Scuole per stranieri

February 15, 2012 by admin · Leave a Comment
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Al giorno d’oggi sono tantissime le persone straniere che vorrebbero imparare la lingua italiana ma non sanno come fare. Per questo motivo su tutto il territorio italiano è stata promossa la scuola di lingua italiana per stranieri.
Ovvero un corso di studi che ha come obiettivo quello di riuscire a insegnare alle persone che raggiungono l’Italia per lavoro e quindi di conoscere bene la nostra lingua. Per queste persone che desiderano integrarsi nella nostra società i corsi sviluppati con questo scopo sono molto importanti e permetteranno a tutti di accedere a un nuovo mondo.
Infatti, riuscire a conoscere la lingua italiana permetterà a queste persone di entrare a far parte di una vasta cerchia di personale molto ricercato dalle aziende del settore. La scuola lingua e cultura italiana è il modo perfetto per integrare le persone straniere nel mondo del lavoro.
In Italia molte occupazioni non vengono nemmeno prese in considerazione dalla popolazione locale e solo gli stranieri accettano di fare determinati lavoro. Per questo motivo le scuole di lingua italiano sono la soluzione innovativa per tutte le persone in cerca di un futuro migliore.
Per scoprire dove si tengono i corsi per la scuola di lingua italiana per stranieri, basta informarsi presso il comune di residenza che sicuramente saprà indirizzarvi verso i settori migliori. Che ne pensate di questa possibilità data alle persone straniere? Non è fantastica?
Ricordatevi che tra i tanti emigrati che arrivano nel nostro territorio, molti vogliono davvero lavorare e guadagnare per mantenere la famiglia ma per farlo hanno bisogno di conoscere una scuola di lingua e cultura italiana, che ne pensate

Scuole private: il nuovo esecutivo deve stoppare i finanziamenti

November 24, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Scuole private 

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Apprendiamo a mezzo stampa di come prima di aver definitivamente abbandonato il ministero, Mariastella Gelmini abbia inserito un ennesimo provvedimento sulla scuola passato sotto silenzio all’interno della legge di stabilità.
Il comma 14 dell’art. 5 prevede infatti uno stanziamento per le scuole non statali di 242 milioni di euro da integrare ai 278,9 milioni della previsione di bilancio per un totale di oltre mezzo miliardo di euro.

L’incompetenza del ministro Gelmini si è dimostrata fino all’ultimo infatti il provvedimento in questione si scontra con l’annullamento del comma 635 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 annullato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 50 del 2008.

“Siamo pienamente convinti – dichiara Mariano di Palma, coordinatore nazionale UdS – che se il nuovo esecutivo vuole segnalare una discontinuità con il precedente non solo nel campo della competenza, ma anche dell’equità debba sgomberare il campo dalle polemiche che leggiamo sui giornali sul “come far arrivare questi soldi alle scuole non statali nonostante il gap burocratico” e prendere una chiara posizione sullo stoppamento dei finanziamenti pubblici a queste scuole, a favore delle pubbliche che versano in condizioni di ben grave difficoltà”

UNIONE DEGLI STUDENTI


Dare alla scuola pubblica i 700 mln per missioni militari e 262 mln per le private

October 13, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Scuole private 

È troppo. Sono 700 i milioni per rifinanziare le missioni militari e sono 262 i milioni destinati alle scuole private, con buona pace dell’art. 11 (l’italia ripudia la guerra…) e dell’art. 33 (Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato) della Costituzione. Ma di finanziare la scuola pubblica non se ne parla.

Insegnanti in sottonumero vuol dire classi con un rapporto studenti-docenti che riduce drasticamente la qualità della didattica, per non parlare delle classi pollaio che di più di 60 studenti. Inoltre il ministro dovrebbe accorgersi che studiamo in strutture scolastiche cadenti e a rischio sicurezza, ma nessuno ha sentito di rifinanziare legge 23/1996: non sono problemi da poco, e questi sono solo quelli “urgenti“. È evidente poi che di “diritto allo studio” il ministro Gelmini faccia un’interpretazione tutta personale che potremmo tradurre come “finanziamento statale alle scuole private”. C’è bisogno di una scuola diametralmente opposta a quella della Gelmini (www.altrariforma.it) e 100 mila studenti sono scesi nelle piazze il 7 ottobre per affermarlo. Per questo proponiamo che i finanziamenti per le spese militari e per le scuole private siano destinati invece alla scuola pubblica, al diritto allo studio, all’edilizia scolastica.

«La decisione di lasciare la scuola a se stessa privandola dei finanziamenti necessari non è una dimenticanza, ma una precisa scelta politica coerente con l’idea che la scuola può essere “pericolosa” in quanto in grado di generare cittadini consapevoli e critici» dichiara Jacopo Lanza dell’Unione degli Studenti «e il concorso per i candidati presidi lo conferma: oltre agli errori, oltre alle domande ideologiche, si tratta di un test nel quale non è possibile valutare capacità e competenze dei candidati, ma soltanto la capacità di memorizzare e ripetere; in pratica insegnante per diventare preside dovrebbe negare se stesso per diventare un burocrate obbediente».

Mentre il Governo cerca di far approvare la legge di “stabilità” gli studenti si stanno mobilitando già da ieri contro le politiche ultraliberiste presentate come “ricetta-anti-crisi” da parte della BCE e Draghi: nascondono in realtà una completa distruzione del welfare e dei diritti in favore di una devozione completa ai mercati. Pretendiamo il cambiamento globale e per questo ci faremo sentire il 15 ottobre a Roma assieme ad altre 712 città in 71 paesi diversi del mondo.

Unione degli Studenti

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