Cisl Scuola: la beffa! Col tempo pieno più tagli

April 12, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: tagli 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Cisl Scuola di Sassari sul tempo pieno.

“BEFFA! COL TEMPO PIENO PIU’ TAGLI ”
I POLITICI E L’AMMINISTRAZIONE SI BEFFANO ANCORA UNA VOLTA DELLA SCUOLA E DEI SINDACATI

La Cisl Scuola da sempre sostiene che il piano dei tagli della pseudo riforma Gelmini/Tremonti non sarebbe stato sostenibile. Siamo ora giunti alla dimostrazione di quanto questa affermazione fosse vera e non demagogica!
Oggi l’Ufficio Scolastico Provinciale ha dato informativa ai Dirigenti Scolastici delle scuole primarie della Provincia, che nonostante sia stato salvato il TEMPO PIENO l’organico richiesto NON SARA’ GARANTITO.
La nuova escamotage adottata dall’Amministrazione Scolastica ha ulteriormente tagliato l’organico tanto da diminuire ancora i posti nonostante sia consentito un tempo scuola più lungo.
Come si è riusciti in questa impresa?
Facendo un CALCOLO ESCLUSIVAMENTE MATEMATICO che mette in gioco anche le due ore residue di ciascun docente per coprire ore da assegnare ad altre classi.
Le conseguenze sono nefaste per la qualità dell’istruzione, perché si costringeranno le scuole a spezzettare gli insegnamenti tanto che alcune classi si troveranno ad avere una pluralità di docenti incredibile.
Tutto ciò è aberrante! Restituire il tempo pieno significava mettere la scuola in grado di garantire lo schema organizzativo e didattico consolidato e riconosciuto nel tempo, attribuendo due docenti per ciascuna classe a tempo pieno.
Per comprendere come si sia passati da un organico con tagli senza concessione di tempo pieno, ad un organico ancora inferiore nonostante la concessione del tempo pieno, si consultino alcuni esempi allegati in sintesi!
Purtroppo i nostri politici sembra che non sappiano di cosa si parla quando sostengono che ”niente sarà toccato” e “nulla ci faremo togliere senza reagire”.
Il dato assodato è che le scuole, con l’organico assegnato, non saranno in grado di garantire un tempo scuola di qualità, sia esso tempo normale sia esso tempo pieno!


LA CISL SCUOLA

DENUNCIA che non sono state mantenute le promesse. Niente è stato fatto per tutelare la scuola pubblica: nessun protocollo d’intesa tra Regione e Ministero ancorché garantito dal Governatore solo una settimana fa sui quotidiani locali! Nessuna vigilanza, nessuna chiarezza è stata operata!
SEGNALA il rischio reale di dequalificazione del servizio a causa dalla scarsità d’organico assegnato.
SI OPPONE in modo forte e deciso alla politica di destrutturazione della scuola pubblica statale, che impone alla nostra scuola per l’ a.s. 2011/12 un tributo di tagli insostenibile.
DICHIARA una forte campagna di mobilitazione perché siano garantiti i diritti costituzionali inviolabili: il diritto all’istruzione e il diritto al lavoro.
RICHIAMA i politici locali a livello provinciale e regionale e li invita a mantenere le promesse che garantivano il mantenimento dell’organico.
INVITA tutte le forze sociali alla mobilitazione perché LA SCUOLA È UN BENE COMUNE.

Previsione dei tagli nella scuola di Bari

March 18, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni, tagli 

 

COMUNICATO DELLA FLC CGIL BARI SUI TAGLI ALLE SCUOLE SUPERIORI DI BARI E PROVINCIA.
A CURA DI CLAUDIO MENGA
SEGR. FLC CGIL BARI

Non saranno meno di 300 le cattedre di scuola superiore che salteranno nella nostra provincia il prossimo anno scolastico a fronte dei 907 posti in meno nell’organico di diritto pugliese mentre saranno un cinquantina le cattedre che salteranno nella secondaria di I grado a fronte di un taglio regionale di 124 posti.
Cos’altro accadrà, allora, nella nostra provincia? Al momento le incognite e le variabili sono numerose, ma non tanto da impedirci di provare a fare due conti. Vediamo un po’ di numeri.
I PENSIONAMENTI
Nella nostra provincia, una boccata d’ossigeno per i lavoratori è rappresentata solo dai dati sul pensionamento che, in base ai dati nazionali forniti dal MIUR, nella scuola secondaria di I e II grado ammonteranno complessivamente a 650 posti. Di questi, purtroppo, solo 250 ne resteranno disponibili al netto dei tagli.
IL CASO EMBLEMATICO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
Qui il dato sulle iscrizioni è estremamente indicativo della logica ragionieristica applicata dal ministro Gelmini: nonostante un leggero aumento delle iscrizioni avremo, in provincia di Bari, 45 posti docente in meno ed il rapporto medio di alunni per classe più alto d’Italia( in tutto 134.774 ammassati in 5.765 classi)! Riteniamo estremamente punitivo la riduzione di organico per questo settore di scuola.
SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO
In questo settore di scuola è previsto in provincia un calo di iscrizioni stimabile in 500 unità circa (pari, all’incirca, a 23 classi e a 50 posti di organico): il resto dei tagli sarà frutto degli effetti dell’estensione al II anno della riforma Gelmini, della riduzione oraria al terzo anno dei professionali e al V anno dei tecnici, e soprattutto dell’aumento degli alunni nelle classi: infatti anche in questo settore siamo collocati ai vertici, dopo Bologna e Milano, della non invidiabile classifica delle aule più affollate: 217.000 alunni saranno stipati in 9.120 classi circa!
Gli insegnanti sono troppi e quindi sono malpagati ha detto la ministra in TV!
La verità è che sono ancora più malpagati perché il governo ha bloccato i loro contratti e ha tolto finanziamenti alla scuola pubblica per darli alla scuola privata mentre i vituperati scatti di anzianità, che ora sono bloccati, sono stati negli anni l’unico riconoscimento dell’esperienza professionale. Se questa vi sembra la scuola di qualità descritta dalla Gelmini!
Bari, 18 marzo 2011 CLAUDIO MENGA
s.g. FLC CGL BARI

Tagli alla scuola: previsione tagli e pensionamenti a Bari e Bat

February 26, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: tagli 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Claudio Menga di FLC CGIL Bari sulle previsione tagli alla scuola  per il prossimo anno.

Il governo, con pervicace ostinazione, incurante dei danni prodotti, è determinato a dar corso al taglio di ulteriori 19.700 docenti cui aggiungere i 14.170 posti di personale ATA già previsti dal famigerato, quanto sciagurato, piano triennale.
Al momento non siamo in grado di sapere se, anche per quest’anno, i rigurgiti leghisti, di cui è succube questo governo, convoglieranno il 40% dei tagli nelle sole quattro regioni meridionali, ma i segnali che giungono sono oltremodo sconfortanti perché già si parla, per la sola nostra regione, di 1800/1900 tagli agli organici dei docenti: praticamente il 10% dei tagli complessivi previsti a livello nazionale avrà corso in Puglia!
In tal caso,cos’accadrà nella nostra provincia? Al momento le incognite e le variabili sono numerose, ma possiamo provare a fare due conti sulla base di quanto accaduto nel precedente anno scolastico.
I tagli
Sui 1800 tagli a carico dell’organico docente pugliese alla provincia di Bari, che ha già il più alto rapporto di alunni per docente in Italia, toccherebbe una quota di tagli compresa tra 650 e 700 unità cui si aggiungerebbero i tagli nell’organico del personale ATA stimabile anche quest’anno in 400 unità circa: si tratterà di una vera e propria mattanza, ad arginare la quale poco conta se qualcuno va in pensione anziché essere licenziato:a risentirne sarà la qualità della scuola pubblica.
I pensionamenti
Ad oggi contiamo tra docenti ed ATA, rispettivamente, 2. 576 e 646 richieste di pensionamento IN Puglia di cui, presumibilmente, 850/900 docenti e 250 ATA circa nella provincia barese. Se è pur vero che i pensionamenti superano l’entità dei tagli, va purtroppo ricordato che il MIUR, a monte, ha già previsto una forte riduzione dell’organico con cui innalza il rapporto alunni/ classe, elimina i docenti specialisti di lingua inglese nelle primarie, sopprime il tempo prolungato nelle scuole medie e taglia il tempo pieno nelle primarie vanificando totalmente i vantaggi del forte ricorso al pensionamento, senza contare i soprannumerari. Per il terzo anno consecutivo la scuola pubblica meridionale, sarà complessivamente più povera di personale, di orario, di discipline e di opportunità per gli studenti costretti in aule sempre più simili ad un pollaio!
Le famiglie, le alunne e gli alunni
Qui, diffusamente, domina un senso d’incertezza ed ingovernabilità.
Basti pensare che le famiglie che hanno iscritto i propri figli alle prime classi della scuola primaria non sanno se la loro richiesta di tempo scuola sarà rispettata o meno così come le famiglie che hanno iscritto i propri figli alla scuola media non sanno se la loro richiesta di tempo prolungato sarà rispettata o meno. Accade poi che nell’istruzione professionale il MIUR abbia deciso, per il prossimo anno,   la riduzione a 32 ore dei quadri orario settimanali delle III classi così come ha deciso la riduzione a 32 ore nelle quinte classi dell’ istruzione tecnica, le classi che affronteranno a giugno l’esame di stato! Tribola perfino il mondo dei licei visto che qui le Indicazioni Nazionali sono entrate in vigore, con contestata efficacia, solo il 29 dicembre scorso, ossia 3 mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico!
E non è finita qui perché, nel frattempo, i docenti precari, a causa di una sentenza della corte costituzionale non sanno come e dove aggiornare la propria posizione nelle graduatorie provinciali, mentre i lavoratori delle imprese di pulizia protestano perché non vedranno rinnovati i contratti in scadenza!
Per questi motivi la FLC CGIL Bari proclama lo stato di agitazione del personale della scuola con l’ invito ad aderire allo sciopero del 25 marzo per respingere quest’ ulteriore e pesantissimo attacco alla qualità del sistema pubblico dell’istruzione.

CLAUDIO MENGA
FLC CGL BARI

Cobas: il Consiglio di Stato dichiara illegali i tagli nella scuola

September 30, 2010 by admin · Leave a Comment
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Pubblichiamo un comunicato stampa di Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS.

Il Consiglio di Stato ha respinto oggi l’appello presentato dal MIUR contro il provvedimento del TAR del Lazio che, pronunciandosi su un ricorso dello Snals, aveva dichiarato illegittimo il brutale taglio di ore di lezione che, nel quadro della catastrofica “riforma Gelmini”, il governo aveva operato nelle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e nelle seconde e terze dei professionali. Pur di portare a termine il massacro della scuola e l’eliminazione di 140 mila posti di lavoro in tre anni, progettati da Tremonti, Gelmini aveva improvvisato una drastica riduzione di ore di lezione in tali istituti, impoverendone la qualità ed espellendo in massa precari che per anni avevano sostenuto un’istituzione per la quale nell’ultimo ventennio i governi di centrodestra e centrosinistra hanno sempre ridotto l’investimento (oggi è meno del 9% della spesa complessiva mentre la media dei paesi “sviluppati” è del 13.3%: e i precari non sono mai stati assunti stabilmente perché costano il 30% in meno degli “stabili). Il Consiglio di Stato è tassativo: l’orario precedente va reintrodotto, e con esso i posti di lavoro eliminati, riassumendo i precari. Certamente sarà un’operazione complessa: ma il vero caos distruttivo è stato determinato già da Gelmini con il pesante impoverimento di qualità imposto ai tecnici e professionali e la distruzione di cattedre e orari consolidati. La radice greca della parola “caos” può far interpretare il termine come “voragine” (proprio quella già creata nella scuola dalla pessima ministra) ma anche come una realtà “aperta, spalancata”. E con la reintroduzione degli orari completi riapriremo, spalancheremo le porte alla possibile rinascita della scuola, battendo l’orrenda scuola-miseria di Tremonti-Gelmini.
Poiché già numerose volte Gelmini non ha ottemperato alle decisioni dei magistrati, continuando a muoversi nella aperta illegalità, metteremo al centro dello sciopero nazionale della scuola, da noi indetto per il 15 ottobre (con manifestazioni regionali, a Roma ore 10 davanti al MIUR) – oltre al rifiuto di tutti i tagli e dell’espulsione dei precari, per la loro assunzione stabile e per massicci investimenti nell’istruzione, per il recupero integrale degli scatti di anzianità e dei contratti – anche l’immediato ripristino degli orari e organici completi per i tecnici e i professionali e l’immediata assunzione dei precari spietatamente espulsi dalla scuola.
Ricordiamo infine che il 15 sciopereranno e manifesteranno con noi, oltre a tanti docenti ed ATA “stabili”, le strutture dei precari, degli studenti e dei genitori che difendono l’istruzione pubblica contro il governo della scuola-miseria ma non fanno sconti a quei partiti del centrosinistra che, quando per due volte furono al governo in posizione dominante, contribuirono anch’essi all’immiserimento della scuola pubblica.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

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