I Cobas Scuola e le loro battaglie a Catania

September 12, 2011 by admin · Leave a Comment
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La scuola pubblica statale ha subito, in questi ultimi anni, un furibondo attacco che ha prodotto oltre 130.000 posti di lavoro in meno, un impoverimento della funzione didattico-formativa, un forte ridimensionamento della democrazia interna.
I COBAS, a livello generale, e attraverso i propri eletti nelle R.S.U., si sono coerentemente battuti per contrastare una tale drammatica deriva. Il L.S.S. E. Boggio Lera ha rappresentato, a Catania, uno dei luoghi più significativi di resistenza alla controriforma Gelmini e di difesa della scuola pubblica. All’interno del Boggio Lera i rappresentanti dei COBAS si sono battuti per difendere i diritti dei lavoratori, a partire dalla definizione di un contratto di Istituto capace di tutelarne gli interessi.

Il Dirigente Scolastico si è opposto a una corretta contrattazione e ha adottato provvedimenti disciplinari (censura) nei confronti di due su tre componenti della R.S.U.
I COBAS, con il patrocinio dell’ avv. Antonio Leonardi, si sono rivolti alla magistratura per ottenere la cessazione di tali atteggiamenti antisindacali e la rimozione dei provvedimenti punitivi. Il Giudice del lavoro ha dato ragione ai COBAS ordinando al Dirigente Scolastico la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione di ogni effetto.
Vista l’importanza di quanto accaduto, e tenuto conto che anche in altre scuole vengono segnalate analoghe difficoltà, i COBAS SCUOLA indicono una conferenza stampa MERCOLEDI’ 14 settembre 2011, alle ore 11,00, in via Caltanissetta 4, a Catania. Per i Cobas Scuola- Catania Teresa Modafferi ( 3285407159)

Cobas Scuola Piemonte su accorpamenti delle classi a Torino

August 17, 2011 by admin · Leave a Comment
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Comunicato stampa

Inizia il nuovo anno scolastico da ricordare negli annali poiché potrebbe costituire il punto di arrivo di quel progetto (bipartizan) di distruzione della scuola pubblica iniziato dal 1997 (anno di approvazione dell’autonomia scolastica).
Molto è stato fatto: la conclusione di una “riforma” che, dopo aver distrutto la scuola elementare e l’importante esperienza del tempo pieno, aver tagliato tutto il possibile alla scuola media, si avvia a mettere definitivamente in ginocchio la scuola superiore.

Le due “grandi leggi” (Gelmini e Tremonti) hanno svelato i veri progetti del governo:

1. politico: dequalificazione della scuola pubblica, alla scuola cialtrona, con potenziamento della scuola privata, frantumazione del sistema scolastico nazionale in una miriade di modelli diversi in competizione tra loro per accaparrasi i clienti con l’obiettivo del puro addestramento al lavoro flessibile e/o precario con il conseguente annullamento del vero obiettivo di una scuola pubblica,
ruolo assegnato dalla Costituzione, come luogo privilegiato di formazione del cittadino consapevole,
capace di sviluppare analisi, sintesi e spirito critico, capace naturalmente di inserirsi efficacemente
nel mondo del lavoro, ma in grado di capire cosa, come, perché e per chi produce. Capace di
acquisire anche una forte specializzazione, così come di uscirne e imparare cose diverse, dotato di
flessibilità cognitiva, come usa dire, ma in modo realmente autonomo e non etero diretto.
2. economico: 150 mila posti in meno in 3 anni di personale docente e ata con la conseguenza di una
drammatica espulsione di decine di migliaia di lavoratori precari e una grave ricaduta sulla didattica,
sul funzionamento di segreterie e laboratori, sulla sicurezza di alunni/e, sull’igiene delle scuole;
Zero finanziamenti per il funzionamento didattico e amministrativo (sussidi didattici, sussidi per alunni
diversamente abili, materiale di cancelleria, carta per fotocopie, computer, stampanti, fotocopiatrici,
materiale igienico/sanitario, ecc.), con conseguente richiesta alle famiglie di contributi sempre più
onerosi;
Riduzione di più del 50% dei finanziamenti per le supplenze , con conseguente ancor minore
chiamata dei supplenti rispetto all’anno passato e quindi ulteriore perdita di posti di lavoro per i
lavoratori precari e minor tempo-scuola effettivo dato agli studenti;
Se a tutto questo aggiungiamo i tagli subiti dai lavoratori della scuola grazie alle Finanziarie Tremonti, il
quadro è completo: blocco dei contratti, blocco degli scatti di anzianità, ripristino degli scaloni pensionistici,
blocco della buonuscita, aumento dell’eta pensionabile, ulteriori tagli agli organici con conseguente
accorpamento di classi e/o di Istituti.
Tutto questo, bisogna dirlo con estrema chiarezza, è stato fatto grazie al consenso di Cisl, Uil, Snals,
Gilda.
I lavoratori della scuola, tutta la società italiana deve sapere che la distruzione della scuola pubblica è stata
effettuata con l’appoggio incondizionato dei vari Bonanni, Angeletti & company, che in questi anni non
hanno fatto altro che approvare tutte le misure che il Governo ha proposto.
Bisogna reagire al più presto, un paese civile non può accettare supinamente la distruzione della scuola e
dello stato sociale da parte di una classe dirigente (sempre bipartizan) che ha saputo/voluto, in questi anni,
solo difendere i propri privilegi nascondendo a tutti/e la grave crisi finanziaria che “affligge” il capitalismo
mondiale.
I Cobas Scuola Torino, a partire dai prossimi giorni, metteranno in campo tutte le iniziative di
mobilitazione necessarie (anche quelle giudiziarie) per bloccare gli accorpamenti delle classi,
l’aumento del numero di alunni per classe.
Ma per far ciò abbiamo bisogno che tutta la categoria si risvegli dal lungo “letargo”.
Se davvero volete sognare, svegliatevi…..

Pino Iaria
Cobas Scuola Torino 347 7150917

COBAS SCUOLA TORINO
Sede Regionale: Via San Bernardino 4 -10141 Torino
Sede Bussoleno: via Fontan 16 (per appuntamento)
Tel/Fax 011 334345 347 7150917
e-mail: cobas.scuola.torino@katamail.com
sito web: www.cobascuolatorino.it
Consulenza: Martedì, Giovedì, Venerdì ore 16,30/19,30

Cobas: continua l’attacco alla scuola

July 19, 2011 by admin · Leave a Comment
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Il decreto legge con il quale il governo-zombie ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste:
Con la scusa di premiare il cosiddetto “merito” gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013 subiranno l’ulteriore blocco anche degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014.
Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: gli oltre 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti tecnici o amministrativi nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.
Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti tecnici e amministrativi precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà ruoli di assistenti tecnici o amministrativi spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e migliaia di precari saranno licenziati.
Sotto attacco il sostegno: nelle prime classi in cui c’è un docente per un solo alunno disabile può saltare il limite dei 20 alunni; le commissioni mediche per la diagnosi per assegnare il docente al disabile includeranno un rappresentante Inps per ridurre i riconoscimenti delle gravi disabilità.
“La scuola provvede ad assicurare la necessaria azione didattica e di integrazione per i singoli alunni disabili, usufruendo tanto dei docenti di sostegno che dei docenti di classe. A tal fine, nell’ambito delle risorse assegnate per la formazione del personale docente, viene data priorità agli interventi di formazione di tutto il personale docente sulle modalità di integrazione degli alunni disabili”. Questo comma 2 dell’art.7 permette ai presidi di assegnare agli studenti disabili anche docenti non specializzati che abbiano seguito un corso di formazione. Si vuole ripetere quanto già avvenuto con l’inglese nella scuola primaria: con un corso di 340 ore ora la lingua può essere insegnata anche dai docenti di posto comune, eliminando 11.000 posti; con lo stesso metodo il governo potrebbe licenziare 31.000 specialisti di sostegno precari.
Blocco degli organici anche in presenza di aumento degli alunni a partire dall’anno scolastico 2012/2013: il che significa classi più affollate con una incidenza fortemente negativa sulla didattica, altri tagli ai posti di lavoro e carichi di lavoro maggiori per docenti ed ATA
Niente più esoneri o semi esoneri per i collaboratori dei dirigenti delle scuole con meno di 55 classi: oltre al danno per il funzionamento della scuola spariranno le ore assegnate a supplenza e vi saranno circa 1000 cattedre in meno per i docenti precari.
Le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado saranno aggregate in istituti comprensivi con almeno 1000 alunni, con evidenti disagi per le scuole che hanno tra loro distanze anche di oltre 30 chilometri, e con ulteriori tagli di posti di personale amministrativo. Saranno penalizzati gli istituti (comprensivi e superiori) dei comuni montani (costituiti con un numero di alunni inferiori a 500) e quelli delle piccole isole che avranno solo dirigenti reggenti impegnati con incarico in altre istituzioni.

COBAS-Scuola
sede provinciale di Reggio Emilia
via Martiri della Bettola n.6
apertura: martedì dalle 17 alle 19,30
tel. 331/8826698 – 339/3479848 – fax 0522/282701
cobasre@yahoo.it www.cobas-scuola.it

Manifestazione a Roma in difesa della scuola bene comune

June 15, 2011 by admin · Leave a Comment
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DALLA VITTORIA REFERENDARIA ALLA DIFESA DELLA SCUOLA BENE COMUNE

LA MANIFESTAZIONE AL MIUR CONTRO LA SCUOLA-MISERIA E LA SCUOLA-QUIZ

La straordinaria vittoria referendaria segna una svolta epocale nel nostro Paese. Chiude 30 anni di craxi-berlusconismo, cioè di una catastrofica ideologia che ha esaltato il privato contro il pubblico, la concorrenza spietata contro la solidarietà, le gerarchie contro l’eguaglianza, l’irresponsabilità collettiva contro la difesa dei beni comuni, il familismo corrotto e amorale contro la cooperazione sociale e civile. La netta maggioranza degli italiani/e ha detto SI non solo all’acqua pubblica e all’energia pulita ma ad una nuova tendenza “benicomunista” che privilegia il “noi” all’”io”, che richiede la massima valorizzazione dei beni comuni, dall’acqua all’ambiente, dalla scuola alla sanità, e che ha chiaro quanto sia decisivo il controllo democratico sui beni pubblici e condivisi. Il centrosinistra che, spudoratamente, ha provato a fare proprio il successo referendario, malgrado sia stato in maggioranza, e a lungo, ostile ai quesiti referendari e alla democrazia dal basso che rappresentavano, avendo fatta propria per due decenni la filosofia liberista berlusconiana, dovrebbe aver capito che milioni di persone non hanno più intenzione di affidargli mandati per una vera socializzazione e democratizzazione dei beni comuni.
In questo spirito oggi abbiamo scioperato in tutta Italia e manifestato a Roma in difesa di quel grande e primario bene comune che è l’istruzione pubblica, immiserita e mortificata nell’ultimo ventennio con il contributo bipartisan di centrodestra e centrosinistra. Nonostante la gran parte delle scuole fosse chiusa per le pulizie post-referendarie e molti presidi-padroni avessero fatto svolgere illegalmente gli scrutini prima del termine delle lezioni, parecchie centinaia di docenti ed ATA hanno “assediato” per ore il MIUR della ministra Gelmini, affinchè vengano cancellati i disastrosi tagli alla scuola, il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, l’espulsione dei precari e l’utilizzo dei ridicoli quiz Invalsi per valutare scuole e docenti. Domani lo sciopero degli scrutini proseguirà in tutta Italia (tranne Marche, Puglia e Veneto che hanno scioperato nei giorni scorsi; e Liguria e prov. di Bolzano che lo faranno il 16-17 giugno). Dopodichè, dal 19 al 24 luglio i COBAS saranno a Genova per il decimo anniversario degli eventi dell’anti-G8 del 2011, per tessere, con tutte le strutture sociali, sindacali e politiche che si battono in difesa dei beni comuni e della giustizia sociale, una grande alleanza antiliberista per trasformare radicalmente il nostro Paese e le nostre istituzioni, in stretto collegamento con il più ampio movimento altermondialista che, dal Maghreb all’America Latina, lotta per “l’altro mondo possibile”.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

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