Dopo il diploma? Perchè non scegliere una scuola di makeup?

May 15, 2012 by admin · Leave a Comment
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La scuola sta per finire e per molti studenti, dopo i tanto temuti esami di maturità, arriverà la scelta più complessa: decidere cosa si vuole fare dopo il diploma. Le alternative sono, naturalmente, moltissime, ma per chi non vuole fare l’università si possono aprire mille e più strade. Una tra queste è quella di frequentare una scuola di makeup o di taglio capelli per diventare uno “stilista” delle acconciature. Si tratta di una scelta davvero interessante e per nulla da sottovalutare. Molto spesso, infatti, si è portati a tenere più in considerazione un corso universitario piuttosto che uno professionale ma, in realtà, con la crisi che ormai da anni ci sta martoriando, frequentare dei corsi che possono immediatamente abilitare a fare un determinato mestiere è una scelta molto più oculata. Per questo motivo, consigliamo vivamente un corso di makeup. Ovviamente si deve avere tutta la passione possibile e tanta buona volontà, perché c’è davvero molto da imparare. In Italia ce ne sono moltissimi e, pertanto, è possibile scegliere quello più vicino alle proprie esigenze, senza nessuna difficoltà. Un corso di makeup insegna tanto: non si tratta solo ed esclusivamente di imparare a truccare qualcuno, ma è molto di più. Si studiano molte cose, anche perché molte sono le competenze richieste per diventare un o una makeup artist a tutti gli effetti. Se il vostro sogno è diventare come Clio Makeup, icona di YouTube di quest’ultimo periodo, o un mago della nail art non esitate.

Petizione: Salviamo la classe terza

May 14, 2012 by admin · Leave a Comment
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Ci arriva un comunicato stampa su una battaglia in difesa del diritto allo studio di 13 ragazzi e ragazze che ci riguarda tutti/e. Vi chiediamo, se condividete, di firmare la petizione collegata http://www.firmiamo.it/il-binario-morto-della-scuola-italiana e di inoltrarlo ad amici e siti, per rompere il muro di silenzio.

Il binario morto della scuola italiana
Studiano, sono una bella classe terza, probabilmente saranno promossi, ma sono solo 13:
il Provveditorato nega fin d’ora la continuazione del loro percorso di studi
Mercoledì 9 maggio 2012, alle ore 10.40, è accaduto, all’IIS Fantini di Vergato (Bo), un fatto inquietante. La classe III Grafica si stava preparando, insieme alla prof.ssa di storia dell’arte, all’esame di qualifica che si terrà tra 10 giorni quando, la dirigente, è entrata in aula con un plico di lettere. «Dovete darle ai vostri genitori, c’è scritto che, a causa del numero esiguo, in questa scuola non verrà concessa dal provveditorato la IV. Dovrete quindi iscrivervi in un altro istituto o…» Marika inizia a piangere. Linda trattiene l’emozione. Debora si arrabbia e chiede spiegazioni. La preside chiarisce che non c’è alcuna possibilità, i numeri parlano chiaro. Debora ribatte che loro non sono numeri, sono persone. Viene organizzata un’assemblea di classe straordinaria e, insieme ai rappresentanti d’Istituto, viene scritta una lettera al provveditore di Bologna Martinez. Ancora una volta si chiede perché, qual è la ragione che impedirà loro di avere il futuro che vorrebbero. Poi, insieme ai genitori, il pomeriggio del giorno successivo, gli studenti si recano in Provveditorato, ma la risposta, anche se più elusiva, è la stessa: non ci sono i numeri. Bizzarro, mi pareva di aver letto nella Costituzione che «la scuola è aperta a tutti» (Art. 34).
Purtroppo la situazione della Scuola Pubblica è tale che, in città, nessuno si stupisce. Il DPR 81/2009 parla chiaro: non si possono costituire classi con un numero medio inferiore a 22, quindi, ci dice il MIUR, essendo senza dubbio 13 una cifra più bassa di 22, la III grafica non ha il diritto di esistere e deve estinguersi. Non si tiene però conto che, di quei tredici, i più vivono in paesini circostanti i cui mezzi di trasporto non consentono di raggiungere Bologna, ovvero il luogo più vicino in cui è situato l’indirizzo scolastico omologo. Questo significa che, verosimilmente, 10 di loro abbandoneranno gli studi, studi che, a sentir sempre la Costituzione, dovrebbero essere un diritto. La volontà politica che il provveditorato manifesta con tale azione non è l’applicazione di un semplice atto burocratico, bensì l’eliminazione istituzionale di una classe perfettamente in corso, con tutto ciò che ne consegue. Ma l’articolo 3 non dice che «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese»? Imporre, a livello istituzionale, a dei ragazzi minorenni di abbandonare il proprio percorso scolastico non è forse impedirne il pieno sviluppo? Ma la Repubblica doveva rimuovere gli ostacoli o crearne?
In questi ultimi giorni si fa un gran parlare dell’importanza di diffondere nelle scuole la cultura della valutazione. Forse, invece, è il caso di diffondere, in primis al MIUR, il valore dell’istruzione. Il Paese, composto da persone e non da numeri, non può assolutamente permettersi di rinunciarvi. Quindi, vi e mi domando: dobbiamo accettare tutto nel silenzio anche questa volta? Tolleriamo che sopprimano una classe che vorrebbe semplicemente completare il proprio piano di studi? Possiamo permettere l’eliminazione burocratica del percorso scolastico di questi 13 ragazze e ragazzi?

Silvia Di Fresco


Esuberi scuola: regione per regione

May 9, 2012 by admin · Leave a Comment
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Esuberi scuola. Sono stati divulgati dal MIUR i dati relativi agli esuberi per ordine di scuola e classe di concorso sul territorio regionale e nazionale.

Qui trovate tutte le info.

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SCUOLA: LA FLC CGIL BARI SCRIVE AI SINDACI PER GARANTIRE TEMPO PIENO E MENSE SCOLASTICHE NEI CIRCOLI DIDATTICI!

April 11, 2012 by admin · Leave a Comment
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Il Ministero della pubblica istruzione il 29 marzo 2012 ha emanato la circolare n. 25 del avente ad oggetto “Dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2012/2013”. Secondo la circolare “condizione essenziale per l’attivazione del tempo pieno rimane la disponibilità di strutture idonee e di risorse all’interno della scuola. L’attivazione è effettuata nei limiti dell’organico autorizzato e, comunque, nell’ambito della dotazione complessiva assegnata”. A tal riguardo il Dirigente dell’U.S.T. di Bari Dott. Giovanni Lacoppola ha già dichiarato che l’ufficio scolastico territoriale di Bari non darà un docente in più se non si avrà la certezza assoluta della regolare attuazione del servizio mensa.

Per evitare che si ripresentino le incresciose situazioni verificatesi nel precedente anno scolastico (ad esempio a Molfetta e Bitonto ) è necessario allora che le Giunte Comunali rapidamente producano le delibere per l’assunzione dei relativi oneri amministrativi, organizzativi e finanziari a carico dell’ente comunale.

Dopo i tagli della riforma Gelmini La FLC CGIL di Bari ritiene che l’argine da opporre per salvaguardare un’adeguata qualità dell’apprendimento nel ciclo primario consista solo nella difesa ed incremento del modello orario basato sulle 40 ore.


La differenza non è da poco: un bambino che frequenta per 27 ore settimanali, rispetto a un bambino che svolge settimanalmente 40 ore di lezione, perde un periodo di formazione pari a 13 ore settimanali che, per 33 settimane annue, equivale a 369 ore in un anno ovvero 1.845 ore nel quinquennio (complessivamente un anno e mezzo di scuola rubato ai suoi ritmi di apprendimento nel quinquennio!!)

I NUMERI DELLE ISCRIZIONI E DEL TEMPO PIENO A BARI

In provincia di Bari saranno 79.367 gli alunni del I ciclo(- 748 rispetto agli 80.115 dello scorso anno!) suddivisi all’incirca in 3.815 classi ( -35 rispetto alle 3.850 classi del 2011/12) di cui 487 saranno le classi previste a tempo pieno per oltre 10.000 alunni ( 12,5% del totale).

N.B: Al momento non conosciamo il dato delle richieste di tempo pieno per gli alunni delle prime classi ma è presumibile che centinaia di famiglie non hanno avuta accolta la loro richiesta di Tempo Pieno!

LA FLC CGIL BARI HA PERCIÒ INVIATO AI SINDACI ED ASSESSORI COMUNALI COMPETENTI UNA LETTERA

con la richiesta di attivarsi sin da ora con affinché garantiscano con urgenza l’adozione delle delibere di assunzione dei relativi oneri amministrativi, organizzativi e finanziari. Solo garantendo continuità al servizio mensa si potrà garantire il sostegno politico ai bisogni espressi dalle Scuole e dalle famiglie per l’attivazione del tempo pieno. (VEDI ALLEGATO)

La FLC CGIL di Bari, farà la sua parte invitando le proprie strutture comunali a richiedere tavoli comunali di concertazione e invitando anche i Dirigenti Scolastici a persistere in tali richieste al Sindaco.

Si ricorda inoltre ai genitori dei 1.500 alunni in condizione di disabilità nella primaria che, sul diritto all’istruzione del disabile, si è pronunciata, con la sentenza n. 80 del febbraio 2010, la Corte Costituzionale, dichiarando incostituzionale la legge 24 dicembre 2007, n. 244 che fissava un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno.

A questi genitori la FLC CGIL DI Bari continuerà ad offrire il proprio supporto legale.

Bari, 10 aprile 2012 Per la Segreteria FLC – CGIL Bari

Claudio Menga

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