Direttiva per gli aspetti didattici ed organizzativi del 1° ciclo di istruzione

July 23, 2009 by admin · 1 Comment
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Via: www.uil.it

Direttiva per gli aspetti didattici ed organizzativi del primo ciclo di istruzione

Gli aspetti fondamentali della direttiva sono stati illustrati dal Direttore Generale Dutto.

Per la UIL Scuola hanno partecipato M. Di Menna e N. Ranieri.

Il MIUR ha predisposto un primo testo già inviato per il parere al CNPI.

Sulla base delle osservazioni sindacali e del parere del CNPI verrà predisposto un testo che sarà inviato alle scuole nei primi giorni di settembre.

Il testo evidenzia, per le attività delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo, l’ autonomia come quadro di riferimento per gli aspetti organizzativi e didattici.

Declina inoltre tale orientamento per le scelte progettuali e di utilizzo dell’organico che le scuole possono fare in ragione della loro specificità (infanzia, primaria, secondaria di primo grado).

L’autonomia è indicata come riferimento anche per il nuovo quadro ordinamentale della scuola primaria.

Il testo indica anche la esigenza per le scuole di costruire un curriculum in grado di armonizzare le indicazioni nazionali (Legge Moratti) e quelle per il curriculum confermando il percorso già previsto.

La UIL Scuola ha evidenziato condivisione ed apprezzamento per i contenuti del testo che indica alle scuole le opportunità dell’autonomia, anche nell’utilizzo del personale come risorsa professionale delle scuole.

Abbiamo criticato il ritardo con cui tale atto, ripetutamente dal nostro sindacato sollecitato, viene inviato; la UIl Scuola ha anche proposto di inviare ora una comunicazione alle scuole annunciando l’invio di tale atto di indirizzo in modo da evitare decisioni intempestive sugli aspetti organizzativi.

Abbiamo anche sollecitato un supporto alle scuole ed un continuo monitoraggio dei percorsi e degli esiti.

In merito al testo abbiamo formulato alcune proposte di modifica ed integrazione che abbiamo inviato al MIUR.

 

Se ti è piaciuto questo articolo potresti essere interessato al nostro blog dedicato all’università.


Dal federalismo fiscale al federalismo scolastico

July 15, 2009 by admin · Leave a Comment
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Via: www.flcgil.it

 

Dal federalismo fiscale al federalismo scolastico

Nei prossimi mesi il tema sarà al centro di un grande dibattito nel Paese ed quindi indispensabile che ci sia la più ampia conoscenza degli atti e dei documenti approvati.

Con l’approvazione definitiva il 29 aprile 2009, al Senato è terminato l’iter parlamentare della legge delega d’attuazione dell’art. 19 della Costituzione.

A otto anni dalla riforma costituzionale del titolo V il Governo, con questo provvedimento, si appresta a riportare i sistemi di finanziamento e di perequazione degli enti territoriali in linea con i dettami costituzionali.

Una legge delega di 29 articoli quella del “Federalismo fiscale” che definisce una cornice istituzionale e la contestuale apertura di un cantiere legislativo che durerà almeno sette anni e che dovrebbe chiudersi nel 2016.

Un articolato che definisce principi e criteri direttivi del futuro federale del nostro paese definendo:

Le funzioni fondamentali di Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane
Le Risorse per finanziare le funzioni fondamentali e le spese essenziali
L’intervento della perequazione statale
In questo nuovo scenario e in un contesto politico e sociale contrassegnato dalla politica governativa di tagli delle prestazioni statali, soprattutto sul sistema di istruzione pubblica, abbiamo seguito l’accelerazione del dibattito su quello che viene definito comunemente il “federalismo scolastico”.


L’iter istituzionale della discussione si è aperto il 14 dicembre 2006 con l’approvazione, da parte della Conferenza delle Regioni e della Province autonome, del Master Plan per realizzare compiutamente il Titolo V della Costituzione nel settore dell’istruzione.
Con l’insediamento del tavolo tecnico politico sull’istruzione, avvenuto il 26 luglio 2007 presso la Conferenza Unificata, è iniziato un lavoro che doveva definire standard qualitativi e quantitativi uniformi su tutto il territorio nazionale, l’ autonomia scolastica e il ruolo centrale delle Regioni.
Il confronto tecnico sull’attuazione del titolo V e sulla ricognizione delle competenze degli enti istituzionali coinvolti nel processo attuativo è iniziato il 14 novembre 2007 presso il Ministero della Pubblica istruzione.

In questi ultimi mesi sono comparse anche sulla stampa specializzata diversi testi di accordo elaborati al tavolo tecnico (bozza di accordo) e si è riacceso il dibattito tra le forze politiche e sindacali.

È facilmente prevedibile che nei prossimi mesi il federalismo scolastico sarà al centro di un grande dibattito nel Paese ed quindi indispensabile che ci sia la più ampia conoscenza degli atti e dei documenti approvati.

Contiamo di mettere a disposizione dei lettori del nostro sito anche le relazioni e i documenti delle varie attività che già sono programmate sui temi del federalismo anche per preparare adeguatamente l’iniziativa sul “federalismo scolastico” che abbiamo, insieme con la confederazione, programmato per l’inizio del prossimo anno scolastico.


Le scuole non sono obbligate a istituire il docente unico: lo dice la Corte dei Conti

July 10, 2009 by admin · 1 Comment
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La Corte dei Conti sottolinea che su sua richiesta di spiegazioni, la stessa Amministrazione, sostiene che le scuole sono autonome nel decidere se adottare il maestro unico.

Come abbiamo sempre sostenuto e sottolineato, anche di recente, vista la forte discussione che è partita nelle scuole a tale proposito, il maestro unico non è un obbligo.

Per due ragioni: la scuola è autonoma in forza della legge Costituzionale 3/2001, la scuola organizza le risorse che le vengono assegnate, anche quelle professionali, come meglio crede, in forza dell’articolo 5 commi 1 e 4 del DPR 275/99 che reca il Regolamento dell’ autonomia scolastica.

Ora la Corte dei Conti, sia pure in un contesto non tanto fausto, che è quello dell’approvazione definitiva del Regolamento sul primo ciclo, esplicita il proprio parere, in sede di registrazione dello stesso Regolamento, sottolineando positivamente la risposta dell’Amministrazione sul fatto che le scuole non sono obbligate al maestro unico.


Evidentemente la stessa Corte dei Conti ha costretto il MIUR ad ammettere che il docente unico non è prescrittivo. Infatti nel parere la Corte afferma come l’Amministrazione sottolinei che il modello del docente unico – di cui al d.l. n. 137/2008, convertito in legge n. 169 del 30 ottobre 2008 – viene sì indicato come modello da privilegiare nell’ambito delle possibili articolazioni del tempo-scuola, ma pur sempre “tenuto conto della richiesta delle famiglie e nel rispetto dell’autonomia scolastica”. In sostanza, l’indicazione del modello non avrebbe alcun carattere prescrittivo, lasciando piena libertà alle scuole di strutturare orari e assetti didattico-organizzativi secondo la propria programmazione e valutazione.”

Non avevamo dubbi e lo abbiamo detto sin dall’inizio. Ora ci pare che non li può avere più nessuno.

Ciò non ci impedirà comunque di impugnare l’intero regolamento.

Roma, 10 luglio 2009


Organico di fatto del personale docente ed ATA (a.s. 2009/10): ieri, 2 luglio, primo incontro al MIUR

July 4, 2009 by admin · 1 Comment
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Via: www.cislscuola.it

Organico di fatto del personale docente ed  (a.s. 2009/10): ieri, 2 luglio, primo incontro al MIUR

L’Amministrazione ha presentato alle Organizzazioni Sindacali la “bozza” di circolare ministeriale che riporta, in allegato, la tabella “G” predisposta all’atto della emanazione del Decreto Interministeriale sull’”organico di diritto” del personale docente e nella quale, come è noto, si indicava l’entità dei “tagli” da apportare alle dotazioni organiche in ciascuna regione, rinviandone una quota (pari a 5.000 unità) alle operazioni concernenti l’”organico di fatto“.

La CISL Scuola, fermo restando il dissenso ripetutamente manifestato verso i provvedimenti di pesante riduzione degli organici aveva assunto, a suo tempo, come dato positivo il fatto che in organico di diritto ci fossero 5.000 perdenti posti in meno;
aveva, però, immediatamente indicato la necessità che l’adeguamento in organico di fatto dovesse avvenire assumendo come priorità non l’indiscriminato rispetto degli obiettivi di contenimento della spesa, ma l’esigenza di garantire la piena funzionalità del servizio scolastico, tanto da farne il primo punto di una sua specifica vertenza avviata nel mese di aprile con manifestazioni in tutte le regioni d’Italia.
Tale priorità è fermamente richiamata nel comunicato di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola, nel quale si denuncia ancora una volta il prevalere di una cieca logica dei numeri, che vede le ragioni della scuola e della sua qualità ulteriormente subordinate a mere esigenze di natura contabile, imposte dal MEF.

In questo senso la CISL Scuola si è espressa in apertura dell’incontro di ieri, anche con riferimento alla scuola dell’infanzia per la quale, interrompendo la pur graduale generalizzazione del servizio avviata negli ultimi anni, non sono previsti gli incrementi di posti necessari per eliminare le liste d’attesa.

La CISL Scuola, inoltre

ha rimarcato come i limitati interventi di adeguamento degli organici del personale ATA, oggetto di 15.000 “tagli” in organico di diritto, uniti alla massiccia presenza di personale precario, possano determinare seri rischi per la funzionalità dei servizi offerti in molti istituti, in particolare in presenza di plessi e personale “inidoneo” per motivi di salute.
Il confronto si è successivamente sviluppato sulla bozza di circolare presentata dal MIUR. Il testo – che, riproponendo in buon parte quello dello scorso anno, richiama però le istruzioni già impartite con il Decreto Interministeriale relativo agli organici di diritto dell’a.s. 2009/10 (con la relativa circolare di accompagnamento n. 38/09) – tiene naturalmente conto delle innovazioni introdotte con il Regolamento relativo all’assetto ordinamentale del I ciclo di istruzione.


La CISL Scuola

ha chiesto per la scuola primaria (ove pesa l’eliminazione delle ore di compresenza) che nel testo sia assicurato l’impiego autonomo e flessibile – nell’ambito del POF e nel rispetto dell’ autonomia scolastica – delle risorse di organico complessivamente attribuite a ciascuna scuola, con particolare riferimento ai docenti assegnati sugli “spezzoni-orario” istituiti per la prima volta con il prossimo anno;
ha chiesto, altresì, sempre per la scuola primaria, che per l’ insegnamento della lingua straniera sia specificato l’impegno dei docenti specializzati esclusivamente nell’ambito delle proprie classi;
ha rilevato, per la scuola secondaria di I grado, come nella definizione degli organici di diritto siano state illegittimamente costituite cattedre con più di 18 ore, al fine di evitare – pur in presenza di cattedre miste tempo normale/prolungato – l’istituzione di posti con orario inferiore a quello previsto contrattualmente;
ha chiesto (e ottenuto), al riguardo, l’impegno dell’Amministrazione ad evidenziare nella circolare la possibilità di prevedere eccezioni alla riconduzione a 18 ore in presenza di tali situazioni.
Nella bozza di circolare – con riferimento alla nuova composizione della cattedra di italiano, storia e geografia – si riconosce la piena autonomia delle scuole nell’articolazione e distribuzione dei diversi insegnamenti tra i docenti titolari.

Per la scuola secondaria di II grado – per la quale si ribadisce che l’applicazione dei regolamenti attuativi dei nuovi ordinamenti è stata rinviata all’a.s. 2010/11 – nella circolare si evidenzia che anche per questo grado di scuola la riconduzione a 18 ore trova eccezione – nei limiti comunque previsti dagli attuali ordinamenti – nei casi in cui questa si renda impossibile anche ricorrendo ad una diversa organizzazione modulare degli insegnamenti (come per la classe di concorso 52/A che può essere costituita anche con 17 ore).

Circa i CTP (istruzione degli adulti) – in attesa dell’istituzione dei nuovi CPIA – sono confermate per il prossimo anno scolastico le attuali dotazioni organiche di diritto. I docenti resteranno, pertanto, in servizio presso i CTP di titolarità e i corsi serali degli istituti di II grado.

I posti di sostegno – comprensivi degli “spezzoni” e dei posti in deroga – sono confermati nella consistenza numerica riportata nella relativa tabella “E” del Decreto Interministeriale, consistenza comprensiva della prima quota di incremento utile per le immissioni in ruolo. Sono stati confermati, di fatto, i posti istituiti a livello nazionale nell’a.s. 2008/09 con le modifiche a livello regionale necessarie per raggiungere gradualmente il rapporto di un docente ogni due alunni disabili e perequare gli scostamenti esistenti.

Il confronto, in materia, proseguirà nella giornata di lunedì prossimo, 6 luglio.


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