Comitato per il monitoraggio e la valutazione dell’alternanza scuola lavoro

January 22, 2010 by admin · Leave a Comment
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Dopo un lungo periodo di inattività si è riunito ieri il comitato in oggetto, per dare corso agli impegni connessi alla diffusione ed al potenziamento della modalità di realizzazione dei corsi in alternanza nel secondo ciclo di istruzione e nella formazione professionale. In apertura il consigliere del Miur ha esplicitato la volontà del ministro rilanciare un tavolo specifico sulla formazione e la occupabilità con il ministero del lavoro, al fine di promuovere sinergie tra il mondo del lavoro e sistemi di istruzione e formazione, come definito dal Piano Italia 2020; il rappresentante del ministro del lavoro ha focalizzato l’esigenza di rilanciare le diverse tipologie di apprendistato e favorire l’elaborazione di linee guida condivise con le regioni e le parti sociali, e per la parte specifica con il MIUR (la bozza è già disponibile sul sito istituzionale).
Tutti hanno condiviso l’importanza del ruolo rappresentato in tale ambito dai percorsi in alternanza. Nel merito degli aspetti specifici la dott.ssa Nardiello ha evidenziato l’esigenza di un raccordo tra l’attuazione del decreto istitutivo 77/2005, con i percorsi di orientamento alle professioni e al lavoro del decreto 22/2008, anche nell’ambito dell’apprendistato, in riferimento ad un utenza tra 15 ed 18 anni, coerente con meccanismi di individuazione dei fabbisogni professionali e formativi; altra questione attiene i finanziamenti utilizzati anche per la terza area degli istituti professionali.
Noemi Ranieri componente per la UIL Scuola ha sottolineato la disponibilità ad istruire nell’ambito del comitato tutte le questioni attinenti il concreto avvio del sistema in considerazione del ritardo con cui si dà attuazione ad un decreto che nel 2005 intendeva raggiungere obiettivi definiti nella strategia di Lisbona per il 2010. I percorsi in alternanza vanno collocati nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e di istituti formativi, per l’alto livello di differenziazione dei percorsi, dalla forte personalizzazione, anche attraverso la valorizzazione delle diverse funzioni professionali, ad esempio del tutor di scuola, nell’ambito di nuovi profili contrattuali che rendano effettivamente esercitabili tali funzioni; utili indicazioni in tal senso saranno fornite dalle organizzazioni sindacali con il contributo delle RSU delle scuole che hanno già realizzato percorsi.
Occorre valorizzare il ruolo sinergico tra scuola e aziende, attraverso condizioni che favoriscano l’accoglienza di giovani in alternanza; a ciò può contribuire la previsione di un comitato tecnico scientifico che in ogni scuola di secondo grado favorisca attraverso le rappresentanze dell’impresa e della parti sociali le sinergie richiamate; un ruolo rilevante potrebbe essere a tale fine ricoperto dalla possibilità di costituire reti, sia tra scuole di uno stesso territorio, che tra scuole, istituzioni formative e imprese in apposite convenzioni.
Altra importante questione attiene alla certificazione delle competenze da definire nel quadro dell’EQF ma capace di marcare la specificità, anche in termini di spendibilità nel mercato del lavoro. Il prossimo incontro è fissato per la prima settimana di marzo.

Via: www.uil.it/uilscuola


Cgil: elevamento dell’obbligo di istruzione, prime risposte alle nostre sollecitazioni

August 26, 2009 by admin · Leave a Comment
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Via: www.flcgil.it

 

Cgil: Elevamento dell’obbligo di istruzione, prime risposte alle nostre sollecitazioni

Il Consiglio regionale della Lombardia impegna la Giunta a garantire parità di trattamento agli studenti in obbligo di istruzione.

Il Consiglio regionale della Lombardia, a fine luglio, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale a garantire la stessa certezza dei tempi di avvio dell’anno formativo che hanno gli studenti che hanno optato per il sistema pubblico dell’istruzione.

E’ questa la prima risposta formale alla lettera che la CGIL le la FLC hanno scritto nei mesi scorsi al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome Vasco Errani .

In essa, confermando il giudizio negativo sulla possibilità di assolvimento di tale obbligo anche nei percorsi di formazione professionale regionali, prevista dall’art. 64 della legge 133/08, e fermo restando la nostra netta contrarietà all’intesa tra la Regione Lombardia e Miur sugli Istituti Tecnici e Professionali, si chiedeva di garantire lo stesso trattamento a tutti gli studenti assoggettati all’obbligo elevato, pena una inaccettabile situazione di discriminazione sul piano dei diritti fondamentali, costituzionalmente garantiti.

 

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Formazione Professionale. Stato di crisi delle sedi nazionali degli enti di formazione

August 11, 2009 by admin · 1 Comment
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Formazione Professionale. Stato di crisi delle sedi nazionali degli enti di formazione

Le OO.SS. incontrano FORMA per discutere del rischio occupazionale che potrebbe derivare dal tardivo finanziamento della legge 40/87.

Il 6 agosto, proseguendo il confronto iniziato anche con le confederazioni il 15 luglio scorso, la FLC e le altre OO.SS. si sono incontrate con i rappresentanti di Forma per discutere del provvedimento recentemente approvato dal Governo in seno alla trasformazione in legge del decreto anticrisi (legge 102/2009).

Il comma 4 bis dell’art. 1, infatti, ripristina per il 2009 e per gli anni a venire il finanziamento della L. 40/87, a valere delle sedi nazionali degli enti di formazione professionale.

Tale provvedimento, tuttavia, per la procedura da esso indicata, non chiarisce se le risorse stanziate saranno realmente disponibili, e in quanto tempo.

D’altra parte, Forma, in rappresentanza degli enti associati, teme che ulteriori ritardi possano aggravare le già compromesse situazioni finanziarie delle sedi nazionali, con grave rischio per la stabilita’ stessa degli enti, e per l’occupazione.

La FLC ha sostenuto che le sorti di tutti i lavoratori sono importanti e che la salvaguardia occupazionale è un obiettivo da perseguire, ma che la crisi degli enti nazionali va affrontata insieme alla crisi dei sistemi della formazione professionale, in un quadro organico che non deve lasciare indietro nessun lavoratore, e deve dare centralità al contratto di lavoro della formazione professionale, che in questo momento è uno degli elementi unificanti del sistema.

Per questo, insieme con le altre OO.SS. si è determinato di chiedere un incontro al Ministero del Lavoro, per avere chiarimenti sui tempi previsti dalle procedure, e per eventualmente identificare le forme più opportune per tutelare l’occupazione dei lavoratori impegnati nelle sedi nazionali degli enti.

Al termine dell’incontro le Parti si sono aggiornate al mese di settembre, per proseguire nel confronto, dopo avere acquisito le necessarie informazioni dal ministero del lavoro, ed avere avviato il confronto anche con i lavoratori delle sedi nazionali degli enti.

In allegato il comunicato unitario.

Roma, 7 agosto 2009


COMUNICATO UNITARIO
Incontri OO.SS. Confederali e di Categoria – FORMA del 15 luglio e del 6 agosto 2009
Le Organizzazioni Sindacali FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS-Confsal, e le rispettive Confederazioni, riunite con l’Associazione degli enti gestori di formazione professionale Forma il 15 luglio ed il 6 agosto uu.ss., hanno preso atto del quadro preoccupante complessivamente rappresentato da Forma, che pone a grave rischio l’occupazione nelle sedi nazionali degli enti aderenti.

In particolare, le sedi nazionali di questi enti paventano, in relazione al mancato finanziamento della legge 40/87 così come modificata dalla 51/2006, ed al ritardo della promulgazione dei bandi di gara per le azioni di sistema, il concreto rischio di un grave e generalizzato dissesto finanziario.

Secondo Forma, gli enti, qualora dovesse verificarsi quanto si preannuncia, sarebbero posti nella condizione di dichiarare lo stato di crisi e, conseguentemente, di dover ricorrere agli ammortizzatori in deroga, ai contratti di solidarietà difensivi e, se inevitabile, alle procedure di riduzione collettiva del personale dipendente in esubero.

Pertanto le OO. SS., nel respingere fermamente l’ipotesi del ricorso alla riduzione di personale, auspicano la tempestiva emanazione dei provvedimenti successivi alla approvazione degli emendamenti ai provvedimenti alla Camera, a garanzia della occupazione e dei servizi che tali enti svolgono a favore del sistema formativo che, in questa fase di cambiamento, necessita di riferimenti unitari e nazionali.

In tal senso, le OO SS ritengono che, pur nella attuale pluralità dei contratti applicati nelle sedi nazionali degli enti, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Formazione Professionale rappresenta, nell’attuale quadro di rapido cambiamento, un essenziale riferimento strategico anche per la stessa sopravvivenza delle sedi nazionali degli enti.

Per questo, le Confederazioni e le Organizzazioni sindacali di categoria, impegnate alla verifica di ogni possibile soluzione da ricercare insieme ai singoli enti nazionali interessati, nel quadro di quanto discusso con Forma, procederanno localmente agli esami congiunti con i singoli enti, avente come fine il mantenimento della occupazione ed il sostegno al reddito di tutti i lavoratori delle sedi nazionali degli enti e, qualora necessario, avvieranno le procedure di accesso a forme di ammortizzazione e tutela sociale.

Le OO.SS. si rendono sin d’ora disponibili alla identificazione delle migliori soluzioni praticabili per superare questa fase di crisi transitoria.

Roma 6 agosto 2009

CGIL – FLC CGIL
CISL-CISL SCUOLA
UIL-UIL SCUOLA
SNALS CONFASAL


Obbligo d’istruzione, istituito il repertorio nazionale di figure professionali per i percorsi d’istruzione e formazione

July 2, 2009 by admin · Leave a Comment
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Via: www.flcgil.it

Obbligo d’istruzione, istituito il repertorio nazionale di figure professionali per i percorsi d’istruzione e formazione

Pubblicato in G.U. il decreto del 29 maggio 2009 che recepisce l’Accordo Stato Regioni del 5 febbraio 2009.

È stato pubblicato in G.U. il 19 giugno scorso il decreto del 29 maggio 2009 che recepisce l’Accordo definito in sede di Conferenza Stato-Regioni e Province autonome il 5 febbraio 2009, relativo all’istituzione del primo repertorio delle figure professionali di riferimento a livello nazionale per i percorsi triennali di istruzione e formazione professionale; essi istituiscono il primo repertorio nazionale delle figure professionali di riferimento, stabilendone gli standard formativi minimi delle competenze tecnico-professionali.

Nel Repertorio sono comprese 19 figure professionali: 14, già introdotte con il precedente Accordo 5 ottobre 2006, sono state aggiornate; 5 sono di nuova istituzione. La loro spendibilità è garantita su tutto il territorio nazionale.
Le figure aggiornate sono: operatore alla promozione e accoglienza turistica,operatore della ristorazione-cuoco-cameriere, operatore del benessere, operatore amministrativo segretariale, operatore del punto vendita, operatore di magazzino merci, operatore grafico, operatore edile, operatore del legno e dell’arredamento, operatore all’autoriparazione, installatore e manutentore impianti termo-idraulici, installatore-manutentore impianti elettrici, operatore meccanico di sistemi, montatore meccanico di sistemi.

Le nuove figure sono: operatore dell’abbigliamento, operatore agroalimentare, operatore agricolo, operatore delle lavorazioni artistiche, operatore delle produzioni chimiche.


Gli standard formativi minimi relativi alle competenze di base, comuni per tutte le figure sopraelencate, sono definiti dall’Accordo 15 gennaio 2004 e dal regolamento emanato con decreto n. 139 del 22 agosto 2007 del Ministro della Pubblica Istruzione, recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione che prevede, tra l’altro,“l’equivalenza formativa di tutti i percorsi, nel rispetto dell’identità dell’offerta formativa e degli obiettivi che caratterizzano i curricoli dei diversi ordini, tipi e indirizzi di studio”.

Si avvia, in tal modo, la definizione a livello nazionale di un sistema di figure professionali che dovranno costituire riferimento per i percorsi nei quali è possibile assolvere all’obbligo d’istruzione sia nel sistema d’istruzione che nel sistema dell’istruzione e formazione così come previsto nella legge 112 del 2008.

L’accordo, sulla base delle indicazioni previste nel DL 226/05, avvia un processo per la messa a regime di un stretto rapporto di collaborazione tra gli istituti tecnici – professionali e i percorsi di istruzione e formazione professionale.
Si realizzerebbe così un percorso d’integrazione tra il sistema nazionale d’istruzione (istituti tecnici e professionali) e il sistema regionale (della formazione professionale) di forte impatto su tutto il sistema d’istruzione e apprendimento.

La riforma dell’istruzione superiore partita nel 2005 con il D.L. 226 ha visto un percorso alquanto travagliato e sostanziali interventi correttivi. Non dobbiamo dimenticare che tutta l’istruzione tecnica e professionale veniva delegata alle regioni e solo l’intervento previsto nella Legge 40/07 del 2007 dal Governo Prodi ha riportato questo pezzo d’istruzione superiore a sistema nazionale.
Oggi sulla base delle bozze dei regolamenti sull’istruzione tecnica e professionale e l’accordo in oggetto si stanno ricreando le condizioni per un sistema d’istruzione misto nazionale e regionale. Sistema frammentato, confuso e che difficilmente potrà rispondere al mandato costituzionale di offrire pari opportunità d’istruzione e formazione su tutto il territorio italiano.

È il caso di ricordare che un processo così delicato sarebbe opportuno che fosse supportato da un confronto con le parti sociali e con chi opera nel settore.

Roma, 2 luglio 2009


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