Riforma Licei
Riportiamo le considerazioni del Miur sulla Riforma Licei.
La riforma dei licei, perché e come
E’ opportuno, per accompagnare la “navigazione”, indicare la filosofia che ha sostenuto l’elaborazione del progetto di riforma.
Da un lato, l’assetto dei licei è rimasto in sostanza fermo alla legge Gentile del 1923. Dall’altro, nel tentativo di modernizzarne i percorsi, si è dato il via da quasi 20 anni a una stagione di “sperimentazioni” che ne hanno reso le caratteristiche spesso irriconoscibili. I 51 progetti assistiti dal ministero e i 396 indirizzi sperimentali sono stati concepiti e realizzati per lo più aumentando le discipline e incrementando i quadri orari e hanno battuto una strada diversa e in qualche misura opposta rispetto alle più recenti indicazioni internazionali e alle conclusioni del Quaderno bianco sulla scuola, secondo le quali per avere buoni risultati occorre apprendere un numero circoscritto di materie in maniera approfondita. Ma alcune sperimentazioni hanno dato, grazie alla professionalità di dirigenti scolastici e insegnanti, ottimi risultati e sarebbe sbagliato limitarsi a cancellarle senza dare la possibilità alle istituzioni scolastiche di continuare, in maniera rinnovata, a proporle.
La riforma è stata concepita partendo da quattro idee forza. La prima nasce dalla convinzione che il liceo vada riformato assieme all’intero secondo ciclo dell’istruzione. Tenendo ferme quelle competenze di base che devono essere raggiunte da tutti i ragazzi anche ai fini del nuovo obbligo di istruzione, è fondamentale diversificare la proposta formativa: i licei, gli istituti tecnici, gli istituti professionali, i percorsi di istruzione e formazione professionale sono strade per dare a ciascuno la “sua” scuola, una possibilità qualificata per imparare e mettere a frutto i propri talenti. Non è appiattendo verso il basso e gettando tutto nell’indistinto che si può sconfiggere quel fenomeno di dispersione scolastica che sta interessando ancora troppi ragazzi, solo una proposta capace di motivarli e di farli crescere, anche se puntando su approcci diversi può vincere sugli “abbandoni”.
La seconda idea forza è che l’accumulo di materie e l’appesantimento dei quadri orari hanno spesso come effetto la sindrome “dell’infarinatura”: si crede di sapere un poco di tutto, senza in realtà “conoscere” nulla, si passano sette, otto ore a scuola al giorno di lezione e si torna, a casa senza l’energia per studiare da soli o in gruppo, senza insomma il tempo e la forza per imparare. Meglio allora “alzare l’asticella” su un numero più circoscritto di materie, consentendo a ciascuno di approfondire, rafforzare, riprendere quanto si apprende.
La terza idea forza è che l’autonomia è una risorsa. Per questo le singole scuole hanno ampia possibilità di progettare i percorsi a seconda delle loro caratteristiche e della loro storia, delle professionalità esistenti all’interno dei collegi dei docenti, delle sperimentazioni meglio riuscite, intervenendo sugli orari (in misura variabile, dal 20 al 30%), attivando altre materie elencate in un apposito repertorio, coinvolgendo esperti esterni, collegandosi col territorio e creando reti tra scuole, tra scuole, università, istituzioni culturali, tra scuole e mondo del lavoro.
La quarta idea forza è agganciare tradizione e modernità. Creare nuovi indirizzi che colleghino la cultura liceale al mondo contemporaneo. Prevedere che una materia non linguistica sia insegnata in lingua straniera, ad esempio. O capire che l’informatica e i nuovi media tagliano trasversalmente la didattica e sono strumenti di insegnamento più che una materia a sé. Oppure stabilire che si può apprendere, anche in un percorso liceale, in contesti lavorativi. Sottolineare l’importanza di alcune competenze chiave, secondo quanto ci dice l’Europa, ma recuperare l’importanza delle conoscenze. Leggere e capire l’“Infinito” di Leopardi, ad esempio, ha un valore in sé, può aiutare a far crescere, infatti, quella coscienza critica di sé e della realtà che è sicuramente uno degli obiettivi da raggiungere qualsiasi percorso di studi si intraprenda.
Regolamento superiori
L’economia rispetti le ragioni della scuola.
Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Anche la Commissione Istruzione del Senato, a maggioranza, ha espresso parere favorevole sugli schemi di Regolamento per Licei, Istituti tecnici e Istituti Professionali. I tre pareri sono corredati da osservazioni che non si discostano sostanzialmente da quelle già formulate dalla VII Commissione della Camera.
La CISL Scuola non può che ribadire quanto già dichiarato nei giorni scorsi, a partire dall’amara constatazione che, ancora una volta, sono mancate le condizioni per superare anguste logiche di schieramento. L’assenza, o l’insufficienza, dell’impegno a ricercare e favorire larghe intese su un tema di interesse generale come l’istruzione rende ancor più arduo sottrarre una riforma tanto attesa e tanto necessaria ai pesanti condizionamenti derivanti da politiche miopi, volte esclusivamente al contenimento della spesa.
La CISL Scuola ha sempre mantenuto, sul tema delle riforme, un atteggiamento responsabile e coerente col forte impegno speso, già nella passata Legislatura, a sostegno di un qualificato progetto di innovazione dell’intero II ciclo di istruzione.
Coerenza e responsabilità che tuttavia nessuno può intendere come disponibilità ad accettare un cambiamento “ad ogni costo”: in questo senso ci siamo espressi con chiarezza, ponendo precise condizioni alle quali si lega in modo decisivo la nostra valutazione su tempi e modi di attuazione della riforma.
Abbiamo chiesto un avvio contestuale per le tre tipologie di percorso; un avvio limitato alle sole classi prime, con garanzia di reale continuità secondo gli attuali modelli per le classi successive, che non possono vedere stravolto, insieme ai quadri orari, il loro impianto curricolare.
Non può essere ragionevolmente negato il rispetto di un criterio di gradualità, che è indispensabile seguire per non stravolgere la fisionomia e per non compromettere la qualità dei percorsi formativi a suo tempo liberamente scelti dagli alunni e dalle loro famiglie: le ragioni dell’economia possono e devono comporsi con questa esigenza primaria. Su questo chiediamo al governo di assumersi fino in fondo le sue responsabilità.
Al Ministro dell’Istruzione, nel frattempo, chiediamo di essere urgentemente convocati, prima della definitiva approvazione dei Regolamenti da parte del Consiglio dei Ministri, come già previsto in occasione del precedente incontro tecnico al MIUR.
Roma, 28 gennaio 2010
Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Riforma licei
La Gelmini sulla Riforma licei
I nuovi licei al confronto con il mondo della scuola e l’opinione pubblica
Per la prima volta una proposta di riforma è commentabile via web articolo per articolo
Una Cabina di regia formata esclusivamente da “gente di scuola”
Mariastella Gelmini: “Abbiamo deciso di aprire al più vasto confronto la riforma dei licei. Vorremmo che non solo la scuola, ma tutto il Paese, dal mondo della cultura, ai genitori, agli stessi studenti si sentisse coinvolto. Diamo un’opportunità, sfruttando anche gli strumenti del web, di partecipare attivamente al progetto della scuola del futuro”.
Roma, 24 novembre 2009
Dopo la prima lettura e il primo via libera del Consiglio dei Ministri alla Riforma dei licei, il ministro Mariastella Gelmini ha deciso di aprire uno spazio di discussione per perfezionare il testo e continuare ad ascoltare il mondo della scuola, della cultura, le famiglie, i ragazzi, i dirigenti scolastici e gli insegnanti sull’assetto generale dell’istruzione liceale.
La riforma sbarca sul WEB
Il dialogo con il mondo della scuola e con la pubblica opinione si sta svolgendo anche attraverso il sito http://nuovilicei.indire.it, da cui è possibile scaricare i documenti approvati in prima lettura, commentarli on line articolo per articolo, seguire il “cantiere del cambiamento” passo a passo attraverso la rassegna stampa, gli appuntamenti di confronto e di comunicazione e i relativi video, relazioni o abstract, i documenti e gli “appunti di viaggio” che via via saranno messi on line. I primissimi commenti segnalano la correttezza di alcune ipotesi già allo studio della Cabina di regia (i cui membri dialogano on line), come il perfezionamento dei quadri orari relativi alle “Scienze Umane” e il rafforzamento ulteriore dell’asse scientifico matematico e della seconda lingua.
I seminari nazionali
I sei seminari nazionali, uno per ogni indirizzo liceale, sono l’occasione per un momento di confronto e dibattito con dirigenti scolastici e insegnanti sui quadri orari, sui profili e sui nodi da sciogliere in vista della stesura definitiva. Sono già stati tenuti i seminari relativi al liceo musicale e coreutico, delle scienze umane e artistico, entro il 4 dicembre si svolgeranno i seminari relativi ai licei classico, linguistico e scientifico. Sono già stati convocati i forum delle associazioni di insegnanti, genitori e studenti per una valutazione finale prima della seconda lettura del provvedimento.
La Cabina di regia
Dal mese di agosto è al lavoro una Cabina di regia, presieduta dal Consigliere del ministro Max Bruschi, col compito di sostenere il processo di riforma valorizzando ogni possibile contributo. Ne fanno parte docenti come Paolo Ferratini, già assessore all’Istruzione a Bologna, Andrea Ragazzini, tra i fondatori del Gruppo di Firenze sul Merito, Walter Moro, già dirigente di punta del CIDI e oggi direttore del Centro di sperimentazione educativa Cisem di Milano e presidi come Luca Azzollini, dell’istituto Frisi, scuola di qualità e di frontiera nel quartiere di Quarto Oggiaro a Milano. Tra gli ispettori ministeriali si segnalano Gisella Langé, esperta di CLIL (insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera) di livello europeo e l’ispettore Luciano Favini. L’Indire e l’Invalsi sono rappresentate da Elisabetta Mughini, coordinatrice dell’Ufficio comunicazione dell’Indire e Elena Ugolini, membro del comitato di indirizzo dell’Invalsi, preside del liceo Malpighi di Bologna.