Graduatorie ad esaurimento: il TAR conferma la posizione della Gilda degli Insegnanti

Graduatorie ad esaurimento: il TAR conferma la posizione della Gilda degli Insegnanti
In tema di graduatorie il ricorso al TAR è inammissibile per carenza di giurisdizione del giudice amministrativo.
Lo ha ribadito il tribunale amministrativo dell’Emilia Romagna con la sentenza n. 1928 del 21 ottobre 2009.
“Le controversie in materia di graduatorie permanenti del personale della scuola, riguardanti l’accertamento del diritto al collocamento in graduatoria con precedenza rispetto ad altro docente”, si legge nella sentenza, “appartengono, secondo la prevalente giurisprudenza della Cassazione (Cass civ. sez. un. 13 febbraio 2008 n. 3399) e dei TT.AA.RR, a cui questa Sezione ritiene di aderire, alla giurisdizione del giudice ordinario”.
In tali procedimenti, infatti, vengono in rilievo atti che non possono che restare compresi nel rapporto di lavoro contrattualizzato tra datore di lavoro – in questo caso l’Ufficio Scolastico Regionale e/o Provinciale – e pubblico dipendente, che in sostanza s’inseriscono nella gestione delle graduatorie utili ad eventuali assunzioni, e di fronte ai quali sono configurabili solo diritti soggettivi.
Noi lo avevamo già sostenuto. Rimane sempre senza risposta la nostra domanda: perchè Ministero ed Avvocatura dello Stato non hanno eccepito il difetto di giurisdizione?
La Gilda degli Insegnanti dal canto suo è attualmente parte attiva nella tutela dei docenti precari contro quello che ha definito il “fiorente commercio di ricorsi al Tar del Lazio”..
Via: www.gildains.it
Precari scuola: approvati i provvedimenti

Questo blog pubblica quotidianamente news su scuola, docenti, supplenze, personale ata.
Misure straordinarie per i precari: dal Senato il sì definitivo al provvedimento
- Comunicato stampa della CISL Scuola
Il Senato ha approvato nella seduta odierna il testo del decreto-legge 134/09 nella stessa formulazione con cui lo stesso era stato licenziato dalla Camera; il decreto è quindi definitivamente convertito in legge. La CISL Scuola ha evidenziato in modo puntuale, nelle audizioni presso le competenti Commissioni Parlamentari, luci ed ombre di un provvedimento i cui contenuti sono stati notevolmente estesi nel corso della discussione alla Camera dei Deputati attraverso una nutrita serie di emendamenti che il Senato, anche per accelerare l’iter di conversione, ha scelto di confermare integralmente.
In modo particolare la nostra attenzione si è posta sulle misure straordinarie per i precari e sulle disposizioni volte a rimuovere il pesante contenzioso sulle graduatorie ad esaurimento.
Sul primo punto, registriamo positivamente l’ampliamento della platea dei beneficiari delle misure straordinarie a quanti hanno svolto, nel 2008/09, una supplenza di 180 giorni (il decreto legge prendeva in considerazione solo le supplenza annuali o fino al termine delle lezioni): il MIUR dovrà ora provvedere, come già annunciato, ad una riapertura dei termini per le nuove istanze di accesso ai benefici.
Sulla questione delle graduatorie, pur ritenendo positiva la soluzione indicata per le attuali graduatorie, di cui viene confermata la corretta compilazione, la CISL Scuola ribadisce le proprie forti riserve per l’evidente contraddizione che si determina prevedendo, per il prossimo aggiornamento, il ripristino della possibilità di inserimento “a pettine” in una diversa provincia.
Con la conversione in legge del decreto 134/09 si conclude l’iter di un provvedimento che la CISL Scuola ha sollecitato per dare immediate e concrete risposte ad una situazione di emergenza per il personale precario, al quale si assicurano alcune importanti tutele di natura giuridica ed economica.
Continua, tuttavia, l’impegno forte e determinato dell’Organizzazione per rimuovere alla radice le cause del precariato, attraverso una riduzione dell’entità e una revisione dei tempi della manovra sugli organici, che sta determinando oggi nella scuola una situazione insostenibile, e l’assunzione di precisi obiettivi di stabilizzazione del lavoro, attraverso la stipula di contratti a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti e disponibili.
Assunzioni docenti: resoconto dell’incontro Ministro-Sindacati dell’11 novembre 2009

Assunzioni docenti: resoconto dell’incontro Ministro-Sindacati dell’11 novembre 2009
Rivedere entità e tempi della manovra sulla scuola, avviare un piano di assunzioni che punti alla copertura di tutti i posti vacanti con personale di ruolo, destinare risorse adeguate per il rinnovo del contratto: questi obiettivi, che sono stati al centro della manifestazione del 31 ottobre scorso, sono stati ieri riproposti con forza da Francesco Scrima nell’incontro dei sindacati col ministro Gelmini.
Nella sua comunicazione di apertura il Ministro ha svolto una breve panoramica sui principali provvedimenti adottati e in corso di adozione, soffermandosi in particolare sui Regolamenti per il riordino degli istituti tecnici, degli istituti professionali e dei licei, il cui iter dovrebbe concludersi entro il mese di dicembre.
L’avvio dei nuovi ordinamenti potrà quindi avvenire col prossimo anno scolastico: a tal fine il MIUR sta mettendo a punto un articolato programma di comunicazione in funzione dell’orientamento, con l’attivazione di momenti informativi destinati al personale docente e dirigente, per i quali sono già stati costituiti appositi gruppi tecnici.
Il Ministro ha assunto esplicitamente l’obiettivo di limitare l’avvio della riforma del secondo ciclo alle sole classi prime: in relazione a ciò sono già in corso contatti e approfondimenti con il MEF per le necessarie verifiche di compatibilità con gli obiettivi di contenimento di spesa contenuti nel piano triennale.
Il Ministro si è poi soffermato sulle questioni connesse ai provvedimenti straordinari per il personale precario, accennando all’imminente conversione in legge del decreto-legge 134/09, che consentirà fra l’altro di superare il contenzioso in atto sulle graduatorie ad esaurimento del personale docente. Ha annunciato, poi, l’imminente pubblicazione di una nota – attualmente in fase di elaborazione di concerto con l’INPS – per offrire indicazioni e chiarimenti sulle problematiche connesse alle modalità di accesso all’indennità di disoccupazione e alla sua cumulabilità con altre forme di compenso per i beneficiari delle misure straordinarie: su queste ultime, ha ribadito la volontà di accelerarne quanto più possibile l’attivazione.
Per quanto riguarda le assunzioni in ruolo, il Ministro ha preliminarmente annunciato l’imminente varo della direttiva sui pensionamenti “forzosi” di cui all’art. 72 del decreto-legge 112/08 (personale che compie i 65 anni o i 40 anni di contribuzione); al riguardo, è stata predisposta una bozza – su cui si è in attesa di parere da parte della Corte dei Conti – nella quale viene assunto, in via generalizzata, il criterio del collocamento in pensione di quanti sono in possesso di un’anzianità contributiva di 40 anni, con la sola eccezione (come peraltro richiesto dalla CISL Scuola) di chi, entro il 2011, maturi il passaggio ad una successiva classe stipendiale. Tutto ciò porta a prevedere un consistente numero di pensionamenti, il che favorirà il riassorbimento delle situazioni di esubero e consentirà di realizzare un significativo programma di assunzioni in ruolo, per il quale il Ministro ha indicato come obiettivo la copertura dell’intero turn over.
Il Ministro, infine, ha proposto l’attivazione di un “tavolo specifico di confronto” che, nella prospettiva del rinnovo del contratto, affronti le questioni relative al riconoscimento del merito e della valorizzazione professionale, anche in relazione al possibile utilizzo della quota di economie che l’art. 64 della legge 133/08 prevede di “reinvestire” come incremento delle risorse contrattuali.
Intervenendo a nome della CISL Scuola, il Segretario Generale, Francesco Scrima – dopo aver richiamato le ragioni e gli obiettivi delle iniziative assunte dall’Organizzazione a sostegno e in difesa della scuola pubblica, da ultimo con la manifestazione del 31 ottobre – ha preso atto delle disponibilità dichiarate dal Ministro, confermando tuttavia l’impegno della CISL e della CISL Scuola nel rivendicare un confronto che deve necessariamente investire il Governo nella sua collegialità, soprattutto per quanto riguarda l’indispensabile revisione dell’entità e dei tempi della “manovra” sulla scuola. Non è infatti pensabile che l’avvio della riforma nelle sole classi prime, in sé giusto e positivo, avvenga senza una modifica del piano dei “tagli”, che ne riduca l’entità per il prossimo anno scolastico, essendo già oggi la nostra scuola in una situazione insostenibile.
Pur riconoscendo l’opportunità di avviare una riforma come quella del secondo ciclo, di cui da anni si avverte la necessità, e di avviarla contestualmente per tutti gli indirizzi di studio, la CISL Scuola chiede che sia sottratta a condizionamenti e vincoli troppo stringenti da parte del Ministero dell’ Economia: occorre restituire, infatti, una doverosa priorità alle ragioni della scuola e della sua miglior qualità. E’ in ogni caso indispensabile che l’avvio del nuovo ordinamento avvenga in un quadro di forti garanzie e tutele per il personale: a tal fine vanno attivati da subito i “tavoli negoziali” per affrontare le questioni connesse alle ricadute sulla mobilità e ai necessari percorsi di riqualificazione.
Scrima ha evidenziato come le richieste della CISL Scuola siano state poste in termini non demagogici, con estrema chiarezza e ragionevolezza, e come pertanto sulle stesse si attendano risposte altrettanto puntuali e non elusive.
Piena disponibilità è stata manifestata, infine, rispetto ad un avvio del confronto sulla valorizzazione del merito, ricordando tuttavia che la questione non può essere avulsa dalla necessità di un rinnovo contrattuale che assicuri alla generalità del Comparto adeguate tutele, a partire da una doverosa rivalutazione del potere d’acquisto delle retribuzioni.
Via: www.cislscuola.it
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Milano, la FLC Cgil denuncia al Prefetto i “mali” della scuola milanese

Questo blog si occupa di scuola, provveditorato e supplenze .
Milano, la FLC Cgil denuncia al Prefetto i “mali” della scuola milanese
Martedì 27 ottobre la FLC Cgil di Milano ha incontrato il Prefetto di Milano per rappresentargli alcune gravi situazioni che impediscono alla scuola milanese di poter assicurare la qualità e la continuità del servizio, le condizioni di sicurezza e di igiene che sarebbero necessarie, il rispetto dei curricoli di studio, la certezza del contratto di lavoro per il personale docente e ATA.
L’intento è stato quello di rompere il silenzio sulle difficoltà delle scuole e di far emergere la verità sulle mutate condizioni di lavoro cui è costretto il personale docente e ATA.
A conclusione dell’incontro il Prefetto si è impegnato a riferire la nostra protesta ai soggetti istituzionali interessati affinché siano coinvolti nelle problematiche da noi evidenziate.
COMUNICATO STAMPA
In data 27 ottobre la FLC CGIL di Milano ha incontrato il Prefetto di Milano per rappresentargli alcune gravi situazioni che impediscono alla scuola milanese di poter assicurare la qualità e la continuità del servizio, le condizioni di sicurezza e di igiene che sarebbero necessarie, il rispetto dei curricoli di studio, la certezza del contratto di lavoro per il personale docente e ATA.
I tagli imposti alla scuola comportano una effettiva riduzione dell’offerta formativa. Così è per l’insegnamento dell’inglese nella scuola primaria, le attività di sostegno per gli alunni diversamente abili, le attività alternative insegnamento della religione cattolica, e altre ancora sono state oggetto di tagli che pregiudicano la realizzazione del curricolo e mettono la scuola in condizioni di non poter rispondere alle richiesta delle famiglie.
Al silenzio sulle difficoltà delle scuole si contrappone una incomprensibile campagna di minimizzazione della realtà ad opera del Ministro Gelmini e del direttore scolastico regionale Colosio orientata ad assicurare l’immagine di una scuola funzionante, con organici disponibili fin dal primo giorno di scuola, con risorse adeguate al regolare funzionamento. Si nasconde così la verità sulle mutate condizioni di lavoro cui è costretto il personale docente e ATA:
1)SERVIZIO DI PRE E POST SCUOLA
Non è più possibile oggi continuare ad assicurare il servizio di pre e post scuola, servizio che avrebbe dovuto essere garantito dall’ente locale con proprio personale; la convenzione tra stato e enti locali ormai risalente a più di 10 anni fa, mai rinnovata, è di fatto inapplicata .Nelle attuali condizioni garantire il pre e post scuola con personale statale comporta lo stravolgimento dell’organizzazione del lavoro nelle scuole, mettendo ancora a rischio sicurezza, igiene, vigilanza;
2)LINGUA INGLESE NELLA PRIMARIA
Nella scuola primaria mancano centinaia di ore di inglese per assicurare il curricolo, mancano gli specialisti nell’organico e i posti rimangono scoperti per il diniego del direttore scolastico regionale ad autorizzarne la copertura; ai dirigenti scolastici si impongono scelte drastiche di ricorrere a forme di lavoro straordinario e di smontare i progetti di Tempo Pieno; proposte inammissibili e al limite della legalità
3)SOSTEGNO ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
In tutti gli ordini di scuola sono sottratte decine centinaia di ore di sostegno agli alunni diversamente abili; secondo i dati dell’ufficio scolastico provinciale non sono stati attivati circa 280 posti per “esaurimento” dell’organico disponibile, secondo la stessa fonte il rapporto docente/allievi diversamente abili a Milano è di 1 docente ogni 2,44 allievi, mentre lo standard nazionale previsto dal MIUR è di 1 doc. per 2 allievi; se fosse rispettato anche nella nostra provincia il parametro nazionale occorrerebbe incrementare gli organici di sostegno di oltre 1000 unità… ma anche su questo il direttore scolastico regionale Colosio tace;
4)SOFFERENZE FINANZIARIE
Le scuole milanesi sono in grave sofferenza per gli ingenti crediti che vantano dal MIUR fin dall’anno 2006/07; i dirigenti scolastici sono in condizioni di non avere risorse finanziarie per nominare i supplenti, non pagano le ore eccedenti assegnate al personale docente e ATA, non hanno risorse per il normale funzionamento scolastico; gli stessi dati della direzione scolastica regionale della scorsa primavera riferiscono di una media di 140 – 160 mila € di crediti per istituto, crediti riferiti ad attività regolarmente autorizzate e svolte per le quali i lavoratori stanno avviando cause davanti alla magistratura del lavoro;
5)RICHIAMO AI DIRIGENTI SCOLASTICI
Al silenzio imposto sulle condizioni della scuola milanese contribuisce anche l’iniziativa, insolita per la nostra realtà, di un Direttore Scolastico regionale che chiede spiegazioni scritte ed in alcuni casi promuove ispezioni per quei dirigenti che sugli organi di stampa hanno rappresentato le difficoltà incontrate per garantire una scuola sicura e di qualità; stupisce in tutto questo che il Direttore Scolastico dott. Colosio affermi di venire a conoscenza dalla stampa dei guai della scuola milanese, come se decine di incontri con le OO.SS. non fossero state sufficienti nelle settimane e nei mesi scorsi a farglielo capire; stupisce che si chieda ai Dirigenti Scolastici da un lato di comunicare con la stampa quando ci sono iniziative della scuola da valorizzare, dall’altro di riferire direttamente al Direttore Regionale quando le scuole sono in difficoltà, tenuto conto che gli stessi da mesi non ottengono alcuna risposta su tutti i temi sui quali la scuola milanese manifesta le proprie sofferenze.
A conclusione dell’incontro il Prefetto si è impegnato a riferire ai soggetti istituzionali interessati affinchè siano coinvolti nelle problematiche da noi sollevate.
Milano, 28.10.09
Il Segretario Generale
FLC CGIL di Milano
Attilio Paparazzo

