconi? Si degnerà di ascoltare i 150 mila studenti che oggi sono scesi in piazza in tutta Italia o presterà orecchio solo alle banche?

Rete della Conoscenza

Diffida ai Dirigenti Scolastici per mancata sostituzione dei docenti assenti

November 19, 2011 by admin · Leave a Comment
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OGGETTO: DIFFIDA PER MANCATA SOSTITUZIONE DEL PERSONALE ASSENTE
La nota n.9839 dell’ 8 novembre 2010, con cui il MIUR conferma le indicazioni già fornite nella nota n. 14991 del 6 ottobre 2009, ribadisce “l’obbligo di provvedere alla sostituzione di detto personale assente temporaneamente, prioritariamente con personale della scuola in soprannumero o con ore a disposizione o di contemporaneità non programmata in applicazione di quanto previsto dall’art. 28, commi 5 e 6, del CCNL/07 ed, in subordine, mediante l’attribuzione di ore eccedenti a personale in servizio e disponibile nella scuola fino ad un massimo di 6 ore settimanali oltre l’orario d’obbligo”. La stessa nota aggiunge che nel caso in cui le soluzioni indicate “non risultino praticabili o sufficienti, i dirigenti scolastici, al fine di garantire ed assicurare il prioritario obiettivo del diritto allo studio e della piena funzionalità delle attività didattiche, possono provvedere alla nomina di personale supplente in ogni ordine e grado di scuola anche nel caso di assenza del titolare per periodi inferiori a 5 giorni nella scuola primaria, come previsto dall’art. 28, c. 5 del CCNL e a 15 giorni nella scuola secondaria”
Da più parti ci vengono segnalati comportamenti illegittimi da parte dei Dirigenti Scolastici, che non provvedono alla nomina del personale supplente necessario alla copertura delle assenze del personale docente assente in relazione sia a supplenze “lunghe”(astensione obbligatoria, congedi parentali, astensione facoltativa, allattamento) sia a supplenze “brevi”.
La scrivente organizzazione sindacale ritiene illegittima ed illegale la pratica costante dello “spezzatino orario” di una supplenza lunga con attribuzione delle ore ai docenti interni a tempo indeterminato, l’utilizzo degli insegnanti di sostegno per supplenze giornaliere e la suddivisione degli alunni in altre classi in caso di assenza del docente.
Ciò premesso, la scrivente Organizzazione Sindacale, ritiene che la mancata sostituzione del personale scolastico assente possa rientrare nella fattispecie, penalmente rilevante, della interruzione di pubblico servizio e della violazione delle norme sulla sicurezza; di conseguenza
DIFFIDA
formalmente i Dirigenti Scolastici delle istituzioni scolastiche statali di Palermo e provincia a procedere in comportamenti non conformi alla normativa vigente. I Dirigenti Scolastici dovranno, pertanto, provvedere senza indugio al regolare conferimento delle supplenze per la sostituzione del personale assente.
Permanendo le difformità, si procederà, senza ulteriore preavviso, all’esercizio dell’azione legale nei confronti dei singoli dirigenti tanto per violazione delle norme contrattuali quanto per interruzione di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

USB Scuola Palermo

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Cobas Scuola: oltre centomila sfiduciano il governo Monti

November 19, 2011 by admin · Leave a Comment
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A nostra memoria mai un governo è stato sfiduciato nelle piazze con tanta rapidità. Che le caratteristiche aziendali e ultra-liberiste del governo Monti siano cristalline lo hanno dimostrato oggi in piazza oltre centomila studenti e lavoratori/trici COBAS e CUB in sciopero generale, che hanno manifestato in più di 60 città. La partecipazione ai cortei è stata particolarmente rilevante a Roma e Napoli, con oltre diecimila partecipanti per città, ma migliaia di studenti e lavoratori erano presenti anche nelle strade di Torino, Milano, Bologna, Firenze, Palermo, Cagliari, Salerno, Genova, Bari, Catania, Pescara e, seppur con cifre minori, in almeno altri cinquanta capoluoghi di provincia. Le manifestazioni sono state assolutamente pacifiche, salvo laddove, come a Milano, Torino e Palermo, la polizia ha sciaguratamente caricato i manifestanti, provocando anche alcuni feriti. La protesta è stata corale contro il governo bipartisan Monti, che oggi ha ricevuto invece la fiducia delle principali forze parlamentari (tranne la Lega) sulla base di un programma ultra-liberista e presentando una lista di ministri che sono stati finora esponenti ai massimi livelli di gruppi finanziari e banche, del Vaticano e del capitalismo di Stato e privato e che da sempre predicano le politiche antipopolari che hanno provocato la catastrofica crisi.
Particolarmente bersagliato oggi da studenti e insegnanti il neo-ministro della Pubblica Istruzione, fino a ieri Rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, esaltatore della scuola-azienda e dell’ Università-impresa, uno che parla in italo-inglese, che si autodefinisce “marketing oriented” e “incubatore di imprese”, che si vanta di aver creato al Politecnico 109 imprese interne e 14 fondi finanziari e che si lamenta perché nelle sue facoltà gli studenti non vengono ancora formati come imprenditori; ma anche il ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture il super-banchiere di Intesa Corrado Passera; o quello dei Beni culturali Ornaghi, fino a ieri Rettore della Cattolica, braccio culturale del Vaticano; o Clini ministro dell’Ambiente che, in spregio alla volontà degli italiani, straparla di nucleare da introdurre e TAV da fare a tutti i costi.
Abbiamo salutato con soddisfazione la caduta del governo Berlusconi. Ma il governo Monti si annuncia altrettanto (se non più) micidiale: vuole imporre la libertà totale di licenziare, il collocamento dei dipendenti pubblici in “esubero” in Cassa Integrazione, anticamera del licenziamento dopo 24 mesi, l’eliminazione delle pensioni di anzianità e del sistema retributivo, la privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali malgrado i risultati dei referendum, la svendita del patrimonio naturale e artistico e le distruttive Grandi Opere, la re-introduzione dell’ICI sulla prima casa, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità e la retribuzione dei docenti in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI E IL DEBITO VANNO PAGATI DA CHI LI HA PROVOCATI E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.
Nella manovraccia approvata dalla casta bipartisan non c’è neanche un provvedimento che faccia pagare la crisi a chi l’ha provocata e a chi ci si arricchisce. Con una seria patrimoniale, recuperando gran parte della evasione fiscale, riducendo drasticamente la corruzione dilagante nelle strutture pubbliche, riducendo le “pensioni d’oro”, cancellando le missioni di guerra e tagliando le spese militari avremmo alcune centinaia di miliardi annui non solo per aggiustare il bilancio ma per salari e pensioni adeguati, investimenti nell’istruzione e nella sanità, nei servizi sociali, nella tutela del patrimonio naturale ed artistico; per porre fine alla precarietà e garantire un reddito minimo per tutti/e.

Particolare soddisfazione ci ha procurato, infine, l’andamento della manifestazione romana, ove studenti e lavoratori/trici dei COBAS e della CUB hanno posto fine agli intollerabili divieti del sindaco Alemanno che per un mese aveva sottratto ai cittadini/e il diritto di manifestare liberamente. Il corteo unitario è arrivato fino a 50 metri dall’ingresso del Senato dove Monti presentava il suo nefasto programma e il suo governo aziendale. Diffidiamo comunque Alemanno dal reiterare i divieti di manifestare pacificamente nelle vie della città. Fin d’ora diciamo che come COBAS ci batteremo contro qualsiasi limitazione a tale democratico diritto.

COBAS-Scuola

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UGL Scuola Palermo: campagna per le elezioni rsu del prossimo marzo

November 19, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Uncategorized, rsu 

Le candidature saranno raccolte entro il 15 Gennaio 2011, per ottenere una
rappresentatività sindacale che valorizzi la professionalità dei Docenti e
degli ATA, dopo l’appiattimento e la complicità mostrati dalle altre OO. SS.
in
questi tre anni.

Programma della lista UGL per l’elezione delle RSU.

Le elezioni delle R.S.U. che si terranno nel marzo prossimo rivestono una
importanza fondamentale per la nuova organizzazione delle Scuole e per il
rinnovamento delle relazioni sindacali, dopo la sospensione per tre anni
(2009-
2012) della misurazione della rappresentatività delle sigle sindacali
ammesse
ai tavoli contrattuali, imposta dal Governo ai lavoratori. La scuola dell’
autonomia ha difficoltà crescenti nell’amministrare risorse sempre più
ridotte
che lo Stato assegna, e vede le proprie prerogative mortificate dal potere
sanzionatorio del MIUR, impegnato a condannare il malcontento dell’intera
categoria, piuttosto che a risolverne il disagio.
L’UGL si impegna a dare rappresentanza ai lavoratori del settore dell’
Istruzione difendendone i diritti, promuovendone l’immagine sociale,
valorizzandone lo status professionale e la funzione culturale strategica
per
il sistema Italia. Per questi obiettivi, chiediamo il sostegno del personale
docente e A.T.A. Nel prossimo triennio, con il tuo sostegno realizzeremo un’
azione sindacale di stile nuovo, in grado di riportare la discussione sui
temi
propri della scuola. Ti chiediamo di votare il/i candidato/i della lista UGL
a
rappresentante/i sindacale/i nella tua scuola, per contribuire, a:
* riportare l’istruzione al centro dell’azione politico-sindacale a livello
territoriale, nazionale ed europeo;
* valorizzare la professionalità di docenti ed A.T.A., in termini di
opportunità lavorative, maggiori risorse economiche, tutela sindacale contro
il
blocco degli stipendi, la riconversione professionale, la cassa integrazione
e
i licenziamenti;
* trasformare la Scuola in un centro permanente di sperimentazione
didattica,
educativa e di ricerca;
* discutere proposte da inserire nei Contratti collettivi nazionali di
lavoro
e in quelli regionali integrativi per rivalutare il ruolo della comunità
educante ed estendere le prerogative sindacali a tutte le OO. SS. anche non
rappresentative;
* inserire la voce della tua Scuola nel dibattito di politica scolastica, su
temi quali la mobilità, le riforme, la carriera, le aree di contrattazione,
il
reclutamento senza cedere ai ricatti dei tagli e del dimensionamento-
accorpamento;
* ripristinare dignità e giustizia nel settore della scuola, perché torni ad
essere cardine, volano e faro della società del tuo territorio;
* eliminare il precariato, riconoscendo al personale a tempo determinato i
diritti stessi di cui fruisce il personale a tempo indeterminato,
promuovendone
la stabilizzazione;
* utilizzare la professionalità di chi ha assolto alla funzione di tutor o
di
supervisore nei corsi di formazione, e garantire la giusta retribuzione anche
a
chi ha esercitato le indennità di funzioni superiori, di direzione e di
reggenza riconoscendone il ruolo;
* sbloccare gli scatti di anzianità per il personale di ruolo e il diritto
alla firma di un contratto collettivo nazionale, contro l’abolizione degli
automatismi di carriera e la loro sostituzione con un merito possibilmente
deciso soltanto dal ministro pro tempore, ai sensi dell’intesa del 4
febbraio
2011 raggiunta dagli altri sindacati;
* assicurare il salario accessorio individuale e generale per coprire il
costo
della vita a tutto il personale e non al solo 75%, lasciando il restante 25%
per tutta la vita allo stipendio del 2010, qualora, comunque, siano
conservate
quelle risorse ad oggi non ancora certificate;
* ripristinare la mobilità del personale neo-assunto e i primi gradoni
stipendiali cancellati dal CCNL 2011-2013 sottoscritto dalle OO. SS. di
categoria della CISL, UIL, SNALS, GILDA-FGU il 4 agosto 2011.

Tutti i possibili candidati che condividono tale progetto e vogliono
candidarsi nella lista UGL possono inviare una mail a uglscuola.
palermo@libero.
it riceveranno le istruzioni per proporre la propria candidatura. Insieme
possiamo cambiare la scuola.

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