Il valore della “selezione” dei docenti – di Marcella Raiola

June 15, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: docenti 

Una riflessione assai amara, ma necessaria, sul valore della “selezione” dei docenti, innescata da una deprimente conversazione tra “docenti”.
di  MARCELLA RAIOLA
A distruggere la scuola non è solo la politica, interessata al suo fallimento per ovvi motivi di facile riscossione del consenso, ma l’insieme di quei docenti del tutto allergici alla distinzione dei piani di discorso, che continuano a parlare di “bravura” del docente riferendosi al solo bagaglio di dati e che auspicano stoltissimamente che il discente diventi “cliente”, convinti che questo elevi la “qualità” del sapere… MA DI QUALE SAPERE? UTILE A COSA? A CHI?
Ci sono (e quanti sono!!!) colleghi convinti che la scuola sarebbe veramente in grado di assolvere alla sua funzione (che già non coincide, peraltro ed ovviamente, con quella che la sottoscritta le attribuisce!) se in cattedra vi fossero dei Mommsen capaci di comporre un elaborato in latino o in greco e che vagheggiano in modo idiota un (mai esistito) buon tempo antico in cui i professori erano davvero selezionati in base a queste abilità meramente tecniche, cui loro, operando una catacrèsi indebita, conferiscono tout-court  il nome altisonante di CULTURA.
Non solo. Ci sono colleghi convinti che solo il superamento di un concorso accrediti un professionista. Mi sono sentita dire, appena ieri, che i magistrati superano un concorso e che è questo che li rende “credibili” sul piano della affidabilità e preparazione, mentre il fatto che il docente si formi per altri due anni e faccia un tirocinio, ovvero impari a fare il docente anche tenendo presenti tutti gli altri aspetti del mestiere che intraprende, rende la professione “debole” agli occhi della gente, perché solo se si partecipa a una “gara”, a una “lotta all’ultimo sangue” per il posto si ha poi il diritto di vantare la propria competenza, di chiedere uno stipendio adeguato e di pretendere rispetto per il proprio ruolo… Se non c’è “selettività”, insomma, non ci sarebbe “professionalità”! Se le maglie sono “larghe”, se non ci si “gioca il posto” schiacciando gli altri (ma chi decide, poi? Chi c’è nelle commissioni dei selezionatori? Importa parlarne ai laudatores temporis acti? Quanti fattori concorrono a costruire questo fantôme della “superiore cultura” agitato dai colleghi?), non ci si può fregiare del titolo di “professori”.
Lascio da parte l’ipocrisia profonda che permea tutto il discorso, specie considerando i modi e i vizi della “selezione” concorsuale in un paese clientelare come il nostro, nonché la chiusura addirittura castale che è facilmente riscontrabile in ambienti come quello della magistratura o della medicina, dove il mestiere praticamente è ereditario.
Passo a chiedermi, piuttosto, per restare sul piano del metodo e della validità del ragionamento condotto, quando, come e perché questa mentalità mutuata dal lager (o da un’idea di fabbrica che al lager molto somiglia) abbia fatto breccia nella mente della gente di scuola. Passo a chiedermi come e perché questi colleghi preferiscano rifugiarsi in una dimensione puramente sincronica di pensiero e di giudizio, dimenticando i progressi metodologici e analitici che sono stati fatti dai tempi in cui si facevano i presunti “concorsi seri” ad oggi, dimenticando che comporre un elaborato su una traccia di letteratura, all’epoca dei “concorsi seri”, per esempio, significava giustapporre fascistissimamente una serie di retorismi vacui ed estetizzanti che sono stati molto ben pagati ancora a chi scrive, propensa di suo alla ridondanza e gratificata ogni volta che ne faceva sfoggio più o meno mirato, più o meno insensato. Quanti di quei “mostri” di scienza che superarono i “concorsi seri” sarebbero in grado di contestualizzare un testo dal punto di vista antropologico, per esempio, o di analizzarlo secondo categorie strutturalistiche? Quanti di loro sarebbero perfino in grado di distinguere l’approccio strutturalistico da quello idealistico, visto che il secondo si configurava come l’unico applicabile ed inamovibilmente valido, all’epoca in cui sfolgorò la loro eletta e da noi – maledetti epigoni – dissipata sapientia?
Mi chiedo… ma la risposta non arriva. Se arriva, non arriva da un complesso concettuale invalso e strutturato, degno di considerazione, ma dalla operatività nefasta di una serie di micragnosi fattori bassamente “psicologici” e soggettivi. Di una soggettività dannosa, però, che diventa plurima e si fa diffuso astio, diffuso pregiudizio, obnubilamento del giudizio, del pensiero critico e diacronico… Diventa volgarità, diventa ignoranza crassa.
Nescio… sed fieri sentio et excrucior.

Docenti non inseriti in graduatoria

June 1, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: docenti 

Invio un comunicato della FLC di Bari sul tema dei docenti inseriti in percorsi abilitanti dopo il 2007/2008 e discriminati dall’attuale normativa, che non consente loro l’inserimento nelle graduatorie per il reclutamento dei docenti.
Cari saluti
Claudio Menga
s.g. FLC Bari

I docenti precari già abilitati o che, iscritti alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria o ai corsi di Didattica della Musica a partire dall’anno accademico 2008/2009, sono ancora in via di abilitazione, si vanno mobilitando in tutta Italia a causa dell’ esclusione dalle graduatorie di reclutamento per l’insegnamento nelle scuole.
Infatti, dopo che, nel 2007, le graduatorie permanenti furono chiuse e bloccate, costoro,
1. pur avendo frequentato corsi abilitanti a numero chiuso – attivati peraltro dal 2007 al 2010 proprio su disposizione del MIUR;
2. pur avendo regolarmente conseguito il titolo di abilitazione all’insegnamento,
sono tutti ancora in attesa di una nuova legge sul reclutamento dei docenti che, però, ad oggi, tarda ad arrivare .
Nel frattempo, sono migliaia in Italia le domande che costoro, organizzati in gruppi di compilazione collettiva, presenteranno per chiedere l’inserimento nelle predette Graduatorie.
La mobilitazione va rinforzandosi anche nella provincia di Bari dove la FLC Cgil, insieme a Link Bari, ha fornito il proprio contributo convocando due partecipate assemblee rivolte rispettivamente agli insegnanti di strumento musicale e agli iscritti alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria. Come FLC abbiamo sempre dichiarato (spesso da soli) la nostra volontà di garantire l’inserimento in graduatoria anche a questi docenti, la cui esclusione risulta particolarmente discriminatoria. Già in occasione della discussione del decreto mille-proroghe la FLC Cgil ha sollecitato la presentazione di un emendamento, respinto dalla maggioranza; tale emendamento consentirebbe l’inserimento di questi docenti in graduatoria.
L’emendamento verrà ora riproposto in sede di conversione in legge del D.L. Sviluppo. Ci sembra, questa, l’unica strada realmente percorribile, poiché solo un provvedimento di legge potrebbe intervenire a sanare la situazione, analogamente a quanto già avvenuto nel 2009 con gli iscritti ai percorsi abilitanti nell’anno 2007/2008. A sostegno di ciò è però necessaria una forte mobilitazione politica che veda insieme tutti i futuri insegnanti coinvolti (circa 20.000, di cui un migliaio solo in provincia di Bari).
La FLC di Bari sosterrà apertamente la battaglia di questi colleghi, con ogni iniziativa che si riterrà opportuno promuovere.

Docenti della scuola: valanga di ricorsi da Salerno,500 arrivano solo dai COBAS

April 4, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: docenti 

Dopo la sentenza di Genova che ha assegnato la cattedra di ruolo a 15 docenti con tre contratti annuali consecutivi.

IN ITALIA (ultime stime del ministero) sono almeno 65 mila, e se tutti quanti decidessero di presentare ricorso per lo Stato sarebbe una stangata. Di cui c’è stato un «assaggio» pochi giorni fa, quando il Tribunale del lavoro di Genova ha riconosciuto a 15 insegnanti di scuola precari con almeno tre contratti annuali consecutivi l’illegittimità del contratto a termine, la ricostruzione della carriera, cioè gli stessi diritti economici degli insegnanti a tempo indeterminato, nonché il riconoscimento di 15 mensilità come risarcimento danni
per la mancata immissione in ruolo. A Salerno saranno almeno 500 attraverso l’ ufficio legale dei Cobas della Scuola guidati dall’avvocato Angelo Maurilio Tuozzo.

Intanto si ricomincia mercoledì 16 aprile a lottare in piazza, quando alle 14 i prof si daranno appuntamento dinanzi alla sede dell’Ufficio Scolastico Provinciale di via Monticelli per un presidio pacifico. Sarà l’occasione per lanciare le prossime strategie di lotta fino all’inizio del nuovo anno di lezioni.


Docenti non abilitati: basta con le discriminazioni!

May 10, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: docenti 

Un urlo di disperazione si ode da centinaia di lavoratori italiani che si vogliono discriminare e ignorare.

Sono lavoratori al pari di altri, le cui tasse sono state sottratte dal sistema al pari di tutti; eppure si vuole ignorarli, cancellarli, dopo averli sfruttati a proprio comodo.

Docenti a tutti gli effetti, sebbene privi di abilitazione, assunti su cattedra, anche annuale, con i medesimi incarichi e mansioni dei loro colleghi abilitati e di ruolo, con identici obblighi, responsabilità e oneri: hanno avuto titolo per “insegnare”,‘bocciare’, ‘promuovere’, firmare documenti, coprire la funzione di commissario agli esami di stato et similia. Docenti, non assunti a discrezione dei Dirigenti scolastici, ma nominati da una graduatoria di merito (quella di III fascia) redatta in conformità ai criteri stabiliti dal Ministero dell’Istruzione. Tale precariato è frutto di una necessità reale di moltissime scuole che, senza i precari di III fascia, non avrebbero potuto garantire il regolare servizio.

Docenti discriminati, esclusi dal decreto n. 134/09, conosciuto come “salva precari”; penalizzati dal DM 42/09 che ha introdotto, le graduatorie di coda, le quali hanno dato la possibilità, ai soli docenti abilitati, di presentare domanda di inserimento nelle graduatorie di quattro province, lasciando, invece, ai precari non abilitati la possibilità di far domanda in una sola provincia e in solo 20 scuole. Discriminati anche in caso di malattia, poiché qualora il supplente dovesse assentarsi in caso di ricovero ospedaliero, sarebbe retribuito al 50% ! pur pagando i contributi all’INPS, al 100%!

Non hanno scavalcato nessuno, né avuto privilegi; ciò che i docenti interessati, chiedono, è il riconoscimento del servizio che per anni è stato prestato nella scuola italiana. Si ricorda che non sono stati istituiti, corsi o tirocini abilitanti, da tre anni ad oggi, e che le richieste avanzate dai docenti precari con servizio, ma privi di abilitazione, sono legittime, così come lo sono state per chi in passato, trovandosi nella stessa condizione, ha usufruito dei corsi speciali abilitanti senza alcun tipo di sbarramento; rispetto a chi si è abilitato con concorso, perché il numero chiuso riguardava l’immissione in ruolo e non l’abilitazione; rispetto a chi si è abilitato con la SISS, potendo la stessa essere ripetuta negli anni successivi.

Il Ministero dell’Istruzione chiede la qualità dell’insegnamento, ma è bene far notare che la qualità si ottiene non con una selezione preventiva di risorse umane dotate, già, di professionalità, ma con una seria formazione che può avvenire anche senza prove d’ingresso selettive, perché le famigerate competenze disciplinari, non solo sono state, già, certificate dalle nostre, illustri Università, ma anche consolidate e potenziate in anni di esperienza diretta sul campo. Inoltre, riguardo alla sussistenza delle necessarie conoscenze disciplinari in capo ai futuri docenti abilitati, non sembra che l’acquisizione di una solida base, del tipo di quella configurata dal Ministero, possa o debba, esclusivamente, essere dimostrata dalla prova di accesso al tirocinio abilitante, potendo tale bagaglio di conoscenza essere ugualmente verificato anche in sede di valutazione finale del tirocinio svolto. I docenti in questione, non vogliono sottrarsi alla formazione, bensì all’eliminazione discriminatoria che avverrebbe con i test preselettivi!

È stato detto che dietro questa scelta, vi è l’intento di eliminare le sacche del precariato, ma cari signori questa è pura demagogia! Ciò non riguarda i docenti interessati, giacché la formazione del precariato è derivata dall’utilizzazione degli abilitati in posti d’insegnamento non di ruolo. Ora, poiché, ormai, l’assunzione può avvenire solo attraverso le graduatorie a esaurimento, ad oggi, definitivamente chiuse, e quindi non suscettibili di ulteriori immissioni, il conseguimento dell’abilitazione da parte di soggetti non inclusi in predette graduatorie, consentirebbe solo la partecipazione ai concorsi ordinari, non mutando, per il resto, la posizione giuridica (aspettativa di fatto) attualmente rivestita dal personale interessato.

È stato dichiarato apertamente che si vogliono operare dei tagli, come ha stabilito la finanziaria; ma come mai si è deciso di “tagliare” il personale docente, il cui stipendio percepito è di circa 1.260,00 euro al mese, e non le lavagne interattive multimediali, il cui costo è il doppio dello stipendio percepito da un supplente? Non sarebbe più opinabile tagliare dalla spesa pubblica, questo tipo di lavagne, anziché preziose risorse umane? Qui non si vuole entrare in merito alla questione dei tagli, bensì, solo, cercare di capirne la logica, atteso che ci sia!

I docenti interessati chiedono semplicemente di completare il proprio percorso, attraverso l’acquisizione del titolo abilitante, il cui costo avrebbe un peso solo nelle tasche dei corsisti e non in quelle del governo. Non si possono buttare per strada centinaia di lavoratori che fino ad oggi hanno contribuito a nutrire l’economia del Paese e che di certo, contribuiranno ad arrestarla qualora i sindacati, il governo e tutte le istituzioni italiane, continuino a volerli ignorare, a privare del minimo salariale che costoro fino ad oggi hanno percepito. Si chiede, ai sindacati di dimostrare la loro ragione di esistere, di difendere e tutelare tutte le categorie di lavoratori, dalle ingiustizie e dai soprusi dei diritti del cittadino italiano.

Si chiede alle Istituzioni competenti, di provvedere alle esigenze del personale lavorativo, fino ad oggi utilizzato, e che per scelte non a essi imputabili, finiranno disoccupati, divenendo un peso sociale cui, comunque, provvedere!

A.D.I.D.A. (Associazione Docenti Invisibili Da Abilitare)
Associazione di categoria legalmente riconosciuta
www.associazioneadida.it  - italian.mida@gmail.com

« Previous PageNext Page »