Scuola dell’infanzia: il documento del Coordinamento interassociativo per la qualità delle politiche per l’infanzia nel nuovo decennio

September 17, 2009 by admin · 1 Comment
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Il documento del Coordinamento interassociativo per la qualità delle politiche per l’infanzia nel nuovo decennio

Il Coordinamento Nazionale per le Politiche dell’Infanzia e della sua Scuola ribadisce e rilancia il proprio impegno a sostegno di un vero sviluppo di politiche di qualità per l’infanzia.

Pubblichiamo in allegato il documento elaborato dal Coordinamento Nazionale per le Politiche dell’Infanzia e della sua Scuola per rilanciare il proprio sostegno alla qualificazione della scuola dell’infanzia.

L’impegno del Coordinamento prosegue in questa direzione ormai da quindici anni e viene ribadito in questa fase di importanti trasformazioni dell’intero sistema di istruzione e formazione. A queste, la scuola dell’infanzia è chiamata a fornire il proprio contributo di esperienze pedagogiche e di identità culturale, che rischiano, però, di essere fortemente compromesse dal ripristino degli anticipi, tanto più in assenza di adeguate risorse strutturali e professionali.


Il Coordinamento Nazionale intende programmare, a partire dal mese di novembre, una serie di iniziative per sostenere gli impegni assunti nel documento programmatico, sottoscritto dalle associazioni professionali e dalle organizzazioni sindacali costituenti il Coordinamento stesso. Il documento sarà inviato alle scuole e a tutti quei soggetti istituzionali che hanno un ruolo di proposta, indirizzo e gestione delle politiche per l’infanzia.


Un anno lungo un sogno. Cronaca della scuola che non c’è

September 17, 2009 by admin · 1 Comment
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Un anno lungo un sogno. Cronaca della scuola che non c’è

Le facili chiacchiere del Governo, piene di luoghi comuni e prescrizioni salvifiche e la realtà di una scuola sempre più povera e demotivata. Ma a volte i sogni si avverano. Un articolo di Ermanno Detti.

Si aprono le scuole: cosa si aspettano gli alunni, i docenti, i genitori? Di trovare una scuola accogliente, dove si impara, certo a leggere a scrivere a far di conto, ma anche si impara a imparare, a vivere, a crescere, a stare insieme, a capire. Una scuola dove tutti imparano e crescono, anche gli insegnanti, anche i dirigenti, anche gli addetti alle segreterie e i collaboratori scolastici, anche i genitori. Dove tutti collaborano e se qualcuno si trova in difficoltà viene aiutato e non respinto. Una scuola seria e rigorosa e, se serve, anche severa. Una scuola che guarda al futuro dei suoi giovani allievi e del Paese.

È il sogno di una scuola che non c’è, purtroppo, come quella che immagina Ermanno Detti nell’articolo qui pubblicato.

Roma, 16 settembre 2009
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Un anno lungo un sogno
Cronaca della scuola che non c’è
di Ermanno Detti

Anno scolastico 2009-2010. Entro in aula regolarmente. Gli alunni sono sereni, pieni di aspettative, desiderosi di apprendere. Sono il loro docente e mi sento felice di vederli interessati. Anche il loro numero è imprecisato, ma sono tranquillo, in questa scuola nessuna classe ha più di 25 alunni. È un numero flessibile peraltro, si abbassa in caso che vi sia la presenza di qualche alunno con particolari difficoltà.

Inizio la lezione e tutto procede regolarmente. Passano i giorni e qualche mese. Se c’è un alunno con qualche problema di inserimento mi preoccupo, ma so che possiamo farcela, io, l’alunno e gli altri insegnanti. Ci conosciamo tutti in questa scuola e la collaborazione con i colleghi è facilitata. Se c’è un alunno in difficoltà se ne parla, si decide se iniziare o meno un colloquio più intenso con la famiglia, se intervenire con qualche forma di recupero.


Gli insegnanti in questa scuola sono quasi tutti di ruolo, non c’è il solito avvicendamento, non ci sono precari che vanno e vengono con gli alunni che non ci capiscono più niente, con le classi che si sfasciano per il carosello dei docenti. Grazie signor Ministro per aver dato questa stabilità, questa continuità al nostro lavoro. Tutti gli italiani dovrebbero ringraziarti perché stai permettendo al nostro Paese un significativo sviluppo culturale. E con modica spesa, un docente precario e un docente di ruolo alla fin fine costano quasi lo stesso. Una manciata di euro in più all’anno e tutto funziona meglio. Gli alunni qui non solo studiano, frequentano anche la biblioteca scolastica che tu, signor Ministro, hai permesso di aggiornare con l’acquisto di buoni e nuovi libri. Addetto alla biblioteca quest’anno c’è anche un bibliotecario preparato con un corso di aggiornamento specifico. Se le cose andranno avanti così dalla futura scuola usciranno lettori forti, amanti della lettura e gli italiani lettori non saranno più agli ultimi posti nel mondo. Ma poi qui, accanto alla biblioteca, c’è anche la sala computer e la sala proiezioni. E la didattica ne trae grandi benefici. La scuola è pulita, nei bagni, ma perché lo scrivo?, c’è sempre la carta igienica. Il personale di segreteria ha tutto il materiale a disposizione per lavorare, i collaboratori scolastici collaborano davvero. Un collaboratore scolastico mi ha accompagnato anche in gita scolastica. E sì che qualcuno aveva detto che era meglio un’impresa di pulizie. Grazie Ministro dell’Economia per non averci tagliato anche questa risorsa. Siamo quasi alla fine dell’anno. Non ci sarebbe altro da scrivere, perché tutto si è svolto normalmente. C’è stato qualche sciopero, mi pare, per il rinnovo dei contratti e per salvaguardare alcuni diritti. Ma senza grandi tensioni, tanto che se c’è stato appena me lo ricordo: il contratto comunque è andato in porto, gli insegnanti sono soddisfatti, i sindacati pure. Non mi pare che ci siano state discriminazioni di sorta in questo anno scolastico, tutto si è svolto regolarmente. Non ci sono state misure razziste contro gli immigrati, c’è maggiore sicurezza perché sono stati aumentati gli stanziamenti per le forze dell’ordine (la stravecchia idea delle ronde è stata finalmente accantonata!), le risorse dello Stato sono state equamente distribuite tra Nord e Sud, il dialetto magari è stato insegnato nella scuola, ma per approfondimento culturale e non per discriminare qualcuno, i docenti (e anche il Dirigente) provengono da varie parte d’Italia e nessuno dice niente, non c’è mica bisogno di passaporti per insegnare nelle scuole della Repubblica. Ora ci saranno scrutini ed esami, ci saranno i promossi e i bocciati, si sa. Ma noi abbiamo fatto il possibile per dare a tutti la migliore formazione. Molti extracomunitari ormai parlano meglio la nostra lingua, il processo di integrazione culturale va avanti. Questo ci sembra importante, che si vada avanti, senza assurde discriminazioni, senza alunni a cui è vietata la scuola perché i genitori non sono regolarizzati, senza che i docenti debbano denunciare i genitori di un alunno. E poi ci saranno le prove dell’Invalsi. Sono sicuro che siccome tutto è andato normalmente i nostri alunni non risulteranno tra gli ultimi in Europa. A proposito, facciamo attenzione durante le prove, prendiamo seriamente le prove Invalsi. Signor Ministro, faccia magari una circolare in proposito. Sennò potrebbe accadere come quell’anno in cui gli alunni del Sud risultarono più bravi di quelli del Nord e poi qualcuno imbrogliò le carte, disse che al Sud gli alunni avevano copiato e il risultato alla fine si capovolse. Se fossi stato Ministro, in quell’occasione mi sarei vergognato per la figuraccia e mi sarei dimesso. Signor Ministro Gelmini, questo non è un sogno, o meglio è un sogno ad occhi aperti, è un desiderio, comune a molti italiani, a molti docenti, a molti lavoratori, a molti genitori. Un desiderio di un anno scolastico normale, come quelli di un tempo. Quando ancora non c’era lei e il suo Governo. Lei e il suo Governo state invece sfasciando le nostre migliori istituzioni. Io sono contrario, insieme ad altri, a questa sciagura e sono tra quelli che cercherà in ogni modo di impedirglielo, affinché il sogno non resti solo un desiderio.

Emanato l’Atto di indirizzo per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo. La parola passa ora alle scuole autonome

September 16, 2009 by admin · Leave a Comment
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Emanato l’Atto di indirizzo per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo. La parola passa ora alle scuole autonome

Con la ripresa delle lezioni i docenti, oltre alla difficile situazione generata dalle tante, confuse e contraddittorie norme sul sistema di istruzione volute dal governo, dovranno misurarsi anche con questo provvedimento che detta linee di indirizzo trasmesso alle scuole in data 8 settembre 2009 per l’azione dei docenti nei diversi ordini e gradi di scuola, in attesa dell’armonizzazione tra le indicazioni nazionali e quelle per il curricolo.

Il testo definitivo, non si discosta sostanzialmente dalla bozza inviata al CNPI. Vale la pena, però, di sottolineare che nel testo definitivo la parte relativa alla definizione della scuola secondaria di primo grado trova una nuova definizione; infatti, nella bozza si definiva: “Una deriva silenziosa da contrastare” ora è più correttamente indicato come: “Un segmento formativo da valorizzare”. La FLC Cgil, nell’incontro del luglio scorso con l’Amministrazione, non aveva mancato di sottolineare questo pesante attacco a quella parte del nostro sistema di istruzione che, proprio per il ruolo di congiunzione che ha con la scuola primaria e con la secondaria di secondo grado, necessita invece di più attenzione e più risorse.


Già nei prossimi giorni sarà possibile capire che impatto avrà nei Collegi dei docenti l’atto di indirizzo e se alcune indicazioni in esso contenute potranno davvero essere utilizzate dalle scuole a sostegno dell’esercizio dell’autonomia scolastica, come auspicato anche dal parere del CNPI, per la difesa della qualità della scuola, piuttosto che rimanere parole al vento, contraddette pesantemente dai comportamenti e dalle decisioni concrete dell’Amministrazione.

Roma, 14 settembre 2009


Contratto dell’Area V della Dirigenza Scolastica: è necessario riprendere la trattativa

September 16, 2009 by admin · Leave a Comment
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Contratto dell’Area V della Dirigenza Scolastica: è necessario riprendere la trattativa

Oggi abbiamo, unitariamente con CISL e SNALS, richiesto all’ARAN la ripresa della trattativa per il rinnovo del contratto dell’Area V della Dirigenza Scolastica.

Nell’ultimo incontro, di cui abbiamo dato conto il 28 luglio 2009 e nel quale si era avviata la discussione sulla tematica delle sanzioni disciplinari e ripreso il tema della salvaguardia delle retribuzioni di posizione e di risultato a livello regionale, le parti avevano convenuto di riprendere il confronto nella seconda decade di settembre.


A fronte del silenzio dell’ARAN, insieme a CISL e SNALS abbiamo ritenuto necessario sollecitare formalmente la ripresa della trattativa.

Roma, 15 settembre 2009

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Raccomandata A/R

Roma, 15 settembre 2009
Prot. n. 309/2009 GC/gr
Avv. Massimo Massella Ducci Teri
Presidente A.Ra.N.
Prof. Mario Ricciardi
Direttivo A.Ra.N.
Dott.ssa Olimpia Marcellini
Direttore Contrattazione 2
A.Ra.N.
A.Ra.N.
Via Del Corso, 476
00186 Roma
Oggetto: Sollecito convocazione parti sindacali per la ripresa del confronto per il rinnovo del CCNL area V della Dirigenza Scolastica

Le scriventi Organizzazioni Sindacali rappresentano la necessità di una sollecita ripresa del confronto per il rinnovo del C.C.N.L. Area V della Dirigenza Scolastica.

Nell’ultimo incontro, prima della sospensione estiva, le parti avevano convenuto sulla necessità di proseguire il confronto sulle questioni ancora aperte: l’adeguamento dei fondi regionali per il salario di posizione e di risultato, la problematica del sistema disciplinare e del suo rapporto con la valutazione del dirigente, il personale dirigente all’estero.

Rimanendo in attesa di un riscontro alla presente, si inviano distinti saluti.

FLC Cgil Domenico Pantaleo
CISL Scuola Francesco Scrima
SNALS Confsal Marco Paolo Nigi


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