Torino: studenti seminudi per festeggiare l’ultimo giorno di scuola
Torino – Centinaia di studenti questa mattina hanno festeggiato – come ormai da tradizione – l’ultimo giorno di scuola sotto le fontane di piazza Castello. Molti dei quali in costume da bagno. Tutto sotto gli occhi attenti della Polizia Municipale. In occasione della fine delle attività scolastiche, infatti, il comune ha deciso di intensificare la sorveglianza nelle zone vicine alle scuole.
Francesco Carbone
Via: www.c6.tv
Scuola dell’infanzia

Come abbiamo già dettto nel precedente articolo la denominazione Scuola dell’infanzia è stata introdotta dalla Riforma Moratti del 2003 in sostituzione della dicitura “scuola materna”, inserendola, in questo modo, a pieno titolo, nel sistema educativo. La durata della scuola dell’infanzia è di 3 anni, come già nei precedenti ordinamenti.
Attualmente vengono seguite le “Indicazioni nazionali per il curricolo per la scuola dell’infanzia 2007″, che fanno riferimento sia agli Orientamenti del 1991, sia alla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (pur non essendo una scuola dell’obbligo), in un’ottica globale di scuola. Dietro ai “Campi d’esperienza” si delineano i saperi disciplinari.
Il sé e l’altro
I bambini prendono coscienza della propria identità, scoprono le diversità, apprendono le prime regole della vita sociale. Acquistano consapevolezza delle proprie esigenze e sentimenti e sanno controllarli ed esprimerli in modo adeguato. Conoscono la loro storia personale e familiare, le tradizioni della comunità e sviluppano il senso d’appartenza. Si pongono domande e cercano risposte sulla giustizia e sulla diversità, arrivando ad un primo approccio della conoscienza dei diritti e dei doveri. Imparano ad esprimere i propri punti di vista e a rispettare quelli degli altri.
Il corpo in movimento
I bambini conoscono ed acquisiscono controllo del proprio corpo, imparano a rappresentarlo. Raggiungono autonomia personale nell’alimentarsi, nel vestirsi e nel prendersi cura della propria igiene. Raggiungono diverse abilità nel movimento, anche fine, imparano a coordinarsi con gli altri e a rispettare regole di gioco.
Linguaggi, creatività ed espressione
I bambini imparano ad apprezzare spettacoli di vario tipo, sviluppano interesse per la musica e per le opere d’arte. Imparano ad esprimersi con tutti i linguaggi del corpo utilizzando non solo le parole, ma anche il disegno, la manipolazione, la musica. Diventano capaci di formulare piani di azione, individuali e di gruppo, per realizzare attività creative. Esplorano materiali diversi, i primi alfabeti musicali, le possibilità offerte dalla tecnologia per esprimersi.
I discorsi e le parole
I bambini sviluppano la padronanza della lingua italiana ed arricchiscono il proprio lessico. Sviluppano fiducia e motivazione nel comunicare con gli altri, raccontano, inventano, comprendono storie e narrazioni. Confrontano lingue diverse, apprezzano il linguaggio poetico. Formulano le prime ipotesi di simbolismo e di lingua scritta (utilizzando anche le nuove tecnologie).
La conoscenza del mondo
Attraverso le esperienze e le osservazioni i bambini confrontano,raggruppano ordinano secondo criteri diversi. Sanno collocare sé stessi e gli oggetti nello spazio, sanno seguire un percorso sulla base di indicazioni date. Imparano a collocare eventi nel tempo. osservano fenomeni naturali e organismi viventi formulando ipotesi, cercando soluzioni e spiegazioni, utilizzando un linguaggio appropriato.
Stipendio Parlamentari
Parte 1
Si parla sempre con insistenza di una riduzione (definirla ridicola è poco) dello stipendio Parlamentari del 5 %. Poi si sono sggiunti quelli del 10, del 20 etc etc… Tutto questo per ottenere un’intervista o un po’ di visibilità che altro.
Ripeschiamo i video dell’inchiesta “Uno stipendio onorevole” del programma Rai “Report” di Milena Gabanelli sullo stipendio dei parlamentari italiani.
Parte 2
Parte 3
Docenti Scuola
Ogni tanto ci piace fare il punto sulle figure che lavorano nella Scuola. Oggi parliamo, con l’aiuto di Wikipedia, dei Docenti Scuola.
Docente deriva dal latino “docentem” accusativo di “docens” che è a sua volta il participio presente del verbo “d?c?re” nel significato di: far sapere, ammaestrare, insegnare. È sovrapponibile al termine insegnante. Rispetto a quest’ultimo, tuttavia, comporta un riferimento più diretto all’aspetto tecnico e giuridico (diritti, doveri, figura e funzioni), attribuito al docente all’interno dell’Ordinamento scolastico e nelle Organizzazioni sindacali di categoria.
I docenti nell’Ordinamento scolastico
L’insegnamento e l’art. 33 della Costituzione
«L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento». Così si esprime, al suo primo comma, l’art. 33 della Costituzione italiana.[1] Da questo principio deriva la libertà didattica di chi insegna. Le finalità e gli obiettivi dell’azione educativa dei docenti sono quindi stabiliti normativamente: nelle leggi statali e regionali, nei programmi, nelle circolari e regolamenti applicativi, scendendo sempre più in dettaglio fino ai documenti programmatici del singolo Istituto scolastico (come, ad esempio, nel Piano dell’offerta formativa, il cosiddetto POF). Ma questa quantità di disposizioni e indicazioni, proprio per l’art. 33, non può imporre ai docenti l’adozione di un preciso metodo d’insegnamento. Il “come”, cioè con quale metodologia specifica realizzare gli obiettivi dell’insegnamento stabiliti dalle norme, è lasciato alla libertà dei docenti. Vale a dire alla loro ricerca didattica, alla loro scelta consapevole e quindi alla loro responsabilità personale.
Reclutamento e formazione dei docenti
Nell’attuale ordinamento italiano tutti i docenti di scuole statali o paritarie devono essere forniti di abilitazione. L’abilitazione all’insegnamento nelle scuole materne ed elementari si consegue nei corsi di laurea in Scienze della formazione primaria. Per le scuole medie e superiori sono esistiti dal 1999 al 2008 appositi corsi biennali di formazione post-laurea, a numero programmato, presso le Università (SSIS), che prevedevano esami teorici di materia, di pedagogia, di didattica e un periodo di tirocinio nelle scuole statali, sotto la guida di un tutor.

