Migranti

February 5, 2010 by admin · Leave a Comment
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Migranti: la FLC Cgil aderisce all’appello della Rete Europea dell’Educazione. È necessario diffondere la consapevolezza della necessità di essere parte attiva nella costruzione di una società laica, accogliente e rispettosa delle diversità.

La segreteria nazionale della FLC Cgil aderisce all’appello della “Rete Europea dell’Educazione” e invita tutte le proprie strutture territoriali a favorire iniziative culturali e didattiche nelle scuole e in tutti i settori della conoscenza affinché si diffonda, a partire dalle nuove generazioni, la consapevolezza della necessità di essere parte attiva nella costruzione di una società laica, accogliente e rispettosa delle diversità, da quelle di genere a quelle culturali, a quelle religiose politiche ed etniche.

Roma, 4 febbraio 2010

Bozza di appello della Rete Europea dell’Educazione

IN ITALIANO

Noi, le persone che si sono incontrate a Berlino il 29 gennaio nella Rete Europea della Educazione, sosteniamo l’iniziativa “1° Marzo 2010: 24 ore senza di noi” per il diritto alla libertà di movimento e contro lo sfruttamento e il razzismo, iniziativa che è partita in Francia, Italia, Grecia e Spagna e che speriamo venga estesa a molti altri paesi europei. L’iniziativa intende provare che la società multiculturale è una realtà che non può essere negata da media allarmistici o da leggi repressive e che occorre convivere insieme in modo che uguali diritti e uguale dignità siano garantiti per tutti, indipendentemente dal genere, dall’etnicità e dalla provenienza.

Bambini con retroterra migrante sono oggi presenti in tutti i livelli di scuola di tutti i paesi europei e noi vogliamo sostenere l’iniziativa del 1°marzo come lavoratori del settore dell’istruzione lanciando l’idea di organizzare per la stessa data, in tutte le scuole e università attività imperniate sull’argomento della migrazione. Noi chiamiamo insegnanti, lettori, studenti e tutti coloro che sono coinvolti nel settore educativo a organizzare attività ( ad esempio proiezioni di film o documentari, ascolto di musica di varie parti del mondo, disegni, discussioni, ricerche, produzione di materiale vario nel campo dell’immagine e del racconto) che mettano a fuoco l’idea della libertà di movimento per tutti, il valore delle differenza di cultura, popolo, genere e lingua, il diritto alla educazione per tutti i bambini in tutto il mondo e da qualsiasi parte essi provengano.

Noi che lavoriamo nella Rete Europea della Educazione saremo molto felici di raccogliere le idee e le informazioni su ciò che verrà progettato per dimostrare il sostegno a tutti i migranti in Europa il 1° Marzo.

Un’altra educazione è possibile!


IN INGLESE

We, the people who met in Berlin on the 29th of January in the European Education network, are supporting the initiative “1st of March 2010: 24 hours without us”, for the right to free movement and against exploitation and racism, which started in France, Italy, Greece and Spain and which we hope will spread to many other European countries. The initiative aims to prove that a multicultural society is a reality that will not be wished away by scaremongering media or repressive laws and that we need to stand all together so that equal rights and equal dignity is guaranteed for all, regardless of gender, ethnicity or provenance.

Children from migrant backgrounds are now present at all educational levels of all the European countries and we want to support to the 1st of March initiative as workers of the education sector by launching the idea of organizing on the same date, in all European schools and universities, activities that will centre on the issue of migration. We call on teachers, lecturers, students and all the people involved in education to organize a variety of activities (e.g. watching documentaries and films, listening to world music, painting, discussing, investigating, producing all kind of materials in imaginative and novel ways) that focus on the idea of the right to free movement for all; on the value of differences of culture, ethnicity, gender and language; on the right to education for all the children all over the world and wherever they come from.

We, the people working in the European Education Network will be very happy to collect any ideas and the information about what you are planning to do to show your support to all migrants in Europe on March the 1st.

Another Education is Possible!

Ancora sul Tetto degli alunni stranieri in classe

January 12, 2010 by admin · Leave a Comment
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Ambiguità e contraddizioni nella circolare n. 2 dell’8 gennaio 2010 e le dichiarazioni verbali del Ministro

La circolare per le iscrizioni relative all’anno scolastico 2010-2011, ancora non è stata emanata, ma singolarmente è stata preceduta, venerdì 8 gennaio, da un comunicato stampa prima e successivamente dalla CM n. 2 avente come oggetto “indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana”.

La suddetta circolare, quindi, non detta norme in merito all’iscrizione degli alunni privi di cittadinanza italiana, né può costituirne riferimento, pena una inaccettabile discriminazione sul diritto universale all’iscrizione a scuola.

Il comunicato stampa che annunciava il limite del 30% alla presenza di alunni “stranieri” (chi sono?) nelle classi, e pubblicato nel sito del Ministero della Pubblica Istruzione, ha avuto un grande eco su giornali e televisioni, tanto che il Ministro Gelmini è stata intervistata domenica 9 gennaio nella trasmissione “In mezz’ora” da Lucia Annunziata.
Nel corso dell’intervista, Mariastella Gelmini ha dichiarato che nel numero degli alunni “stranieri” non vanno considerati coloro, circa il 36% del totale, che sono nati in Italia ma sono privi di cittadinanza italiana.

In realtà la circolare, ambiguamente, stabilisce una disposizione diversa da quanto sostenuto dal Ministro e cioè che il limite del 30% potrà essere innalzato, con determinazione del Direttore Regionale dell’ufficio scolastico regionale, a fronte della presenza di alunni stranieri (come può frequentemente accadere nel caso di alunni nati in Italia) già in possesso delle adeguate competenze linguistiche.

Pertanto è opportuno che il Ministro e chi ha scritto la circolare si mettano d’accordo!
In realtà il vero obiettivo non sembra essere quello di favorire i processi di integrazione, ma al contrario di identificare nella presenza degli alunni immigrati uno dei problemi di funzionamento della scuola italiana. Il messaggio è identico a quello che viene quotidianamente veicolato su tutta la tematica dell’immigrazione: esiste un limite di accettazione degli immigrati e quindi sono giusti i respingimenti ed è giusto aver stabilito che esiste il reato di immigrazione clandestina e conseguentemente è utile ed è giusto limitare il numero degli alunni “stranieri” nelle nostre classi.

In buona sostanza si tratta di un messaggio esclusivamente di tipo ideologico che ha lo scopo di costruire una sensibilità sociale negativa che predisponga il terreno a misure spacciate come rassicuranti ma sempre più restrittive delle libertà individuali comuni.


La circolare non individua concretamente cosa il Ministero della Pubblica Istruzione intende fare per favorire l’integrazione a partire da una drastica rivisitazione dei tagli alla istruzione pubblica e dalla necessità di investire sui progetti delle scuole. Non è previsto nemmeno un piano nazionale di formazione del personale scolastico. Il compito è scaricato sulle singole scuole raschiando il fondo del barile della L. 440 e facendo affidamento sull’arte di arrangiarsi dei collegi docenti.

Non sono indicati i criteri da adottare per l’orientamento dei flussi delle iscrizioni, né per accettare o respingere le domande di iscrizione, come se il Ministero stesso si rendesse conto dell’impraticabilità della proposta. Il tutto viene tranquillamente affidato alle singole direzioni regionali e ai singoli istituti scolastici determinando una disparità di trattamento degli alunni a seconda della realtà territoriale di inserimento. Siamo alla teoria, cara alla Lega Nord, della localizzazione del diritto.

Non viene non solo indicato, ma nemmeno accennato, a cosa succede nelle situazioni territoriali (ne esistono diverse), in cui la presenza di alunni senza cittadinanza italiana supera anche il 60 o il 70%.
Viene chiusa la scuola? Chi viene deportato da una scuola all’altra, gli alunni “stranieri” o quelli “italiani”? E chi finanzia questa ulteriore spesa del trasporto scolastico? Ricadrà sugli Enti Locali?
È stato fatto un accordo preventivo con l’Associazione Nazionale dei Comuni?

Le ambiguità e le continue contraddizioni della circolare si giustificano per il fatto che essa individua un obiettivo che è concretamente ingestibile e perché si muove su un terreno di sostanziale arbitrarietà in quanto i titolari della definizione dei criteri e delle proposte per la formazione delle classi sono, sulla base della normativa vigente che non ci risulta essere stata abolita, il Consiglio di Circolo o di Istituto ed il Collegio Docenti (art 7 e 10 del T.U. n. 247/94). Quella circolare, pertanto, è illegittima perché arbitraria e in netto contrasto con l’autonomia scolastica.

Da ultimo, sarebbe interessante sapere sulla base di quale teoria didattica e pedagogica si base il principio della separazione degli alunni che viene proposto dalla Gelmini. Ancora una volta non avremo delle risposte. In campo didattico-pedagogico la teoria del “buon senso comune” non ha molto valore e quindi il tutto rimarrà a livello della pura affermazione tautologica come quelle che la Gelmini ha fatto durante la trasmissione sopra accennata per cui l’introduzione del maestro unico è stata una cosa molto positiva per la scuola italiana. Forse tra qualche mese ci sentiremo dire che i tagli alla scuola non ci sono stati e che anzi i finanziamenti alle scuole ed il personale sono aumentati.

Via: www.flcgil.it

Gelmini sulla Scuola: Tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi

January 11, 2010 by admin · 1 Comment
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Nota del Ministero su integrazione alunni stranieri

Gelmini: “Tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi, si parte dal 2010-2011 dalle classi prime di elementari, medie e superiori.
Aperti alla integrazione, ma salvaguardia anche dei simboli e
dell’ identità della scuola italiana”

Roma, 8 gennaio 2010
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato a tutte le scuole una nota contenente “indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana”.

Nelle ultime settimane si è discusso molto della presenza crescente di alunni stranieri nelle scuole e classi italiane, una presenza che talvolta ha superato quella degli stessi studenti italiani.

Con la nota inviata dal Ministero si vuole quindi fornire indicazioni sull’accoglienza e sull’assegnazione degli alunni stranieri alle classi.

In particolare, la nota prevede che:

•Il Ministero assegnerà apposite risorse finanziarie per gli interventi di sostegno alle scuole per l’inserimento di bambini stranieri e ulteriori finanziamenti saranno previsti per le scuole dei territori con alta presenza di cittadini stranieri.
•La nota ribadisce che i minori stranieri sono soggetti all’obbligo d’istruzione e che le modalità di iscrizione alle scuole italiane seguano i modi e le condizioni previste per i minori italiani.
•Per evitare concentrazioni di iscrizioni di alunni stranieri si dovranno realizzare accordi di rete tra le scuole e gli Enti locali. Gli Uffici scolastici regionali, di intesa con gli Enti territoriali, comunque, potranno autonomamente definire quanti bambini stranieri per classe si potranno iscrivere alle scuole del proprio territorio. Le iscrizioni di minori non italiani non dovranno superare il 30% degli iscritti e in particolare:
?il numero degli alunni stranieri presenti in ciascuna classe non potrà superare di norma il 30% del totale degli iscritti, quale esito di una equilibrata distribuzione degli alunni con cittadinanza non italiana tra istituti dello stesso territorio;


?il limite del 30% entrerà in vigore dall’anno scolastico 2010-2011 in modo graduale: verrà infatti introdotto a partire dalle classi prime sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di I e II grado;
?il limite del 30% potrà essere innalzato – con determinazione del Direttore generale dell’ufficio scolastico regionale – a fronte della presenza di alunni stranieri (come può frequentemente accadere nel caso di quelli nati in Italia) già in possesso delle adeguate competenze linguistiche;
?il limite del 30% potrà invece essere ridotto, sempre con determinazione del Direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, a fronte della presenza di alunni stranieri che dimostrino all’atto dell’iscrizione una padronanza della lingua italiana ancora inadeguata a una compiuta partecipazione all’attività didattica, e comunque a fronte di particolari e documentate complessità.
?Altro elemento fondamentale per l’integrazione degli alunni stranieri è il potenziamento della lingua italiana, indispensabile per poter andare di pari passo negli studi con i compagni di scuola italiani. Il regolamento di riordino del I ciclo prevede, infatti, che nella scuola secondaria di I grado (scuola media) una quota di ore di insegnamento della seconda lingua comunitaria possa essere utilizzata per potenziare l’italiano per gli alunni stranieri.
?L’assegnazione degli alunni non italiani nelle classi è autonomamente decisa dalle scuole che dovranno, comunque, procedere ad un accertamento delle competenze e dei livelli di preparazione dell’alunno per assegnarlo, di conseguenza, alla classe definitiva che potrà essere inferiore alla classe corrispondente all’ età anagrafica. Le scuole comunque possono prevedere che l’inserimento in una classe di un alunno straniero sia preceduto o accompagnato da una prima fase di approfondimento della conoscenza linguistica finalizzata ad un inserimento efficace dell’alunno nella classe.
?Per migliorare la conoscenza della lingua italiana possono essere inoltre organizzati corsi di potenziamento tenuti, dove possibile, dagli insegnanti della scuola stessa. Per questo, nelle attività di formazione degli insegnanti, è opportuno riservare particolare attenzione alle metodologie di intervento e alle misure organizzative e didattiche di sostegno all’integrazione.
“Spesso, all’interno di questo dibattito – ha affermato il ministro Mariastella Gelmini – ci si è voluti dividere agitando una ingiustificata polemica di tipo ideologico. La scuola deve essere il luogo dell’integrazione. I nostri istituti sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo. Alla stesso modo la scuola italiana deve mantenere con orgoglio le proprie tradizioni storiche e insegnare la cultura del nostro Paese. L’inserimento, ad esempio, dell’ educazione alla cittadinanza va proprio in questa direzione: insegnare il rispetto per le altre culture e affermare contemporaneamente l’importanza delle regole civili, della storia, delle leggi e della lingua italiana. Una indispensabile condizione questa per realizzare una vera integrazione.
La presenza di stranieri nella scuola italiana, spesso concentrati in alcune classi, non è certo un problema di razzismo ma un problema soprattutto didattico.
Lo sanno le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocità di crescita formativa, con alcuni studenti che rimangono indietro ed altri che riescono ad andare avanti meglio.
Stabilire un tetto del 30% di alunni stranieri per classe – ha aggiunto il ministro Gelmini – è un modo secondo me utile per favorire l’integrazione, perché grazie a questo limite si evita la formazione di “classi ghetto” con soli alunni stranieri.
I bambini stranieri devono essere inseriti nelle classi con i bambini italiani per evitare, come accade in molte città, che si formino scuole e classi composte solo da stranieri. Gli alunni non italiani hanno bisogno di stare con quelli italiani per potersi integrare al meglio.
Credo che su questo punto sia destra che sinistra siano d’accordo, come dimostrano le esperienze di tante amministrazioni locali.
Oltre al tetto, inoltre, è fondamentale prevedere classi di inserimento di durata limitata per poter insegnare la nostra lingua a chi è appena arrivato in Italia ad un livello sufficiente per non sentirsi in difficoltà con i coetanei. Questi momenti di inserimento si svolgeranno sia la mattina che il pomeriggio, mentre nella scuola media una parte di ore della seconda lingua potrà essere usata per lo studio dell’italiano.
Comunque non basta inserire un ragazzo straniero in una classe di studenti italiani per ottenere una effettiva integrazione. E’ necessario aiutare gli studenti stranieri ad imparare bene la nostra lingua, perché questa è l’elemento fondamentale che consente ai ragazzi stranieri di non sentirsi in difficoltà e in imbarazzo con i compagni e di realizzare un primo importante passo verso la completa integrazione”.

Integrazione e sostegno alla scuola

January 11, 2010 by admin · Leave a Comment
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Ecco le ultime dichiarazioni di F.Scrima, Segretario Generale CISL Scuola in merito alle politiche di integrazione e di sostegno alle scuole

Quote alunni stranieri: occorre pensare ad un complesso piano di servizi per l’accoglienza e l’integrazione più che fermarsi a fissare delle percentuali di iscrizione alle singole scuole. Le politiche scolastiche si devono collegare ed armonizzare con le più generali politiche per la città e per la cittadinanza.

Vogliamo una scuola accogliente dentro città accoglienti, capaci – scuole e città – di confrontarsi intelligentemente e seriamente con i problemi del tempo che viviamo e quei processi di globalizzazione, immigrazione e interculturalità che mettono alla prova il nostro livello di civiltà oltre che il nostro spirito di umanità.

Per questo non si danno risposte facili e ricette miracolose.

Un miracolo fino ad ora c’è stato ed è venuto dalla capacità della scuola di assumere, con le sole sue forze, la passione e la capacità dei suoi operatori, la difficile sfida dell’accoglienza e dell’integrazione di nuovi alunni, alunni che venivano da altre culture e avevano altre lingue.

Ora è tempo di forti e lungimiranti politiche di sostegno.

E’ chiaro che una corretta integrazione non si realizza dentro enclave chiuse e che pertanto un equilibrato rapporto, anche numerico, tra residenti storici e nuovi residenti è un parametro che incide sulla sua riuscita.

Questo vale per la città e vale per le sue scuole. E’ un’attenzione, tuttavia, che non può portare a liste di proscrizione, a barriere di esclusione, a quote di espulsione.

Enfatizzare l’aspetto delle quote e delle percentuali significa prendere il problema per la coda e non risolverlo. Vanno trovate soluzioni adeguate ai diversi contesti di insediamento abitativo e di servizi che le diverse realtà presentano.

E’ proprio sui servizi alle realtà più fragili che si devono misurare delle serie politiche di accoglienza e di integrazione. Su questo, più che sulle percentuali di iscrizione, bisogna puntare.

Roma, 8 gennaio 2010

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola