ENNESIMO EPISODIO DI OMOFOBIA AL CLASSICO DI NUORO

March 21, 2013 by admin · Leave a Comment
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Sulla pagina Facebook “Spotted” gli studenti del liceo classico Asproni di Nuoro schedavano e insultavano gli studenti omosessuali della propria scuola.
Nomi, cognomi, dettagli sulle frequentazioni, parentele e insinuazioni. E’ l’ennesimo episodio di omofobia, stavolta in Sardegna, ancora in una scuola, nascosto come fin troppo spesso accade sotto la maschera dei pettegolezzi e del gioco. La reazione della scuola, preside compreso, non si è fatta attendere. Indignati, studenti e docenti hanno condannato quanto successo e hanno indetto per oggi un’assemblea straordinaria.
“Le scuole dovrebbero essere luoghi di inclusione e crescita, spazi in cui educarsi ad una cultura democratica che consideri le differenze una ricchezza e non una minaccia. Troppo spesso però è proprio tra i banchi, nelle aule che l’omofobia, la xenofobia e i peggiori fenomeni discriminatori trovano spazio per nascere e diffondersi. Quanto successo al liceo classico di Nuoro – dichiara Carmen Guarino dell’Unione degli Studenti – non fa che confermare il dato che la scuola italiana è tuttora impregnata di una cultura patriarcale ed eteronormata.” Positiva è senz’altro la reazione, immediata, della scuola e del preside; serve contrastare però quotidianamente il fenomeno dilagante del bullismo omofobico e lesbofobico e una cultura che giustifica e istiga alle discriminazioni.

“Bisogna ripartire dalla qualità della scuola pubblica; questa, distrutta dalle politiche di tagli indiscriminati di questi anni e dalla volontà politica di dismetterla, non ha bisogno di essere riqualificata con le parole ma ha bisogno innanzitutto dei fondi e degli strumenti per poter essere un presidio democratico sul territorio. A ciò che è successo oggi deve seguire una risposta più ampia e politica, occorre innanzitutto dotare le scuole, le università, la docenza tutta, gli studenti e le studentesse degli strumenti necessari per contrastare questi fenomeni: consigliera di parità, comitato unico di garanzia, assemblee tematiche, sportelli di assistenza, corsi di formazione per l’intero apparato scolastico.”

Unione degli Studenti


Precari, giovani, studenti, blitz a Montecitorio

March 15, 2013 by admin · Leave a Comment
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Come Rete della Conoscenza sosteniamo questa iniziativa di mobilitazione indipendente promossa dalla campagna Voglio Restare e inoltriamo il comunicato stampa

38,7% di disoccupazione giovanile
SIAMO LA MAGGIORANZA
i giovani precari protestano a Montecitorio e in altre città italiane
“noi dimenticati dalla politica, ecco le nostre proposte”

Si insedia oggi un Parlamento senza maggioranza, troppo impegnato a discutere di legge elettorale, alleanze, presidenze delle Camere e coalizioni per ricordare della disoccupazione giovanile, del welfare, della precarietà, della crisi, del lavoro. Ma l’unica vera maggioranza è quella rappresentata dalla percentuale dei giovani senza lavoro, che ormai ha toccato quota 38,7% in Italia, secondo gli ultimi dati Istat. Una percentuale che supera di gran lunga quella ottenuta dai partiti e dalle loro coalizioni durante l’ultima tornata elettorale.

A sottolinearlo a gran voce sono le ragazze e i ragazzi aderenti a “Voglio Restare”, la campagna nazionale per il futuro sui diritti, il welfare, il contrasto alla precarietà, nata ad ottobre 2012 e oggi con comitati territoriali in numerose città italiane. Una campagna lanciata da studenti, lavoratori, giornalisti precari, blogger, ricercatori precari e tanti altri, che vogliono “cambiare il Paese per non dover cambiare Paese” attraverso un percorso collettivo di analisi e mobilitazione.

Per questo stamattina davanti alla Camera dei deputati si sono radunati attivisti che hanno messo in atto un blitz srotolando striscioni che recitavano, ad esempio, “38,7% di disoccupazione giovanile, siamo noi la maggioranza” e l’ironico “Dacce l’incarico”.

L’iniziativa mira a rilanciare le dieci proposte per il futuro lanciate da “Voglio Restare” nel corso della campagna elettorale. Le proposte, che vertono su temi quali la precarietà, la maternità e paternità, gli ammortizzatori sociali, la creazione di nuova occupazione, il diritto alla casa. Noi continueremo a dare battaglia affinché tutte le forze politi- che si impegnino per realizzarle, per il futuro di questo Paese”.

ECCO LE 10 PROPOSTE

per info 3200677915
www.vogliorestare.it

Studenti stranieri in Italia / Di Menna: importantissimo ruolo della scuola per integrazione

March 14, 2013 by admin · Leave a Comment
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La conoscenza della lingua italiana primo strumento di inserimento
Il rapporto Miur – Ismu fotografa una situazione in costante crescita: dieci anni fa, nel 2003, la percentuale di studenti stranieri nelle scuole italiane sfiorava il 3%. Nel 2005 era la metà della presenza attuale ( 4 %).
Questo trend di presenze tende fortemente ad aumentare si prevede un numero sempre più consistente di alunni stranieri nei prossimi anni.
E’ necessario, giusto e opportuno – sottolinea Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola, prestare particolare attenzione a questa esperienza di integrazione che sta prendendo spazio nelle scuole.
Tanti insegnanti stanno favorendo il formarsi di studenti che vivono con grande entusiasmo il loro nuovo status di cittadini italiani, nel rispetto Costituzione, delle nostre leggi e nella ricerca di sempre maggiori conoscenze.
Si tratta di un impegno importante – aggiunge Di Menna – che, partendo dalla scuola, conduce, di riflesso, a far vivere anche alle famiglie, attraverso l’esperienza dei loro giovani studenti, la cultura, la storia del nostro (loro nuovo) paese e le culture e le religioni dei diversi paesi di provenienza.
Le due cose importanti che la scuola fa – rileva Di Menna – e che deve fare come momenti fondamentali per l’integrazione sono:
- far acquisire rapidamente la padronanza della lingua italiana. Lingua che diventa strumento principe dell’integrazione.
- Insegnare gli aspetti fondanti della costituzione, base della convivenza civica.
Quel che spesso viene dimenticato, nel compito affidato alle scuole, è che parlando di studenti stranieri non si può fare riferimento ad un insieme indistinto.

Al contrario, si tratta di studenti provenienti da tutto il mondo con culture, lingue, religioni molto diversi tra loro. La presenza in una classe di studenti provenienti da paesi diversi ha come primo effetto quello di rendere più difficile e complicata la personalizzazione. D’altra parte è proprio nella conoscenza della complessità delle differenze che si procede in avanti con l’integrazione.

L’approccio laico della scuola è fondamentale, la non-conoscenza è l’anticamera della paura, della separazione, del conflitto.
L’esperienza di questi anni ha mostrato che ci tante scuole che vivono positivamente questa complessità e hanno attivato modalità organizzative efficaci. Non si parte da zero.
Il ruolo che dovrebbe svolgere il ministero dovrebbe essere quello di veicolare le migliori esperienze in modo che le scuole possano utilizzarle. Dare supporto alle scuole coordinando gli interventi e intese con le comunità di provenienza, non lasciare gli insegnati soli a gestire i processi formativi sempre più complessi.


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