Tagli alla scuola illegittimi

Segnaliamo un articolo sulla scuola apparso sul Corriere della Sera ieri 18 Luglio.
Da questo articolo si apprende che il Consiglio dello Stato, in merito ai tagli agli organici degli insegnanti nella scuola pubblica, ha confermato quello che aveva detto il Tar del Lazio: sono illegittimi. La sentenza emessa dal Tar del Lazio risale ad aprile. Cosa succederà ora?
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Tagli ATA a Messina: intervengono i Sindaci

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato inviatoci da Graziamaria Pistorino, Segr. Gen. FLC CGIL Messina.
PERSONALE ATA ed enti locali:
si comincia a fare il conto dei danni reali e
i sindaci si attivano!
Messina – 394 unità in meno di personale ATA per affrontare l’a.s. 2011/12 che si aprirà con: -296 collaboratori scolastici, -87 assistenti amministrativi, -11 assistenti tecnici: allarmati, i dirigenti chiedono il sostegno della cittadinanza!
L’Istituto Comprensivo di S. Pier Niceto, nella scorsa settimana ha convocato tutte le componenti del Consiglio di istituto, in particolare i genitori, che, insieme ai primi cittadini dei comuni interessati, hanno deciso di sottoporre, martedì prossimo, al Dott. Leone dell’Ufficio scolastico Regionale la reale situazione delle scuole di Messina. Gli istituti di Tusa, Salina, Moio, Novara di Sicilia si stanno attivando alla stessa maniera, in particolare alle 18,30 di Lunedì 25 luglio si terrà un’assemblea aperta ai sindaci presso i locali della scuola di Tusa.
I Dirigenti Scolastici degli Istituti più complessi, quelli che rappresentano in modo esemplare la conformazione fella nostra provincia, stanno rappresentando in questi giorni, ai Sindaci dei numerosi comuni in cui dovrebbe essere garantito il diritto allo studio, che saranno costretti a chiudere plessi o a lasciare i bambini di infanzia e primaria privi di vigilanza.
Graziamaria Pistorino, Segr. Gen. della Flc CGIL di Messina, ribadisce: “Più volte in questi anni, abbiamo messo in evidenza le situazioni reali in cui si trovano gli alunni delle scuole, e, finora, le istituzioni locali non hanno raccolto il nostro appello alla responsabilità, a partire dalle richieste, sottoposte al Prefetto Alecci (l’ultima è del mese di aprile), di un tavolo provinciale sulla scarsa sicurezza in cui si trovano ad operare le scuole con personale così ridotto: forse adesso si stanno cominciando a comprendere gli effetti dei tagli!”
Ricordiamo che, oltre aprire i portoni e garantire la pulizia delle aule, i collaboratori scolastici svolgono un ruolo importante nel garantire la sicurezza e la vigilanza su alunni piccoli e grandi, davanti al rischio di eventuali incidenti e di fronte a possibili atti di bullismo. Gli assistenti amministrativi, decimati da questo doppio taglio, costituiscono il cuore operativo delle scuole, dalla chiamata dei supplenti, alla ricostruzione di carriera del personale, alla predisposizione dei certificati, dei diplomi e di tutti gli atti amministrativi che pesano come molestie burocratiche da parte del Ministero! I tagli operati dal Dott. Leone, dirigente reggente dell’Uff. Scolastico Regionale per la Sicilia attraverso l’uso della ripartizione informatica elaborata dal sistema operativo del Miur, che, tarato in maniera diversa dagli anni precedenti, non ha rilevato correttamente i dati inseriti dagli istituti con molte sedi staccate (piccole isole e sedi montane), prevedono: 394 unità in meno a Messina su i 1584 tagli siciliani, il 25% dell’intera isola! Eppure oggi sembra che i Sindaci non ci stiano più: sono a rischio le scuole di piccoli centri di cui, così facendo, si mette a rischio la sopravvivenza! come funzionerà la scuola dell’infanzia o la primaria, magari da aprire la mattina e il pomeriggio, se l’intero istituto non disporrà nemmeno di una unità per plesso? Sintetizziamo gli esempi più grotteschi e paradossali che come FLC CGIL abbiamo già segnalato in questi giorni, aggiungendo altri e significativi casi partoriti dalle alchimie numeriche di un sistema informatico: A Gualtieri, Condrò, S. Pier Marina, Monforte S. Giorgio, S. Pier Niceto 10 collaboratori su 15 plessi. A Salina, Malfa, Leni, Alicudi, Stromboli 9 collaboratori su 18 plessi. A Tusa, Castel di Tusa, Pettineo, Torremuzza, Motta d’Affermo e Castel di Lucio 13 collaboratori su 16 plessi. A Malvagna, Moio Alcantara, Roccella Valdemone e S. Domenica Vittoria 5 collaboratori su 8 plessi. A Raccuja, Ucria, Floresta 7 collaboratori e 1 solo assistente amministrativo su 8 plessi. A Montalbano, Basicò 6 collaboratori su 7 plessi. Considerato il disagio manifestato dal territorio di Messina, che ha registrato così gravi sofferenze di organico, la FLC CGIL di Messina, rilevata la inadeguatezza delle scelte effettuate dall’Ufficio Scolastico Regionale, in netta contrapposizione con quanto richiesto da tutte le organizzazioni sindacali, sollecita l’intervento di tutti i Sindaci, del Presidente della Provincia e delle deputazioni regionali e nazionali, affinché si possa salvare il funzionamento delle scuole e l’occupazione di centinaia di precari!
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Tar Puglia: più dei tagli alla scuola conta il diritto allo studio

Anche le sentenze possono essere epocali e accade così che, il Presidente della III sez. del Tar Puglia – sez. di Bari, Pietro Morea, con un importante pronunciamento riapre una classe prima di nuova istituzione del Liceo Musicale di Acquaviva delle Fonti soppressa a causa dei tagli previsti dalla circolare ministeriale n. 21 del 14 marzo 2011 sugli organici.
Viene così accolta la richiesta avanzata al TAR Puglia dai genitori di una classe del liceo musicale tesa ad ottenere la sospensione di una delibera del Consiglio d’Istituto con cui si decideva, visto il diktat imposto dall’amministrazione scolastica, di respingere la richiesta di ammissione alla classe prima del liceo musicale di ben 17 candidati sui 44 complessivi nonostante tutti avessero superato il test di ammissione.
Infatti, all’unica classe precedentemente autorizzata dall’ amministrazione scolastica, erano stati ammessi 27 alunni, un numero comunque elevato visto che, in barba alle norme che tutelano il diritto all’inserimento ed allo studio dei disabili, del gruppo classe fa parte anche un alunno disabile il cui diritto a stare in una classe composta di 20 alunni – e non di 27 – era stato praticamente ignorato.
Ad onor del vero va detto che la delibera del Consiglio d’istituto era coerente con le direttive (immediatamente contestate con diffida formale dalla FLC CGIL di Bari) previste dall’Ufficio scolastico regionale e provinciale, che imponevano ai dirigenti scolastici di scavalcare tutte le norme che tutelano il diritto all’inclusione dei disabili inserendoli in classi sempre più simili ad un pollaio pur di garantire i tagli imposti dalla Gelmini.
Il Tar Puglia sez. di Bari, dopo l’ordinanza n. 707 del 30 settembre 2010, che aveva imposto la riapertura di una classe di un liceo barese, ancora una volta ribadisce l’illegittimità di ogni forma di limitazione al diritto allo studio e riafferma che le norme sulla razionalizzazione delle risorse umane (DPR 81/09), il decreto sugli organici 2010/11 (D.I. 55/10) e la circolare MIUR n. 59 del 23/07/2010 non possono ledere, per mere esigenze di cassa, il diritto allo studio delle famiglie e dei loro figli.
Ancora una volta, dunque, i genitori e i cittadini della provincia di Bari vincono una battaglia di civiltà, prima ancora che legale e la FLC di Bari, accoglie con piena soddisfazione questa sentenza della magistratura che anche a Bari, come in altre parti d’Italia, sta sconfessando la linea controriformistica sull’istruzione pubblica adottata dalla Gelmini.
Bari, 25 GIUGNO 2011 per la FLC CGIL BARI Claudio Menga
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Tar: “illegittimi” i tagli al personale a scuola

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Cobas Scuola sui tagli agli organici del personale della scuola.
I tagli agli organici del personale scuola sono illegittimi: lo ha stabilito una sentenza del Tar del Lazio. Intanto, la partita dell’aggiornamento delle graduatorie dei precari potrebbe trasformarsi in una battaglia politica dagli esiti imprevedibili. Quella del Tar Lazio di ieri, per il ministero dell’Istruzione, è l’ennesima bocciatura da parte della giustizia amministrativa, dopo quelle relative alle graduatorie ad esaurimento, alle classi sovraffollate e quella sulle riduzioni di orario per gli istituti tecnici e professionali, solo per citare le ultime in ordine di tempo. Questa volta, a ricorrere contro i provvedimenti del ministero sono stati un Comune (quello di Fiesole), la Flc Cgil e diversi genitori.
Secondo i giudici, sono due i motivi che hanno determinato l’annullamento delle circolari ministeriali sul taglio di 67 mila cattedre negli anni scolastici 2009/2010 e 2010/2011. Il primo, riguarda lo strumento utilizzato da viale Trastevere per alleggerire gli organici del personale docente: una semplice circolare ministeriale che si appoggiava su una bozza di decreto interministeriale. Per sforbiciare 42 mila posti l’anno scorso e 25 mila quest’anno “l’amministrazione ha diramato la circolare”, la numero 38/09, “allegando un mero ‘schema’ di decreto interministeriale, non ancora formalmente in vigore”, scrivono i giudici.
Il secondo motivo attiene alla procedura seguita. “In particolare – si legge nel dispositivo – lo schema di decreto, non solo sarebbe da ritenersi atto privo di attuale efficacia
giuridica, ma sarebbe altresì approvato senza il ‘previo parere delle Commissioni parlamentari competenti’ invece espressamente prescritto dalla norma”. Insomma, ancora una volta, come più volte lamentato dalle opposizioni, sarebbe stato esautorato il Parlamento. Al momento nessuno è in grado di prevedere gli effetti del provvedimento del Tar.
Una cosa è certa, per effetto del taglio di 87 mila cattedre in tre anni, migliaia di supplenti hanno perso posto e stipendio e milioni di bambini e studenti italiani hanno perso decine di ore di lezione in classe. Per non parlare delle migliaia di docenti di ruolo costretti a fare le valigie, magari dopo anni di servizio nella stessa scuola, perché con la riforma Gelmini la loro materia è stata falcidiata. Ricominciando, in qualità di docente “sovranumerario”, a fare il pendolare e, non più giovanissimo, a percorrere decine di chilometri per recarsi a scuola.
In queste ore si fanno sempre più insistenti le voci di un prossimo decreto sull’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento dei precari con la possibilità per gli stessi di cambiare provincia. Dopo la recente sentenza della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittime le graduatorie “di coda” inventate dalla Gelmini, arriva il parere dell’Avvocatura dello Stato richiesto da viale Trastevere, secondo il quale non è possibile impedire lo spostamento di provincia senza una norma di legge ad hoc.
A questo proposito, il ministero starebbe per emanare, quindi, un decreto di aggiornamento delle graduatorie con il quale consentirà l’inserimento “a pettine” – cioè con il proprio punteggio – ma in una sola provincia. Una notizia che è attesissima da migliaia di precari meridionali, pronti a fare le valigie alla volta delle regioni del Nord, dove le cattedre a disposizione sono tantissime e le probabilità di lavorare aumentano in modo esponenziale.
Ma, da tempo, l’ipotesi non piace alla Lega, che col senatore Mario Pittoni si è fatto promotore di una proposta di legge che prevede liste regionali suddivise in due sezioni: A e B. Questa volta, però, il ministero è tra l’incudine e il martello: qualche giorno fa 61 deputati, quasi tutti meridionali, hanno chiesto al ministro Gelmini di portare la questione in Parlamento. Un chiaro avvertimento al governo: con i tempi che corrono un provvedimento di legge pro-Lega potrebbe riservare brutte sorprese.

