Genitori e nuovi media: una sfida da non perdere
Solo apparentemente al sicuro, i nostri figli ogni giorno passano ore incollati al computer o al televisore, eppure tutti sappiamo che le insidie possono nascondersi anche fra le pareti di casa nostra. I genitori del terzo millennio debbono possedere una marcia in più: non basta saper comprendere e dialogare con giovani nel pieno della crisi adolescenziale, occorre anche una conoscenza approfondita dei nuovi rischi cui vanno incontro.
I media sono mezzi potenti e pervasivi, con i quali diventa sempre più urgente confrontarsi per sfruttarne le potenzialità e insieme mettersi al sicuro dai rischi. La responsabilità educativa nei confronti dei nostri figli ci obbliga ad essere educatori competenti ed è per questo che l’Associazione Genitori A.Ge. di Fivizzano (MS) ha organizzato il corso “Media e nuovi media: una sfida critica” per quattro venerdì consecutivi dalle ore 21,15 alle ore 23 presso l’Istituto Professionale “Antonio Pacinotti”, di Via Roma 12 a Fivizzano.
Questa serie di incontri, che si terrà dal 26 febbraio al 19 marzo 2010, è autorevolmente introdotta da Padre Dario Ravera, vicario generale Diocesi Massa Carrara–Pontremoli, il quale darà un approfondimento educativo sul rapporto fra giovani, famiglia e media. A seguire due esperti giornalisti, Giulio Armanini e Antonello Riccelli, guideranno genitori e insegnanti all’interno del mondo dell’informazione, con una lettura critica approfondita sul mondo della carta stampata e su quello della televisione. Infine il neuropsichiatria infantile Franco Giovannoni e la psicologa Elena Battaglia daranno uno spaccato dei nuovi media, riproponendo anche il progetto “Sicuramente Internet”, svolto in collaborazione con l’A.Ge. “Alice e Flavio” di Aulla e che ha riscosso grandissimo successo.
Venerdì 26 febbraio ore 21,15
Padre Dario Ravera, vicario generale Diocesi Massa Carrara – Pontremoli
Media e nuovi media, presenti a fianco dei nostri figli
Venerdì 5 marzo ore 21,15
Giulio Armanini, dirigente scolastico, già direttore de Il Corriere Apuano
La notizia: interpretarla e valutarla
Venerdì 12 marzo ore 21,15
Antonello Riccelli, giornalista di Telegranducato
I media: come orientarsi all’interno dell’offerta di informazione
Venerdì 19 marzo ore 21,15
Franco Giovannoni, neuropsichiatra infantile – Elena Battaglia, psicologa
Internet e i suoi figli
Il corso è realizzato con il contributo dell’Assessorato alle Politiche sociali della Regione Toscana.
Per informazioni: 320 8666253 – meugeparodi@tiscali.it - www.agetoscana.it
Matera, 341 posti di lavoro in meno nella scuola. Sit-in il 24 agosto

Via: www.flcgil.it
Matera, 341 posti di lavoro in meno nella scuola. Sit-in il 24 agosto
FLC Cgil – CISL Scuola – UIL Scuola – SNALS
Per ogni alunno in meno, un posto di lavoro sottratto
Allarme disoccupazione nella scuola
Nella provincia di Matera, per l’a.s. 2009/2010, saranno tagliati 341 posti di lavoro ( -239 personale docente e -102 personale ATA)
Manifestazione Provinciale
24 agosto 2009 – ore 10,00
SIT – IN
Ufficio Scolastico Provinciale di Matera
Via Siris
Il personale precario della scuola con una carriera in media decennale si ritroverà:
senza alcuna opportunità lavorativa;
senza alcun ammortizzatore sociale;
Le scuole si troveranno nella condizione:
di non poter garantire la sicurezza degli allievi e del personale della scuola ed il regolare funzionamento dei servizi scolastici nel rispetto delle norme contrattuali dell’orario di lavoro;
di non avere personale per aprire e chiudere i plessi di loro pertinenza o in numero tale da garantire l’apertura pomeridiana e, paradossalmente, trovarsi nelle condizioni di dover chiedere personale alle Amministrazioni comunali per garantire i servizi minimi.
di operare con classi sovradimensionate, nel numero degli alunni, rispetto ai parametri definiti dalla normativa sulla sicurezza scolastica, assolutamente inadeguate a garantire la qualità del servizio formativo;
Le OO.SS. (FLC Cgil – Cisl Scuola – Uil Scuola – Snals) della Provincia di Matera invitano
il personale tutto della scuola, i genitori, gli studenti, le associazioni,
i Sindaci, gli Amministratori, a partecipare al SIT – IN.
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Regolamenti attuativi: termini rispettati per decreto

Via: www.flcgil.it
Regolamenti attuativi: termini rispettati per decreto
Governo ha compiuto un nuovo “blitz”, per mezzo del quale, maldestramente, intende rimettersi nei termini…ma invano!
Dopo i dubbi e le perplessità sollevate nei giorni scorsi rispetto alla scadenza dei termini per quanto attiene l’emanazione dei regolamenti attuativi dell’art 64 della legge 133/08, il Governo ritiene di aver risolto la questione, facendo approvare dal Parlamento, all’interno del Decreto Legge n. 78 del 1 luglio scorso, il comma 25 dell’art. 17, in cui si prevede: “Il termine di cui all’articolo 64, comma 4, del decreto legislativo 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si intende comunque rispettato con l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri degli schemi di regolamenti di cui al medesimo articolo”.
Il Ministro, quindi, consapevole di non aver adottato i regolamenti nei termini indicati da una norma di legge approvata dalla medesima maggioranza parlamentare, ma nel contempo preoccupato delle possibili ricadute di tale circostanza sui successivi atti applicativi e, quindi, sull’avvio del prossimo anno scolastico e su tutte le operazioni in corso, ha richiesto alla propria maggioranza di utilizzare lo strumento del Decreto Legge per stabilire che la prima lettura da parte del Consiglio dei Ministri coincide con l’adozione. Una norma di interpretazione autentica, nascosta in un articolo ove non si parla di proroghe dei termini, ma di controlli e di competenze della Corte dei Conti.
Ma la norma di cui all’art. 64 parla chiaramente di adozione e non di prima lettura, e non necessitava di alcuna interpretazione!
L’interpretazione autentica, come è noto e come spesso, peraltro, precisato anche dalla giurisprudenza, è un istituto a cui si può ricorrere non per essere “rimessi in corsa”, ma per chiarire eventuali disposizioni legislative il cui testo è poco chiaro. In questo caso, invece, il legislatore è stato chiarissimo e nessuna norma doveva essere soggetta a chiarimenti ulteriori.
Lo stesso TAR del Lazio, con l’ordinanza con la quale ha fissato l’udienza di merito del ricorso della FLC Cgil e di quello proposto nell’interesse di alcuni genitori ed Enti locali, ha affermato che “manca il regolamento di cui art. 17, comma 2 della L. 23 agosto 1988, n. 400 come previsto dall’art. 64 comma 4 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112 convertito in L. 6 agosto 2008, n. 133, allo stato soltanto firmato e che riguardo alla impugnativa della circolare n. 38 del 2 aprile 2009 manca il piano programmatico di interventi, allo stato ancora al livello di bozza di decreto interministeriale previsto dall’art. 64, comma 3 della menzionata legge n. 133 del 2008″.
Il Ministro si è dimenticato, però, del Piano programmatico, che ad oggi non è stato adottato: forse, nei prossimi giorni, il Governo ricorrerà nuovamente alla decretazione d’urgenza per ricondurlo entro i termini previsti?
Un uso così smodato della decretazione d’urgenza non è certo previsto dalla Costituzione, che ne limita in modo chiarissimo gli ambiti e le condizioni.
Nel denunciare la gravità di questo modo di procedere, chiediamo che sia ripristinato il rispetto dei principi fondanti lo Stato di diritto.
Roma, 2 luglio 2009
“La scelta delle famiglie sconfessa la Gelmini” – La Toscana aveva visto giusto, ora il governo riveda le sue scelte. L’assessore Simoncini interviene sulle iscrizioni scolastiche

«Le famiglie hanno scelto in maniera netta e inequivocabile e questa scelta equivale a una sconfessione dell’operato e dei provvedimenti del ministro Gelmini». Così l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini commenta, intervenendo in occasione delll’incontro organizzato oggi a Sarteano sul tema “Bambini e bambine al centro”, i primi dati sulle iscrizioni al primo anno delle scuole elementari, che hanno visto prevalere nettamente la scelta di un orario scolastico lungo, di 30 e 40 ore, mentre solo una esigua minoranza si è orientata sul tempo corto (di 24 ore). «Questa situazione – prosegue l’assessore – rafforza quanto sia la Regione che i sindacati vanno dicendo da mesi sull’opportunità di non ridurre quantità e qualità della scuola in nome di un ritorno, che abbiamo giudicato fin dall’inizio negativo, al maestro unico. Una scelta che, secondo noi, è giustificata esclusivamente da una logica di risparmio che impoverisce la scuola e acuisce disparità e disagio».
Il messaggio che arriva dalle iscrizioni in prima elementare è molto chiaro. «La manifesta volontà delle famiglie – afferma l’assessore – sgombra ora il campo da ogni equivoco. L’attacco del governo alla compresenza degli insegnanti, l’unica che può garantire la realizzazione del tempo pieno e del tempo lungo, non trova il sostegno delle famiglie. Chiediamo quindi al governo di rivedere la sua impostazione e di cambiare i provvedimenti per venire incontro alla volontà espressa così chiaramente dalla maggioranza dei genitori».
