Legambiente fotografa le scuole italiane: inagibili e insicure

November 13, 2012 by admin · Leave a Comment
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Il rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente, arrivato alla XIII edizione, parla chiaro e non lascia margine di dubbio: le strutture delle nostre scuole sono insicure e inagibili. Entrando nello specifico, sono stati valutati servizi e strutture delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia italiani: è risultato che il 50% delle scuole italiane non ha il certificato di agibilità, né i requisiti minimi per la prevenzione di incendi. L’analisi dell’associazione ambientalista, mette in luce un quadro abbastanza allarmante, mostrando che l’edilizia scolastica nel nostro paese è vecchia e molto poco sicura.


La messa a norma delle scuole è un vero e proprio problema: come detto, la metà degli istituti manca della certificazione di agibilità, il 65% del certificato di prevenzione incendi, mentre il 36% delle nostre scuole dovrebbe essere manutenuto meglio e necessita di interventi abbastanza urgenti. Questi sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca, che ha anche sottolineato che molte scuole del nostro Paese (34,2%) sono a rischio sismico, poiché si trovano in zone pericolose da quel punto di vista. Tra l’altro, si è notato che il 60% degli edifici presi in considerazione, che sono ben 7.139, sono stati costruiti prima del 1974, ossia l’anno in cui la normativa anti-sismica entrò in vigore, e che non sono mai stati messi a norma. I dati confermano che le nostre scuole versano in condizioni non proprio ottimali e i miglioramenti strutturali, e non solo, procedono a rilento a causa dei moltissimi tagli. Si tratta di numeri davvero allarmanti che mettono in luce una situazione molto pericolosa per i ragazzi e gli insegnanti che in queste scuole passano parte della loro giornata. Tra tutte le misure da mettere in atto, solo la bonifica dall’amianto sta andando avanti in maniera più spedita, mentre tutte le altre necessarie migliorie stanno ad aspettare.

Scuola: edifici fatiscenti e classi pollaio all’Elba

August 20, 2012 by admin · Leave a Comment
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Scale di sicurezza che bloccano le finestre, intonaco umido che sotto i pluviali rotti o mancanti vira al verde: ecco lo stato di degrado dell’edificio in Salita Napoleone a Portoferraio. Invece nella sede principale dell’ISIS Foresi da due anni una classe svolge lezioni nel teatrino, in una situazione non idonea sotto tutti i profili: gli alunni devono spostarsi ogni volta che quello spazio viene utilizzato per altre iniziative, cambiando locali anche più volte nel corso della stessa mattinata.

Con un documentato fascicolo, corredato di foto che non necessitano parole, il presidente dell’ Associazione Genitori A.Ge. Arcipelago Toscano, Jachen Gaudenz, ha sollecitato la Provincia di Livorno, gli Uffici scolastici provinciale e regionale, la Regione, le scuole, la Conferenza zonale e i comuni dell’Elba a prendere posizione circa lo stato dell’edilizia scolastica elbana e sugli inevitabili limiti che essa pone alla composizione delle classi. “Manderei i miei figli in una scuola come questa? Sarei tranquillo se si affacciassero a quella finestra? –si chiede Gaudenz- Sarà salutare fargli trascorrere cinque, sei ore in questi ambienti? Dove possono svolgere lezione di educazione fisica? Dove sono i laboratori?”

Ma i problemi purtroppo non si fermano qui: “Con l’aumento forzato del numero di alunni per classe –prosegue il presidente di A.Ge. Arcipelago Toscano- si è avuta la soppressione di alcune classi dei licei e della scuola alberghiera e l’accorpamento di classi che hanno finora seguito percorsi formativi diversi. In tutto questo la continuità didattica viene stravolta: si penalizzeranno tutti gli alunni in generale e in particolare coloro che presentano situazioni problematiche”. Di fatto con gli accorpamenti viene cancellata qualsiasi forma di deroga prevista e mai abrogata per le Isole Minori e zone disagiate, penalizzando ragazzi che non hanno le stesse opportunità di scelta di istituti o indirizzi di studio dei loro coetanei del continente. All’Elba la scuola rappresenta infatti uno dei punti fermi di aggregazione e di sviluppo formativo, di controllo ed educazione sociale.

E non basta: le classi sono troppo piccole e c’è il rischio, se dovesse permanere l’attuale situazione, di non poter avviare l’anno scolastico a settembre per quelle classi che non posseggono i requisiti di legge. Di qui la richiesta al Comune di far sì che vengano eliminate le barriere architettoniche; ai Vigili del Fuoco di verificare, in Salita Napoleone (dove da due anni vengono svolti lavori saltuari, anche durante le ore di lezione), il grado ignifugo delle porte e delle pareti, lo stato degli intonaci, delle gronde, degli architravi, degli infissi esterni e delle pavimentazioni.
Alla Provincia di Livorno Gaudenz chiede invece di mettere a disposizione un edificio avente i requisiti di sicurezza e di capienza previsto dalle normative vigenti e di realizzare le palestre.
Infine chiede agli Uffici scolastici regionale e provinciale di accogliere le legittime richieste dei genitori e del personale della scuola per una dotazione di organico sufficiente a garantire un regolare svolgimento dell’anno scolastico.

Resta da capire se in questo mondo all’incontrario tante motivate ragioni troveranno adeguata risposta o se invece saranno lasciate cadere nell’indifferenza che tanto spesso avvolge le problematiche scolastiche e il benessere dei nostri giovani. A questo scopo si terrà nei primi giorni di settembre un’assemblea di tutti i genitori interessati.

Se crolla la scuola, frana il futuro – Comunicato Uds in seguito al crollo all’istituto “Colombatto” di Torino

May 28, 2012 by admin · Leave a Comment
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Oggi 28 maggio 2012 a Torino, il soffitto e il contro soffitto dell’ingresso e di due aule della succursale dell’istituto alberghiero Colombatto sono crollati. Fortunatamente il crollo è avvenuto di notte e non ha causato feriti, ma la situazione che si è presentata agli studenti che stavano entrando a scuola era comunque gravissima. Oltre ai danni strutturali, la pioggia degli ultimi giorni ha allagato la palestra e provocato numerose infiltrazioni. Nonostante le pessime condizioni dell’edificio, il vicepreside dell’istituto voleva far iniziare regolarmente le lezioni e gli studenti hanno dovuto chiamare i pompieri perché la scuola venisse ufficialmente dichiarata inagibile.
Non è la prima volta che gli studenti dell’istituto Colombatto denunciano le problematiche legate all’edilizia della propria scuola. Già da tempo protestano per tubature che esplodono nei bagni, pezzi d’intonaco che cadono dai muri, pavimenti gonfiati dalle infiltrazioni d’acqua, ma le loro voci sono rimaste inascoltate. Numerose volte hanno denunciato questi episodi gravissimi, senza ottenere alcun riscontro.
E’ inaccettabile che le istituzioni e l’opinione pubblica rimangano sorde a richieste d’aiuto per problemi come l’edilizia scolastica, intervenendo solamente quando si tratta di tragici incidenti, come l’episodio di tre anni fa al liceo Darwin di Rivoli, in cui lo studente Vito Scafidi è rimasto ucciso dal crollo di un soffitto.
I continui tagli indiscriminati degli ultimi anni ai fondi destinati all’edilizia scolastica hanno messo in ginocchio scuole la cui situazione era critica da anni, rendendo difficilissima la messa in sicurezza, limitando pericolosamente la prevenzione a incidenti negli istituti scolastici.
L’istituto Colombatto non è un caso isolato: lo scorso febbraio gli studenti del Liceo Regina Margherita erano scesi in piazza per denunciare ambienti vecchi e fatiscenti, mancanza di sedie e problemi strutturali. La Campagna per l’Edilizia Scolastica, partita in tutta Italia su iniziativa di studenti e di studentesse, denuncia già da tempo che questi casi estremi sono solo la punta di un terribile iceberg fatto di moltissimi edifici inadeguati. Non è possibile che la primaria questione dell’edilizia scolastica venga a galla soltanto a seguito di incidenti gravi e pericolosi come quello di oggi.
Su tutto il territorio nazionale è fondamentale che vengano presi provvedimenti rapidi e tangibili di messa in sicurezza di tutte le scuole che necessitino interventi, oppure di edificazione di nuovi istituti scolastici, che garantiscano ad ogni studente l’inalienabile diritto a studiare in un ambiente adeguato, che soprattutto non metta a rischio la sua vita.

Rete della Conoscenza

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