Racconto sulla scuola: “Sotto controllo” di Giuseppe Acciaro
“Sotto controllo” di Giuseppe Acciaro
Il professor Aristi salì i gradini di ferro e si immise in uno dei lunghi condotti separati dalle delle porte d’acciaio e che conducevano in una serie di aule. Aristi tirò fuori da un astuccio grigio delle pillole per la pressione, che masticò lentamente, e subito dopo un integratore per migliorare l’efficienza mentale. Il professore entrò nell’aula e regolò il termostato. Fiutò l’aria e sorrise…l’ambiente gli sembrava pulito. Fece un gesto quasi impercettibile e con la mano, e qualche scolaro fece altrettanto. I banchi erano tutti distanziati tra loro e delimitati da dei rettangoli tracciati con un colore bianco scintillante. Dei vetri in plexiglass circondavano le postazioni a sedere. Gli studenti erano disposti secondo le varie nazionalità. Ognuno di loro aveva un computer e tutti utilizzavano il sistema operativo Mind YX, fornito anche di un traduttore simultaneo che filtrava le parole del docente adattandole alla lingua madre di ogni alunno. Gli studenti guardavano tutti in direzione dell’insegnante e dei loro compagni intravedevano delle sagome indistinte. Alla fine della giornata uscivano uno alla volta dalla singola postazione, chiamati dall’insegnante secondo un ordine meritocratico ascendente.
Aristi si chinò con fatica sotto la cattedra in travertino e si palpò all’altezza del cuore. Gli avevano già sostituito 11 valvole, e temeva per il prossimo probabile intervento. Ormai ci vedeva pochissimo, le operazioni agli occhi non si contavano, ma sapeva anche che nessuno dell’IMMENSO PROVVEDITORATO lo avrebbe destituito dal suo incarico. Tutti lo ritenevano un insegnante eccellente e se aspettavano che lui cedesse il passo i precari potevano restare tali per almeno altri cinquant’anni. Si sollevò da terra con un certo sforzo e socchiuse le labbra. La sua dentiera in titanio brillò per un attimo. Un raggio di sole aveva trovato un passaggio tra i finestroni in metallo. Aristi pensò che dovesse esserci qualche difetto nelle chiusure ermetiche e si rammaricò di questo. Provò il microfono del suo computer e per ore non alzò mai lo sguardo.
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Operazioni concernenti il personale della Regione Abruzzo: firmata l’integrazione al CCNI sulle utilizzazioni

Via: www.cislscuola.it
Operazioni concernenti il personale della Regione Abruzzo: firmata l’ integrazione al CCNI sulle utilizzazioni
Entro il 24 luglio il personale docente e educativo interessato potrà presentare domanda verso regioni diverse dall’ Abruzzo (tranne che per gli insegnanti di scuola primaria per i quali la scadenza è fissata al quinto giorno successivo alla pubblicazione dei relativi movimenti, non ancora ufficializzati). Analoga possibilità, ma entro il 4 agosto, per il personale ATA. Sarà, invece, la contrattazione integrativa regionale a definire i termini di presentazione delle domande verso la Regione Abruzzo e all’interno di questa.
E’ stato sottoscritto nel primo pomeriggio di oggi, dopo una serie di lunghi confronti con l’Amministrazione, il contratto integrativo che regola le utilizzazioni del personale docente, educativo e ATA coinvolto dal sisma che ha colpito l’Abruzzo.
L’accordo raggiunto rappresenta la migliore mediazione possibile rispetto alle diverse specifiche esigenze e tensioni sulle quali gravano, altresì – oltre ai problemi causati dal terremoto – le conseguenze, a livello provinciale, dei “tagli” agli organici, comunque applicati dal MIUR. Nelle posizioni dell’Amministrazione durante la trattativa è prevalsa, infatti, ancora una volta l’attenzione al risparmio di spesa e al rispetto dei vincoli posti dalla Finanziaria.
La CISL Scuola, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali, si è preoccupata di individuare – nello stato di attuale incertezza rispetto alle condizioni scolastiche e alloggiative del prossimo anno – soluzioni atte a favorire il ripristino della piena attività scolastica nella regione, a partire dall’area più direttamente colpita dal sisma, e la tutela di tutto il personale coinvolto.
Nel contratto, infatti, si richiama l’esigenza di adeguare le consistenze dell’”organico di diritto” alle “situazioni di fatto“, tenendo conto delle necessità delle scuole (sia di quelle coinvolte direttamente sia di quelle sulle quali ricadono gli effetti del sisma) e considerando, per gli alunni, sia il ritorno nelle scuole di provenienza sia la richiesta di rimanere nelle località di attuale, temporanea dimora.
Il contratto siglato consente:
al personale – titolare nelle scuole del comune dell’Aquila o dei comuni del “cratere sismico” – di prestare servizio nella scuola di titolarità anche a disposizione, una volta assicurata la copertura dei posti vacanti e disponibili nello stesso comune, nella stessa tipologia di posto e/o classe di concorso di appartenenza (art. 1, comma 1);
al personale – che il 5.4.2009 risiedeva e/o dimorava stabilmente nei comuni colpiti dal sisma e che attualmente dimora in comuni diversi sia della regione Abruzzo sia di altre regioni – di essere utilizzato a domanda su posto disponibile nel comune di attuale dimora o in una scuola o comune del cratere sismico (art. 1, comma 2). Tale personale qualora presenti domanda di utilizzazione in provincia diversa da quella di titolarità, anche al di fuori dell’Abruzzo, partecipa alle operazioni al pari dei docenti appartenenti a classe di concorso in esubero (art. 1, comma 3).
E’ comunque rimandata alla contrattazione regionale l’individuazione (e la regolamentazione) di ulteriori soluzioni, nonché il termine per la presentazione delle domande di utilizzazione in entrata o all’interno della regione Abruzzo.
Quanti sono i percorsi della scuola secondaria superiore?

Sezioni, indirizzi e opzioni dei licei, istituti tecnici e professionali rappresentano un quadro più complesso di quello che si vuol far credere.
In questi giorni abbiamo sentito molto parlare del fatto che esistevano troppi indirizzi per la scuola secondaria superiore a cui si aggiungevano ben 900 sperimentazioni che creavano una confusione indescrivibile. Per questo il Ministro Gelmini si è vantata di avere ridotto a 6 i licei, a 11 indirizzi i tecnici e a poche filiere l’istruzione professionale.
Ma le cose stanno veramente così?
Se si vanno a vedere programmi e piani orari si scopre che tra sezioni, indirizzi, opzioni ed articolazioni il quadro è ben più complesso, Esso esce grosso modo così:
Liceo Classico
Liceo Scientifico
Liceo Scientifico Tecnologico (opzione del liceo scientifico)
Liceo Linguistico
Liceo delle Scienze Umane
Liceo Economico-Sociale (opzione del liceo delle scienze umane)
Liceo Musicale (sezione del liceo musicale-coreutico)
Liceo Coreutico (sezione del liceo musicale-coreutico)
Liceo Artistico Figurativo (indirizzo del liceo artistico)
Liceo Artistico Audiovisivo (indirizzo del liceo artistico)
Liceo Artistico Architettura Ambiente Design (indirizzo del liceo artistico)
Liceo Artistico Design dei metalli (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Liceo Artistico Design del libro (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Liceo Artistico Design del tessuto (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente design)
Liceo Artistico Design del vetro (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Liceo Artistico Design della ceramica (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Liceo Artistico Design del legno (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Istituto Tecnico Amministrazione Finanza Marketing
Istituto Tecnico Turismo
Istituto Tecnico Meccanica Meccatronica (articolazione dell’indirizzo Meccanica meccatronica energia)
Istituto Tecnico Energia (articolazione dell’indirizzo Meccanica meccatronica energia)
Istituto Tecnico Trasporti (articolazione dell’indirizzo Trasporti e Logistica)
Istituto Tecnico Logistica (articolazione dell’indirizzo Trasporti e Logistica)
Istituto Tecnico Elettronica-Elettrotecnica (articolazione dell’indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica)
Istituto Tecnico Automazione (articolazione dell’indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica)
Istituto Tecnico Informatica (articolazione dell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni)
Istituto Tecnico Telecomunicazioni (articolazione dell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni)
Istituto Tecnico Grafica e Comunicazione
Istituto Tecnico Chimica e Materiali (articolazione dell’indirizzo Chimica Materiali e Biotecnologie)
Istituto Tecnico Chimica e biotecnologie Ambientali (articolazione dell’indirizzo Chimica Materiali e Biotecnologie)
Istituto Tecnico Chimica e biotecnologie sanitarie (articolazione dell’indirizzo Chimica Materiali e Biotecnologie)
Istituto Tecnico Tessile Abbigliamento e Moda (articolazione dell’indirizzo Sistema moda)
Istituto Tecnico Calzature e Moda (articolazione dell’indirizzo Sistema moda)
Istituto Tecnico Produzioni e Trasformazioni (articolazione dell’indirizzo Agraria e agroindustria)
Istituto Tecnico Gestione dell’ambiente e del territorio (articolazione dell’indirizzo Agraria e agroindustria)
Istituto Tecnico Costruzioni Ambiente e Territorio
Istituto Professionale dei servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
Istituto Professionale dei servizi di manutenzione e assistenza tecnica
Istituto Professionale per i servizi socio-sanitari
Istituto Professionale dei servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera
Istituto Professionale per i servizi commerciali
Istituto Professionale per l’industria (articolazione dell’indirizzo Produzioni industriali e artigianali)
Istituto Professionale per l’artigianato (articolazione dell’indirizzo Produzioni industriali e artigianali)
Si tratta di percorsi che soprattutto a partire dal terzo anno, ma non esclusivamente, si differenziano per discipline impartite o per dimensione oraria delle stesse con variazioni del 10-20 e 30%. Quindi è difficile concepirli come delle piccole e ininfluenti variabili.
Ma non è finita qui: la noma prevede che una quota dell’orario e delle discipline venga stabilita dalle regioni e/o gestita dalle scuole nelle seguenti quantità:
20% nelle prime e nelle seconde di licei e istituti tecnici e nelle quinte dei licei
25% nelle prime e nelle seconde degli istituti professionali
30% nelle terze e nelle quarte degli istituti tecnici e dei licei
35% nelle terze e nelle quarte degli istituti professionali e nelle quinte degli istituti tecnici
40% nelle quinte dei professionali.
Essendo le regioni 20 in linea teorica potrebbero esserci ben 860 percorsi diversi uno dall’altro solo per le differenti scelte regionali.
Il dato è puramente teorico perché non in tutte le regioni ci sono tutti gli indirizzi, tutte le opzioni, tutte le articolazioni ecc., ma è evidente che, allo stato attuale della norma, non esistono limiti a questa proliferazione dei percorsi.
Ma poiché tutto ciò è lasciato poi operativamente anche alla decisione delle 3500 scuole italiane e poiché ogni scuola ha mediamente 2 o 3 indirizzi, opzioni ecc., non ci sarà da meravigliarsi se alla fine ci trovassimo con un numero di percorsi variabile da 7.000 a 10.000.
Altro che riordino e semplificazione! Bisognerà augurare agli alunni di non trovarsi a cambiare regione per via di un trasferimento di residenza della famiglia.
Roma, 23 giugno 2009
Lettera aperta al Ministro della Pubblica Istruzione

Onorevole Ministro,
Gli insegnanti hanno considerato positivamente l‘attenzione che Ella ha prestato alla condotta degli studenti, quel male della scuola d’oggi che mina alla base ogni volontà di costruire un buon rapporto di istruzione-educazione.
Quegli stessi insegnanti non possono oggi nascondere la loro incredulità e il loro stupore nel constatare come i provvedimenti legislativi emanati in questo delicato settore impediscano di fatto la valutazione della condotta.
La legislazione vigente prevede per la condotta una gamma di voti che di fatto va dal 5 al 10. Teoricamente anche altre insufficienze sono possibili, ma va da sé che se al 5 viene collegata la punizione massima per la condotta peggiore, non ha alcun senso ricorrere al 4 al 3 o a quant’altro.
Escluso il 5, esclusi i voti ad esso inferiori, per i motivi suddetti, resta a disposizione dei docenti la gamma di voti – sufficienti – dal 6 al 10. Gamma con la quale i docenti possono valutare gli allievi che usano un linguaggio volgare e pesante, quelli che disturbano senza tregua, quelli che studiano (?!) altre discipline, quelli che mangiano in classe, quelli che ritoccano la pettinatura, quelli che escono senza permesso, quelli che pasticciano il registro di classe o ne strappano le pagine e così via…
A tutti questi può essere dato solo un voto di condotta sufficiente nelle sue varie gradazioni.
E così i lavativi e gli svogliati vedranno lievitare la loro media, sia pure in presenza di una cattiva condotta…
Onorevole Ministro, gli insegnanti Le chiedono di voler considerare che il lato buio della scuola non ha solo il volto della ‘violenza’ o del ‘bullismo’; queste non sono che le punte estreme di un fenomeno di ben più ampia portata.
E di questo fenomeno solo gli insegnanti hanno la concreta percezione.
Ad essi dunque va affidata la valutazione della condotta, senza paletti legislativi, nell’ambito di quella autonomia professionale che risulta essere condizione ineludibile per l’espletamento di un ruolo sempre più difficile e gravoso.
Serafina Gnech

