Dal 2014 addio fondi a pioggia: soldi solo alle scuole migliori

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Segnaliamo questo articolo apparso oggi su Repubblica riguardante la distribuzione dei fondi alle scuole. Cosa ne pensate? Dite la vostra.
La scuola si prepara all’ennesima rivoluzione: più soldi agli istituti migliori. La novità per il cosiddetto fondo di Funzionamento delle oltre 9mila istituzioni scolastiche italiane dovrebbe scattare dal 2014. Una idea che richiama alla mente lo stesso sistema, lanciato dall’ex ministero dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che oggi assegna più risorse alle università italiane più meritevoli. Peccato che in Italia non esista un meccanismo in grado di valutare scientificamente le performance dei singoli istituti. Un fatto che porta i sindacati a bollare questa norma – introdotta nella legge di Stabilità varata lo scorso 24 dicembre, comma 149 dell’articolo 1 – come una cosa “irrealizzabile”.
Leggi l’articolo completo su Repubblica.it.
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Quando la scuola si rivolge a dei prestiti bancari

Spesso si sente parlare di prestiti bancari. Ma di cosa si tratta nello specifico? Cominciamo con il dire che i prestiti bancari sono quei prestiti che una banca, o un altro ente creditizio, concedono a un soggetto privato che ne fa richiesta in maniera esplicita. Ciò che caratterizza i prestiti è che questi devono essere restituiti e per questo motivo viene stilato un piano di rimborso: la somma verrà, quindi, restituita con interessi prestabiliti ed entro un determinato lasso di tempo. Quando si parla di prestiti bancari, di solito, si parla di prestiti non finalizzati: ciò significa che non sono necessariamente legati all’acquisto di un bene. Dopo avere fatto la richiesta, per la quale non si devono presentare delle giustificazioni, il richiedente può tranquillamente disporre come meglio crede della somma ottenuta. Ovviamente, prima di concedere il prestito, la banca, o l’ente creditizio in questione, farà un esame preliminare della posizione del richiedente al fine di evitare quanto più possibile delle situazioni di insolvenza. In questi casi, infatti, la banca potrebbe perdere la cifra prestate e per questo motivo si chiedono delle garanzie. Per questo motivo, i prestiti bancari (ma questo avviene anche quando si fa un preventivo prestito personale in una finanziaria) si concedono per lo più a chi è in grado di presentare una busta paga o ulteriori garanzie come prova della propria solvibilità.
Dichiarazione dei redditi: come detrarre le spese scolastiche

Le spese per la scuola sono tante e se si può detrarre qualcosa dalla dichiarazione dei redditi i genitori si ingegnano, specie in questi tempi di crisi. “Come Associazione Genitori A.Ge. Toscana in questo ultimo anno siamo abbiamo ricevuto tantissime richieste di chiarimenti sulla detraibilità dei contributi scolastici e abbiamo ulteriormente approfondito la questione” dichiara la presidente regionale Rita Manzani Di Goro.
”L’invito per tutti è quello di leggere con attenzione le istruzioni per la compilazione dei modelli 730 e Unico Persone fisiche, perché si possono scoprire detrazioni interessanti, come quella al 20% per l’acquisto di frigoriferi e congelatori di classe non inferiore ad A+ (rigo E37 colonna 1 per il mod. 730, RP45 colonna 1 per l’Unico). E attenzione perché le erogazioni liberali a Onlus e associazioni di promozione sociale si possono o detrarre al 19% o dedurre (rigo E27 codice 3, RP28 codice 3): è questa seconda ipotesi la più conveniente, perché il rimborso varia dal 23% al 43%, a seconda dell’aliquota massima del contribuente”.
Quanto ai contributi scolastici, va detto che le interpretazioni sono difformi, anche perché chi si occupa di tassazione dei redditi non ha una percezione molto chiara della realtà scolastica e non sa ad esempio che il viaggio di istruzione (e non “gita”, come se si trattasse del viaggio organizzato da un’agenzia) si può realizzare solo se liberamente la maggioranza o la totalità dei genitori accetta di sostenerne le spese e che la qualificazione di questo tempo-scuola può attuarsi solo grazie al contributo delle famiglie. Non si può pertanto parlare di erogazione di un servizio a fronte del versamento.
In attesa che su questo si faccia chiarezza, abbiamo scelto di adottare la via di minor attrito, indicando ai genitori che ci consultavano comportamenti conformi alle indicazioni di alcune Agenzie delle Entrate, fra cui la nostra. Si indicheranno pertanto in “Spese per istruzione” (rigo E13 per il mod. 730, RP13 per l’Unico) le tasse scolastiche, sia quelle universitarie che quelle di iscrizione, frequenza e diploma per le quarte e quinte classi delle superiori.
I contributi volontari per la scuola dell’obbligo e quelli di laboratorio saranno indicati invece in “Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado” (righi E19-20-21 codice 31 e RP19-20-21 codice 31); la detrazione è sempre e comunque del 19% e spetta a condizione che il pagamento venga effettuato con versamento postale o bancario o con carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.
Da notare che un contributo non espressamente finalizzato, ma lasciato alla libera disponibilità della scuola, può essere detratto in quanto ‘erogazione liberale’ destinata all’ampliamento dell’offerta formativa (Legge 40/2007); nulla toglie poi che la scuola riceva ad esempio 50 euro l’anno e in quello faccia rientrare tutto: l’esperto di strumento musicale come pure il viaggio d’istruzione e i biglietti per il museo.
Nelle dichiarazioni dei redditi sono presenti anche altri sostegni a favore delle famiglie: si possono mettere in dichiarazione fino a euro 210,00 per l’iscrizione di ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica (E16-RP16); fino a euro 2.633,00 per l’affitto pagato dagli studenti fuori sede che frequentano l’università in un’altra provincia e ad almeno 100 km da casa (E18-RP18). Non è invece più prevista la detrazione per l’abbonamento a un servizio di trasporto pubblico.
Nei righi 19-20-21 con il codice 32 possono essere richiesti in detrazione i contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari fiscalmente a carico e con il codice 33 le spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido per un importo complessivamente non superiore a euro 632 annui per ogni figlio. Nel rigo 27 (altri oneri deducibili) con il codice “5” va indicato il 50 per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento delle procedure di adozione di minori stranieri.
”Ricordiamo ai genitori –conclude Di Goro- che il codice fiscale dell’Associazione Italiana Genitori A.Ge. Onlus è 02205620582. Con la vostra firma nel primo riquadro destinato al 5×1000 aiuterete il nostro impegno a favore dei giovani e delle loro famiglie”.
Molti amici lo scorso anno hanno messo la firma per il 5×1000 all’A.Ge. Grazie a tutti loro e a coloro che, ci auguriamo, confermeranno la loro scelta in occasione del 5xmille 2011. Anche quest’anno sarà infatti possibile sostenere le nostre attività di formazione genitori, tutela dei minori, partecipazione scolastica. Per questo ci aspettiamo che tantissimi amici continuino a ‘metterci la firma’, oppure lo facciano per la prima volta quest’anno.
Con le vostre firme potremo migliorare e ampliare la comunicazione associativa, raggiungendo e coinvolgendo sempre più i genitori italiani; promuovere convegni, incontri, seminari di formazione, aggiornamento, informazione su molti temi: l’educazione, la scuola, lo sport, la TV e internet, le politiche per la famiglia, la tutela dei minori e la promozione dei loro diritti; continuare a rappresentare i genitori presso Ministeri, Amministrazioni locali, Autorità, coordinamenti, ossia in tutti quei luoghi nei quali si decide anche a proposito dei nostri figli.
Per informazioni: www.agetoscana.it – agetoscana@age.it – 328 8424375.