Tagli agli organici: la voce delle scuole

Via: www.flcgil.it
Tagli agli organici: la voce delle scuole
La mozione del Collegio dei docenti di un Istituto Comprensivo della provincia di Piacenza contro i tagli.
Pubblichiamo la mozione, approvata all’unanimità, del Collegio dei docenti di un Istituto Comprensivo della provincia di Piacenza che nei giorni scorsi si è espresso contro i provvedimenti della maggioranza di Governo sulla scuola. In particolare, si chiede che l’organico di diritto assegnato alla scuola venga ricalcolato sulla base della normativa tuttora vigente e applicata per questo anno scolastico. Questo al fine di garantire il rispetto delle richieste fornite dalle famiglie al momento dell’iscrizione.
Un’altra testimonianza, dunque, di chi non si rassegna alla svendita della scuola pubblica e che anzi prosegue tenacemente in un costante lavoro di informazione quotidiana.
Roma, 2 luglio 2009
Al MIUR
All’U.S.R. Emilia Romagna
All’U.S.P. di Piacenza
Si portano a conoscenza le SS.LL.che il
COLLEGIO DOCENTI
dell’I.C. …… riunitosi in forma plenaria il giorno 25/06/2009 ha votato all’unanimità la seguente mozione:
PRESO ATTO CHE
L’ORDINANZA del TAR del Lazio, adottata nell’udienza del 04/06/2009, per quanto concerne la determinazione dell’organico di diritto relativo all’anno 2009/2010, nonché di ogni altro atto presupposto connesso e conseguente
HA AFFERMATO CHE
“manca il regolamento di cui art. 17, comma 2 della L. 23 agosto 1988, n. 400 come previsto dall’art. 64 comma 4 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112 convertito in L. 6 agosto 2008, n. 133, allo stato soltanto firmato e che riguardo alla impugnativa della circolare n. 38 del 2 aprile 2009 manca il piano programmatico di interventi, allo stato ancora al livello di bozza di decreto interministeriale previsto dall’art. 64, comma 3 della menzionata legge n. 133 del 2008”;
E PRESO ATTO CHE
l’organico di diritto per l’a.s. 2009/2010 non consente di attuare il Piano dell’Offerta Formativa in vigore e di rispettare la richiesta delle famiglie all’atto delle iscrizioni, in quanto è stato calcolato sulla base di disposizioni restrittive, mancanti di supporto normativo
CHIEDE
Al Ministero dell’Istruzione (MIUR), all’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e all’Ufficio Scolastico Provinciale di Piacenza: che l’organico di diritto assegnato venga ricalcolato sulla base della normativa tuttora vigente e applicata per l’a.s. 2008/2009, al fine di garantire a tutte le classi l’ organizzazione didattica e il tempo scuola previsti dal POF (compresenze, contitolarità, continuità didattica).
Approvato all’unanimità.
25 giugno 2009
Regolamenti attuativi: termini rispettati per decreto

Via: www.flcgil.it
Regolamenti attuativi: termini rispettati per decreto
Governo ha compiuto un nuovo “blitz”, per mezzo del quale, maldestramente, intende rimettersi nei termini…ma invano!
Dopo i dubbi e le perplessità sollevate nei giorni scorsi rispetto alla scadenza dei termini per quanto attiene l’emanazione dei regolamenti attuativi dell’art 64 della legge 133/08, il Governo ritiene di aver risolto la questione, facendo approvare dal Parlamento, all’interno del Decreto Legge n. 78 del 1 luglio scorso, il comma 25 dell’art. 17, in cui si prevede: “Il termine di cui all’articolo 64, comma 4, del decreto legislativo 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si intende comunque rispettato con l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri degli schemi di regolamenti di cui al medesimo articolo”.
Il Ministro, quindi, consapevole di non aver adottato i regolamenti nei termini indicati da una norma di legge approvata dalla medesima maggioranza parlamentare, ma nel contempo preoccupato delle possibili ricadute di tale circostanza sui successivi atti applicativi e, quindi, sull’avvio del prossimo anno scolastico e su tutte le operazioni in corso, ha richiesto alla propria maggioranza di utilizzare lo strumento del Decreto Legge per stabilire che la prima lettura da parte del Consiglio dei Ministri coincide con l’adozione. Una norma di interpretazione autentica, nascosta in un articolo ove non si parla di proroghe dei termini, ma di controlli e di competenze della Corte dei Conti.
Ma la norma di cui all’art. 64 parla chiaramente di adozione e non di prima lettura, e non necessitava di alcuna interpretazione!
L’interpretazione autentica, come è noto e come spesso, peraltro, precisato anche dalla giurisprudenza, è un istituto a cui si può ricorrere non per essere “rimessi in corsa”, ma per chiarire eventuali disposizioni legislative il cui testo è poco chiaro. In questo caso, invece, il legislatore è stato chiarissimo e nessuna norma doveva essere soggetta a chiarimenti ulteriori.
Lo stesso TAR del Lazio, con l’ordinanza con la quale ha fissato l’udienza di merito del ricorso della FLC Cgil e di quello proposto nell’interesse di alcuni genitori ed Enti locali, ha affermato che “manca il regolamento di cui art. 17, comma 2 della L. 23 agosto 1988, n. 400 come previsto dall’art. 64 comma 4 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112 convertito in L. 6 agosto 2008, n. 133, allo stato soltanto firmato e che riguardo alla impugnativa della circolare n. 38 del 2 aprile 2009 manca il piano programmatico di interventi, allo stato ancora al livello di bozza di decreto interministeriale previsto dall’art. 64, comma 3 della menzionata legge n. 133 del 2008″.
Il Ministro si è dimenticato, però, del Piano programmatico, che ad oggi non è stato adottato: forse, nei prossimi giorni, il Governo ricorrerà nuovamente alla decretazione d’urgenza per ricondurlo entro i termini previsti?
Un uso così smodato della decretazione d’urgenza non è certo previsto dalla Costituzione, che ne limita in modo chiarissimo gli ambiti e le condizioni.
Nel denunciare la gravità di questo modo di procedere, chiediamo che sia ripristinato il rispetto dei principi fondanti lo Stato di diritto.
Roma, 2 luglio 2009
Stop all’inglese potenziato nella scuola media: il Ministero costretto a non procedere
Via: www.flcgil.it
Stop all’inglese potenziato nella scuola media: il Ministero costretto a non procedere
La FLC Cgil ha più volte denunciato, nel corso di questo anno scolastico, la scelta sbagliata, culturalmente subalterna e provinciale, dell’introduzione dell’inglese potenziato previsto dalle bozze di regolamento e poi dalla CM sulle iscrizioni, impugnando totalmente la stessa CM n. 4 del 15 gennaio 2009.
Ora il Tar del Lazio ha ordinato la sospensione cautelare della CM proprio laddove si introduce l’ inglese potenziato.
Lo annuncia lo stesso Ministero, con un’apposita CM , la , da parte della Direzione generale per gli ordinamenti, prendendo atto che il TAR con tre diverse pronunce ha sospeso cautelarmene la CM specificamente nella parte in cui si dà facoltà alle famiglie di scegliere l’inglese potenziato di cinque ore settimanali a scapito della seconda lingua comunitaria.n. 60 del 25 giugno 2009
Il Ministero ha interposto appello al Consiglio di Stato ma nel frattempo i provvedimenti sull’inglese potenziato sono sospesi in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato.
E’ un fatto importante che va nella giusta direzione, raccogliendo la protesta dei docenti, delle associazioni professionali, della FLC Cgil che in molte occasioni si è fatta promotrice di denunce e proteste.
Roma, 30 giugno 2009
Infanzia, presente e futuro. I lavori del seminario del 4 giugno

Via: www.flcgil.it
Dopo i seminari nazionali sulla scuola secondaria di primo grado e secondo grado e sulla primaria, il seminario dello scorso 4 giugno sulla scuola dell’infanzia ha concluso il percorso che la FLC Cgil e Proteo Fare Sapere hanno dedicato ai diversi ordini e gradi di scuola per fare il punto, alla fine di questo anno scolastico, sulle ricadute negative che le norme volute dai Ministri dell’Istruzione, dell’Economia e dell’intera destra al Governo hanno già prodotto – e produrranno – sulla nostra scuola, raccogliere contributi ed avanzare proposte per contrastare l’attacco all’intero sistema pubblico di istruzione.
Quali cambiamenti subirà la scuola dell’infanzia? Quali garanzie per i diritti dei bambini tra anticipi e sezioni primavera? Quali conseguenze sul piano didattico e organizzativo? Sono questi alcuni degli interrogativi che sono stati al centro dell’iniziativa. In tutti gli interventi è stata ribadita la volontà di mettere in atto tutte le iniziative utili ad evitare che questo segmento del sistema di istruzione venga relegato in un ruolo di mera assistenza e che si disperda quel notevole patrimonio di esperienze che la scuola dell’infanzia ha costruito in tanti anni di sperimentazioni e buone pratiche, facendone una vera prima scuola di qualità per i più piccoli, il cui ruolo è riconosciuto a livello europeo ed internazionale.
Abbiamo raccolto in un documento la sintesi dei lavori della giornata.

