Resoconto manifestazione Gilda degli insegnanti a Roma del 5 giugno

June 9, 2010 by admin · Leave a Comment
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Centinaia di docenti provenienti da tutta Italia hanno partecipato oggi pomeriggio, in piazza Santi Apostoli a Roma, alla manifestazione nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per protestare contro il massacro degli organici nella scuola e la Finanziaria varata dal Governo.

“In questo momento così difficile – ha detto il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, intervenendo dal palco allestito in piazza Santi Apostoli – è fondamentale far capire a tutti gli italiani cosa sta accadendo nelle scuole. In tre anni scompariranno 135mila posti di lavoro: tagli indiscriminati che, oltre a rendere disoccupate decine di migliaia di insegnanti, – ha sottolineato Di Meglio – stanno rendendo impossibili le attività didattiche, a causa del sovraffollamento delle classi e della mancanza di supplenti”.

Il leader della Gilda ha usato toni molto duri anche contro la Finanziaria, “una manovra – ha attaccato Di Meglio – che colpisce doppiamente i docenti, discriminandoli rispetto alle altre categorie di dipendenti pubblici. Per i docenti, infatti, oltre al blocco del contratto per tre anni, è prevista anche l’abolizione degli scatti stipendiali senza alcuna possibilità di recupero. Nell’ambito del triennio, la perdita economica subita dagli insegnanti va da un minimo di 700 euro a un massimo di 2700 euro all’anno per i più anziani. Per le altre categorie, come per esempio i magistrati, ciò non avviene”.

“È arrivato il momento di ribellarsi e di combattere con tutte le armi a nostra disposizione – ha aggiunto Di Meglio – perché è chiaro che l’obiettivo del Governo è smantellare la scuola pubblica statale a favore di quella privata. Per impedire che ciò avvenga, la Gilda degli Insegnanti preparerà un programma di mobilitazione che durerà per tutto il prossimo anno scolastico”.

Infine il coordinatore nazionale ha annunciato che “se la Finanziaria passerà alla Camera e al Senato con il testo attuale, la Gilda la impugnerà per incostituzionalità, perché viola i principi di eguaglianza e di non retroattività delle leggi”.

Qui trovate il video della manifestazione.

Docenti Scuola

May 19, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: scuola 

Ogni tanto ci piace fare il punto sulle figure che lavorano nella Scuola. Oggi parliamo, con l’aiuto di Wikipedia, dei Docenti Scuola.

Docente deriva dal latino “docentem” accusativo di “docens” che è a sua volta il participio presente del verbo “d?c?re” nel significato di: far sapere, ammaestrare, insegnare. È sovrapponibile al termine insegnante. Rispetto a quest’ultimo, tuttavia, comporta un riferimento più diretto all’aspetto tecnico e giuridico (diritti, doveri, figura e funzioni), attribuito al docente all’interno dell’Ordinamento scolastico e nelle Organizzazioni sindacali di categoria.

I docenti nell’Ordinamento scolastico


L’insegnamento e l’art. 33 della Costituzione
«L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento». Così si esprime, al suo primo comma, l’art. 33 della Costituzione italiana.[1] Da questo principio deriva la libertà didattica di chi insegna. Le finalità e gli obiettivi dell’azione educativa dei docenti sono quindi stabiliti normativamente: nelle leggi statali e regionali, nei programmi, nelle circolari e regolamenti applicativi, scendendo sempre più in dettaglio fino ai documenti programmatici del singolo Istituto scolastico (come, ad esempio, nel Piano dell’offerta formativa, il cosiddetto POF). Ma questa quantità di disposizioni e indicazioni, proprio per l’art. 33, non può imporre ai docenti l’adozione di un preciso metodo d’insegnamento. Il “come”, cioè con quale metodologia specifica realizzare gli obiettivi dell’insegnamento stabiliti dalle norme, è lasciato alla libertà dei docenti. Vale a dire alla loro ricerca didattica, alla loro scelta consapevole e quindi alla loro responsabilità personale.

Reclutamento e formazione dei docenti
Nell’attuale ordinamento italiano tutti i docenti di scuole statali o paritarie devono essere forniti di abilitazione. L’abilitazione all’insegnamento nelle scuole materne ed elementari si consegue nei corsi di laurea in Scienze della formazione primaria. Per le scuole medie e superiori sono esistiti dal 1999 al 2008 appositi corsi biennali di formazione post-laurea, a numero programmato, presso le Università (SSIS), che prevedevano esami teorici di materia, di pedagogia, di didattica e un periodo di tirocinio nelle scuole statali, sotto la guida di un tutor.

Ritornerai, racconto di Alessandra Pernolino

January 29, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Racconti sulla scuola 

“Cari “pargoli”,

perché sapete che è così che mi piace chiamarvi, abbiamo trascorso un anno intenso, tempestoso, ma magnifico e ricco di sorprese che ora volge al termine. Dobbiamo salutarci, ebbene sì, lo scrivo con una vena di malinconia che, data la vostra giovane età, non comprenderete mai fino infondo.

Vi lascio con una tenerezza immensa nel cuore e, con la speranza profonda, che chi prenderà il mio posto saprà comprendervi ed amarvi così come ho fatto io, con tutti i vostri difetti, le vostre curiosità, i vostri silenzi lunghi ed apparentemente immotivati che, all’inizio dell’anno, mi facevano così tanto “scaldare”.

Vi lascio portando nel cuore i vostri sorrisi, le vostre piccole soddisfazioni, le mie grandi vittorie. Nessuno ci porterà via i ricordi di quest’anno scolastico. Incontrerò tanti altri visi, ascolterò altrettante parole balbettate piano, calpesterò il pavimento di tante altre scuole, ma non potrò mai dimenticare le lacrime di Paolo, durante il compito in classe, i borbotti di Giorgio, quando dovevo interrogare, gli occhi languidi di Martina che si innamorava per la prima volta, le corse nel corridoio per venirvi a “recuperare” al suono della campanella, i vostri panini giganti e la pizza della ricreazione, la recita di Natale ed il vostro trucco da folletti del Polo Nord, la paura per il risultato delle verifiche, i sorrisi immensi davanti ad ogni piccolo progresso, il vostro chiedermi di restare fino a fine anno, le vostre preghiere, come se tutto questo dipendesse dalla mia volontà, le scritte sulla lavagna che mi salutavano, prima di andar via.

Non vi dimenticherò mai. Non vi lascio con richieste o consigli, ma solo con un pensiero: continuate ad essere veri e belli come siete oggi, non smettete mai di credere e di sognare, attendete sempre il meglio da voi stessi e dagli altri, sentitevi tristi, ogni tanto, e sfogate la rabbia nei vostri magici pianti liberatori. Crescete liberi e spontanei e non cercate di essere mai ciò che non siete già, perché la vostra forza risiede proprio nell’essere unici.

Vi abbraccio tutti, ma uno ad uno. ”.

Quando li guardai, i loro occhi erano lucidi. Stranamente, durante la mia lettura, nessuno aveva osato distrarsi, nessuno aveva proferito parola, nessuno aveva smesso, neanche per un istante, di fissare il foglio che avevo tra le mani. In realtà, li aveva stupiti anche il fatto che io, la loro prof, quella che metteva i voti, quella che era molto ben disposta alle critiche, avesse deciso di mettere nero su bianco una frase, delle parole, solo per loro.

Avevo esordito spiegando loro che volevo che sapessero ciò che mi passasse per la testa e che, siccome non ero brava a spiegare i miei sentimenti quanto i versi di Omero, avevo preferito scriverli, perché mi veniva più semplice. Ora, però, sembrava che ci fossimo detti tutto. Sembrava che l’unica cosa che potessi fare fosse alzarmi ed uscire da quell’aula. Mi sentivo svuotata.

Nel silenzio tombale, Giorgio, il più duro, all’apparenza, osò aprir bocca. Ero già pronta a sentire una delle sue frasi ad effetto, di quelle che fanno un rumore di risate e di battute, invece, restai meravigliata nel sentirgli pronunciare solo una parola: “ritornerai”. C’era un mondo dietro quelle lettere. C’era il mio mondo ed il loro che, per una strana alchimia, s’erano trasformati in un legame profondo. C’era la speranza di vedermi, a settembre, con la mia borsa di Mary Poppins ed i miei occhialetti neri per sembrare severa, varcare la porta della loro classe e fare l’appello, il solito appello, chiamandoli per nome, perché i cognomi mi hanno sempre dato l’idea di voler tenere a distanza qualcuno. C’era tutto quello che non era stato in grado di dirmi in un anno. C’era il suo grazie che risuonava in tutto il suo roboante splendore.

Mi commossi. Restai, per la prima volta nella mia vita, muta davanti ad una dichiarazione d’affetto. Erano i miei alunni a farmela. Tutti, anche quelli che erano rimasti in silenzio. Anche quelli che, adesso, si erano sciolti in lacrime. Mai, come in quel momento, sentii il peso di essere precaria. Mai, come allora, avrei voluto fare il Don Chisciotte e proclamare a gran voce che non m’importava di decreti e graduatorie, che non m’interessavano i punti, che mi sarei messa contro anche il Ministero, se fosse stato necessario, ma che sarei rimasta lì. Con loro. Invece, sputai fuori solo un impacciato “grazie”.

A ventotto anni, avevo smesso di sognare. Ero consapevole, perfettamente, che quelli sarebbero stati solo degli alunni, tra i tanti che non avrei mai condotto all’esame di stato. Tra i tanti che avrei visto solo passarmi davanti, ciascuno col proprio bagaglio di insicurezze, di sogni, di paure, di progetti. Solo degli alunni. Quel giorno andai a casa e, durante il viaggio di mezz’ora, ebbi il tempo di riflettere su quanto tutto questo fosse immensamente ingiusto.

La scuola secondaria di primo grado è il momento più importante della vita di un uomo. E’ un ciclo triennale che prepara alla maturazione dell’individuo. Gli insegnanti non sono chiamati solo ad essere dei trasmettitori di cultura, ma devono essere formatori di menti, di coscienze, di cuori. Gli adolescenti, più degli altri, hanno diritto ad avere punti fermi, figure di riferimento che li prendano per mano e li accompagnino lungo tutto il loro percorso di crescita.

Ero stata ingannata. Nei due anni di SSIS, mi ero sentita dire che la continuità scolastica fosse l’arma vincente per garantire un corretto sviluppo psico-pedagogico degli alunni. Tutto fumo. All’atto pratico, le tre classi nelle quali avevo insegnato, in tre anni di carriera, non avevano avuto lo stesso docente per più di un anno. Dov’era la continuità? Si parlava allora solo di contenuti? Non di uomini e donne, di cittadini, di individui, di persone, solo di contenuti.

La rabbia era forte. Mi sembrava di bruciare dentro. Avevo scelto il mio mestiere per un’ardente passione non solo nei confronti delle discipline letterarie, ma per come queste potessero rappresentare una salvezza per i ragazzi, troppo spesso inevitabilmente tentati dal successo e dai soldi, dal gioco e dal divertimento sfrenato, modelli che avevano preso piede in maniera eclatante.

Arrivai a casa e controllai il telefono. C’erano diciassette messaggi. C’erano diciassette “grazie” scritti. Compresi allora che, nonostante tutto, nonostante la tristezza del momento, nonostante la delusione, nonostante le lacrime, ero riuscita ad essere ciò che desideravo diventare, ero stata, per quei ragazzi, per i miei ragazzi, un punto di riferimento, un adulto di cui fidarsi, un veicolo di trasmissione di informazioni che regalano quel qualcosa in più necessario per essere migliori: quell’humanitas propria dei poeti e degli artisti in genere, quella cultura che non si trova solo nei libri di scuola o sui piedistalli dei cattedratici, quel respiro vitale che è proprio delle menti libere.

BREVE SCHEDA BIOGRAFICA: Laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università “La Sapienza di Roma” con tesi in Pedagogia Generale, ho frequentato la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario (SSIS), presso l’Università degli Studi del Molise, conseguendo due abilitazioni (Classi A043/50 e A051). Docente di materie letterarie presso gli Istituti Secondari di Primo Grado, sono al mio terzo anno di insegnamento.


Al via la seconda edizione di Docente dell’anno

January 25, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: tecnologia 

Il concorso rivolto a docenti e studenti per migliorare
la didattica nelle scuole attraverso la tecnologia

L’iniziativa quest’anno premierà non solo i docenti ma anche gli studenti delle “classi digitali” che dimostreranno come la tecnologia possa migliorare i processi di apprendimento.

La nuova edizione del concorso si arricchisce del Premio Speciale Emoticon Art assegnato alla classe che, grazie alla funzione Gruppi di Windows Live Messenger, ideerà e realizzerà nuove icone digitali all’interno del proprio progetto didattico

Milano, 25 gennaio 2010 – Oggi prende il via la seconda edizione di “Docente dell’anno”, il concorso organizzato da ANP – Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola – e Microsoft Italia. L’iniziativa si propone di divulgare una nuova cultura informatica nell’ambito dell’insegnamento spronando i docenti, appartenenti alla community online di Apprendere in Rete (www.apperendereinrete.it), a candidarsi.
Tutti i docenti che si sono già registrati o si registreranno al gruppo Autori della community virtuale di Apprendere in Rete avranno la possibilità di presentare gratuitamente al concorso le proprie lezioni o i propri oggetti didattici, sviluppati con l’aiuto di supporti informatici.

I progetti dovranno consistere in materiali didattici aventi i seguenti requisiti: presenza di potenzialità tecnologiche e didattiche (nello specifico, soddisfare esigenze di interattività, utilizzo di strumenti innovativi, multimedialità e interazione con gli studenti) e valenza del contenuto. I progetti saranno caricabili dal 25 gennaio al 30 aprile (in formato zip, pdf o qualsiasi formato Microsoft Office) nella sezione on line Condividi e conosci in tre diverse aree tematiche: TECNOLOGICA, UMANISTICA, SCIENTIFICA. Ogni docente potrà inoltre sottoporre uno o più progetti.

La redazione di Apprendere in rete pubblicherà sul portale i materiali inviati e i membri della community potranno votare i loro preferiti: i 30 che avranno ricevuto più voti saranno poi giudicati da una Giuria di esperti[1] che, entro il 20 maggio 2010, stabilirà il vincitore cui verrà offerta la possibilità di effettuare uno stage presso una prestigiosa scuola all’estero.

Quest’anno, inoltre, il concorso si arricchisce del nuovo Premio “Classe Digitale”, che coinvolge il mondo studentesco. Sarà, infatti, offerta agli studenti la possibilità di avere un’esperienza diretta dei nuovi approcci collaborativi, entrando a far parte di vere e proprie classi virtuali per la realizzazione di progetti specifici insieme al proprio insegnante. Un modo diretto per coinvolgere e premiare gli studenti più talentuosi e meritevoli, che utilizzano la tecnologia come strumento per valorizzare il loro potenziale. Anche in questo caso, i progetti candidati nelle tre aree potranno essere votati dai membri della community dal 25 gennaio al 30 aprile e i 10 maggiormente votati saranno vagliati dalla Giuria di esperti, che stabilirà la classe vincitrice, alla quale verrà donata una lavagna luminosa.

Nell’ambito del Premio Classe Digitale gli studenti, inoltre, potranno concorrere per il Premio Speciale Emoticon Art che verrà assegnato alla classe virtuale, che avrà realizzato il proprio progetto
attraverso nuove forme di linguaggio “creativo”, creando nuove icone digitali – le emoticon – come strumenti di rappresentazione e comunicazione. La classe, a questo scopo, dovrà utilizzare la funzionalità “Gruppi” dello strumento di messaggistica istantanea Windows Live Messenger, il più diffuso in Italia con 11 milioni di utenti unici (fonte Nielsen Online dic. ’09). Inoltre, contenuti esclusivi, video tutorial e moduli didattici sulle emoticon, realizzati dagli esperti di arte contemporanea e di media digitali Gualtiero e Roberto Carraro, saranno disponibili sul sito di Apprendere in Rete.

La classe vincitrice, individuata con le stesse regole definite per il Premio Classe Digitale, vedrà realizzato il set di emoticon del progetto (a cui verrà data visibilità sul Network MSN e Windows Live) e riceverà 4 netbook Samsung. Maggiori spiegazioni e delucidazioni sul sito dell’iniziativa al link: http://www.apprendereinrete.it/progetti/Teacher_of_the_Year/Messenger_Gruppi_per_la_scuola.kl

“Proseguiamo con un’iniziativa largamente apprezzata dai docenti nella sua prima edizione dello scorso anno – commenta Giorgio Rembado, presidente dell’ANP – volta a valorizzare la loro capacità di introdurre in modo consapevole ed efficace gli strumenti tecnologici nella didattica, favorendo un costante miglioramento del processo di insegnamento-apprendimento. Oltre a dare visibilità al lavoro e alla creatività dei docenti, questo progetto ha il pregio di offrire a chi dimostrana le migliori capacità di essere protagonista di un’esperienza di elevato valore professionale, quale è il premio consistente in uno stage all’estero di una settimana presso un’istituzione scolastica prestigiosa. Come testimoniato dai vincitori della passata edizione nei resoconti dei loro stage, pubblicati nel sito della nostra associazione, è un’occasione davvero unica per confrontarsi con altre soluzioni organizzative ed altre modalità di esercizio della professione. Il concorso si inserisce nell’ambito di un’articolata proposta di iniziative a sostegno dello sviluppo della professionalità dei docenti che caratterizza l’impegno dell’Anp.“
“Questo progetto dimostra come la tecnologia sia ormai una risorsa imprescindibile per la didattica nelle scuole – ha dichiarato Alessandro Paolucci, responsabile dell’area Education di Microsoft Italia – e, vista la forte adesione riscontrata l’anno passato, evidenzia chiaramente che i docenti italiani prestano molta attenzione alle potenzialità che questa può offrire loro per svolgere al meglio il proprio lavoro. Docente dell’anno rientra all’interno di una serie di iniziative e collaborazioni a cui Microsoft partecipa per trasformare la scuola italiana in una vera e propria scuola 2.0. Siamo quindi sicuri che i progetti che verranno presentati, soprattutto nelle due nuove sezioni speciali, dimostreranno che questo cammino è già a buon punto.”

Il regolamento completo del concorso sarà disponibile sul sito www.apprendereinrete.it  e sul sito www.anp.it


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