Esami di Maturità: una guida con i consigli dei professori

Quaranta pagine ricche di consigli, novità e anticipazioni. I professori delle scuole superiori hanno offerto il loro contributo con piccole e grandi indicazioni di natura pratica, psicologica, tecnica, per aiutare i loro studenti ad affrontare l’esame.
Schematizzare l’argomento prima mentalmente e poi in forma scritta senza dimenticare di essere sempre rigorosi e sintetici. E poi individuare lo scenario, andare oltre le parole per capire che dietro ad una traccia si nasconde l’elaborazione di un calcolo lungo. Ma l’importante alla fine è avere sempre buonsenso e non strafare, perché solo ragionando si arriva a “conclusioni credibili”.
Sono questi alcuni dei consigli che i professori delle scuole superiori hanno offerto ai loro studenti a qualche settimana di distanza dalla prima prova. A prevalere è infatti l’idea che il momento sia di quelli irripetibile, e che non ci siano altre possibilità. O la maggior parte delle volte diventa una sfida con le istituzioni o peggio una gara tra compagni di classe. Sono pochi i ragazzi inclini a concepire la Maturità come una prova con se stessi, un momento da vivere concentrandosi maggiormente sul proprio percorso.
L’ansia per l’esame, sottolinea Gabriella Pravettoni, psicologa del lavoro ed esperta degli stati d’animo giovanili nei momenti di passaggio, non deve essere eccessiva. “Per i ragazzi è il momento in cui si prova a ripetere, si fissano con se stessi obiettivi raggiungibili in riferimento ai propri talenti e ai propri interessi. E’ il momento in cui ognuno si concentra su se stesso e su quello che vuole raggiungere, anche attraverso semplici tecniche immaginative, per esempio chiedendosi “chi sono io?”, “dove sto andando?” o come mi immagino in una prospettiva di medio termine”.
Calma e concentrazione, sono invece le due parole d’ordine del direttore del Corriere dell’Università e Lavoro e della nuova Guida alla Maturità 2010. “Non abbiate paura – sottolinea il direttore Mariano Berriola – affrontate la grande prova con coraggio, ma soprattutto con curiosità”.
Ma i consigli degli esperti non si limitano alla sfera psicologica. Annarosa Pacini, specialista in comunicazione e dinamiche relazionali, sottolinea come “anche l’abbigliamento in queste situazioni ha due fondamentali funzioni: da una parte quella di rinforzo e sostegno allo stato emozionale individuale a dall’altra come forma di comunicazione verso il proprio interlocutore”.
Dall’abito da indossare si passa poi agli esercizi più idonei per mantenersi in forma, rilasciando stress e tensioni, fino ad arrivare ad una dieta equilibrata da gustare in un clima rilassato e senza fretta.“Se siete persone molto sensibili – consiglia Chiara Sabatini, esperta di fitness e kick boxing – potete controllare il vostro livello di stress attraverso il centering (o focalizzazione) che consiste nel respirare profondamente e controllare le tensioni muscolari eccessive.
Ed infine uno sguardo anche al dopo-esame. Che faranno i maturandi 2010, una volta chiusi i libri delle superiori? La maggior parte non ne ha abbastanza dello studio e tra pochi mesi si vedrà nuovamente seduta in un aula, seppur universitaria. Per loro la Guida alla Maturità – distribuita gratuitamente in tutte le scuole superiori d’Italia e giunta alla quindicesima edizione – offre una ricca sezione con “gli strumenti di orientamento” e un vademecum per studiare all’estero. Mentre ad attendere i più spensierati che vogliono concentrarsi solo sulle imminenti vacanze una sezione last minute su quello che proprio non può essere rimandato a settembre.
Fonte: Corriere dell’Università e Lavoro (www.corriereuniv.it)
Esami di maturità
Numerose sono state le modifiche apportate nel corso degli anni agli esami, per adeguarli di volta in volta alle istanze socio-culturali di ciascuna diversa epoca e al mutare delle esigenze e degli obiettivi della scuola secondaria; modifiche che hanno riguardato sia la struttura delle prove scritte e orali, sia la composizione delle commissioni giudicatrici, sia le formule per l’assegnazione dei voti finali.
Queste le riforme succedutesi in Italia a partire da quella del 1923[3]:
1923 – Ministro Giovanni Gentile: Introduzione dell’esame di maturità, svolto al termine degli studi liceali, unici a permettere l’accesso a tutti i corsi di laurea. Quattro prove scritte e orale su tutte le materie del corso e sui programmi nazionali degli ultimi tre anni. La Commissione era costituita esclusivamente da docenti esterni, in gran parte professori universitari. La votazione non prevedeva un punteggio unico, ma tanti voti quante erano le materie. Era prevista la sessione di esami di riparazione.
1940 – Ministro Giuseppe Bottai: A causa della guerra, vennero apportate molte semplificazioni nelle procedure dell’esame di maturità di Gentile fino alla sostituzione, negli anni del conflitto, con lo scrutinio finale.
1951 – Ministro Guido Gonella: Viene ripristinato l’esame di maturità di Gentile sia per il numero delle prove scritte e per l’orale che per la formazione della Commissione. Uniche novità: introduzione dei membri interni (prima due e poi soltanto uno) e limitazione dei programmi ai due anni precedenti l’ultimo, per i quali venivano richiesti soltanto “cenni”.
1969 – Ministro Fiorentino Sullo: Solo due prove scritte e due materie per il colloquio (di cui una a scelta del candidato). Punteggio finale espresso in sessantesimi. Soppressione degli esami di riparazione e liberalizzazione degli accessi agli studi universitari. Il decreto, convertito nella legge n.146 del 1971, avrebbe dovuto avere una validità sperimentale di soli 2 anni (ne durò invece quasi 30).
1995 – Ministro Francesco D’Onofrio: Non cambia la formula dell’esame, vengono unicamente introdotti nuovi criteri per la nomina di presidenti e membri esterni della commissione che, al fine di limitare le spese di trasferta, devono essere preferibilmente selezionati fra quelli disponibili nello stesso comune della commissione o, in subordine, dalla stessa provincia o regione, e solo come ultima possibilità dalle altre regioni.
1997 – Ministro Luigi Berlinguer (Legge 425 del 10 dicembre 1997): Cambia la denominazione: da maturità a esame di Stato, basato sulla verifica e certificazione delle conoscenze, competenze e capacità. Tre le prove scritte, di cui la terza predisposta dalla Commissione e colloquio su tutte le discipline dell’ultimo anno. Introduzione del credito scolastico e del credito formativo. La Commissione è composta da 6 o 8 commissari, di cui metà interni e metà esterni, più il Presidente esterno all’Istituto. Votazione espressa in centesimi: 45 punti alle prove scritte, 35 al colloquio e 20 punti al credito scolastico. Viene valorizzata la presenza nell’esame della lingua straniera.
2001 – Ministro Letizia Moratti (Legge 28 dicembre 2001, n. 448 – finanziaria del 2002): Le Commissioni sono costituite da soli membri interni e da un Presidente esterno nominato per tutte le Commissioni operanti in ciascun istituto.
2006 – Ministro Giuseppe Fioroni (Legge 11 gennaio 2007, n. 1): Ritorno alle Commissioni miste, reintroduzione dell’ammissione all’esame, credito scolastico da 20 a 25 punti, da 35 a 30 punti per il colloquio.
Esami di stato: chiarimenti su esterni
Correzioni e precisazioni sull’ammissione all’esame per sciogliere i pasticci di una valutazione troppo pilotata dal MIUR.
L’ansia valutativa dell’attuale Ministero è direttamente proporzionale alla immagine con cui vuole presentarsi al pubblico ma anche alla sua pratica pasticciona. E anche stavolta sembra avergli giocato un altro brutto scherzo.
Con una nota del 14 gennaio scorso il MIUR infatti ritorna sul tema della valutazione per operare una precisazione ma anche una correzione.
La precisazione riguarda i candidati esterni già promossi all’ultimo anno, i quali, come avevamo ben messo in luce nel nostro precedente commento, da questo anno dovranno sottoporsi a un esame preliminare, Era paradossale infatti che per i candidati interni si prevedesse l’ammissione, mentre gli esterni già promossi all’ultimo anno andavano direttamente all’esame senza nessuna verifica di ammissione. L’errore, dovuto alla superficialità con cui era stata restaurata l’ammissione, era stato corretto con una misura apposita nella legge 167/2009. La nota dà indicazione ai dirigenti scolastici di mettere al corrente della nuova situazione tutti gli esterni.
La correzione riguarda invece gli “ottisti”, cioè coloro che possono chiedere di andare direttamente all’esame di stato saltando l’ultimo anno grazie ai buoni risultati ottenuti nel penultimo. Qui la circolare 85/2009 prevedeva un voto in condotta non inferiore all’otto sia per il penultimo anno che per il terzultimo, mentre le norme transitorie del DM 99/2009 lo prevedevano solo per il penultimo.
In altre parole, si dice ora, per anticipare l’esame bisogna avere voti non inferiori all’otto, ivi compreso quello in condotta, nel penultimo anno (cioè quest’anno 2009-10), mentre per il terzultimo (lo scorso anno 2008-09) basta avere voti non inferiori al sette in tutte le discipline.
Via: www.flcgil.it
Finanziamenti alla scuola. In arrivo la circolare del programma annuale 2010
Finanziamenti alla scuola. In arrivo la circolare del programma annuale 2010
Zero euro per il funzionamento didattico e amministrativo. II Miur tace sui crediti pregressi e sugli obblighi nei confronti delle scuole. La FLC chiede trasparenza amministrativa, finanziamenti certi e lo spostamento di tutti gli stipendi a carico del Tesoro.
Nel 2009 le scuole con i pochi finanziamenti ricevuti hanno coperto in minima parte alcune spese per il personale: supplenze, salario accessorio e compensi per gli esami di maturità.
In ottobre sono arrivati un po’ di soldi: 150 milioni di euro per le supplenze, 60 milioni di euro per il funzionamento e 260 milioni di euro per le ditte delle pulizie. Non si è trattato di soldi freschi. Sono fondi assegnati per il 2009, in parte con la legge di assestamento al bilancio spostando fondi da un capitolo a un altro e in parte raschiando il fondo del barile attraverso il recupero di vecchie giacenze (vedi decreto salva precari). Questi finanziamenti sono arrivati tardi, in quantità minime e solo dove la situazione debitoria è allarmante. Ci risultano poi tante scuole che pur con una consistenza di cassa gravemente ridotta non hanno ricevuto alcun finanziamento. Questo è successo anche a causa della superficialità di alcuni dirigenti degli USR che avrebbero dovuto segnalare con maggiore puntualità e precisione le sofferenze finanziarie delle scuole della regione. La maggior parte delle scuole, quindi, contrariamente agli annunci del Ministro Gelmini non ha ricevuto né riceverà un euro dallo Stato per il funzionamento didattico e amministrativo 2009. Dunque un provvedimento parziale, insufficiente e in deroga ai principi della nostra Costituzione che impone allo Stato di finanziare la scuola pubblica. Ma il problema non è solo il passato. Anche il futuro è sempre più incerto. A causa del pesante fardello dei crediti pregressi che vantano nei confronti dello stato sui quali sono stati fatti anticipi di cassa non ancora ripianati, le scuole sono in difficoltà a chiamare i supplenti anche quando l’assenza è molto lunga (per gravi patologie o congedi parentali). Senza la certezza dei finanziamenti, le recenti circolari ministeriali che richiamano l’obbligo delle scuole alla chiamata dei supplenti per garantire il diritto allo studio, evidenziano una assunzione ancora parziale di responsabilità da parte del MIUR. E tuttavia è evidente che a fronte della nomina dei supplenti vanno inviate tempestivamente le somme relative, pena un inevitabile contenzioso a cui vengono esposti i dirigenti scolastici.
Un conto molto semplice
I bilanci delle scuole sono stati privati, con la legge finanziaria 2009, dei fondi per il funzionamento didattico e amministrativo. Un taglio che si aggiunge ad altri. Per non parlare di oltre 1 miliardo di euro già anticipato dalle scuole per conto dello Stato per spese obbligatorie negli anni dal 2005 al 2008 non ancora recuperati (ad esempio per pagare i commissari d’esame, le supplenze e le ore eccedenti).
Per il 2010 questo triste copione si ripete. La prossima finanziaria non stanzia niente per il funzionamento delle scuole, ma intanto il Ministro Gelmini ha già pronta la circolare per ricordare che va approvato il programma annuale 2010. Tenere in ordine i conti e rispettare le scadenze. Propaganda e burocrazia.
La cappa di silenzio calata sulla situazione debitoria
Nel 2007 da una ricognizione del Miur risultò che i crediti vantati dalle scuole ammontavano a quasi 800 milioni di euro. Adesso, il problema viene oscurato. Anzi, il ministro Gelmini nega che le scuole siano al collasso, vantandosi persino dei prossimi stanziamenti cospicui previsti dalla finanziaria 2010.
La conoscenza di questi dati, di tutti i dati finanziari, è, al tempo stesso, una richiesta legittima degli addetti ai lavori (ds, dsga e docenti) e un diritto della collettività. Ma, allo stato attuale, conoscere con esattezza la situazione finanziaria delle scuole è una missione impossibile. Il Miur continuamente sollecitato dal sindacato a rendere conto dei criteri di attribuzione dei finanziamenti ancora non riesce a battere un colpo. Il precedente governo aveva preso di petto, con il sistema di finanziamento diretto (capitoloni) alle scuole, il tema della trasparenza amministrativa, che adesso viene messo in ombra dalla discrezionalità usata nella distribuzione dei fondi senza più parametri verificabili.
La posizione della FLC è chiara: per la scuola dell’autonomia chiediamo finanziamenti certi e non tagliabili dal 1 settembre di ogni anno, un piano straordinario per sanare il pregresso, lo spostamento di tutti gli stipendi a carico del Tesoro.

