Sciopero della scuola: venerdì 15 ottobre tutti ad Adro
![]()
I docenti e gli ATA Cobas di Milano il 15 ottobre, giornata di sciopero generale della scuola, con manifestazioni territoriali, invitano tutti ad Adro (BS).
La proposta di “gita bresciana” nasce dal profondo disgusto per lo scandaloso spettacolo offerto nella nuova scuola del paesino lombardo, segnale di un ennesimo avanzamento nella campagna senza fine di distruzione della scuola pubblica e di uso di essa per interessi privati: quelli in questo caso di un partito, la lega nord, che fa veramente di tutto pur di rafforzare la componente identitaria di una buona parte della popolazione locale, leghista e razzista, mandando in soffitta la cultura del rispetto verso tutti coloro che non si identificano con i “valori” padani e sbattendosene del messaggio di solidarietà verso i molti figli di immigrati, alunni di questa scuola pubblica, cioè di tutti.
Andiamo ad Adro, dunque, per ridipingere coi nostri colori e per “oscurare” con solarità, il verde, intriso però di tinte cupe,
dei meschini simboli leghisti.
Manifesteremo la nostra ferma opposizione al progetto razzista senza dimenticare le altre sacrosante ragioni dello sciopero e cioè la netta contrarietà ai tagli e all’espulsione dei precari, il NO alla controriforma delle superiori, la battaglia contro le cattedre extralarge oltre l’orario contrattuale, il rifiuto dell’ingestibile numero degli alunni nelle classi, spesso al di sopra dei limiti normativi sulla sicurezza.
Scioperiamo quindi perché gli investimenti in istruzione, anzichè diminuire, crescano da ora sostanziosamente, uguagliando le medie degli altri paesi OCSE, attraverso l’assunzione stabile dei precari in tutti i posti vacanti, a cominciare dall’immediato ripristino degli orari e degli organici negli istituti tecnici e professionali, come imposto dal Consiglio di Stato, rivogliamo il maltolto del contratto e degli scatti di anzianità e il diritto di assemblea per tutti/e.
L’appuntamento per i milanesi e per tutti quelli che volessero partire da Milano è in Stazione centrale alle ore 7.45 di ven 15 per prendere il treno per Brescia, con fermata a Rovato, dove una navetta ci porterà ad Adro.
Cobas: il 15 ottobre blocchiamo le scuole

Pubblichiamo un comunicato stampa di Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS, sullo sciopero della scuola del 15 ottobre.
IL GOVERNO HA BLOCCATO SCATTI DI ANZIANITA’ E CONTRATTO
IL 15 OTTOBRE BLOCCHIAMO LE SCUOLE
Quando nelle settimane scorse rivolgemmo un appello alle strutture organizzate e ai sindacati che si erano dichiarati contrari ai tagli, all’espulsione dei precari e al blocco di scatti di anzianità e contratti, affinchè si giungesse ad uno sciopero generale comune contro la scuola-miseria, non pensavamo che fosse facile arrivarci.
Ma non ci aspettavamo che i sindacati “rappresentativi”, che pure si presentano divisi e litigiosi tra loro, si ritrovassero invece uniti nel cercare di depotenziare lo sciopero da noi convocato, in assenza di loro risposte, per il 15 ottobre. La FLC-CGIL, che pure aveva definito l’espulsione dei precari “il più grande licenziamento di massa in Italia”, ha partorito il topolino dello sciopero di un’ora, che si traduce al più nell’ingresso posticipato di un’ora degli studenti, piazzandolo una settimana prima del 15 ottobre. E molto peggio hanno fatto CISL e UIL che, pur di oscurare un tema centrale nello sciopero del 15, stanno raccontando ai loro iscritti/e e alle agenzie di stampa la favoletta dell’annullamento del blocco triennale degli scatti di anzianità e dei contratti, grazie ai loro conciliaboli con la ministra Gelmini.
A parte che qualsiasi successo su questo fronte sarebbe e sarà comunque addebitabile solo alle lotte dei docenti ed ATA (a partire dalla massiccia partecipazione allo sciopero degli scrutini di giugno da noi indetto), la realtà è purtroppo ben diversa. Alcuni lavoratori/trici hanno ricevuto lo scatto stipendiale a settembre non già per la cancellazione del blocco ma semplicemente perché esso riguarda gli anni 2011-2012-2013. Laddove l’articolo di legge parla di “anni non utili al fine della maturazione degli scatti”, si riferisce agli anni scolastici a partire dall’attuale 2010-2011 e quindi quello 2009-2010 era ancora utile ai fini degli scatti, visto che la legge è stata approvata nel luglio 2010 e non vi erano previsti risparmi per il 2010 ma dal 2011 fino a tutto il 2013. Al proposito è anche bene precisare che si tratta non già di un blocco che coinvolge “solo” coloro che matureranno lo scatto di anzianità negli anni compresi tra il 2011 e il 2013, ma di un vero e proprio furto di tre anni per tutti/e: saranno cioè, se non costringiamo il governo a sbloccare gli scatti, tre anni perduti per tutti/e, come se, al fine della progressione stipendiale, non fossero lavorati.
Lo sblocco integrale di scatti e contratti resta dunque un punto centrale della piattaforma dello sciopero generale della scuola del 15 ottobre (con manifestazioni regionali, a Roma al MIUR ore 10), insieme all’immediato ripristino – dopo che nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha confermato l’illegittimità del taglio di ore di lezione apportato dalla catastrofica “riforma Gelmini” negli istituti tecnici e professionali – dell’orario e degli organici precedenti in tali istituti, alla cancellazione di tutti i tagli, all’assunzione stabile dei precari, a massicci investimenti nella scuola pubblica. Con noi il 15 manifesteranno anche le strutture dei precari, degli studenti e dei genitori che difendono l’istruzione pubblica contro il governo della scuola-miseria ma che non fanno sconti a quei partiti del centrosinistra che, quando per due volte furono al governo in posizione dominante, contribuirono anch’essi all’immiserimento della scuola pubblica.
Piero Bernocchi – portavoce nazionale COBAS
Sciopero breve 8 ottobre nella scuola: la Cgil fornisce le indicazioni operative

Riportiamo le indicazioni operative diffuse da Flc Cgil in merito allo sciopero breve della scuola per l’otto ottobre.
Lo sciopero breve proclamato dalla FLC CGIL nella giornata di venerdì 8 ottobre 2010, nel comparto scuola, riguarda tutti i docenti, i dirigenti scolastici, gli educatori e tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario in Italia e nelle istituzioni scolastiche italiane all’estero.
L’adesione allo sciopero può avvenire per la prima ora di lezione o di servizio in tutte le scuole di ogni ordine e grado e per la prima ora di attività educative nei convitti ed educandati. Pertanto, il personale docente ed educativo potrà scioperare, per un’ora, quando il proprio orario coincide con la prima ora di lezione o di attività educative dell’istituzione scolastica.
Nelle scuole in cui, nella giornata di venerdì 8 ottobre 2010, le attività si protraggono in orario pomeridiano, il personale in servizio nel pomeriggio potrà scioperare nell’ultima ora di servizio, sempre per non più di un’ora nell’arco della giornata.
Cobas: il 15 ottobre sciopero generale della scuola

Riceviamo un Comunicato stampa dai Cobas della Scuola in merito al prossimo sciopero generale della scuola.
A conclusione di un ventennio in cui governi di centrodestra e centrosinistra hanno fatto a gara nel ridurre l’investimento nell’istruzione pubblica (oggi in Italia è meno del 9% della spesa complessiva mentre la media dei paesi “sviluppati” è del 13.3%), il taglio di 140 mila posti di lavoro in tre anni, con l’espulsione massiccia dei precari, operata da Tremonti-Gelmini, impone definitivamente una scuola-miseria che non garantisce più neanche l’ordinario funzionamento degli istituti e riduce drasticamente gli stipendi già miseri dei docenti ed ATA, con il blocco degli scatti di anzianità e dei contratti. Ma le lezioni sono iniziate nel segno della lotta tracciato dai precari nell’ultimo mese e da decine di migliaia di docenti ed ATA “stabili” che hanno scioperato con i COBAS durante gli scrutini di giugno e che ora mettono nuovamente in campo la loro opposizione al degrado della scuola pubblica. In tanti istituti è partita la campagna contro il collaborazionismo e le illegalità nelle scuole, con il blocco di progetti, attività aggiuntive, cattedre oltre l’orario contrattuale, accettazione in aula di alunni di altre classi, attività di coordinamento, viaggi di istruzione e visite guidate. Però, essendo questo – pur nel quadro della ventennale politica di impoverimento della scuola – l’attacco più massiccio all’istruzione pubblica, la protesta deve mettere in campo tempestivamente un grande sciopero generale della scuola. In tale direzione abbiamo proposto a tutte le strutture organizzate e ai sindacati intenzionati a difendere la scuola pubblica di promuovere insieme tale sciopero, indicando la data del 15 ottobre, ma dichiarandoci disponibili ad accettare altre date se comunemente giudicate più efficaci. Per tutta risposta, la CGIL, dopo aver tuonato “contro il più grande licenziamento di massa in Italia”, ha convocato un insignificante sciopericchio di 1 ora (che si traduce al più in un ingresso posticipato di un’ora degli studenti) per l’8 ottobre, coprendosi dietro uno sciopero di strutture studentesche legate a questo sindacato e al PD; mentre nessun segno di vita è venuto dagli altri sindacati “rappresentativi” a parole contrari alla scuola-miseria.
Preso atto della situazione, convochiamo lo SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA VENERDI 15 OTTOBRE CON MANIFESTAZIONI TERRITORIALI contro i tagli di posti di lavoro, di classi, materie, orario, contro l’espulsione in massa dei precari e per la loro assunzione stabile, contro la scuola-miseria e per un massiccio investimento nell’istruzione, per il recupero integrale degli scatti di anzianità e dei contratti, contro la “riforma” delle superiori, le cattedre extra-large e l’aumento del numero di alunni per classe, che peggiorano vistosamente la didattica e rubano il lavoro ai precari. In tale giornata sciopereranno e manifesteranno con noi, oltre a tanti docenti ed ATA “stabili”, le strutture dei precari, degli studenti e dei genitori che sono intenzionate a difendere l’istruzione pubblica contro il governo della scuola-miseria ma senza fare sconti a quei partiti del centrosinistra che, quando per due volte furono al governo in posizione dominante, contribuirono anch’essi all’immiserimento della scuola pubblica.
Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

