Lenovo presenta nuovi tablet: LePad S2007 e LePad S2010

Il settore dei tablet è monopolizzato quasi esclusivamente dalla tavoletta melata marcata dalla mela morsicata: l’iPad. In realtà il mercato offre una vasta gamma di dispositivi che cercano disperatamente di superare il prodotto di casa Cupertino. Al momento, i temibili avversari dell’aziende dello scomparso Steve Jobs sono i tablet Android.
La maggior parte delle marche che scendono in campo per sfidare la Apple hanno deciso, quasi tutte, di affidarsi al noto sistema operativo del robottino verde. Il maggiore produttore di computer nella Repubblica Popolare Cinese, Lenovo, ha da poco presentato due nuovi tablet che sfoggiano l’OS di cui abbiamo appena parlato cercando di conquistare una posizione di rilievo nel mercato.
Si tratta dei due modelli Lenovo LePad S2007 e Lenovo LePad S2010 che usciranno nel mese di dicembre in Cina. La loro scheda tecnica presenta, per entrambe le versioni, un processore Qualcomm dual core da 1,5 GHz, 1GB di RAM, modulo 3G, un display dotato di una risoluzione di 1280×800 pixel e due fotocamere: una frontale da 1,3 megapixel e l’altra posteriore da 8 megapixel. Ambedue i tablet montano il sistema operativo Android 3.2 Honeycomb (che si aggiornerà alla versione 4.0 al più presto).
Dal punto di vista estetico, invece, le tavolette mostrano un design del tutto diverso: la versione Lenovo LePad S2007 integra un display da 7 pollici ed uno spessore di soli 9,7 millimetri, mentre il LePad S2010 ha un monitor di 10,1 pollici e una profondità di 9,9 millimetri.
Top ADSL, un nuovo portale dedicato alla connettività e alla telefonia

Nel panorama attuale delle offerte ADSL e telefoniche regna oggi una discreta confusione: le proposte dei gestori telefonici sono spesso difficili da comprendere per l’utente finale, e l’utilizzo massiccio di termini tecnici non aiuta i consumatori ad effettuare una scelta consapevole.
Il contesto nazionale legato alla connettività presenta oltretutto una situazione ancora fortemente penalizzata dal cosiddetto “digital divide”: il fatto di non poter contare su una copertura totale di banda larga sul territorio italiano, non aiuta gli utenti a poter usufruire di servizi di collegamento a Internet efficienti, oggi indispensabili per le famiglie ma anche e soprattutto per i giovani.
E’ risaputo che una parte considerevole di informazioni, utili per lo studio, per effettuare ricerche scolastiche, ma anche mediche e ludiche, sono oggi reperibili attraverso la Rete Internet: è quindi molto importante per un giovane studente (ma non solo) poter scegliere un contratto di collegamento ADSL conveniente, soprattutto in termini di rapporto qualità/prezzo, visti anche i tempi che corrono.
Oggi molte domande sulla connettività e l’adsl trovano una risposta, grazie al sito Top ADSL che si occupa produrre schede tecniche dettagliate, con una comparazione tra tutti i migliori gestori di telefonia e adsl presenti sul mercato italiano. Visitando il sito www.topadsl.it sarà anche possibile restare informati sulle notizie legate al mondo delle telecomunicazioni in Italia, nonché accedere ad una sezione Glossario dove vengono spiegati i termini tecnici con parole semplici, adeguate soprattutto per i più giovani.
Scuola: digital generation i virtuosi del pollice

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L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che lunedì 14 maggio 2012 alle ore 11.30, nella sala conferenze della Biblioteca regionale di Aosta saranno presentati gli elaborati degli studenti partecipanti al progetto Digital Generation, i virtuosi del pollice.
L’Assessorato, in collaborazione con il Gruppo Abele di Torino, per il terzo anno consecutivo ha promosso questa iniziativa rivolta alle scuole secondarie di primo grado che ha visto coinvolti gli studenti delle Istituzioni scolastiche Comunità Montana Valdigne Mont Blanc di Morgex, M. I. Viglino di Villeneuve, Aosta 4 e St.-Roch di Aosta, Comunità Montana Mont Emilius 2 di Quart, Abbé Prosper Duc di Châtillon, L. Barone di Verrès.
Digital Generation ha permesso agli alunni, sotto la guida attenta e competente dei docenti e dei referenti del Gruppo Abele, di riflettere in classe sui metalinguaggi delle nuove tecnologie, apprezzandone i vantaggi e valutandone i rischi e le possibili dipendenze.
A fianco del lavoro svolto con i ragazzi sono stati realizzati anche quattro incontri con i genitori per permettere un coinvolgimento delle famiglie.
«Questo progetto s’inserisce nelle azioni promosse dall’Assessorato in tema di legalità e corretto utilizzo delle nuove tecnologie da parte degli studenti valdostani. In un mondo ormai caratterizzato dalla multimedialità, la scuola è impegnata nell’educazione al corretto utilizzo delle nuove forme e dei nuovi linguaggi della comunicazione – dichiara l’Assessore Laurent Viérin –.Attraverso un’adeguata educazione, gli adolescenti si pongono come fruitori consapevoli dei nuovi media evitando così di sviluppare atteggiamenti disfunzionali rispetto al loro uso. La giornata del 14 maggio prossimo rappresenta un’opportunità di riflessione su di un tema di forte attualità con cui i giovani e le famiglie si confrontano quotidianamente.
Per far conoscere il lavoro svolto dagli studenti – conclude Viérin –abbiamo poi voluto diffondere il progetto attraverso la collocazione dei lavori nella Biblioteca regionale di Aosta, luogo particolarmente frequentato sia da alunni sia da adulti, fino al 29 giugno 2012».
Appassionati dal fai-da-te

Chi di noi non ha un hobby? uno “scacciapensieri” post-lavoro? Qualcosa insomma che ci permetta di distrarre la mente e dare sfogo alle nostre abilità, capacità e perché no, passioni.
C’è chi è interessato allo sport, alla musica, al ballo, al modellismo, alla scrittura; e chi invece investe il proprio tempo libero “divertendosi” a costruire tutto l’occorrente per la propria casa.
Un esempio? Gli impianti fotovoltaici fai da te. Questa è sicuramente un’idea alternativa , come del resto è alternativa l’energia che s’intende produrre.
Ora, non vorrei soffermarmi sui procedimenti da seguire per realizzare autonomamente dei pannelli fotovoltaici (facilmente reperibili on-line); piuttosto mostrare come l’installazione degli stessi richieda conoscenze appropriate e non ci si può improvvisare. Non stiamo assemblando i pezzi di un giocattolo che tutt’al più useremo come soprammobile.
È vero che il fai da te per il fotovoltaico “hobbistico”è lecito e consentito, a patto che non si chiedano incentivi. Ma è altresì vero che un impianto fotovoltaico da 3 / 4 kW richiede conoscenze tecniche – progettuali approfondite che non tutti possiedono.
I materiali sono facilmente reperibili sul mercato; ormai è noto il cosiddetto kit fotovoltaico. Tutto ciò che ci serve per avere un impianto personalizzato secondo le nostre esigenze. Su misura insomma.
Ma è proprio cosi semplice? A mio avviso, quello che si può fare, anche per risparmiare, è collaborare con l’installatore partecipando a tutti quei lavori che potremo fare noi, sia risparmiando qualche euro (che male non fa), sia dando sfogo al nostro istinto di bricoleur.
Ma non possiamo diventare un giorno elettricisti,l’altro idraulici e quello dopo ancora professori universitari.
Ogni lavoro ha le proprie regole, prevede conoscenze adeguate che non possiamo imparare semplicemente leggendo qualche riga nella quale si riportano le caratteristiche più importanti che costituiscono un pannello e le relative “istruzioni”.
Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo che male facciamo se nel mio spazio privato voglio costruire un semplice impiantino sperimentale con un pannellino o un po’ di celle, per far andare una radiolina, o il frigo del camper. Forse di male ci sarebbe poco ( escluso il rischio di utilizzare strumenti a me poco famigliari ) se subito non intervenisse qualcuno a dirci che i nostri impianti fai da te, anche se piccoli “disturbano”.
Navigando in Internet ho trovato un caso pertinente a ciò che voglio dire.
Un gruppo di contadini hanno installato (da personale autorizzato ) una serie di pannelli ( già pronti ) nel loro terreno con l’intenzione di produrre correnti per i loro fabbricati.
Ma dopo tre mesi una delibera del comune li costringe a rimuoverli con l’accusa di deturpamento del patrimonio paesaggistico ( i terreni erano privati ). Insomma, qualcuno non ci aveva guadagnato abbastanza. Solo i contadini.
Io credo quindi che il fai da te abbia sì, il vantaggio di permettere un risparmio economico sull’installazione, ma è altrettanto vero che, come scrivevo sopra, dobbiamo avere le conoscenze adeguate. E soprattutto non sempre l’arte dell’arrangiarsi fa “comodo” a tutti. Per lo meno a chi non ci guadagna.

