Gemellaggi elettronici tra scuole, all’Italia miglior progetto europeo 2012

Prestigioso riconoscimento durante la cerimonia annuale dell’azione comunitaria per i gemellaggi elettronici eTwinning. Il Capo Unità Nucci: “Risultato importante che premia l’impegno dei docenti e conferma la grande qualità del nostro settore scolastico”.
Dopo essersi aggiudicato quattro premi, in altrettante categorie, il progetto “A taste of Maths (ATOM)”, che ha visto tra i fondatori la docente italiana Maria Teresa Asprella del Liceo Classico “E. Duni” di Matera, è stato premiato come “miglior progetto eTwinning 2012”.
Il riconoscimento è stato conferito alla Conferenza europea eTwinning, svoltasi a Berlino dal 29 al 31 marzo 2012, al cospetto dei rappresentanti istituzionali della Commissione Europea (Direzione Genarale Istruzione e Cultura). L’evento rappresenta il principale appuntamento annuale per quanto riguarda le attività di eTwinning, azione comunitaria cha ha dato vita al più attivo portale europeo per gemellaggi elettronici tra istituti scolastici, con seminari e workshop di formazione e la premiazione dei migliori progetti di partnership online attivati lo scorso anno.
Il prestigioso award, attivato per la prima volta in questa edizione, darà la possibilità ai docenti vincitori di recarsi a Bruxelles per visitare la sede del Future Classroom Lab -presso il consorzio European Schoolnet-.
“A Taste of Maths (ATOM)” si era aggiudicato anche il primo premio nella categoria di insegnamento per gli alunni dai 12 ai 15 anni in partnership con una classe rumena di Bucarest, e collaborando anche con Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Grecia e Spagna. L’inglese è stata la lingua scelta per lo scambio, ma l’altro linguaggio comune è stato quello della matematica.
“L’obiettivo – ha detto la docente Maria Teresa Asprella – era quello di motivare gli studenti allo studio della matematica, stimolare la loro curiosità scientifica ed il loro spirito di ricerca, attraverso giochi, storie e materiali multimediali sulla matematica applicata alla vita quotidiana e a vari aspetti della cultura del paese di origine“.
L’altro riconoscimento nelle categorie ufficiali in concorso è stato quello per la fasce di età di alunni da 4 a 11 anni, con il progetto “The new adventures of Twinnies around the world” attivato dalla docente Marina Screpanti del 3° Circolo didattico di Chieti. Premiati inoltre, nelle categorie speciali di lingua, anche il progetto “Carpe Nuntium: voilà nuestra FrItalianza” attivato dalle docenti Laura Carbonelli e Laurarosa de Luca (Liceo Statale “Niccolò Machiavelli” di Roma), e quello dell’Istituto “Ten. Col. G. Familiari” di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria), ovvero il progetto in lingua francese “Journalists en herbe”, dei docenti Domenico Marino e Martine Gaillard.
“Senza dubbio questo risultato europeo conferma il valore e la qualità di aggiornamento della didattica italiana – ha commentato Donatella Nucci Capo Unità Nazionale eTwinning -. Siamo consapevoli che l’impegno delle docenti e dei ragazzi coinvolti in questi progetti è stato enorme e siamo felici che sia stato riconosciuto anche a livello europeo. L’augurio è che queste eccellenze possano contribuire ad aiutarci nel promuovere l’utilizzo del portale ed un nuovo modo di fare didattica, costituendo esempi pratici delle grandi potenzialità formative e culturali proprie della piattaforma”.
Cos’è eTwinning
Il portale eTwinning offre un servizio gratuito a tutti i docenti iscritti l’opportunità di lavorare insieme a progetti di gemellaggio elettronico che, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e a partnership attivate a livello europeo, costituisce un’importante fonte di sperimentazione e innovazione delle pratiche di insegnamento tradizionali. Giunto al suo sesto anno di attività, il portale eTwinning conta oggi oltre 160.000 insegnanti registrati, 90.000 scuole e circa 23.000 progetti di gemellaggio in tutta Europa (l’Italia è uno dei paesi più attivi con circa 11.500 docenti iscritti, 6.000 istituti registrati e altrettanti progetti avviati).
Il gemellaggio può essere stabilito tra almeno due insegnanti di scuole pubbliche o parificate, facenti parte di due o più paesi tra quelli dell’Unione Europea, oltre a Croazia (membro dal 2013), Turchia, Islanda, Norvegia e Svizzera.
L’organizzazione di eTwinning si articola in una rete di Unità Nazionali coordinate da Bruxelles, dal consorzio europeo di Ministeri dell’Istruzione European Schoolnet, su incarico della Commissione Europea, con l’obiettivo di favorire un’apertura alla dimensione comunitaria dell’istruzione per contribuire a creare e fortificare un sentimento di cittadinanza europea condiviso nelle nuove generazioni.
In Italia l’Unità Nazionale eTwinning ha sede a Firenze presso l’ANSAS – ex Indire, insieme all’Agenzia Nazionale per il Programma di Apprendimento Permanente il cui obiettivo è contribuire allo sviluppo dell’Europa quale società avanzata basata sulla conoscenza, riunendo al suo interno tutte le iniziative di cooperazione europea nell’ambito dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013, periodo di durata dell’azione.
Maggiori informazioni sul sito nazionale www.programmallp.it/etwinning o su quello europeo www.etwinning.net.
Unità Nazionale eTwinning
Agenzia LLP – ANSAS (ex Indire)
Via Magliabechi, 1
50122 Firenze Italia
Tel +39 055 2380561
Fax +39 055 2380584
Mail: eTwinning@indire.it
Web: http://etwinning.indire.it/
Legge Aprea: incostituzionale e illegale! – di Marcella Raiola

Di fronte alla minaccia costituita dalla Legge Aprea (chiamata diretta dai presidi), ho sollecitato il presidente della Repubblica, non perché confidi in un suo intervento, ma per metterlo di fronte all’incongruenza dei suoi atti, dal momento che ha celebrato fino a ieri l’unità di una nazione che, con la “balcanizzazione” che si sta preparando in campo didattico e pedagogico-culturale, diventerà un lontano ricordo in pochi anni…
Se condividete, inviate anche voi messaggi di contenuto analogo, in modo da “fare massa critica”, anche in vista della manifestazione di protesta che si terrà a Milano il 21 aprile prossimo. GRAZIE!!
Marcella
Presidente,
altre volte, insieme a molti colleghi, ho sollecitato una Sua risposta istituzionale congrua rispetto allo smantellamento doloso ed esiziale della Scuola Pubblica Statale, garanzia di perequazione e mobilità sociale, presidio di democrazia e unità nazionale, feconda fucina di pensiero critico, plurale e prospettico. Se i precedenti messaggi si qualificavano come appelli, il presente intende essere, invece, una denuncia vera e propria, cui, se ancora valgono qualcosa gli ordinamenti della Repubblica e la Costituzione, non potrà non seguire un Suo immediato e severo intervento dissuasore e ammonitore, che blocchi subito il percorso scelleratamente intrapreso da quelli che in altri tempi sarebbero stati definiti senz’altro, con enfasi roboante ma non impropria, “nemici della Patria”.
Parlo dell’illegale proposta di Riforma degli organi di autogoverno della Scuola avanzata dal Sottosegretario Aprea (PdL 953) e del PdL 146 della Regione Lombardia, la cui ricezione e la cui estensione al territorio nazionale sancirebbero la morte della libertà di insegnamento contemplata dalla nostra Costituzione e la “balcanizzazione” della Scuola italiana. Tali provvedimenti, infatti, prevedono la riduzione di ciascuna scuola ad un’azienda dotata di un proprio statuto, aperta a privati e associazioni con facoltà di redigere programmi e di fornire indirizzi didattici, una scuola in cui dòmini il pensiero unico, imposto da un dirigente che avrebbe facoltà di assumere e licenziare, su base clientelare o a partire da contiguità ideologiche preventivamente accertate, i docenti ora reclutati su base di merito e in modo trasparente attraverso quelle Graduatorie in cui la sottoscritta, insieme a migliaia di colleghi, staziona da più di un decennio, prestando servizio con passione e spirito di dedizione in condizioni di ingiusta e mortificante precarietà e senza alcuna speranza di pervenire ad una stabilizzazione che, con tale mutamento strutturale, diverrà utopia.
Ma non solo delle nostre vite si tratta. Qui sono in gioco, infatti, la libertà del pensiero (la libertà tout-court), la dialettica culturale, il diritto al dissenso democraticamente espresso, la dinamica irrinunciabile del confronto, la solidarietà civile, la parità, la tenuta stessa dell’unità della Nazione, che abbiamo celebrato con tanta enfasi fino a ieri, e di cui nulla resterebbe, una volta polverizzata la scuola, una volta che fossero regionalizzati i programmi, personalizzate o modellate su esigenze corporative le istanze formative, territorializzate le scelte pedagogiche e condizionato il diritto allo studio, per il quale tanti giovani stanno ancora lottando, all’ubbidienza cieca e ottusa a dettami che né i docenti né gli studenti contribuirebbero più a statuire concordemente e collegialmente.
Questo disegno perverso e chiaramente ispirato al totalitarismo fascista, assolutamente incompatibile con la legalità e la Costituzione, annulla la sacrosanta libertà di insegnamento, umilia la professione docente e ignora puerilmente e stoltamente il “prius” e il “proprium” della “produttività” scolastica; ignora, cioè, che la Scuola è un Bene Comune, non riducibile alle logiche del mercato né amministrabile in base alle regole per esso vigenti, regole che la crisi ha peraltro palesato come fallimentari e che necessitano, anzi, anche per i settori in cui sono state selvaggiamente applicate, di una riflessione e revisione seria.
La Scuola serve a formare cittadini consapevoli; serve, come icasticamente ha scritto Erri de Luca, “a dare peso a chi non ne ha”, a “permettere, tra le sue mura, il pari”. La Scuola non serve a sfornare schiavi ricattabili e facilmente manipolabili. Io ho sempre spiegato ai miei alunni che il momento in cui la Legge è stata messa per iscritto ha rappresentato un avanzamento inequivocabile per la parte più debole delle società, perché dall’arbitrio del singolo amministratore della giustizia, sodale o esponente della classe dominante, si passava ad un sistema di regole valide per tutti, certe, con pretese di “oggettività”… Che razza di principio giuridico attuano delle leggi che, invece di rendere tendenzialmente imparziale ed equa la relazione tra i cittadini, tendono, invece, a sostituire il diritto col favore, la dimostrazione con la repressione, l’argomentazione razionale e dignitosa col capriccio o il pregiudizio di un “padrone”?
Non c’è bisogno di possedere le Sue altissime competenze per capire che siamo di fronte ad una inaccettabile e barbarica violenza perpetrata contro il concetto stesso di Legge e di Diritto per il tramite di un attacco mortale alla Scuola, che della Legge è il baluardo, perché insegna a definirla, a riconoscerla, a rispettarla. Quanto la regione Lombardia sta proponendo pionieristicamente è un attentato alla Nazione perché ne denega e snatura l’Istituzione cardinale, il più alto e vitale contrassegno della sua civiltà!
Presidente, noi precari e docenti della Scuola Pubblica “dedimus grande patientiae documentum”, in quanto abbiamo visto, con il passato governo, “quid ultimum in libertate esset”. Ci eviterà, Ella, l’intollerabile oltraggio di arrivare a vedere anche “quid ultimum in servitute”?
Marcella Raiola
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