Finanziamenti alle scuole

January 12, 2010 by admin · Leave a Comment
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la FLC impugna la nota sul programma annuale 2010. In una recente nota diffusa il 22 dicembre 2009 il Miur detta le regole per il programma annuale 2010. Si tagliano ulteriormente le risorse e si costringono le scuole a pasticciare i conti rendendo la gestione economico-finanziaria tutt’altro che trasparente. Vengono ignorati come se non esistessero il Regolamento di contabilità e il cosiddetto “Capitolone”. Per la FLC una nota illegittima che mette le scuole nelle condizioni di non poterla applicare.

Le scuole devono approvare il programma annuale entro il 15 dicembre e il Miur il 22 dicembre, con una nota datata 14 dicembre, comunica a ciascuna scuola la dotazione finanziaria di cui può disporre. Si tratta di un budget minimale e che non finanzia tutte le voci di spesa. Ma c’è un aggravante: la nota cambia le regole del gioco che sono state fissate nel corso degli anni da due leggi (la normativa sull’autonomia scolastica, da cui deriva il regolamento di contabilità; e la legge finanziaria 2007, da cui deriva il capitolone). Ancora una volta questo Ministro con grande disinvoltura tenta di stravolgere una legge con una comunicazione interna.

Nella nota si ignorano i criteri di distribuzione delle risorse, che finora poggiavano su requisiti precisi come il numero degli alunni, il numero dei laboratori, quindi la tipologia di scuola, ecc. Adesso, invece, soldi per il funzionamento delle scuole non ce ne sono, così quello che il Miur suggerisce di fare è di utilizzare i fondi contrattuali – quelli che servono all’arricchimento dell’offerta formativa, ai progetti innovativi – per pagare i supplenti e per le necessità di tutti i giorni. Si condannano ancora una volta le scuole alla sopravvivenza, a meno di non chiedere contributi alle famiglie. Quindi la scuola statale subisce l’ennesimo taglio finanziario e ha difficoltà a espletare la sua funzione istituzionale di garantire il diritto allo studio, salvo che le famiglie non se lo paghino, mentre le scuole private escono indenni da qualunque taglio di finanziamento.

Nella nota si riducono anche i costi per le ditte di pulizie.Si riducono i servizi di pulizia e sorveglianza. È un fatto gravissimo per il quale abbiamo già chiesto un incontro urgente al Miur.
In pratica la nota impone alle scuole di ridurre di colpo – senza nessun riferimento alla realtà e ai bisogni – del 25% i contratti esterni di pulizia e sorveglianza (e per fare questo rispolvera un regio decreto del 1923!).


I crediti che le singole scuole vantano nei confronti del Ministero (circa un miliardo di euro, cifra certificata) per spese obbligatorie a suo carico (pagamento supplenze e compensi per esami di stato) vanno trattati secondo la nota come disponibilità da programmare e non come componente attiva del bilancio della scuola. Da crediti esigibili, cioè soldi che devono rientrare perché sono stati anticipati per cassa, stornati da altre voci, si trasformano in una voce incerta su cui non si può più fare affidamento.

L’azione e le proposte della FLC CGIL
Per tutte queste ragioni la FLC ha deciso di impugnare la nota del 14 dicembre in sede legale, di chiedere un incontro urgente al Miur e di mettere a disposizione delle scuole alcune proposte operative per la stesura del programma 2010. Nei prossimi giorni apriremo uno spazio di ascolto e di raccolta delle proposte di Dirigenti scolastici, Direttori dei servizi g.a. e Consigli di Istituto.

Sono anni che tutto il sistema di istruzione è vittima di tagli dissennati, di interventi legislativi confusi, di indicazioni contraddittorie in un clima da caccia alle streghe. Se non si cambia strada non c’è futuro.

Questo argomento verrà trattato anche con il prossimo numero della rivista “Articolo 33″.

Via: www.flcgil.it

Supplenze scuola

January 7, 2010 by admin · Leave a Comment
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Discrezionalità e confusione su supplenze scuola e spese scolastiche. I genitori costretti a pagare di tasca propria le spese ordinarie. Un colpo mortale all’autonomia scolastica e alle innovazioni introdotte dal cosiddetto “capitolone”. Inaccettabile il tono imperativo usato dal Miur nei confronti delle 10.450 scuole autonome. Una circolare che mette in discussione la gratuità della scuola pubblica garantita dalla Costituzione.

La situazione finanziaria delle scuole si deteriora ogni giorno di più. E’ questa l’amara constatazione alla quale siamo giunti dopo aver letto la circolare sul programma annuale 2010. Dopo la denuncia politica fatta dal segretario generale della FLC alcuni giorni fa, ritorniamo sull’argomento per commentare punto per punto la circolare in questione.

Si tratta di istruzioni che derogano dal regolamento di contabilità (D.I. 44/2001), dal cosiddetto “capitolone” (D.M. 21/2007), dai principi generali sulla trasparenza e dalla stessa Costituzione che vuole l’istruzione statale completamente gratuita.

Vediamo perché, analizzando punto per punto la nota ministeriale n. 0009537 del 14 dicembre 2009 pervenuta alle scuole soltanto il 22 dicembre.

1.È stata inviata alle scuole oltre il termine del 15 dicembre 2009 di approvazione da parte del Consiglio di istituto del programma annuale 2010 e molto oltre il termine (31 ottobre) per la proposta al consiglio da parte della giunta esecutiva, del documento predisposto dal dirigente scolastico, termini fissati dall’art.2 del D.I. n.44/2001.

2.Non utilizza il termine “dotazione finanziaria ordinaria di istituto”, previsto dall’art.1 del D.I. n.44/2001, che è sostituito da “risorsa finanziaria su cui codesta scuola può fare affidamento”. Infatti, il comma 7 dell’art. 2 del D.I. n.44/2001 stabilisce che “Ai fini della tempestiva elaborazione del programma l’ufficio scolastico regionale provvede a comunicare alle istituzioni scolastiche, anche sulla base dei finanziamenti assegnati per i precedenti esercizi, una dotazione certa di risorse finanziarie, fatte salve le eventuali integrazioni conseguenti all’approvazione della legge di bilancio dello Stato.” Tale norma non trova alcun riscontro nella nota, né per i tempi né per i contenuti.
3.Viola i parametri stabiliti dal DM n. 21 del 1 marzo 2007 (capitolone) che, lo ricordiamo, applica la legge finanziaria del 2007. Infatti, il suddetto D.M. prevede che “a decorrere dal 2007” si stabiliscono parametri nazionali certi per la determinazione della dotazione finanziaria da assegnare alla scuola. Si tratta di un’operazione di trasparenza amministrativa in applicazione del regolamento sull’autonomia scolastica.
4.Impossibile evincere, se non per differenza fra l’importo sul quale ogni scuola “…può fare affidamento” e gli 8/12 del contratto integrativo di istituto (sommato ai € 5.000,00 per gli esami di stato per ciascuna classe terminale e al 75% di quanto previsto nel 2009 per i contratti degli appalti storici), quale sia l’importo per le supplenze ed il finanziamento delle spese di funzionamento. Queste invece sono individuate distintamente dalle tabelle del DM 21/2007.
5.Attribuisce un finanziamento indistinto per supplenze e funzionamento, costringendo le scuole a destinarne la maggior parte, se non tutta, alle supplenze; unica spesa per la quale, ove non sia sufficiente il finanziamento, è possibile richiedere ulteriori finanziamenti.
6.Assume in maniera illegittima un indefinito “tasso d’assenteismo medio nazionale per tipologia di scuola“ come riferimento per attribuire risorse aggiuntive per le supplenze. Questo previa verifica dell’effettiva inderogabilità dell’ulteriore fabbisogno, ma non è chiaro il motivo per il quale, il diritto alla copertura della spesa, si affida ad un parametro, esterno ed estraneo alle obiettive situazioni della scuola.
7.Non indica, contrariamente a quanto prevede il D. M. 21/2007 (capitolone), alcun finanziamento per le istituzioni scolastiche, individuate come capofila per la corresponsione dei compensi spettanti ai revisori dei conti.
8.Impedisce l’iscrizione di ulteriori entrate a carico del Miur “se non dopo specifica comunicazione”. Più avanti la nota stabilisce che “per gli accertamenti che comportano una variazione di entrata, tale variazione va preventivamente e tempestivamente deliberata, con l’ovvia, contestuale pari variazione della previsione di spesa”. Al contrario il Regolamento di Contabilità stabilisce (art.6) che “Le variazioni del programma, di entrata e di spesa, conseguenti ad entrate finalizzate, e gli storni, conseguenti a delibere del Consiglio di istituto, possono essere disposte con decreto del dirigente, da trasmettere per conoscenza al Consiglio di istituto” non prevedendo, quindi, alcun obbligo di delibera.
9.Richiama solo parzialmente l’utilizzo del finanziamento del contratto integrativo di istituto per gli insegnanti (il secondo capoverso del comma 1 dell’art.88 del CCNL vigente) riportandola fra virgolette, senza citare la fonte senza precisare che i fondi contrattuali sono giuridicamente vincolati al pagamento del salario accessorio del personale della scuola.
10.Interviene sull’opportunità di “applicare” la parte consistente nel fondo di cassa ridotto dei residui passivi, dell’avanzo di amministrazione presunto, “per far fronte ad eventuali deficienze di competenza”, utilizzando termini non previsti dal D.I. n.44/2001 e non comprensibili. Non è definito nelle norme di contabilità cosa possa essere una “eventuale deficienza di competenza”; si può ipotizzare che si tratti di una entrata legittimamente prevista nel programma annuale che già si presuppone non sarà poi erogata. Tale vincolo non è previsto dal regolamento di contabilità che invece prevede che le istituzioni scolastiche utilizzino l’avanzo di amministrazione in completa autonomia, con il solo obbligo di impegnare gli stanziamenti derivanti dall’avanzo di amministrazione presunto solo dopo “la realizzazione dell’effettiva disponibilità finanziaria e nei limiti dell’avanzo effettivamente realizzato.” (art.3 comma 3 D.I. 44/2001). Va poi precisato che nell’avanzo di amministrazione confluiscono anche altri fondi provenienti dai contributi delle famiglie, degli EE.LL. e dei privati. Questi non possono essere utilizzati per coprire il mancato finanziamento dello Stato.
11.Impone l’inserimento nell’aggregato “Z – disponibilità da programmare” dei residui attivi di competenza del Ministero. Questa disposizione è impossibile da applicare per ragioni sostanziali. Si tratta infatti per la quasi totalità di importi già liquidati (spese per supplenze di anni precedenti, per gli esami di stato o per spese comunque obbligatorie) dei quali le scuole aspettano il rimborso, quindi, di importi da rimborsare. Ove invece si tratta di importi non impegnati il regolamento di contabilità già vieta l’utilizzo senza “la realizzazione dell’effettiva disponibilità finanziaria…” (art.3 comma 3 D.I. 44/2001).
12.Si precisa che “i finanziamenti non vincolati dovranno essere impegnati al perfezionamento dell’obbligazione giuridica”. Ma tutte le casistiche richiamate riguardano, al contrario, finanziamenti vincolati. E’ il caso ad esempio del contratto di istituto. E’ bene ricordare che tali fondi servono a pagare il salario accessorio per le prestazioni del personale legate al miglioramento dell’offerta formativa. E cioè al valore aggiunto alla didattica. Si tratta di soldi dei lavoratori ed è impensabile utilizzarli per comprare il materiale di consumo, per pagare i revisori dei conti, per pagare gli stipendi. Queste spese sono tutte a carico del Miur.
13.Riduce del 25% la spesa per gli appalti, costringendo le scuole a ridurre il servizio e ad aumentare i carichi di lavoro del personale dipendente dalle ditte di pulizia e degli stessi collaboratori scolastici. Tutto ciò a partire dalla previsione che nel 2010 occorrerà una diminuzione della prestazione. Ecco la conferma della volontà politica di ridurre drasticamente e con tutti i mezzi il servizio scolastico.
In conclusione, la nota n. 9537/09 contiene punti di elevata criticità, ma soprattutto è poco rispettosa della Costituzione che impone allo Stato di finanziare le scuole pubbliche.

Questa nostra prima analisi vuole lanciare un grido di allarme alle forze professionali della scuola, alle famiglie, alla collettività sociale e alla forze politiche a difesa della gratuità e dell’accessibilità a tutti del servizio pubblico di istruzione. Ad esse facciamo appello per contrastare le scelte in atto e per ottenere le modifiche necessarie alla piena funzionalità delle scuole ed all’efficacia dei servizi di educazione, istruzione e formazione.

Via: www.flcgil.it

Finanziamenti alla scuola. In arrivo la circolare del programma annuale 2010

December 15, 2009 by admin · Leave a Comment
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Finanziamenti alla scuola. In arrivo la circolare del programma annuale 2010

Zero euro per il funzionamento didattico e amministrativo. II Miur tace sui crediti pregressi e sugli obblighi nei confronti delle scuole. La FLC chiede trasparenza amministrativa, finanziamenti certi e lo spostamento di tutti gli stipendi a carico del Tesoro.

Nel 2009 le scuole con i pochi finanziamenti ricevuti hanno coperto in minima parte alcune spese per il personale: supplenze, salario accessorio e compensi per gli esami di maturità.

In ottobre sono arrivati un po’ di soldi: 150 milioni di euro per le supplenze, 60 milioni di euro per il funzionamento e 260 milioni di euro per le ditte delle pulizie. Non si è trattato di soldi freschi. Sono fondi assegnati per il 2009, in parte con la legge di assestamento al bilancio spostando fondi da un capitolo a un altro e in parte raschiando il fondo del barile attraverso il recupero di vecchie giacenze (vedi decreto salva precari). Questi finanziamenti sono arrivati tardi, in quantità minime e solo dove la situazione debitoria è allarmante. Ci risultano poi tante scuole che pur con una consistenza di cassa gravemente ridotta non hanno ricevuto alcun finanziamento. Questo è successo anche a causa della superficialità di alcuni dirigenti degli USR che avrebbero dovuto segnalare con maggiore puntualità e precisione le sofferenze finanziarie delle scuole della regione. La maggior parte delle scuole, quindi, contrariamente agli annunci del Ministro Gelmini non ha ricevuto né riceverà un euro dallo Stato per il funzionamento didattico e amministrativo 2009. Dunque un provvedimento parziale, insufficiente e in deroga ai principi della nostra Costituzione che impone allo Stato di finanziare la scuola pubblica. Ma il problema non è solo il passato. Anche il futuro è sempre più incerto. A causa del pesante fardello dei crediti pregressi che vantano nei confronti dello stato sui quali sono stati fatti anticipi di cassa non ancora ripianati, le scuole sono in difficoltà a chiamare i supplenti anche quando l’assenza è molto lunga (per gravi patologie o congedi parentali). Senza la certezza dei finanziamenti, le recenti circolari ministeriali che richiamano l’obbligo delle scuole alla chiamata dei supplenti per garantire il diritto allo studio, evidenziano una assunzione ancora parziale di responsabilità da parte del MIUR. E tuttavia è evidente che a fronte della nomina dei supplenti vanno inviate tempestivamente le somme relative, pena un inevitabile contenzioso a cui vengono esposti i dirigenti scolastici.

 


 

 

Un conto molto semplice

I bilanci delle scuole sono stati privati, con la legge finanziaria 2009, dei fondi per il funzionamento didattico e amministrativo. Un taglio che si aggiunge ad altri. Per non parlare di oltre 1 miliardo di euro già anticipato dalle scuole per conto dello Stato per spese obbligatorie negli anni dal 2005 al 2008 non ancora recuperati (ad esempio per pagare i commissari d’esame, le supplenze e le ore eccedenti).

Per il 2010 questo triste copione si ripete. La prossima finanziaria non stanzia niente per il funzionamento delle scuole, ma intanto il Ministro Gelmini ha già pronta la circolare per ricordare che va approvato il programma annuale 2010. Tenere in ordine i conti e rispettare le scadenze. Propaganda e burocrazia.

La cappa di silenzio calata sulla situazione debitoria

Nel 2007 da una ricognizione del Miur risultò che i crediti vantati dalle scuole ammontavano a quasi 800 milioni di euro. Adesso, il problema viene oscurato. Anzi, il ministro Gelmini nega che le scuole siano al collasso, vantandosi persino dei prossimi stanziamenti cospicui previsti dalla finanziaria 2010.

La conoscenza di questi dati, di tutti i dati finanziari, è, al tempo stesso, una richiesta legittima degli addetti ai lavori (ds, dsga e docenti) e un diritto della collettività. Ma, allo stato attuale, conoscere con esattezza la situazione finanziaria delle scuole è una missione impossibile. Il Miur continuamente sollecitato dal sindacato a rendere conto dei criteri di attribuzione dei finanziamenti ancora non riesce a battere un colpo. Il precedente governo aveva preso di petto, con il sistema di finanziamento diretto (capitoloni) alle scuole, il tema della trasparenza amministrativa, che adesso viene messo in ombra dalla discrezionalità usata nella distribuzione dei fondi senza più parametri verificabili.

La posizione della FLC è chiara: per la scuola dell’autonomia chiediamo finanziamenti certi e non tagliabili dal 1 settembre di ogni anno, un piano straordinario per sanare il pregresso, lo spostamento di tutti gli stipendi a carico del Tesoro.

Finanziamenti alla scuola

November 9, 2009 by admin · Leave a Comment
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Finanziamenti alla scuola
Incontro al MIUR

Giovedì 5 Novembre si è tenuto un ulteriore incontro tra il MIUR e le Organizzazioni Sindacali sulle risorse da attribuire alle scuole per il corrente anno scolastico.

Per la UIL Scuola sono intervenuti F. Sansotta e A. Lacchei.

Sulla base degli impegni assunti nelle precedenti riunioni del 2, 7 e 29 ottobre, riportiamo di seguito gli esiti del confronto.

1) Fondo di istituto: in data 4 novembre il MIUR ha comunicato alle singole scuole l’entità delle risorse spettanti per l’anno scolastico in corso, che sono state assegnate con i parametri definiti nel CCNL in vigore.

2) Funzioni strumentali: ultimata la verifica del numero delle scuole con complessità o specificità, il MIUR comunicherà entro il 15 novembre ai singoli istituti l’ammontare delle risorse spettanti per le funzioni strumentali, che vengono assegnate con i seguenti criteri:

• una cifra base di Euro 3.000 a tutte le scuole

• Euro 107,00 per ogni docente in organico di diritto

• Euro 2.000 per ogni tipo di complessità o specificità

(Istituti comprensivi – Ist. Di Istruzione Superiore – Convitti ed Educandati – Centri Territoriali Permanenti – Scuole carcerarie – Scuole ospedaliere – Scuole con corsi serali curricolari – Scuole militari – Scuole annesse agli Istituti d’Arte – Scuole annesse ai Conservatori)


3) Incarichi specifici del personale ATA: accertato che i beneficiari della posizione economica ex art. 7 sono complessivamente 100.990, il MIUR ha aperto oggi un monitoraggio per individuare il numero dei beneficiari presenti nelle singole scuole. Le risorse per gli incarichi verranno quindi assegnate entro il 15 novembre in base ai seguenti criteri:

• una quota base costituita da euro 100 per ogni dipendente ATA in organico di diritto

• una quota aggiuntiva costituita da euro 283 per ogni dipendente ATA in organico di diritto non beneficiario di posizione economica ex art. 7.

4) Attività complementari di educazione fisica: In base ai risultati del monitoraggio effettuato per individuare la spesa sostenuta nello scorso anno, il MIUR comunicherà entro il 15 novembre alle singole scuole la somma disponibile per le attività complementari di educazione fisica, che vengono assegnate con il parametro d EURO 3.000 per ogni docente di educazione fisica in organico di diritto nelle scuole secondarie di 1° e 2° grado.

Tali somme possono essere utilizzate (come prescrive l’art. 87 del CCNL) solo con l’approvazione di uno specifico progetto inserito nel POF. Le risorse spettanti saranno erogate alle scuole che avranno attuato il progetto.

5) Ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti: verranno inviate entro il 15 novembre risorse alle scuole per un totale di 25 milioni di euro. In merito al pagamento delle ore eccedenti si ricorda che è possibile operare sia ricorrendo, dove disponibile, alla “cassa”, sia prevedendo l’utilizzo (ad eccezione delle risorse finalizzate, come quelle del Fondo e dei contratti con le ditte di pulizia) dell’insieme delle risorse di competenza della scuola, ciò anche al fine di ottemperare agli obblighi, tra l’altro ricordati nella circolare del MIUR su sollecitazione della UIL Scuola, di garantire la normale attività didattica, evitando impropri interventi di interruzione.

6) Indennità di bilinguismo, orario notturno, indennità al sostituto del DSGA: al fine di attuare compiutamente il principio stabilito nel CCNL, secondo cui il fondo di istituto è destinato alla qualificazione e all’ampliamento dell’offerta formativa, il MIUR e le Organizzazioni sindacali hanno convenuto sull’opportunità di finanziare con risorse aggiuntive le scuole in cui si attua il bilinguismo, L’orario notturno e festivo, e le scuole che devono erogare l’indennità al sostituto del DSGA.

7) Risorse per il finanziamento: confermata l’avvenuta attribuzione di risorse alle scuole del 1° ciclo in situazione di cassa particolarmente carente per un ammontare complessivo di 40 milioni di euro, il MIUR sta destinando con lo stesso criterio alle scuole del 2° ciclo la somma complessivamente disponibile di 20 milioni di euro, che perverrà alle scuole individuate entro il prossimo 15 novembre.

Come UIL abbiamo sollecitato interventi finanziari per le scuole, a partire da quelle individuate nel decreto-legge n. 134 in via di approvazione, e la rapida erogazione delle risorse sopra indicate. Abbiamo inoltre chiesto interventi di supporto e verifica per le scuole, attraverso le direzioni regionali, anche per evitare, il perpetuarsi di comportamenti non legittimi da parte di alcuni dirigenti scolastici che, in caso di assenza di insegnanti, anziché garantire l’attività didattica, dispongono, talvolta anche in modo “fantasioso” la semplice assistenza egli alunni e la loro distribuzione all’interno della scuola.

 

Via: www.uil.it/uilscuola

 

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