A Palermo la lotta ai tagli alla scuola si intensifica

August 27, 2010 by admin · Leave a Comment
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Nel filmato potete vedere l’intervento di Barbara Evola, docente precaria palermitana, subito dopo l’incontro in Prefettura di Palermo alle presenza delle seguenti figure istituzionali:

On.le Pizza, Ass.Reg/le Centorrino, Sovr.Pubb.Istruz.Sicilia Distefano, On. T.Russo (PD), Sen. F.Giambrone (IDV)

per chiedere una riduzione dei tagli alla scuola pubblica apportati dalla riforma Gelmini. Purtroppo niente di nuovo, i tagli restano e la parola passa alla mobilitazione in piazza.

Docenti precari: arriva la prima sentenza al sud riguardo gli scatti stipendiali

August 13, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: precari 

Riceviamo un comunicato stampa dei Cobas Scuola Salerno riguardo ai docenti precari e ad una sentenza sugli scatti stipendiali.

Esultano i Cobas Scuola ed il Comitato insegnanti ed ata precari di Salerno per la prima sentenza anche nel sud Italia.Il Tribunale di Salerno infatti, con sentenza n°3651 del 14 Luglio 2010, riconosce gli aumenti di stipendio”scatti biennali” anche ai docenti precari. Nel caso specifico il docente Giuseppe Tuozzo,con oltre dieci anni di precariato sulle spalle, si era rivolto all’avv.Angelo Maurilio Tuozzo dei Cobas di Salerno per vedersi riconosciuto il diritto ad accedere ai cosiddetti scatti di anzianità da riconoscere in busta attraverso i cosiddetti “gradoni”, al pari dei colleghi assunti a tempo indeterminato. In pratica un docente precario, pur facendo lo stesso lavoro di un collega di ruolo, prende lo stipendio iniziale senza aumenti anche dopo 20-30 anni di precariato. Una disparità di trattamento che non trova giustificazione e che i Cobas hanno deciso di contrastare fortemente. Hanno deciso di lottare contro la vera ragione della precarietà nella scuola: il fatto che all’Amministrazione convenga usare i contratti a tempo determinato per abbassare il costo del lavoro del personale scolastico. Mediamente, proprio per la progressione di carriera di cui i precari non godono, oltre allo stipendio estivo che i supplenti fino al termine dell’attività didattica non percepiscono, un precario costa allo Stato circa 8.000 € in meno di un lavoratore in ruolo .Conquistare gli scatti di anzianità per il personale precario, giocoforza significa anche conquistare il riconoscimento di tutto il servizio pre-ruolo per il personale immesso in ruolo. Un breve riepilogo:lo scorso anno l’avvocato aveva fatto ricorso per decreto ingiuntivo D.I. 480/09 che era stato accolto dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Salerno. A tale decreto,però, vi era stata l’opposizione del MIUR attraverso i suoi legali. Il 14 Luglio 2010 Il Giudice del lavoro dott.M.L.Viva ha rigettato in toto l’opposizione del Min.dell’Istr. accogliendo la tesi della difesa del docente precario. “L’art.53 della legge n°312/1980-si legge nella sentenza-continua a trovare applicazione nel comparto scuola è ancora in vigore e come tale disciplina la fattispecie in esame,proprio perché recepito in toto dalla stessa contrattazione collettiva.

Il Giudice,quindi, riconoscendo gli scatti stipendiali(art.53 legge 312/80,corrispondente al 2,5 per cento sulla posizione stipendiale iniziale,a partire dal terzo anno di servizio prestato, in poi) per i docenti precari,che prevedeva lo scatto in parola, si debba ritenere tuttora in vigore. Il Ministero,quindi,viene condannato a pagare €4.068,39 al docente oltre alle spese per l’onorario dell’avvocato. Nei prossimi mesi andranno a sentenza altre decine di ricorsi patrocinati sempre dall’avv.Angelo Maurilio Tuozzo dei Cobas ai quali se ne aggiungeranno,in seguito a questa prima sentenza, tantissimi altri.

Cobas Scuola Salerno – Comitato Insegnanti e Ata precari Salerno

Precari non abilitati: Adida ricorrerà contro lo schema di regolamento sulla formazione inziale docenti

August 3, 2010 by admin · 1 Comment
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Lauree a scadenza, doppia selezione ed eliminazione del Soprannumero. Anche se manca ancora la versione definitiva del decreto, questo è ciò che il Ministero ha promesso ai docenti precari di III fascia con anni di esperienza, e non per essere assunti, ma per ottenere l’ abilitazione all’insegnamento. Per potersi abilitare infatti, si dovrà oltrepassare assieme ai neo-laureati un doppio test di ammissione per poter iscriversi poi, ovviamente a fronte di rette che si preannunciano assai salate, ai TFA (corsi abilitanti di durata annuale previsti dallo Schema di regolamento sulla formazione iniziale docenti), rigorosamente a numero chiuso anche per chi, ed è davvero un paradosso e una vergogna, sta già da anni esercitando la professione docente.
I posti disponibili saranno calcolati sulla base delle esigenze attuali, che in un periodo di tagli, o, se vi sembra più elegante, di razionalizzazione, avrà come diretta e amara conseguenza che solo pochissimi potranno accedervi. Chi non passerà questi test al primo tentativo, risultando non solo NON vincitore, né tantomeno idoneo, rischia di vedere il proprio titolo di studio annullato ai fini dell’insegnamento (per le classi di concorso considerate ‘sature’ potrebbe addirittura non essere possibile effettuare il test di ammissione poiché si ritiene probabile l’ipotesi che non sussistendo l’esigenza di abilitare nuovo personale il Ministero decida di non attivare i relativi corsi abilitanti!). In altre parole, se non dovessero essere messe a punto delle modifiche al testo del decreto, per potersi abilitare sarà necessario iscriversi nuovamente all’università conseguendo una laurea specialistica, anche questa a numero chiuso e con relativo test di ingresso.

Nonostante l’intensissimo lavoro di trattative politiche a tutti i livelli portate avanti in questi mesi da Adida, nonostante il coinvolgimento di tutte le principali sigle Sindacali (CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA, ANIEF, COBAS, CONITP), nonostante le richieste del Consiglio di Stato e del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione di riconoscimento del servizio svolto dai precari non abilitati, nonostante le energiche proteste di Adida che ha denunciato l’assoluta assurdità delle “lauree a scadenza” e del mancato accesso diretto per tutti i docenti precari non abilitati con almeno 360gg. di servizio ai corsi abilitanti giunto fino in Senato e alla Camera, dove in sede di audizione i coordinatori dell’associazione hanno coraggiosamente denunciato alle commissioni parlamentari l’infinita serie di violazioni patite dai precari non abilitati in questi anni, e l’illegittimità delle scelte operate dal Ministero in merito allo Schema di regolamento sulla formazione iniziale docenti. Insomma, nonostante tutto ciò, il Ministero si è dimostrato totalmente sordo.

Il Direttivo e il Coordinamento di ADIDA non sono disponibili ad accettare che migliaia di docenti di III fascia dopo anni di insegnamento vengano cancellati come si fa con un file inutile, scomodo e persino imbarazzante.
Nei prossimi mesi continueranno le trattative per far scrivere ed approvare un emendamento che permetta l’accesso diretto ai TFA per tutti i docenti con almeno 360gg. di insegnamento e/o in alternativa un decreto per l’emanazione di un corso abilitante riservato, naturalmente sempre con esame finale. Purtroppo non abbiamo garanzia alcuna di poter riuscire nell’impresa e per questo ci stiamo organizzando per avviare un doppio ricorso:

il primo è finalizzato all’ammissione diretta ai TFA per tutti i docenti che abbiano maturato almeno 360gg. di insegnamento nelle scuole di qualsiasi ordine e grado;

il secondo invece è rivolto a tutti quei docenti che non abbiano ancora maturato un simile servizio e sarà dedicato alle lauree a scadenza; in pratica si chiederà per i ricorrenti la possibilità di poter ripetere più volte (vista l’aleatorietà dei test) nel caso i test non venissero superati, senza dover sostenere altri esami universitari e/o un intero corso di laurea.

Ecco il link per avere dettagli dei ricorsi e aderire.

ADIDA (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare)
www.associazioneadida.it

Docenti precari della Valmarecchia

July 5, 2010 by admin · Leave a Comment
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Una soluzione che evita di penalizzare ulteriormente i docenti precari di Pesaro. Con la nota 6360 del 5 luglio 2010 il Miur consente che il conferimento delle supplenze annuali (e fino al termine delle attività didattiche) per le scuole della Valmarecchia siano conferite dalle graduatorie di Pesaro.

Dopo le proteste della FLC CGIL e delle altre organizzazioni sindacali, insieme ai docenti precari della zona, il Miur ha dovuto modificare la scelta con la quale aveva consentito solo il mantenimento delle posizioni occupate nelle graduatorie d’istituto (vedi nota del 5640 del 8 giugno 2010)

In questo modo i precari di Pesaro continueranno, per il 2010/11, ad avere diritto alle nomine anche dalle graduatorie ad esaurimento e non saranno ulteriormente penalizzati dal trasferimento di quei comuni nella provincia di Rimini.

Sarà ora cura degli uffici Scolastici di Rimini e di Pesaro garantire la piena attuazione di tale soluzione.

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