Scatti anzianità docenti e ATA: il Ministro faccia chiarezza

Il Segretario generale della FLC CGIL ha inviato al Ministro Gelmini la lettera che pubblichiamo di seguito sugli scatti anzianità docenti e ata.
Domenico Pantaleo sollecita la richiesta di un incontro visto il susseguirsi di comportamenti contraddittori da parte del Ministero dell’Istruzione e poco rispettosi delle regole; comportamenti che “aumentano l’incertezza e la confusione nelle scuole”.
Al Ministro chiediamo che i sindacati vengano convocati per discutere l’uso e la destinazione delle economie (30%) di sistema che in base alla legge 133/08 erano destinate alla valorizzazione professionale di docenti e ATA.
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Roma, 30 settembre 2010
On. Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione, della Università e della Ricerca
Oggetto: Richiesta incontro sugli scatti di anzianità
Onorevole Ministro,
abbiamo registrato con soddisfazione che con la busta paga di settembre il personale che ha maturato gli scatti d’anzianità al 31 agosto, contrariamente a quanto prevede la finanziaria 2010, abbia percepito il corrispondente aumento stipendiale.
È una buona notizia per migliaia di docenti e ATA già pesantemente colpiti dai tagli e dal blocco del rinnovo contrattuale ed è quanto noi rivendichiamo da tempo.
Presumiamo che ciò sia stato possibile grazie all’utilizzo di economie, secondo quanto previsto dalla stessa Finanziaria 2010 (art. 8, comma 14).
Fin qui la soddisfazione.
Purtroppo non è la prima volta che il Suo Ministero, su materie esclusivamente sindacali, adotta provvedimenti unilaterali in violazione delle norme contrattuali e della trasparenza.
Questo modo di procedere, discutibile e inaccettabile sul piano sindacale, contraddice persino l’impegno che Lei stessa, signora Ministro, aveva assunto il 4 agosto, cioè di decidere la destinazione di queste economie insieme ai sindacati.
Il susseguirsi di questi comportamenti contraddittori e poco rispettosi delle regole aumenta il caos, l’incertezza e la confusione nelle scuole con conseguenze negative sulla motivazione del personale.
Infatti, mentre il Suo Ministero conferma con la busta paga di settembre gli automatismi stipendiali, Lei continua a sostenere pubblicamente che tali meccanismi non sono degni di un paese civile e quindi andrebbero cancellati.
Per fugare ogni dubbio, Le chiediamo di convocare urgentemente, secondo quanto prevede l’art. 64 della legge 133/2008, tutti i sindacati per discutere l’uso e la destinazione delle economie (30%) di sistema che, in base alla suddetta legge, erano destinate alla valorizzazione professionale di docenti e ATA.
Restiamo in attesa di un sollecito riscontro.
Cordiali saluti
CNR, al Ministro Gelmini chiediamo di garantire trasparenza, legalità e prestigio dell’ente
Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
Abbiamo appreso dai giornali che il dott. Pietro Pilello, componente effettivo del Collegio dei Revisori dei Conti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha rapporti con un capo della cellula ‘ndrangheta a Milano.
Anche se il dott. Pilello non è indagato il sindaco di Milano Letizia Moratti ne ha chiesto la revoca dal Collegio dei Revisori dei Conti di due società partecipate dal Comune (Metropolitane Milanesi e Agenzia mobilità ambiente e territorio). In tal modo il sindaco ha voluto allontanare il benché minimo sospetto che vi fossero connessioni tra persone che lavorano per conto del Comune di Milano e la ‘ndrangheta.
Ora sorge il problema di come vuol comportarsi il Ministro Gelmini di fronte alla medesima situazione affrontata dal sindaco di Milano.
È singolare che il Ministro Gelmini non perda occasione per screditare il Consiglio Nazionale di Ricerche, disinteressandosi dell’enorme danno che sta arrecando al Sistema Paese ed alle sue possibilità per uscire dalla crisi attraverso la ricerca e l’innovazione e invece non intervenga per garantire trasparenza, legalità e prestigio dello stesso ente.
Chiediamo pertanto che il Ministro revochi immediatamente l’incarico di componente del Collegio dei Revisori dei Conti del Consiglio Nazionale delle Ricerche al dott. Pilello.
Regolamento sulla valutazione, uno strappo al principio della laicità

Via: www.flcgil.it
Regolamento sulla valutazione, uno strappo al principio della laicità
Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil.
Il regolamento sulla valutazione, pubblicato il 19 agosto ma in vigore dal 22 giugno, nonostante la sentenza del Tar, conferma la partecipazione degli insegnanti di religione agli scrutini e non prevede lo stesso criterio per quelli delle materie alternative.
Il Ministro Gelmini ritiene di potere ignorare le leggi promulgando regolamenti già in vigore da due mesi e discriminare coloro i quali non si avvalgono dell’ ora di religione.
Siamo di fronte alla violazione dei principi e dei valori costituzionali, a partire dalla laicità, e questo non può essere tollerato in un Paese democratico.
Occorre, perciò, una forte risposta morale e civile alla deriva autoritaria che calpesta i diritti fondamentali delle persone.
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Nella scuola italiana la cultura razzista e antimeridionale della Lega non passerà

Via: www.flcgil.it
Nella scuola italiana la cultura razzista e antimeridionale della Lega non passerà
Dichiarazione di Domenico Pantaleo Segretario generale della FLC Cgil
Ogni giorno si assiste al continuo tentativo di stravolgere la nostra Costituzione che garantisce a tutti il diritto ad un apprendimento di qualità.
In realtà si punta a regionalizzare, nel nome di un falso federalismo, il sistema nazionale d’istruzione penalizzando le aree più deboli del Paese.
Lo stesso disegno di Legge Aprea si muove in quella logica, prevedendo l’ aziendalizzazione delle scuole con forme di reclutamento attraverso elenchi regionali.
Voglio ricordare che è proprio la Scuola pubblica uno dei simboli più visibili dell’unità del Paese e quindi non a caso s’intende demolirla.
In tale contesto, fatto di continui attacchi del tutto falsi alla preparazione e alle capacità degli insegnanti del sud, mortificando la loro dignità di persone prima ancora che d’insegnanti, s’inserisce l’ emendamento delirante della Lega.
Pur di discriminare gli insegnanti del sud si arriva ad affermare che contano più la conoscenza delle tradizioni e del dialetto che i titoli di studio quasi che alle bambine ed ai bambini, alle ragazze ed ai ragazzi bisognasse insegnare non la cultura, la storia e la lingua del nostro Paese ma i dialetti territoriali.
Ci sarebbe da ridere se non per il fatto che siamo di fronte a qualcosa di tremendamente pericoloso per la civiltà del nostro Paese che non merita questa deriva regressiva.
Roma, 29 luglio 2009
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