Immissioni in ruolo: emanato il decreto

August 10, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Uil Scuola sulle immissioni in ruolo 2011.

E’ stato emanato il decreto interministeriale che autorizza l’assunzione, entro il prossimo 31 agosto, di 30.300 docenti e di 36.000 ATA.
Per ciascuno dei due anni scolastici successivi (2012-2013 e 2013-2014) è prevista l’assunzione di ulteriori 22.000 docenti e 7.000 ATA.

Si conferma l’importanza del contratto Sindacati – ARAN del 4 agosto 2011. Lo stesso decreto fa esplicito richiamo all’accordo come presupposto del piano. Con il piano vengono inoltre smentiti coloro che non credevano in tale risultato ed all’efficacia della azione sindacale.L’intesa, che consente il piano di immissioni in ruolo, sottoscritta dalla UIL e dagli altri Sindacati – ad eccezione della CGIL – è stata caratterizzata dalla rapidità.

In assenza di un rapido negoziato e dell’intesa avremmo avuto lo stesso numero di nomine dello scorso anno, meno di 20.000 (10.000 docenti e 6.500 ATA). Con la firma invece si è dato concretamente il via ad un numero di assunzioni mai così sostanzioso nella scuola italiana.

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Cobas: continua l’attacco alla scuola

July 19, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato 

Il decreto legge con il quale il governo-zombie ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste:
Con la scusa di premiare il cosiddetto “merito” gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013 subiranno l’ulteriore blocco anche degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014.
Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: gli oltre 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti tecnici o amministrativi nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.
Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti tecnici e amministrativi precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà ruoli di assistenti tecnici o amministrativi spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e migliaia di precari saranno licenziati.
Sotto attacco il sostegno: nelle prime classi in cui c’è un docente per un solo alunno disabile può saltare il limite dei 20 alunni; le commissioni mediche per la diagnosi per assegnare il docente al disabile includeranno un rappresentante Inps per ridurre i riconoscimenti delle gravi disabilità.
“La scuola provvede ad assicurare la necessaria azione didattica e di integrazione per i singoli alunni disabili, usufruendo tanto dei docenti di sostegno che dei docenti di classe. A tal fine, nell’ambito delle risorse assegnate per la formazione del personale docente, viene data priorità agli interventi di formazione di tutto il personale docente sulle modalità di integrazione degli alunni disabili”. Questo comma 2 dell’art.7 permette ai presidi di assegnare agli studenti disabili anche docenti non specializzati che abbiano seguito un corso di formazione. Si vuole ripetere quanto già avvenuto con l’inglese nella scuola primaria: con un corso di 340 ore ora la lingua può essere insegnata anche dai docenti di posto comune, eliminando 11.000 posti; con lo stesso metodo il governo potrebbe licenziare 31.000 specialisti di sostegno precari.
Blocco degli organici anche in presenza di aumento degli alunni a partire dall’anno scolastico 2012/2013: il che significa classi più affollate con una incidenza fortemente negativa sulla didattica, altri tagli ai posti di lavoro e carichi di lavoro maggiori per docenti ed ATA
Niente più esoneri o semi esoneri per i collaboratori dei dirigenti delle scuole con meno di 55 classi: oltre al danno per il funzionamento della scuola spariranno le ore assegnate a supplenza e vi saranno circa 1000 cattedre in meno per i docenti precari.
Le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado saranno aggregate in istituti comprensivi con almeno 1000 alunni, con evidenti disagi per le scuole che hanno tra loro distanze anche di oltre 30 chilometri, e con ulteriori tagli di posti di personale amministrativo. Saranno penalizzati gli istituti (comprensivi e superiori) dei comuni montani (costituiti con un numero di alunni inferiori a 500) e quelli delle piccole isole che avranno solo dirigenti reggenti impegnati con incarico in altre istituzioni.

COBAS-Scuola
sede provinciale di Reggio Emilia
via Martiri della Bettola n.6
apertura: martedì dalle 17 alle 19,30
tel. 331/8826698 – 339/3479848 – fax 0522/282701
cobasre@yahoo.it www.cobas-scuola.it

Tagli alla scuola: un dossier con tutti i numeri regione per regione

March 14, 2011 by admin · Leave a Comment
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Sui tagli alla scuola la Cisl ha voluto fare un punto della situazione dopo 3 anni di pesanti tagli operati da questo governo. Tagli non solo al personale docente ma anche al personale ata della scuola. Oggi Cisl presenta un dossier proprio su questi 3 anni di scuola con tutti i dati precisi e sulle riduzioni di docenti e ata. Sono dati molto pesanti che sollecitano considerazioni per le ricadute sull’offerta formativa e sul servizio.

“Un’operazione che ha reso più gravose le condizioni di lavoro del personale – dichiara Francesco Scrima – che ha determinato una vera e propria emergenza occupazionale, rendendo indispensabili le misure cosiddette ‘salva precari’ ma ha anche negativamente condizionato i pur necessari processi di riforma della secondaria e, nella scuola primaria, ha messo in crisi assetti consolidati e collaudati della didattica, fondamento di buone performance riconosciute anche in ambito internazionale”.

A questo link trovate il dossier con tutti i numeri dei tagli nella scuola regione per regione.

Scuola: graduatorie, pensioni e 17 marzo, i soliti pasticci

February 21, 2011 by admin · Leave a Comment
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente.
Graduatorie ad esaurimento (nel vero senso della parola)
La Lega, tramite l’onorevole Pittoni, fa approvare in Senato un emendamento al decreto “Milleproroghe” che blocca per un anno le graduatorie. Ormai sembra proprio che l’attuale amministrazione sia alla disperazione e tenti i colpi di coda. Questo emendamento potrebbe però rivelarsi l’ennesimo boomerang per il MIUR, visto le numerose sentenze negative incassate ultimamente.
Inoltre i docenti dovranno presentare la domanda per le graduatorie d’istituto di I fascia nella sola provincia di appartenenza della graduatoria ad esaurimento (esempio: se un insegnante ha scelto la provincia di Roma nell’ultimo aggiornamento delle graduatorie, per forza dovrà richiedere l’inserimento nella graduatoria d’istituto di quella provincia). Naturalmente le code spariranno essendo stato dichiarato illegittimo l’intero comma 4 ter dell’art. 1 della Legge 134. Molti docenti che in questi anni hanno lavorato con le graduatorie d’istituto di un’altra provincia rispetto a quella della graduatoria ad esaurimento, rischiano di non insegnare per il prossimo anno.
Docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento meridionali (e quindi sature) che sono stati assunti in questi anni, a tempo determinato, attraverso le graduatorie d’istituto di prima fascia, improvvisamente si troverebbero a spasso e senza più un posto di lavoro, con famiglie a carico, nella più totale disperazione. Questo perché in Italia c’è la Lega, un partito che non vuole insegnanti meridionali al Nord. Una vera follia, che ormai giudici e tribunali continuano a condannare con sentenze sfavorevoli al MIUR. Il SISA si batterà fino in fondo, affinché il diritto alla mobilità del personale docente sia rispettato nel diritto alla mobilità sancito dai trattati europei.

Pensioni
Con il blocco degli scatti d’anzianità, dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2013, la legge 122/2010 non permette di raggiungere economicamente i 40 anni di carriera. Ce ne vorranno 42 nella scuola, altrimenti i lavoratori, docenti e ATA, si troveranno con uno o due anni di anzianità in meno. Infatti il MIUR, in una nota, stabilisce che chi arriverà ai 40 anni in questo biennio, e quindi non gli verrà riconosciuto l’aumento economico, potrà restare in servizio anche oltre i 40 anni di carriera. Lavorare 42 anni e vedersene riconosciuti solo 40 è una vergogna. Una norma pazzesca e incostituzionale. Anche per questo motivo lo sciopero del SISA dell’8 marzo sarà un momento importante contro queste decisioni assurde e poco chiare.

17 marzo, attenzione alla domanda di ferie
Con un ritardo clamoroso il governo, vincendo le pressioni anti – italiane della Lega Nord, è riuscito a istituire la festa del 150° dell’unità nazionale, tuttavia senza copertura economica. Le manifestazioni per la festa verranno coperte con parte dei fondi stabiliti per le celebrazioni del 4 novembre, che, dopo la soppressione della festa, cadono la prima domenica di novembre. Per i lavoratori si stabilisce: “gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150/o anniversario dell’Unità d’Italia”. Poiché il 4 novembre nella scuola non è mai stato pagato ma è una giornata di ferie da prendere nel periodo di sospensione delle lezioni, ciò significa che questa estate i colleghi, docenti e ATA, dovranno usufruire di un giorno in meno di vacanze, le quattro giornate soppresse diventano tre. I lavoratori dovranno ricordarsene al momento della compilazione della domanda di ferie, perchè altrimenti lo stato potrebbe in seguito rivalersi trattenendo il salario di una giornata. Per altro da anni il SISA, cautelativamente, dopo la reintroduzione del 2 giugno, consiglia ai docenti di chiedere nella domanda di ferie di usufruire di tre e non quattro giornate soppresse (essendo oggi di fatto solo tre: Ascensione, Corpus Domini e 4 novembre). È vero che i sindacati concertativi hanno la responsabilità di aver lasciato nel contratto nazionale quattro e non tre giornate a disposizione dei lavoratori, nonostante una di questa sia stata reintrodotta e di conseguenza, ai sensi di legge, ne rispondono le parti sottoscrittrici del contratto e non certo i lavoratori, Tuttavia come sindacato abbiamo sollevato la preoccupazione che prima o poi l’amministrazione possa decidere di rivalersi e a tal fine consigliamo da sempre ai nostri iscritti di chiedere di usufruirne di tre giornate, che quest’anno diventano due.

Emilio Sabatino
Segretario nazionale

www.sisascuola.it         sisascuola@libero.it

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