15 ottobre il popolo anti-crisi in marcia

October 13, 2011 by admin · Leave a Comment
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15 OTTOBRE, IL POPOLO ANTI-CRISI IN MARCIA

VOI LA CRISI, NOI IL CAMBIAMENTO

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA

Il 15 ottobre in Europa e nel mondo scenderanno in piazza milioni di persone che non vogliono più a pagare la tremenda crisi economica e sociale al posto di coloro che l’hanno provocata, e cioè quei poteri politici, industriali,
economici e finanziari che hanno imposto catastrofiche ricette liberiste in tutto il mondo occidentale indipendentemente dai partiti al governo.
Dalla Tunisia all’Egitto, dalla Spagna alla Grecia, dagli Stati Uniti a Israele, si sono via via sviluppati potenti e differenziati movimenti di protesta che chiedono giustizia sociale ed economica, fine del dominio delle logiche del profitto e della mercificazione, eliminazione della politica politicante e della corruzione istituzionale, difesa e arricchimento dei beni comuni e sociali, democrazia reale e partecipata.
Il 15 ottobre questi temi verranno portati nelle strade di circa 250 città del mondo, con una partecipazione corale che ha un solo precedente nel nuovo secolo e cioè la giornata del 15 febbraio 2003 quando il movimento antiglobalizzazione, che per primo aveva denunciato i disastri che il neoliberismo andava provocando, manifestò in tutto il mondo contro l’imminente guerra Usa contro l’Iraq.
In Italia si svolgerà una delle manifestazioni nazionali più grandi in assoluto, promossa dal Coordinamento 15 ottobre costituito da centinaia di associazioni, reti, strutture nazionali e locali che coprono un vastissimo panorama di conflitti contro il mortifero dominio sulla società civile dei capitali di Stato e privati, delle potentissime caste politicanti ed economiche.
Da tutto il Paese confluirà a Roma una marea di popolo indignato e infuriato contro lo scempio dei salari, del lavoro e delle pensioni, dei beni comuni, dei diritti economici, politici e sindacali operato mediante manovre economiche infinite in favore dei grandi gruppi industriali e finanziari e delle classi ricche e potenti, gestite da un governo ignobile come quello berlusconiano ma non ostacolate sul serio da un centrosinistra che, al tempo dei suoi governi, ha praticato analoghe politiche economiche e sociali.
Il popolo anti-crisi verrà con oltre 500 bus già organizzati, treni e mezzi privati da ogni angolo d’Italia: e noi COBAS daremo un contributo significato a questa partecipazione che verrà grandemente potenziata dalla diffusissima partecipazione popolare romana.
Il corteo del popolo anti-crisi, aperto da due striscioni “People of Europe rise up” e “Cambiamo l’Europa, cambiamo l’Italia”, portato da rappresentanti dei vari
conflitti in corso in Italia, partirà alle 14 da Piazza della Repubblica e passando per Via Cavour, Via dei Fori Imperiali, Colosseo, Via Labicana, Viale Manzoni
e V.E.Filiberto, giungerà a P.S.Giovanni, piazza conclusiva del corteo.

Piero Bernocchi

portavoce nazionale COBAS

Il 15 ottobre una grande e pacifica manifestazione di popolo a Roma

September 22, 2011 by admin · 1 Comment
Filed under: Proteste 

Pubblichiamo un comunicato stampa inviatoci da Piero Bernocchi, Portavoce nazionale COBAS.

Quando ieri Di Pietro, con incredibile leggerezza, ha affermato che se Berlusconi non se ne va “qui ci scappa il morto”, probabilmente pensava di immolare qualcuno dei suoi spingendolo a darsi fuoco, modello neo-bonzo, sotto Palazzo Chigi o Palazzo Grazioli. Ma oggi “Libero”, giornale-guida in ogni tipo di provocazioni, gira l’accusa di cercare il morto, pur di far cadere Berlusconi, agli organizzatori della manifestazione del 15 ottobre a Roma.
Sono farneticazioni interessate: pur nella assoluta ripugnanza generale verso il governo Berlusconi, in Italia non c’è proprio nessuno/a disposto a versare una sola goccia di sangue per contribuire a portare al governo i Bersani o i Casini, i Montezemolo o le Marcegaglia, sapendo che applicherebbero le stesse orrende politiche liberiste di Berlusconi e Tremonti, continuando a far pagare la crisi ai settori sociali più deboli e indifesi e non a chi l’ha provocata.
La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia attraverso le politiche anti-crisi dei governi finalizzate alla difesa dei profitti, dei settori forti della società, della speculazione finanziaria.
In Italia almeno un centinaio di organizzazioni, associazioni, sindacati, alleanze sociali, partiti, gruppi informali hanno costituito il Coordinamento 15 ottobre per mettersi al servizio della riuscita della manifestazione nazionale di Roma, che partirà alle 14 da Piazza della Repubblica. Il Coordinamento sta curando le caratteristiche , la logistica e l’organizzazione del corteo e ne definirà lo svolgimento. Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici forze sociali, reti, organizzazioni ed energie individuali e collettive che vogliono impedire all’Italia e all’Europa di proseguire verso il baratro della distruzione sociale ed economica e che esigono un’altra economia, un’altra società, una democrazia vera, cominciando a far pagare la crisi a chi l’ha provocata.
Stiamo costruendo una manifestazione inclusiva, pacifica e plurale, di massa e di popolo, e invitiamo tutti/e a partecipare attivamente al corteo del 15 ottobre coinvolgendo le proprie comunità e strutture ed in particolare organizzando con treni, bus e auto private l’arrivo a Roma.
Piero Bernocchi
Portavoce nazionale COBAS

Manifestazione a Roma in difesa della scuola bene comune

June 15, 2011 by admin · Leave a Comment
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DALLA VITTORIA REFERENDARIA ALLA DIFESA DELLA SCUOLA BENE COMUNE

LA MANIFESTAZIONE AL MIUR CONTRO LA SCUOLA-MISERIA E LA SCUOLA-QUIZ

La straordinaria vittoria referendaria segna una svolta epocale nel nostro Paese. Chiude 30 anni di craxi-berlusconismo, cioè di una catastrofica ideologia che ha esaltato il privato contro il pubblico, la concorrenza spietata contro la solidarietà, le gerarchie contro l’eguaglianza, l’irresponsabilità collettiva contro la difesa dei beni comuni, il familismo corrotto e amorale contro la cooperazione sociale e civile. La netta maggioranza degli italiani/e ha detto SI non solo all’acqua pubblica e all’energia pulita ma ad una nuova tendenza “benicomunista” che privilegia il “noi” all’”io”, che richiede la massima valorizzazione dei beni comuni, dall’acqua all’ambiente, dalla scuola alla sanità, e che ha chiaro quanto sia decisivo il controllo democratico sui beni pubblici e condivisi. Il centrosinistra che, spudoratamente, ha provato a fare proprio il successo referendario, malgrado sia stato in maggioranza, e a lungo, ostile ai quesiti referendari e alla democrazia dal basso che rappresentavano, avendo fatta propria per due decenni la filosofia liberista berlusconiana, dovrebbe aver capito che milioni di persone non hanno più intenzione di affidargli mandati per una vera socializzazione e democratizzazione dei beni comuni.
In questo spirito oggi abbiamo scioperato in tutta Italia e manifestato a Roma in difesa di quel grande e primario bene comune che è l’istruzione pubblica, immiserita e mortificata nell’ultimo ventennio con il contributo bipartisan di centrodestra e centrosinistra. Nonostante la gran parte delle scuole fosse chiusa per le pulizie post-referendarie e molti presidi-padroni avessero fatto svolgere illegalmente gli scrutini prima del termine delle lezioni, parecchie centinaia di docenti ed ATA hanno “assediato” per ore il MIUR della ministra Gelmini, affinchè vengano cancellati i disastrosi tagli alla scuola, il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, l’espulsione dei precari e l’utilizzo dei ridicoli quiz Invalsi per valutare scuole e docenti. Domani lo sciopero degli scrutini proseguirà in tutta Italia (tranne Marche, Puglia e Veneto che hanno scioperato nei giorni scorsi; e Liguria e prov. di Bolzano che lo faranno il 16-17 giugno). Dopodichè, dal 19 al 24 luglio i COBAS saranno a Genova per il decimo anniversario degli eventi dell’anti-G8 del 2011, per tessere, con tutte le strutture sociali, sindacali e politiche che si battono in difesa dei beni comuni e della giustizia sociale, una grande alleanza antiliberista per trasformare radicalmente il nostro Paese e le nostre istituzioni, in stretto collegamento con il più ampio movimento altermondialista che, dal Maghreb all’America Latina, lotta per “l’altro mondo possibile”.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

Il 10-13 maggio Indignati contro i quiz Invalsi

May 6, 2011 by admin · Leave a Comment
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10-13 MAGGIO IL POPOLO DELLA SCUOLA
INDIGNATO CONTRO I QUIZ INVALSI

Nonostante il gravissimo deficit di democrazia sindacale, che impedisce ai COBAS di svolgere assemblee in orario di servizio, la nostra campagna ha smascherato la colossale e pericolosissima truffa dei quiz Invalsi che si terranno nelle scuole tra il 10 e il 13 maggio e ha fatto sbandare vistosamente il carrozzone Invalsi, il MIUR e i tanti presidi-dirigenti che si considerano oramai i proprietari delle scuole. Gli stessi “valutatori” Invalsi hanno ammesso quale è – parole loro – “il vero intento del MIUR: quello di avere uno strumento al servizio dell’odiosa campagna contro i lavoratori della scuola pubblica, un “testificio” per fare la classifica dei docenti buoni e cattivi, per delegittimare e smantellare la scuola pubblica”: esattamente quello contro cui stiamo lottando. E il MIUR, vista la mala parata, ha scaricato i presidi-kamikaze, ammettendo con la Nota 2792 del 20 aprile che ogni decisione sui quiz Invalsi deve essere “deliberata dal Collegio docenti”; che non ci sono obblighi per i docenti in assenza di tali delibere (e anche in tal caso, il “vincolo di minoranza” consente di continuare a svolgere la normale attività didattica); che le delibere dei Collegi contrarie ai quiz non sono illegali ma solo “improprie”. Smascherata la truffa, molti presidi-kamikaze, diffidati in centinaia di scuole dai COBAS dal procedere nelle illegalità, stanno convocando precipitosamente i Collegi per far loro cambiare il piano delle attività, inserendo in extremis l’Invalsi. Anche tali modifiche in extremis sono illegali: e i presidi che le useranno per interrompere il pubblico servizio e imporre i quiz rischieranno nei tribunali.
Accanto ai docenti che in moltissime scuole hanno bocciato nei Collegi gli ignobili quiz, e a quelli che comunque si rifiuteranno di collaborare al massacro della didattica di qualità e del loro lavoro, ci saranno in molte città gli studenti delle superiori che, come quelli dei Collettivi di Senza Tregua a Roma, usciranno dalle classi dove si dovessero svolgere i quiz o consegneranno in bianco i materiali, nonostante che in molte scuole gli studenti vengano banditescamente minacciati di “penalizzazioni” negli scrutini finali. E infine, accanto a noi ci sarà anche la terza componente del popolo della scuola pubblica, quei genitori che denunceranno anch’essi i presidi che imporranno agli studenti i quiz Invalsi, e che comunque, nelle situazioni dove la protesta non fosse significativa, terranno i figli a casa.

CHI FA I QUIZ INVALSI AVVELENA ANCHE TE: DIGLI DI SMETTERE

I quiz Invalsi insultano la scuola pubblica, ogni didattica di qualità, la professionalità dei docenti e qualsiasi serio apprendimento da parte degli studenti. I quiz saranno usati per classificare le scuole, i docenti, gli studenti, e per differenziare gli stipendi degli insegnanti. Impediamo l’interruzione illegale della didattica e lo svolgimento dei quiz nelle scuole: e comunque evitiamo in ogni modo di parteciparvi.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

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