Docenti non abilitati: basta con le discriminazioni!

Un urlo di disperazione si ode da centinaia di lavoratori italiani che si vogliono discriminare e ignorare.
Sono lavoratori al pari di altri, le cui tasse sono state sottratte dal sistema al pari di tutti; eppure si vuole ignorarli, cancellarli, dopo averli sfruttati a proprio comodo.
Docenti a tutti gli effetti, sebbene privi di abilitazione, assunti su cattedra, anche annuale, con i medesimi incarichi e mansioni dei loro colleghi abilitati e di ruolo, con identici obblighi, responsabilità e oneri: hanno avuto titolo per “insegnare”,‘bocciare’, ‘promuovere’, firmare documenti, coprire la funzione di commissario agli esami di stato et similia. Docenti, non assunti a discrezione dei Dirigenti scolastici, ma nominati da una graduatoria di merito (quella di III fascia) redatta in conformità ai criteri stabiliti dal Ministero dell’Istruzione. Tale precariato è frutto di una necessità reale di moltissime scuole che, senza i precari di III fascia, non avrebbero potuto garantire il regolare servizio.
Docenti discriminati, esclusi dal decreto n. 134/09, conosciuto come “salva precari”; penalizzati dal DM 42/09 che ha introdotto, le graduatorie di coda, le quali hanno dato la possibilità, ai soli docenti abilitati, di presentare domanda di inserimento nelle graduatorie di quattro province, lasciando, invece, ai precari non abilitati la possibilità di far domanda in una sola provincia e in solo 20 scuole. Discriminati anche in caso di malattia, poiché qualora il supplente dovesse assentarsi in caso di ricovero ospedaliero, sarebbe retribuito al 50% ! pur pagando i contributi all’INPS, al 100%!
Non hanno scavalcato nessuno, né avuto privilegi; ciò che i docenti interessati, chiedono, è il riconoscimento del servizio che per anni è stato prestato nella scuola italiana. Si ricorda che non sono stati istituiti, corsi o tirocini abilitanti, da tre anni ad oggi, e che le richieste avanzate dai docenti precari con servizio, ma privi di abilitazione, sono legittime, così come lo sono state per chi in passato, trovandosi nella stessa condizione, ha usufruito dei corsi speciali abilitanti senza alcun tipo di sbarramento; rispetto a chi si è abilitato con concorso, perché il numero chiuso riguardava l’immissione in ruolo e non l’abilitazione; rispetto a chi si è abilitato con la SISS, potendo la stessa essere ripetuta negli anni successivi.
Il Ministero dell’Istruzione chiede la qualità dell’insegnamento, ma è bene far notare che la qualità si ottiene non con una selezione preventiva di risorse umane dotate, già, di professionalità, ma con una seria formazione che può avvenire anche senza prove d’ingresso selettive, perché le famigerate competenze disciplinari, non solo sono state, già, certificate dalle nostre, illustri Università, ma anche consolidate e potenziate in anni di esperienza diretta sul campo. Inoltre, riguardo alla sussistenza delle necessarie conoscenze disciplinari in capo ai futuri docenti abilitati, non sembra che l’acquisizione di una solida base, del tipo di quella configurata dal Ministero, possa o debba, esclusivamente, essere dimostrata dalla prova di accesso al tirocinio abilitante, potendo tale bagaglio di conoscenza essere ugualmente verificato anche in sede di valutazione finale del tirocinio svolto. I docenti in questione, non vogliono sottrarsi alla formazione, bensì all’eliminazione discriminatoria che avverrebbe con i test preselettivi!
È stato detto che dietro questa scelta, vi è l’intento di eliminare le sacche del precariato, ma cari signori questa è pura demagogia! Ciò non riguarda i docenti interessati, giacché la formazione del precariato è derivata dall’utilizzazione degli abilitati in posti d’insegnamento non di ruolo. Ora, poiché, ormai, l’assunzione può avvenire solo attraverso le graduatorie a esaurimento, ad oggi, definitivamente chiuse, e quindi non suscettibili di ulteriori immissioni, il conseguimento dell’abilitazione da parte di soggetti non inclusi in predette graduatorie, consentirebbe solo la partecipazione ai concorsi ordinari, non mutando, per il resto, la posizione giuridica (aspettativa di fatto) attualmente rivestita dal personale interessato.
È stato dichiarato apertamente che si vogliono operare dei tagli, come ha stabilito la finanziaria; ma come mai si è deciso di “tagliare” il personale docente, il cui stipendio percepito è di circa 1.260,00 euro al mese, e non le lavagne interattive multimediali, il cui costo è il doppio dello stipendio percepito da un supplente? Non sarebbe più opinabile tagliare dalla spesa pubblica, questo tipo di lavagne, anziché preziose risorse umane? Qui non si vuole entrare in merito alla questione dei tagli, bensì, solo, cercare di capirne la logica, atteso che ci sia!
I docenti interessati chiedono semplicemente di completare il proprio percorso, attraverso l’acquisizione del titolo abilitante, il cui costo avrebbe un peso solo nelle tasche dei corsisti e non in quelle del governo. Non si possono buttare per strada centinaia di lavoratori che fino ad oggi hanno contribuito a nutrire l’economia del Paese e che di certo, contribuiranno ad arrestarla qualora i sindacati, il governo e tutte le istituzioni italiane, continuino a volerli ignorare, a privare del minimo salariale che costoro fino ad oggi hanno percepito. Si chiede, ai sindacati di dimostrare la loro ragione di esistere, di difendere e tutelare tutte le categorie di lavoratori, dalle ingiustizie e dai soprusi dei diritti del cittadino italiano.
Si chiede alle Istituzioni competenti, di provvedere alle esigenze del personale lavorativo, fino ad oggi utilizzato, e che per scelte non a essi imputabili, finiranno disoccupati, divenendo un peso sociale cui, comunque, provvedere!
A.D.I.D.A. (Associazione Docenti Invisibili Da Abilitare)
Associazione di categoria legalmente riconosciuta
www.associazioneadida.it - italian.mida@gmail.com
Carriera docenti

Carriera docenti: non si può definirla senza contrattazione sindacale
“Eventuali modifiche per la progressione di carriera dei docenti non possono essere sottratte alla contrattazione sindacale e giudichiamo inopportuno affidare a un comunicato stampa certe dichiarazioni su un tema così importante senza prima aver interpellato i sindacati che rappresentano gli insegnanti”. Così il coordinatore nazionale della Federazione Gilda-Unams, Rino Di Meglio, commenta l’ipotesi secondo cui il ministro Gelmini vorrebbe apportare modifiche all’avanzamento di carriera dei docenti attraverso una norma di legge e scavalcando, quindi, la concertazione sindacale.
“Il progetto di riforma – sottolinea Di Meglio – ci preoccupa molto, perché si profila la nefasta ipotesi di abolire quel modesto riconoscimento, che i docenti maturano per l’anzianità di servizio, rappresentato dagli scatti di stipendio ogni 6-7 anni. Se ciò accadrà – conclude Di Meglio – la Gilda degli Insegnanti chiamerà la categoria a una battaglia durissima”.
Assunzione diretta dei docenti

Assunzione diretta dei docenti: non è la soluzione giusta – La CISL Scuola risponde alle dichiarazioni di Formigoni
E’ giusto che le Regioni dedichino grande attenzione alla scuola, ma quella del reclutamento è questione che riguarda l’intero sistema, nella sua dimensione unitaria e nazionale, e a quel livello va affrontato e discusso. Solo allora vedremo se e quanto i sindacati possano condividere progetti che per quanto ci riguarda oggi non lo sono.
Non possiamo avere venti modalità diverse di reclutamento: sarebbe davvero paradossale che inaugurassimo con la balcanizzazione del sistema scolastico le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia!
Far crescere la qualità della scuola è obiettivo sacrosanto e condivisibile, che si impone come priorità specie in realtà territoriali ben più svantaggiate di quella lombarda: ma la proposta di far assumere i docenti direttamente dalle scuole, se può far contento qualche alleato di giunta e di Governo, non offre alcuna soluzione ai problemi che Formigoni dice di voler affrontare.
Va bene far leva sul merito e sulla stabilità del personale, ma per questo non bastano le affermazioni di principio, servono impegni veri e adeguate risorse. Difficile premiare il merito quando non si è in grado di assicurare a tutti un livello decente di retribuzione ordinaria; impossibile favorire la stabilità quando si tagliano decine di migliaia di posti, costringendo il personale a cambiare la sede di servizio, o finché rimane troppo alta la percentuale di personale precario, destinato inevitabilmente a cambiare scuola ogni anno.
Non c’è stabilità del personale senza stabilità degli organici.
Su questi temi in ogni caso non ci si può affidare alle azioni di singole realtà regionali: una sede giusta per affrontarli e tentare almeno in parte di risolverli c’è, ed è quella del rinnovo contrattuale.
A monte, bisogna che cambi radicalmente l’approccio ai temi della scuola, che attende e merita scelte di investimento e non tagli indiscriminati.
Roma, 17 aprile 2010
Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Personale docente

Personale docente: pubblicata la circolare sull’organico di diritto (a.s. 2010/11)
Il MIUR ha emanato – circa la determinazione della dotazione organica di diritto del personale docente per l’a.s. 2010/11 e in attesa di pubblicizzare lo specifico schema di Decreto Interministeriale – la circolare n. 37 del 13.4.2010. In materia, rimandiamo all’articolato recente commento, nel quale si ribadisce la posizione della CISL Scuola circa l’impossibilità per la scuola di sostenere un ulteriore pesante taglio di posti sia per il personale docente che per il personale ATA.

