Convegno Erickson: Introduzione al Metodo Feuerstein
Processi di pensiero e processi di apprendimento
1° convegno Erickson
Trento, 20 e 21 aprile 2012
Il 1° Convegno Introduzione al Metodo Feuerstein – Processi di pensiero e processi di apprendimento, Trento, 20 e 21 aprile 2012, organizzato dal Centro Studi Erickson, si rivolge principalmente a insegnanti, psicopedagogisti, psicologi, educatori e operatori socio-sanitari, per fornire l’opportunità di conoscere il sistema teorico-metodologico di Feuerstein.
Se un bambino non riesce ad imparare, insegnagli tu un metodo con il quale possa imparare ad imparare. Reuven Feuerstein Foundation
Da sempre il pensiero di Reuven Feuerstein sostiene che gli uomini, tutti gli uomini, hanno pari potenzialità per la propria vita anche quando sembra che non sia così; il sistema di pensiero di Reuven Feuerstein si concentra su una mente che è ritenuta plastica, reattiva e cognitivamente modificabile. Secondo il metodo Feuerstein, l’intelligenza non è un tratto ereditato e immutabile, ma un insieme di componenti di cui quella genetica non è la sola né la più importante. L’intelligenza è la propensione dell’organismo a modificarsi nella sua struttura cognitiva, in risposta al bisogno di adattarsi a nuovi stimoli, di origine interna o esterna che siano (Feuerstein1998).
Il programma del Convegno prevede interventi dei più importanti studiosi e formatori italiani sul Metodo Feuerstein, e permette di entrare direttamente in contatto anche con gli strumenti operativi di valutazione e intervento della Metodologia, all’interno di workshop appositamente strutturati con alcune simulazioni progettate per esplorare le dinamiche dei processi di intervento, sia a livello cognitivo e metacognitivo, sia a livello emotivo e motivazionale.
Reuven Feuerstein Nasce in Romania nella piccola cittadina di Botosan nel 1921 da genitori ebrei, ma trascorre a Bucarest l’infanzia e l’adolescenza. Sperimenta presto la dimensione costruttiva dell’apprendimento e dell’insegnamento grazie alla sensibilità e all’attenzione che i suoi stessi genitori mostrano nei confronti della cultura e dell’educazione. Il giovane Feuerstein vive in uno dei periodi più bui della storia recente del mondo, perché la sua adolescenza è segnata da avvenimenti drammatici che sconvolgono tutta l’Europa. La Romania è scossa da tensioni sociali e politiche e la situazione economica peggiora rapidamente per tutti, ma ancora di più per la comunità ebraica la cui esistenza diventa sempre più difficile. In questi anni insegna a Bucarest in una scuola per i figli dei deportati di Auschwitz, a contatto con ragazzi il cui sviluppo cognitivo è fortemente alterato dai gravissimi problemi psicologici che segnano la loro esistenza. Da qui sempre più forte la motivazione per gli studi di psicologia e per i processi di apprendimento che lo portano a insegnare dal 1940 al 1944 nella Scuola per bambini Svantaggiati di Bucarest. Nel 1944 anche lui subisce la tragedia del campo di concentramento e così da quel momento le vicende della sua vita personale si intrecciano con il dramma dell’Olocausto, che coinvolge tutto il continente europeo. Questa esperienza fa incrociare la sua vita con quella del nascente Stato di Israele, dove si stabilisce alla fine degli anni ’40 e dove inizia a occuparsi a tempo pieno dei bambini scampati alla persecuzione nazista che affluiscono da ogni parte del mondo. Sono anni di grande passione per lo studio e la ricerca che gli permettono di maturare una straordinaria esperienza professionale, ma soprattutto umana. Tra il 1950 e il 1954 lavora con migliaia di adolescenti provenienti da Asia, Europa e Africa che vengono assistiti nei campi di raccolta ed è in questa circostanza che prende corpo per la prima volta la teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale che lo ha reso famoso: modificabilità cognitiva come forza posseduta da ciascuno e attraverso la quale l’uomo è in grado di auto-modificarsi in modo molto più significativo di quanto comunemente si creda. È a Ginevra, sotto la guida di Jean Piaget, a cui si avvicina attratto dagli studi sui fattori cognitivi nello sviluppo dell’individuo, che si laurea al Jean Jacques Institute, completando il suo percorso accademico alla Sorbona di Parigi, dove consegue il dottorato di ricerca in psicologia. Il futuro dello studioso è segnato. Insegna Psicologia dell’Educazione all’Università Bar Ilan di Israele, diviene adjunct professor alla Vanderbilt University di Nashville negli USA, sviluppa nuove linee di ricerca all’interno dell’HWCRI (Istituto di Ricerca Hadassah Wizo Canada) e nel 1992 contribuisce in modo determinante all’apertura dell’ICELP (International Center for the Enhancement of Learning Potential), un Centro internazionale di ricerca, formazione e terapia la cui finalità è quella di aiutare bambini, adolescenti e giovani adulti con disabilità a raggiungere il più elevato livello di funzionamento cognitivo possibile. Oggi il prof. Reuven Feuerstein è Presidente dell’ICELP, a cui dedica, nonostante l’età ormai avanzata, tutte le sue energie, sorreggendo e alimentando i vari gruppi di ricerca, formando specialisti e clinici e educatori che operano nella scuola e nella formazione. All’interno del Centro di ricerca sono attivi diversi dipartimenti, in ciascuno dei quali si sviluppa un particolare settore di studio: dagli studi sulla valutazione del potenziale di apprendimento a quelli del PAS (Programma di Arricchimento Strumentale), dalla pratica della mediazione e degli «ambienti modificanti» all’intervento sui disturbi del linguaggio e della comunicazione, dalle applicazioni sulla famiglia ai servizi diagnostici e riabilitativi per soggetti affetti da sindrome di Down.
Il Centro Studi Erickson svolge a livello nazionale attività di formazione e aggiornamento per insegnanti, dirigenti scolastici, pedagogisti, operatori sociosanitari e educatori professionali: ogni anno organizza corsi di formazione in servizio, seminari, corsi on line e convegni internazionali.
Per maggiori informazioni:
http://www.erickson.it/Pagine/Introduzione-al-Metodo-Feuerstein.aspx
convegni@erickson.it
Segreteria organizzativa
Centro Studi Erickson
Via del Pioppeto 24, fraz. Gardolo – 38121 Trento
tel. 0461 950747
fax 0461 956733
e-mail: formazione@erickson.it
Scuola: va sempre peggio

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Al governo cambiano i musicisti, ma la musica suonata a Bari resta la stessa: tagli su tagli agli organici di scuola. La politica scolastica del nuovo governo non segna alcuna discontinuità reale rispetto al passato perché non abbiamo visto ancora alcun segnale concreto di novità da parte del Governo Monti e anzi verifichiamo che sta creando enorme disagio il caos estremo in cui versa quest’ anno la scuola. Constatiamo inoltre che ancora una volta la nostra provincia non viene risparmiata dal disastro generalizzato del sistema scolastico pubblico.
Diamo un po’ di numeri (baresi)
1. La riforma delle pensioni:
sul personale precario, docente ed ATA, , pesano come un macigno gli effetti della “riforma” pensionistica della ministra Fornero che, in provincia di Bari, ha bloccato a 690 unità il numero dei pensionamenti, dimezzandoli rispetto ai 1200 pensionati dello scorso anno.
2. Il dimensionamento scolastico:
sul personale Dirigente e sui Direttori dei Servizi Amministrativi gravano invece gli effetti del dimensionamento scolastico che comporterà la perdita, nella sola provincia di Bari, di 67 istituzioni scolastiche: qui avremo una situazione di sovrannumerarietà insopportabile soprattutto per i Direttori dei sevizi, 67 dei quali resteranno così senza sede di servizio. Si deve inoltre considerare che al momento non è ancora quantificabile il calo di posti di collaboratore scolastico causato dal dimensionamento, mentre nella scuola media per i docenti salta tutto. Qui gli insegnanti insegnano alcune ore in un plesso, alcune ore in un altro, ma il dimensionamento divide i diversi plessi, magari per accorparli ad altri istituti.
3. gli esuberi:
preoccupante è ancora la situazione degli esuberi, che colpirà principalmente la scuola secondaria di II grado per effetto delle riduzioni nei quadri orario (solo in provincia di Bari stiamo parlando di 62 docenti, di cui 35 ITP, che rimarranno senza una sede di titolarità).
4. il calo demografico:
la Puglia dovrebbe continuare a perdere quote di organico, questa volta per effetto del calo demografico saranno quasi un centinaio i posti docente in meno previsti il prossimo anno.
5. l’edilizia scolastica:
è il caso del comune di Turi, dove si chiude per inagibilità un plesso di scuola dell’infanzia, guarda caso unico plesso provvisto di locale mensa, con il risultato che 150 bambini si vedono, al momento, negare il diritto a frequentare la Scuola.
6. le amministrazioni locali:
il malessere è diffuso anche tra gli amministratori locali, scontenti in vario modo da un piano di dimensionamento scolastico ( - 192 scuole in Puglia) che ha stravolto l’assetto delle istituzioni scolastiche sul territorio (a tale proposito ci risultano ricorsi al TAR da parte dei Comuni di Monopoli e Rutigliano);
7. le famiglie e la continuità didattica:
La continuità didattica sarà la vera vittima sacrificale, soprattutto nelle scuole medie, che contano più plessi scolastici da scorporare e riaccorpare. E qui sono tantissimi i genitori che temono, e a ragione, che i docenti dei propri figli, pur essendo di ruolo, vengano spostati in un’altra scuola, o che i propri figli si vedano scippare il corso musicale o la sperimentazione che seguivano, o che magari non sanno proprio DOVE mandarli a scuola i figli il prossimo anno (è il caso della Scuola media Venisti di Capurso, divisa in due: la sede centrale sarà unita al circolo didattico don Bosco, la succursale al Domenico Savio).
8. La FLC CGIL
Dopo i tre anni di devastazione prodotti dal governo precedente con un taglio di oltre 4500 posti in provincia di Bari, la FLC Cgil di Bari non starà di certo a guardare ed interverrà a tutela dei lavoratori e delle famiglie in tutte le sedi opportune; sul piano politico istituzionale, rivendica alcuni obiettivi fondamentali che l’amministrazione scolastica deve assolutamente perseguire per innalzare la qualità del sistema: innalzamento dei livelli di istruzione e lotta all’abbandono scolastico, obiettivi non facilmente raggiungibili senza adeguati investimenti strutturali e di organico.
Bari 31 marzo 2012
CLAUDIO MENGA
S.G. FLC CGIL BARI
www.flcbari.it
Competizione tra studenti sulla sfida energetica del 2040

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Si prevede che, nel 2040, la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di persone e che, nello stesso periodo, la domanda di energia del pianeta sarà il 30% più alta dell’attuale. Per dare energia al mondo in modo sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale saranno necessarie competenze, ingegno e innovazione tecnologica. Nei prossimi anni, il settore energetico avrà quindi sempre più bisogno di scienziati, geologi, ingegneri, ricercatori, matematici e business leaders: ovvero i giovani di oggi.
A loro si rivolge la Sci-Tech Challenge, un’iniziativa di carattere europeo, nata dalla collaborazione tra ExxonMobil e Junior Achivement con l’obiettivo di stimolare l’interesse dei ragazzi verso le materie scientifiche e di incoraggiarli a considerare Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica come valide opzioni per il proprio percorso formativo e come solida base per una futura crescita professionale.
Cuore del programma è la National Sci-Tech Challenge che si svolge oggi e domani a Roma e nel corso della quale 9 team – composti da 5 studenti ciascuno – si affronteranno in una competizione che li vedrà impegnati a individuare e sviluppare soluzioni innovative in risposta a un quesito energetico sul quale saranno chiamati a cimentarsi.
I team provengono da sette scuole di Roma, Savona, Albenga, Finale Ligure, Brindisi e Augusta – che hanno aderito al programma – e sono stati selezionati tra gli studenti di 13 classi. Nel mese di marzo, le classi hanno effettuato un quiz online sulle principali tematiche energetiche e seguito 2 ore di lezione in classe tenute da alcuni ingegneri del gruppo ExxonMobil che hanno condiviso con loro le proprie esperienze, li hanno aiutati a comprendere l’importanza di una solida preparazione scientifica per la ricerca di nuove opzioni capaci di vincere le sfide energetiche del futuro e li hanno coinvolti in attività di analisi e creatività.
Gli elaborati dei 9 team che partecipano alla National Sci-Tech Challenge saranno valutati da una giuria di esperti composta da Marina Barbanti, Vice Direttore Generale Unione Petrolifera; Piero Biscari, Direttore Relazioni Esterne e Istituzionali Esso Italiana; Edgardo Curcio, Presidente AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia; Clara Poletti, Capo Dipartimento Affari Internazionali Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas; Carlo Stagnaro, Direttore Ricerche e Studi Istituto Bruno Leoni.
Il team primo classificato parteciperà alla competizione europea che si terrà a Rotterdam dal 18 al 20 aprile 2012 e vedrà la presenza di studenti provenienti anche da Norvegia, Germania, Olanda, Francia, Belgio, Regno Unito, Polonia e Russia.
“Siamo orgogliosi di questo programma e del successo che sta riscuotendo tra gli insegnanti e gli studenti” ha dichiarato Giancarlo Villa, Presidente della Esso Italiana. “L’entusiasmo con cui i ragazzi hanno accolto quest’iniziativa è il miglior auspicio per il nostro futuro. Saranno loro, infatti, nei prossimi anni, a dover sostenere, con il loro impegno, il progresso e l’innovazione. Ma siamo noi, oggi, a dover fornire loro gli strumenti perché siano in grado di farlo in maniera consapevole e responsabile. Si tratta di un dovere condiviso che la ExxonMobil considera parte fondamentale del proprio ruolo sociale: conosciamo bene l’importanza che la ricerca, la scienza e la tecnologia rivestono nel settore energetico e siamo convinti che proprio l’istruzione sia il carburante che alimenterà il loro futuro!”.
“C’è un forte bisogno di programmi che aiutino i giovani a pensare in maniera diversa il loro futuro,” ha dichiarato Stefano Scabbio, Presidente di Junior Achievement Italia. “I ragazzi devono essere accompagnati per acquisire una maggiore consapevolezza delle opportunità di carriera. Soprattutto in Italia, dove c’è disaffezione per le materie scientifiche, non ci si rende conto di come, combinando spirito di intraprendenza e creatività con competenze matematiche e tecnologiche, si possano aprire molte porte nel mondo del lavoro e occasioni di crescita e sviluppo per tutta l’economia. Attraverso iniziative come Sci-Tech Challenge le classi incontrano dei professionisti che portano una testimonianza concreta e consentono di misurarsi con le sfide del mondo reale.”
Le scuole italiane che hanno aderito quest’anno al programma e dalle quali provengono i team che si sfidano alla National Challenge sono:
- Liceo Statale “Giordano Bruno” – Albenga
- Liceo Statale “Megara” – Augusta
- Istituto Tecnico Industriale Statale “G. Giorgi” – Brindisi
- Istituto Tecnico Industriale “Ettore Majorana” – Brindisi
- Liceo Statale “A. Issel” – Finale Ligure
- Liceo Scientifico Statale “Evangelista Torricelli” – Roma
- Liceo Scientifico Statale “Orazio Grassi” – Savona
Ulteriori informazioni sul programma Sci-Tech Challenge sono disponibili all’indirizzo http://scitech.ja-ye.org