Gli studenti occupano Laziodisu per chiedere il pagamento delle borse

Stamattina gli studenti borsisti non ancora pagati hanno organizzato un presidio davanti alla sede di via De Lollis per chiedere lo sblocco immediato del pagamento della rata. Dopo circa un’ora, non avendo ancora ricevuto nessuna risposta dai funzionari di Laziodisu, hanno deciso di entrare tutti insieme negli uffici della struttura di via de lollis ed occuparne l’atrio fino all’arrivo di un esponente della giunta Regionale per avere un incontro pubblico e immediato.
Gli studenti chiedono di prendere visione della “determina di trasferimento della liquidità” e che questa sia sufficiente a coprire l’insieme delle borse di studio e dei contributi non ancora pagati.
Coordinamento Studenti per il diritto allo studio
La Regione Lazio non paga le borse di studio

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Siamo costretti a denunciare, l’ennesimo ritardo nel pagamento della prima rata delle borse di studio da parte della Regione Lazio, pagamento che avrebbe dovuto essere sbloccato entro la fine di Dicembre e di cui ancora non si vede traccia e che la Regione dichiara di voler far slittare fino al mese di marzo, con gravi disagi per gli studenti.
Nella nostra regione sono migliaia di studenti e studentesse che ancora non hanno ricevuto la borsa di studio, a causa dei continui ritardi dell’ente Laziodisu che non ha ancora fornito chiare spiegazioni in merito e non ha saputo indicare una data entro cui i fondi saranno sbloccati dalla Regione, nonostante le ripetute sollecitazioni in tal senso.
Ricordiamo che non è la prima volta che questo succede. Soltanto pochi mesi fa avevamo denunciato il ritardo nell’erogazione della seconda rata dell’anno 2010/2011, una seconda rata che è stata pagata con un ritardo di più di tre mesi per oltre 11.211 studenti universitari e che ancora oggi non tutti hanno ricevuto.
Troviamo sia inaccettabile che la Regione continui a prendere in giro gli studenti, finanziando in ritardo il diritto allo studio – dichiara Elena Monticelli coordinatrice di Link Roma – gli universitari vincitori delle borse di studio fanno affidamento su quei fondi per poter pagare l’affitto, comprare i libri e tutto ciò di cui hanno bisogno per poter frequentare l’università. Ogni giorno di ritardo compromette la loro possibilità di continuare serenamente il proprio percorso formativo e influisce pesantemente sulla propria vita, costringendo molti studenti a lavorare in piena sessione di esami, ritardando ulteriormente gli studi.
Rendere sistematici e continui i ritardi nei pagamenti significa di fatto penalizzare chi ha un reddito più basso nel portare avanti i propri studi, in piena opposizione a quel famoso art.34 della Costituzione (“I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti dell’istruzione”) e ai principi stessi su cui si regge il sistema del diritto allo studio nel nostro Paese.
Crediamo che la Regione Lazio non possa più ignorare la questione, come ha fatto fino ad oggi, negando agli studenti ogni risposta e abbia il dovere di sbloccare definitivamente i fondi per le borse di studio e di fornire delle spiegazioni in merito ai ritardi.
Come studenti e studentesse che da mesi si stanno battendo a difesa del diritto allo studio non accetteremo ulteriori ritardi nel pagamento delle borse, abbiamo il diritto di sapere dove siano finiti quei i fondi e il perché ancora non siano stati sbloccati, se non sarà così la Regione deve sapere che ci troverà in piazza per rivendicare i nostri diritti.
VOGLIAMO LE NOSTRE BORSE DI STUDIO E LE VOGLIAMO SUBITO!
Link Roma
Studenti Indipendenti Roma Tre
Link Tuscia
Gli studenti della scuola e dell’università in piazza il 14 per sfiduciare il governo

RETE DELLA CONOSCENZA: “OGGI RISCOSSA COLLETTIVA DEGLI STUDENTI. DI NUOVO IN PIAZZA IL 14/12 PER SFIDUCIARE GOVERNO”
L’ approvazione del ddl Gelmini rappresenta l’ennesimo atto di un governo arrogante e violento. Questo è un provvedimento che peggiora l’ università pubblica italiana e precarizza la ricerca. Mentre la propaganda della Gelmini dice che vuole favorire il diritto allo studio, le borse di studio vengono scippate e la copertura finanziaria per la riforma non c’è. Il Governo avrebbe fatto bene ad ascoltare le nostre proposte di Altrariforma, il nostro è un movimento per il vero cambiamento di scuola e università. La restaurazione la vuole questo governo in crisi che oggi ha militarizzato le città provando, senza riuscirci, ad impedire le centinaia di migliaia di studenti che hanno invaso le piazze del paese. Con le manifestazioni degli ultimi mesi abbiamo deciso di riprenderci il futuro che questo governo ha deciso di rubarci. Non ci fermeremo oggi, lanciamo una lettera aperta (già pubblicata su Micromega ) a tutti gli studenti e le studentesse e alla società per scendere di nuovo in piazza in tutto il Paese il 14 dicembre, giorno in cui il parlamento voterà la sfiducia al governo. Vogliamo che quel giorno sia una vera liberazione per l’Italia e vogliamo far in modo che questo governo vada a casa non per giochi e trame di palazzo, ma a seguito della forte opposizione sociale che nella società, anche a partire dagli studenti, sta facendo sentire forte la propria rabbia.
RETE DELLA CONOSCENZA