10 Domande per la scuola pubblica

March 11, 2011 by admin · Leave a Comment
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In queste settimane per qualificare il dibattito sulla scuola pubblica, per non renderla un feticcio o un carro sul quale tutti possono salire, abbiamo deciso di preparare 10 domande rivolte alle forze del centro destra e del centro sinistra sulla scuola pubblica. Dopo le dichiarazioni scandalose del Premier tutti si sono premurati di difendere questa parola, che di colpo è sembrata a tutti così importante. Noi però non siamo riusciti a cancellare l’immagine di chi ha votato due mesi fa il ddl Gelmini, di chi ha tagliato miliardi di euro alla scuola pubblica, di chi negli anni ha fatto ben poco per metterla al centro, rinnovando la didattica, realizzando un vero diritto allo studio.
Le responsabilità non sono solo del centro destra, ma anche del centro sinistra, che ha fatto leggi come quella sulla parità scolastica, che ha consentito di finanziare scuole private. Vogliamo perciò portare chiarezza nel dibattito verso questo 12 Marzo, quando si parla di scuola pubblica. Chiediamo ai politici di rispondere a queste domande, a queste nostre provocazioni perché è evidente che se le loro azioni e intenzioni politiche non vanno in questa dichiarazione, allora difendere la scuola pubblica sarà solo un altro feticcio, un pretesto per chiedere le dimissioni di Berlusconi.
“Le domande non sono delle provocazione, ma delle vere e proprie questioni che danni diciamo di essere centrali- afferma Mariano Di Palma, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti – per risolvere i problema della dequalificazione della scuola pubblica”. Le domande parlano di diritto allo studio, fondi alle scuole pubbliche, edilizia scolastica, laicità, migranti e autonomia scolastica. Tutti punti incalzanti su cui vorremmo che la politica ci rispondesse con chiarezza. Pensiamo che con questi strumenti possiamo risolvere i tantissimi problemi che riguardano la scuola pubblica, e  possano costruire un futuro più libero per le studentesse e gli studenti.


Di seguito le domande

10 domande: che cosa significa difendere la scuola pubblica?

I nostri istituti cadono a pezzi, il 50% delle scuole non è a norma, solo con un piano di investimenti per 14 miliardi di euro si potrà risolvere il problema dell’edilizia scolastica. Ti impegni a votare in Parlamento l’adeguato finanziamento della legge 23/96 per la messa in sicurezza degli edifici scolastici?

Il diritto allo studio nel nostro paese è inesistente. Da anni chiediamo una legge quadro che stabilisca i livelli essenziali delle prestazioni e adeguamenti finanziamenti alla Regioni per garantire a tutti gli studenti, come sancito dalla Costituzione, borse di studio, trasporti e servizi. Ti impegni a promuovere in Parlamento questa legge?

Molti studenti sono inseriti in percorsi di alternanza scuola-lavoro e stage senza alcun diritto, tutela o garanzia di qualità di questo canale formativo. Ti impegni a votare in Parlamento uno statuto dei diritti degli studenti in stage, per garantire che si tratti di un vero percorso di formazione e non di semplice manodopera gratuita per le imprese?

Nel 2000 il centrodestra e il centrosinistra hanno votato insieme la legge di parità che permette alle scuole private di accedere a finanziamenti sottratti alla scuola pubblica. Ti impegni ad abrogare questa legge, riconoscendone la deriva che ha avuto soprattutto negli ultimi anni?

L’autonomia scolastica, invece di produrre protagonismo, partecipazione e qualità della didattica, ha prodotto dirigismo e autoritarismo. Sei dispoto a votare in Parlamento una Carta dell’autonomia per garantire reale partecipazione alla vita scolastica da parte degli studenti e delle studentesse?

Nel 2008 sono stati tagliati 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, circa il 6% del suo bilancio. Gli effetti di questi tagli sono devastanti: scuole chiuse il pomeriggio, mancanza di strumenti didattici, carenza anche degli accessori più banali come gessetti e carta igienica: saresti disposto a tagliare le spese militari per finanziare una didattica di qualità?

Sono circa 700 mila gli studenti migranti nelle scuole pubbliche italiane. Saresti disposto a votare un piano straordinario per garantire l’integrazione di questi studenti con programmi di scolarizzazione ad hoc?

L’Italia è il fanalino di coda in Europa per il tasso di dispersione scolastica: ha una media del 20% con picchi del 30% in regioni come Veneto e Calabria. Cosa faresti per limitare questo fenomeno?

A scuola l’unica religione che si insegna è la religione cattolica. Saresti disposto a votare un provvedimento, nel rispetto della laicità dello stato, finalizzato a una scuola che insegni storia delle religioni?

In questi mesi abbiamo riempito le piazze e le strade con manifestazione e cortei, siamo saliti sui monumenti, abbiamo occupato scuole e università, rivendicato un futuro di dignità, libero dalla schiavitù della precarietà e dall’obbligo dell’emigrazione. Che soluzioni proponi come alternativa alla fuga?

Chi difende davvero la scuola pubblica?

March 4, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: comunicati stampa 

La difesa della scuola pubblica, non è un concetto astratto, non è un’idea vaga. Difendere la scuola pubblica ha dei temi, delle ragioni ben precise, almeno per il movimento studentesco degli ultimi quindici anni. Il 12 marzo sembrano tutti per la scuola pubblica, ma non possiamo rilevare come attorno a questa data si sia stretta gente che fino a ieri non esitava a tagliare fondi alla scuola pubblica votando il Ddl Gelmini. I deputati di FLI oltre a votare il ddl che privatizza gli atenei e azienda lizza le università, ha votato due anni fa una finanziaria che ha tagliato otto miliardi alla scuola pubblica quando era all’interno della maggioranza parlamentare.
Non da meno è l’UDC, sempre preoccupata più dell’assicurare fondi alle scuole private e aumenti ai soli insegnanti di religione cattolica piuttosto che della difesa e il miglioramento della scuola pubblica, e anche le forze del centro sinistra troppo spesso si sono dimenticata di fare un’opposizione reale alle scellerate politiche del governo e a investire realmente sulla scuola pubblica quando erano al governo.


Gli studenti, che hanno dato vita a 3 mesi di mobilitazioni in tutta Italia, si sono opposti a questo tipo di politiche di tagli alla scuola pubblica, per difendere il diritto allo studio, contro la precarizzazione e il licenziamento degli insegnanti, il finanziamento alle scuole private, il taglio delle ore e l’impoverimento della didattica, smascherando la falsa retorica sulla meritocrazia, e che hanno fatto vere proposte per migliorare la scuola, partendo dalla richiesta di un piano straordinario per l’edilizia scolastica, ai fondi per le scuole pubbliche, per il diritto allo studio e per la stabilizzazione dei docenti Precari. Hanno costruito una piattaforma chiara in difesa della scuola pubblica che hanno chiamato l’AltraRiforma della Scuola.

Rete della Conoscenza

Rete delle Conoscenze: Domani in piazza con la FIOM, la democrazia non è un optional

January 27, 2011 by admin · Leave a Comment
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Gli studenti della Rete della Conoscenza aderiscono allo sciopero di domani indetto dalla Fiom-Cgil. “La democrazia in questi ultimi mesi sta assumendo sempre più il valore di un optional” – dichiarano gli studenti della Rete, che sottolineano il legame tra mondo del lavoro e della formazione. “Il confronto è mancato nella scrittura del Ddl Gelmini come in quella dell’accordo per lo stabilimento di Mirafiori. L’unico modo per rispondere agli strappi, alle fughe in avanti, all’autoritarismo è stato rispondere con più forza di quella che si avesse in corpo e molti operai di Mirafiori hanno avuto la forza sovra umana di dire no al taglio dei diritti in cambio di lavoro.”
“Il voto della fabbrica torinese – continuano – rappresenta uno spartiacque, perché torna a far parlare di sé una condizione sociale dimenticata, una condizione sociale definita da molti come superata e apparentemente slegata dal mondo dei giovani, dal progresso e dallo sviluppo. Invece, la condizione operaia non è per nulla distante da quella di noi studenti, entrambi viviamo la condizione di una precarietà generalizzata derivante dall’insicurezza e dalla continua ricattabilità.” Gli studenti di scuole e unviersità annunciano la loro presenza ai cortei regionali dei metalmeccanici che si terranno in tutta, da Milano a Termini Imerese passando per Torino, Cassino, Pomigliano D’Arco, Melfi, Bari, ecc
“Domani saranno protagonisti i temi del lavoro, dei saperi e dei beni comuni che hanno attraversato in questi mesi la società italiana,conclude la Rete della Conoscenza. Vogliamo liberare questo paese da un sistema che l’ha portato a un passo del baratro e costruire dal basso un mondo diverso. Il nostro futuro dipende dal coraggio di scegliere l’alternativa, un modello di sviluppo che parta dalla democrazia, dai saperi e dai diritti.”

RETE DELLA CONOSCENZA

Studenti: Bloccheremo riforma negli atenei

December 23, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: comunicati stampa 

“Resisteremo un minuto di più”

L’approvazione del ddl Gelmini da parte del Senato non è stata un fulmine a ciel sereno, per gli studenti in mobilitazione.”Sapevamo che ormai dentro il parlamento non c’erano più margini – commentano le studentesse e gli studenti di LINK-Coordinamento Universitario – Ma la battaglia non è finita. I tanti cortei di ieri l’hanno dimostrato: questo movimento riesce a mobilitare centinaia di migliaia di studenti fino a 3 giorni prima di Natale, ben al di là delle canoniche manifestazioni autunnali. In questi mesi è successo un fatto storico: un’intera generazione di studenti e lavoratori ha deciso di prendere in mano il proprio destino, è intervenuta con una forza e una determinazione senza precedenti sullo scenario politico, è riuscita a bloccare l’Italia per porre i temi dell’università pubblica, della precarietà del lavoro, del futuro rubato al centro del dibattito pubblico. E non ci fermeremo”.
Il piano della mobilitazione, ora, si sposta dal parlamento verso il governo, con l’attesa dei decreti attuativi, e verso gli atenei, con l’adeguamento degli statuti universitari alla nuova legge: “Chiediamo fin da subito a tutti i rettori di disobbedire, e su questo daremo battaglia – annunciano gli studenti e le studentesse di LINK – Daremo battaglia in tutti gli organi collegiali e in tutte le piazze, perché la privatizzazione dell’università, lo smantellamento del diritto allo studio e la precarizzazione della ricerca non passino nei nostri atenei. La comunità universitaria ha il diritto e il dovere di ribellarsi.”
Gli studenti non escludono nessuna delle vie possibili per bloccare la legge, dalla Corte Costituzionale al referendum: “Valuteremo come movimento che strada prendere. Quello che è certo è che non ci fermeremo qui, dopo che siamo riusciti a raccogliere il consenso di tutto il paese intorno alla nostra battaglia.”
Continua anche il percorso della costruzione dell’alternativa: “La carovana dell’AltraRiforma, la proposta dal basso per cambiare l’università, citata anche dal presidente Napolitano durante l’incontro con gli studenti di ieri, non si ferma: continueremo a raccogliere idee e proposte e a sperimentarle tutti i giorni nei nostri atenei: vogliamo il diritto al referendum sulle materie che ci riguardano, vogliamo un nuovo welfare che ci permetta l’autonomia dalla famiglia, vogliamo una ricerca aperta ai giovani e non bloccata dalle baronie”.

LINK-Coordinamento Universitario
www.coordinamentouniversitario.it

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