Dai genitori AGe aiuti alle famiglie e alle scuole di Aulla

December 16, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni 

Aiuti per le famiglie e le scuole alluvionate provenienti da genitori e bambini di tutta Italia saranno consegnati sabato 17 dicembre alle ore 11 presso la sala consiliare comunale di Aulla ( Massa Carrara) dalle Associazioni genitori AGe Toscana e AGe “Alice e Flavio” di Aulla. Destinatari degli aiuti alcune famiglie gravemente colpite dall’alluvione e le scuole primarie e dell’infanzia del Circolo didattico di Aulla.

“I canali della solidarietà si sono subito attivati e ci sono giunte donazioni dalle AGe di tutta Italia, da classi intere di bambini e dalla generosità di semplici cittadini –dichiara la presidente AGe Toscana, Rita Manzani Di Goro- E’ con grande gioia che adesso, grazie all’AGe di Aulla e al suo Direttivo, incontriamo alcune famiglie con bambini che hanno subito gravi danni e consegniamo nelle loro mani tutto quanto finora pervenuto. L’intervento solidale proseguirà durante questo anno scolastico, perché le Associazioni genitori di varie regioni stanno portando avanti numerose iniziative. Sarà così possibile raggiungere altre persone in difficoltà”.

Oltre che dell’aiuto di singole classi e di benefattori, le famiglie alluvionate di Aulla beneficeranno di alcune iniziative di solidarietà che vanno avanti già da tempo. Una è quella del ‘compleanno solidale’ dell’AGe di Paderno Franciacorta (BS): ai bambini invitati viene richiesto un contributo di cinque euro, poi con metà dei soldi raccolti viene acquistato un solo bel regalo per il compleanno, mentre l’altra parte serve a sostenere il progetto solidarietà. Al bambino che decide di fare il compleanno solidale viene consegnato un attestato di ringraziamento da parte dall’AGe per aver sostenuto in concreto il progetto di solidarietà.

Ulteriore aiuto alle famiglie di Aulla colpite dall’alluvione è giunto tramite l’AGe dal Fondo di Solidarietà “Nicola Balbo”, istituito nel 2004 grazie ad un’iniziativa congiunta tra Ufficio risorse umane e RSU aziendali della Fosber SpA, un’azienda metalmeccanica ubicata nella provincia di Lucca. Il fondo è alimentato in egual misura da donazioni volontarie dei lavoratori aderenti e dall’azienda. In occasione del Natale Fosber ha scelto inoltre di collaborare con UNICEF sostenendo con una donazione il progetto “Guerra in Libia: non lasciamo soli i bambini”, per garantire a tanti bambini vaccini, acqua potabile e cura salvavita.

Giunge dal Casentino una specifica raccolta di solidarietà a favore le scuole primarie e dell’infanzia del Circolo didattico di Aulla: una delegazione guidata dal vicepresidente AGe Toscana Antonio Fani consegnerà nelle mani della Dirigente scolastica quanto raccolto grazie al grande sostegno e alla partecipazione nell’Istituto comprensivo “G. Sanarelli” di Stia (AR), del consiglio di istituto e della dirigente scolastica prof.ssa Graziella Bruni. L’iniziativa è stata promossa in accordo con le Pro loco dei comuni di Pratovecchio, Stia e Castel S. Niccolò, comuni sui quali insiste l’istituto comprensivo.
“Lavorare insieme per raccogliere fondi da destinare alle scuole di Aulla così gravemente colpite ha contributo a rinsaldare i rapporti fra genitori e istituzione scolastica e a promuovere i rapporti umani –racconta Antonio Fani- È stato un bel modo di passare il testimone dai membri del consiglio di istituto uscente ai nuovi eletti, in particolare per quanto riguarda la componente genitori”.

Per informazioni: agetoscana@age.it – 328 8424375 – www.agetoscana.it – www.facebook.com/agetoscana

Come educare i ragazzi ai Social Network

February 26, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: internet 

EDUCARE CON I SOCIAL NETWORK – CONSIGLI PER GENITORI, INSEGNANTI E PARROCCHIE

Il web che è un rullo compressore nelle nostre vite e che il Papa paragona alla rivoluzione industriale è di fatto un gioco per i nostri figli, ma noi adulti come lo viviamo? Luca Paolini, blogger e insegnante di religione nella scuola media, ha dispensato utili consigli a genitori, insegnanti e mondo cattolico in occasione del corso “Te lo do io il computer!”, organizzato a San Donnino (FI) dai Centri diocesani di pastorale familiare e giovanile dell’Arcidiocesi di Firenze insieme all’Associazione genitori A.Ge. Toscana.

La riflessione si è fatta anche filosofica, perché ad esempio il perdono cristiano equivale a una cancellazione, mentre invece in rete ciò che è stato pubblicato rimane per sempre. Il problema invece diventa sociale quando alcuni genitori riportano notizia di giovani che restano connessi fino alle 4 di notte, senza riuscire a staccarsi. Lo web comunque è uno spazio di dialogo fatto di condivisione, collaborazione, comunicazione e non manca mai di chiedere a ciascuno il proprio parere, proprio ciò su cui di fonda il successo di portali come Facebook.

Ecco allora preziosi consigli per insegnanti, parrocchie e soprattutto genitori: a scuola un social network può essere utilizzato per creare un gruppo ristretto ai soli alunni e veicolare contenuti e lezioni. Attenzione però a come ci si mette in relazione: è bene usare l’opzione da uno a molti, evitando di mettersi in contatto con il singolo alunno, e avvisare dirigente scolastico e genitori o genitori e parroco. Da evitare poi il rischio ‘alone digitale’, ossia di sopravvalutare un alunno solo perché è connesso.

In classe il blog potrà essere usato per approfondire una lezione o coinvolgere i genitori; il podcast per fare audiolibri o lezioni registrate o commentare un fatto di cronaca; con la modalità collaborativi wiki si costruiscono storie e racconti, mentre con il codice bidimensionale QrCode si possono inserire approfondimenti testuali oppure link a video, musiche e siti web; infine il document sharing dà l’abitudine di condividere lezioni, documenti, video, foto, relazioni, conferenze.

In parrocchia invece ampio spazio ai social network per far conoscere eventi o creare sondaggi e sottoscrizioni. Il blog sarà un valido sostituto del giornalino parrocchiale e offrirà servizi come mappe, orari e calendari; il podcast invece sarà il vero e proprio radiogiornale della parrocchia offrendo omelie e riflessioni e commenti sul Vangelo. Con Wiki si costruirà la fase preparatoria di un’assemblea parrocchiale o di un sinodo e con QrCode si lasceranno messaggi in bacheca per i più giovani e si organizzeranno attività ludiche come la caccia al tesoro o più impegnate come la Via crucis interattiva.

Infine non poteva mancare una riflessione sul difficile compito dei genitori che oggi soffrono il divario mediatico oltre a quello consueto generazionale: spesso infatti il genitore non sa usare il computer ed è completamente all’oscuro di ciò che fa il figlio. Le lamentele più frequenti sono: “le attività di mio figlio sfuggono al mio controllo” oppure “il tempo al computer va a discapito dello studio e lo allontana dalla vita reale, dagli amici”. Di positivo c’è che il ragazzo connettendosi in rete si mette in contatto con amici vecchi e nuovi, parla, riceve attenzione, combatte la solitudine.

Certo che Internet non è una babysitter e che la maturità anche in questo campo va conquistata: ecco allora le fasce orarie e i tempi massimi di utilizzo che ogni genitore legittimamente può imporre al proprio figlio in relazione alla sua età.
La prevenzione migliore è una relazione salda fra genitori e figli, poi si può navigare insieme per le ricerche e per reperire materiali, insegnare un atteggiamento critico e solidale, conoscere gli amici virtuali così come lo si fa con quelli reali. Ai più piccoli occorrerà insegnare a non dare mai informazioni personali e a tutelare la propria privacy. E’ utile che il genitore conosca il mezzo e che dia l’esempio di come ci si comporta.

Sabato 26 febbraio ore 15,30–17,30, sempre allo Spazio Reale di San Donnino (FI), l’esperta di nuovi media e social network Elena Farinelli approfondirà il tema: “Aiuto, questi ragazzi stanno sempre al computer! Capire il mondo digitale per capire i giovani”. A seguire sabato 12 marzo “La barca di Pietro nel mare di Internet” e sabato 26 marzo “Va ora in onda… Processo ai media!”.

E’ gradita l’iscrizione presso: giovani@diocesifirenze.it  055 2763724, famiglia@diocesifirenze.it  055 2763731 agetoscana@age.it  328 8424375. L’ingresso è gratuito

Le dispense del prof. Paolini sono disponibili su www.agetoscana.it

Te lo do io il computer: giovani e adulti alla scoperta del continente digitale

February 17, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Eventi 

Fonte inesauribile di dissidi familiari, di opportunità e purtroppo anche di rischi, il nuovo mondo digitale ha messo a dura prova la capacità di educare di genitori e insegnanti. Che i nostri giovani abbiano una marcia in più con le nuove tecnologie è cosa risaputa, meno facile da accettare è il fatto che molto del loro vissuto quotidiano sfugga alla nostra comprensione. Ecco allora un corso che si propone di aiutarci a esplorare il continente digitale in un dialogo a distanza con i nostri figli: “Te lo do io il computer”, organizzato dai Centri diocesani di pastorale familiare e giovanile dell’Arcidiocesi di Firenze insieme all’associazione genitori A.Ge. Toscana.

“I genitori, chiamati ad educare figli che hanno una conoscenza e una padronanza dei nuovi strumenti tecnologici per molti di loro impensabile, trovano in quest’ultimi dei concorrenti spesso sleali e difficili da contrastare o anche solo da controllare o coordinare. Con questo corso non abbiamo la pretesa di dare soluzione al problema, ma riteniamo di offrire alcuni strumenti utili, con proposte qualificate, per aiutare genitori, educatori e ragazzi a confrontarsi con questa realtà” dichiara Giuseppe Cuminatto, responsabile del Centro diocesano di pastorale familiare.

“Certo, questo è un tema che sollecita a riflettere sul rapporto fra le età della vita, fra adulti e giovani. E’ innegabile che il mondo degli adulti fatichi non poco e si trovi a disagio di fronte a strumenti comunicativi di cui non comprende l’intelligenza più profonda, specie quando si confronta con l’uso disinvolto che i giovani ne fanno -sottolinea don Alessandro Lombardi, responsabile del Centro diocesano di pastorale giovanile- I giovani ormai sono tutti nativi-digitali. Se è vero che la bontà dell’uso di un mezzo non dipende dall’età di chi lo usa, e che un adulto in proposito ha molto da dire, è anche vero che i giovani possono insegnare agli adulti più di quel che ci immaginiamo, perché con i nuovi media sono nati e cresciuti. Ora più che mai, specialmente in questo campo, è il momento dell’ascolto reciproco”.

“Credo che per un insegnante sia fondamentale conoscere il più possibile il mondo dei propri studenti, un mondo che oggi è fortemente contraddistinto dall’uso dei nuovi media: senza questa attenzione da parte dei docenti, anche gli interventi didattici rischiano di essere inefficaci –mette in guardia Stefano Liccioli, insegnante e collaboratore del Centro diocesano di pastorale giovanile- Questo corso è un’occasione importante anche per gli insegnanti, per formarsi e capire meglio i giovani e le potenzialità educative dei nuovi media per una didattica che sia più incisiva e che parli il linguaggio dei nostri ragazzi”.

Appuntamento allora da sabato 19 febbraio a sabato 26 marzo dalle 15,30 alle 17,30 con “Te lo do io il computer! Giovani e adulti alla scoperta del continente digitale” presso il centro “Spazio Reale” di San Donnino a Campi Bisenzio (FI).
Inizierà sabato 19 febbraio Luca Paolini, insegnante e autore del libro “Nuovi media e web 2.0″ con la tematica “Chiamati ad essere educatori 2.0- Educare con i nuovi media”; a seguire sabato 26 febbraio l’esperta di nuovi media e social network Elena Farinelli con “Aiuto! questi ragazzi stanno sempre al computer”.

Si entra in ambito più specificamente ecclesiale sabato 12 marzo con “La barca di Pietro nel mare di Internet” con al partecipazione di Don Danilo Costantino (referente regionale per la pastorale giovanile, curatore di ArezzoGiovani.it), Alessandra Olivari (direzione del portale dei teenagers “Cogitoetvolo”) e Don Marco Fagotti, parroco di Santo Stefano a Campi Bisenzio. Per concludere sabato 26 marzo “Va ora in onda… Processo ai media!” quando i giovani racconteranno in diretta agli adulti il loro rapporto con i nuovi media; moderatori i giornalisti Sabrina Carollo e Giacomo Guerrini.

E’ gradita l’iscrizione presso: giovani@diocesifirenze.it  055 2763724, famiglia@diocesifirenze.it  055 2763731 agetoscana@age.it  328 8424375. L’ingresso è gratuito.

Vademecum Iscrizioni Scolastiche: tutto quel che c’è da sapere

January 31, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: comunicati stampa 

Ansia a pieno regime per centinaia di migliaia di famiglie alle prese con le iscrizioni scolastiche. Ai genitori non sfugge affatto che una croce in più o in meno può mettere in forse tre e anche cinque anni di serenità familiare. Tra le eventualità più temute svettano nell’ordine: un insegnante troppo severo, un tempo scuola che non collima con le esigenze lavorative della famiglia e un edificio scolastico difficilmente raggiungibile. Ecco allora una guida dettagliata che viene dall’esperienza dei genitori dell’ A.Ge. Toscana e dal servizio di consulenza gratuita che l’Associazione svolge ormai da numerosi anni.

“Per una buona scelta può aiutare molto il passaparola fra genitori –dichiara la presidente regionale Rita Manzani Di Goro- ma è anche necessario ascoltare bene le indicazioni fornite dalla scuola e riflettere attentamente sulla scelta che si va a fare”.
La prima decisione riguarda il modello orario: tempo corto o tempo lungo? Bisognerebbe pensare in primo luogo al bambino, ma di fatto occorre confrontarsi con l’effettiva presenza di adulti che possano prendersi cura di lui all’uscita dalla scuola. E non va dimenticato che nella primaria il tempo pieno (40 ore) è rimasto una scuola di tutto rispetto, in confronto agli altri orari (24-27-30 ore) che anche a causa dei tagli agli organici vedono una girandola di insegnanti alternarsi nelle classi.

Per l’infanzia è da privilegiare l’iscrizione a 40 ore, soprattutto se la scuola è dotata di spazi per far riposare i più piccini dopo pranzo. Si sconsiglia invece il tempo prolungato fino a 50 ore, perché in quel caso vanno a sparire completamente le ore di compresenza degli insegnanti e non c’è più tempo per star dietro ai più piccoli oppure per fare interventi differenziati nelle sezioni che accolgono bambini di età e grado di maturazione diversi.
L’anticipo delle iscrizioni, previsto per i bambini che compiono 3 o 6 anni entro il 30 aprile 2012, è in genere da sconsigliare, perché non è detto che un bimbo vispo e intelligente sia emotivamente maturo per questo passaggio anticipato. A quella età un anno di differenza rispetto ai compagni di classe vuol dire molto e a ben guardare si rischia di rubare un anno di infanzia ai nostri figli con la prospettiva di farli diventare dei disoccupati un anno prima.

“I genitori hanno diritto di scegliere fra tutte le possibili opzioni –prosegue Di Goro- senza limitazioni da parte della scuola, che non può decidere a priori di puntare solo su alcune, scoraggiando la scelta di altre. Il nostro consiglio comunque è quello di dare una sola preferenza, perché altrimenti la scuola può legittimamente assegnarci un tempo scuola che risulta essere la nostra seconda, terza o anche quarta scelta”.
Prima dell’inizio delle iscrizioni il consiglio di circolo/istituto deve deliberare i criteri di accoglimento delle domande di iscrizioni alle quali il Dirigente scolastico si deve attenere per non superare il numero massimo di alunni che possono essere accolti in base agli spazi nelle aule e alle strutture disponibili (palestre, laboratori ecc.), stabilendo i criteri di precedenza per l’accoglimento delle domande e l’articolazione del tempo scuola su 5 o 6 giorni. Patti chiari e amicizia lunga, insomma, perché non si può scegliere al buio.

Anche questo comunque non basta, perché per sapere come sarà articolata la classe di nostro figlio occorre conoscere cosa ha scelto la maggioranza dei genitori e se la dotazione di organico sarà adeguata alle richieste: la scuola anzi ha il dovere di avvertire le famiglie che le domande saranno accolte solo a determinate condizioni. È giusto sapere che il Ministero garantisce una dotazione di insegnanti di scuola primaria di 27 ore per classe e di 40 ore per il solo tempo pieno già esistente, per cui ci potranno essere difficoltà a costituire una classe a 30 ore o una nuova prima a tempo pieno. Le classi che già funzionano a 30 o 33 ore hanno invece diritto a completare il ciclo con il tempo scuola assegnato in precedenza.

I genitori hanno anche diritto di sapere che per costituire una classe a 24 ore occorrono 15 domande concordi. Visto che una classe può arrivare al massimo a 27 alunni ciò significa che le altre famiglie si dovranno eventualmente adattare. Lo stesso vale per la scuola dell’infanzia, con l’avvertenza che per costituire una classe occorrono 18 domande e che il numero massimo di alunni può arrivare a 29.
Specialmente nei piccoli centri sarebbe opportuno che i genitori concordassero quale scelta effettuare, in modo da garantire meglio tutti e non affidarsi alla lotteria degli accomodamenti finali. Nei centri più grandi attenzione alla ripartizione fra singoli plessi, perché alla fine il dirigente avrà la necessità di far quadrare domande, aule e organici e capita spesso che qualcuno rimanga sacrificato nelle sue aspettative.

La richiesta è spesso superiore alla disponibilità di posti e allora molte scuole per graduare le domande in eccesso fanno riferimento alla residenza del bambino. Questo può costituire un elemento di precedenza oppure un punteggio aggiuntivo; si può anche fare riferimento allo stradario comunale come pure al luogo di lavoro dei genitori, alla presenza dei nonni e al domicilio.
Attenzione dunque ai criteri stabiliti dal consiglio di circolo/istituto per le liste di attesa, ai punteggi e alle priorità, con l’avvertenza che la delibera deve essere adottata prima dell’inizio delle iscrizioni e che tutti i requisiti debbono essere posseduti e documentati entro la data di chiusura, e cioè il 12 febbraio 2011. Questa scadenza è tassativa: le domande presentate successivamente non possono essere accolte per la scuola dell’infanzia e vengono poste in coda a tutte le altre negli altri ordini di scuola.

L’iscrizione alla scuola media e superiore è effettuata presso la scuola attualmente frequentata, che provvederà all’inoltro delle domande. La domanda va presentata per una sola scuola, ma attenzione perché, come recita la circolare 101/2010, “Non sempre la domanda di iscrizione può trovare accoglimento. La indisponibilità di posti, di servizi e di strutture può infatti ostacolare la soddisfazione delle richieste”, per cui il dirigente scolastico può contattare gli esclusi e concordare con loro il trasferimento ad altra scuola.
Solo per la scuola superiore si possono indicare in subordine uno o due istituti di proprio gradimento e in mancanza di posti il preside ricevente provvederà al successivo inoltro delle domande in eccedenza.
Per le classi intermedie e all’interno dello stesso istituto comprensivo è prevista l’iscrizione d’ufficio, con obbligo di versare la quota assicurativa e, negli ultimi due anni di scuola superiore, il contributo richiesto.

Dall’infanzia fino alla terza superiore il contributo è volontario e consigliato, a patto che la scuola lo utilizzi per aumentare la qualità dell’offerta formativa e rendiconti ai genitori le modalità di utilizzo. Da non dimenticare che tasse e contributi scolastici sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi dei genitori.
I moduli per le iscrizioni devono essere disponibili sui siti internet delle scuole che ne sono dotate.

Un capitolo apposito per gli alunni portatori di handicap. Il DPR 81/2009 stabilisce che le classi che li accolgono “sono costituite di norma con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate”. È necessario dunque che tutta la documentazione sia in regola entro i tempi previsti e che il dirigente faccia un’accurata relazione circa la necessità di mantenere il numero degli alunni entro un certo limite. Questo può influire molto sul numero e la tipologia delle classi che si vanno a formare.

Dalla circolare sulle iscrizioni per l’a.s. 2011/12 ancora un paio di indicazioni utili per i genitori: il nulla osta al trasferimento in corso d’anno è un diritto e non può essere in alcun modo negato o ritardato da parte della scuola di appartenenza.
Quanto all’insegnamento della religione cattolica, la domanda va presentata solo all’inizio di ogni ciclo di istruzione e la scelta può essere modificata anno per anno entro il termine delle iscrizioni. La scelta delle attività alternative invece può essere effettuata entro l’inizio del nuovo anno scolastico.

“Anche per le scuole medie valgono i criteri già indicati –aggiunge Jachen Gaudenz, presidente dell’A.Ge. Arcipelago Toscano – L’importante è operare una sola scelta e non barrare anche le alternative, altrimenti vi è una discrezionalità nella scuola ad operare delle scelte contro cui non è possibile opporsi. Importante è che le attività pomeridiane siano di effettivo recupero o approfondimento con specifici progetti e non una prosecuzione delle lezioni curricolari mattutine”.

“Diversa è la situazione per le scuole superiori. Il più delle volte c’è mancanza di comunicazione tra i genitori degli alunni che già frequentano il corso superiore e quelli che hanno i figli in terza media, per cui si lascia solo alla scuola la promozione dell’istituto, che non sempre è rappresentato fedelmente. A volte vengono mostrati aspetti della scuola, come ad esempio laboratori o attività complementari, corsi di recupero e valorizzazione delle eccellenze di cui i ragazzi non potranno poi usufruire”.

“Le iscrizioni avvengono spesso sulla base della simpatia ispirata dall’Istituto durante l’orientamento, dai compagni, da esigenze familiari anziché privilegiando le attitudini e le indicazioni dei docenti –conclude Gaudenz- Purtroppo effettuare le iscrizioni a febbraio, se da una parte è utile per programmare le cattedre e le strutture per l’anno successivo, dall’altra è troppo precoce per far manifestare all’alunno un interesse che lo condizionerà per il successivo quinquennio. È quindi necessario che i genitori si confrontino e chiedano fin d’ora una copia del Pof relativo all’anno di iscrizione del proprio figlio per verificare la proposta della scuola, e che durante l’anno pretendano il rispetto di quanto indicato. Il Piano dell’offerta formativa è un vero e proprio contratto fra scuola e famiglie e come tale va rispettato”.

Per approfondimenti: www.agetoscana.it , agetoscana@age.it

Next Page »