Difendiamo il piano triennale di immissioni in ruolo

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Riceviamo e pubblichiamo.
Spettabile redazione
scrivo per sottoporre alla Vostra attenzione uno dei problemi che affliggono la scuola italiana e che negli ultimi giorni è diventato di grande attualità: il reclutamento e le assunzioni degli insegnanti precari.
È noto a tutti il nesso tra qualità dell’istruzione e sviluppo nazionale ed è palese la necessità di investimenti in questo campo, in particolare per uscire dalla crisi economica. E un corollario di questo processo di crescita è rappresentato dalla necessità di stabilizzare lavorativamente quegli insegnanti che prima hanno investito anni di studio per superare concorsi o per frequentare duri corsi di specializzazione abilitanti post-laurea (le SSIS), acquisendo poi esperienza in cattedra per anni.
Nell’agosto 2011 diventa legge un piano triennale per stabilizzare in tre anni 125000 lavoratori della scuola (74000 docenti e 51000 ATA). E per realizzare questo progetto non vengono in realtà stanziate grandi risorse finanziarie, perché agli stessi insegnanti neoimmessi viene chiesto di rinunciare al primo gradone stipendiale (0-2 anni). Sono immissioni pensate a costo zero, questo vale anche quest’anno e per il 2013.
Ad oggi tuttavia, il nuovo ministro dell’Istruzione, a nostro parere ancora giovane rispetto ai problemi della scuola e non sufficientemente esperto, non dichiara nulla riguardo alle immissioni programmate nel piano triennale e che dovrebbero riguardare noi docenti tra qualche settimana appena, ma incredibilmente promette cattedre ai vincitori di un concorso ancora in là da venire e di cui non riesce a fornire alcuna certezza. E un concorso, come quello che dovrebbe “in teoria” avvenire quest’autunno, rivolto a circa 250000 insegnanti già inseriti in canali utilizzati per le assunzioni a tempo indeterminato, rappresenterebbe per noi precari una spesa inutile, che in questo momento l’Italia non può senz’altro permettersi, specialmente in considerazione del fatto che sono disponibili assunzioni a costo zero e destinante a lavoratori che le aspettano da ormai troppi anni. A noi sembrerebbe molto più sensato utilizzare le risorse per un concorso investendo proprio sulle assunzioni. E’ facile prevedere poi la compravendita di raccomandazioni in un eventuale concorso, che spesso in Italia mal si concilia con la parola “merito”.
Proprio per tutelarci di fronte a quest’ennesima ingiustizia, noi precari “storici” ci siamo uniti fondando il Gruppo Facebook “Difendiamo il piano triennale di immissioni in ruolo”, che a 10 giorni dalla creazione vanta già 3500 docenti iscritti. Il Gruppo mira a sensibilizzare il mondo politico, sindacale e l’opinione pubblica alla questione del piano triennale attraverso iniziative che partono dal basso, da noi che la scuola la conosciamo fin troppo bene. Noi del gruppo speriamo che le nostre idee possano essere utilizzate per realizzare un articolo “dedicato” o per presentare la questione al Ministro profumo stesso, nel caso di un’intervista. Siamo un gruppo ancora acerbo, ma molto motivato, perché fondiamo il nostro lavoro su argomentazioni concrete e solide. E una redazione affermata come la Vostra può indubbiamente rappresentare uno strumento efficace affinché le nostre richieste raggiungano il Ministro e lo spingano in questo modo a fare pubblicamente chiarezza sulla questione del piano triennale.
In allegato Vi invio il manifesto del Gruppo Facebook, in cui sono elencate tutte le argomentazioni alla base della nostra “battaglia”, nella speranza che possano interessarVi e rappresentare uno stimolo al Vostro lavoro di “garanti della verità”. Oltre a documenti formato testo, abbiamo anche realizzato alcuni video (link subito sotto) che vorremmo presentarVi; sono piacevoli, coerenti e assolutamente non oltraggiosi, perché verità e rispetto reciproco fanno parte dei principi fondatori del nostro impegno.
Nella speranza che la nostra causa possa essere di Vostro interesse, ringrazio per l’attenzione ricordando che siamo sempre disponibili ad inviare ulteriori documenti di approfondimento.
Cordiali saluti,
GIUSEPPE TUOZZO
Gruppo Facebook “Difendiamo il piano triennale di immissioni in ruolo”
3500 iscritti in dieci giorni dalla fondazione
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Immissioni in ruolo: emanato il decreto

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Uil Scuola sulle immissioni in ruolo 2011.
E’ stato emanato il decreto interministeriale che autorizza l’assunzione, entro il prossimo 31 agosto, di 30.300 docenti e di 36.000 ATA.
Per ciascuno dei due anni scolastici successivi (2012-2013 e 2013-2014) è prevista l’assunzione di ulteriori 22.000 docenti e 7.000 ATA.
Si conferma l’importanza del contratto Sindacati – ARAN del 4 agosto 2011. Lo stesso decreto fa esplicito richiamo all’accordo come presupposto del piano. Con il piano vengono inoltre smentiti coloro che non credevano in tale risultato ed all’efficacia della azione sindacale.L’intesa, che consente il piano di immissioni in ruolo, sottoscritta dalla UIL e dagli altri Sindacati – ad eccezione della CGIL – è stata caratterizzata dalla rapidità.
In assenza di un rapido negoziato e dell’intesa avremmo avuto lo stesso numero di nomine dello scorso anno, meno di 20.000 (10.000 docenti e 6.500 ATA). Con la firma invece si è dato concretamente il via ad un numero di assunzioni mai così sostanzioso nella scuola italiana.
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Immissioni in ruolo per 67 mila precari della scuola, firmato oggi il contratto

Dopo l’ok della Corte dei Conti, firmato il contratto per l’ immissione in ruolo di 67 mila precari.
Dal 1° settembre tutti i posti disponibili in organico di diritto
coperti da personale di ruoloE’ stato firmato oggi pomeriggio all’Aran il contratto per l’immissione in ruolo di 67 mila precari della scuola. Hanno sottoscritto il contratto Cisl, Uil, Snals, Gilda.
In due settimane dalla sigla della pre-intesa, c’è stata l’approvazione del Consiglio dei ministri, la registrazione della Corte dei Conti, e, oggi, la firma definitiva.
Ora il Governo può predisporre il piano per le assunzioni entro il 31 agosto, prevedendo anche la decorrenza giuridica da settembre 2010 per i posti vacanti a quella data.
Ci siamo già attivati affinché il Miur effettui con tempestività tutti gli adempimenti di competenza per le nomine.
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Un risultato – commentano dalla Uil Scuola – nel quale abbiamo creduto fin dall’inizio del negoziato, che consente, in un periodo di incertezza e instabilità economica, di dare stabilità a migliaia di lavoratori.
Di Menna: un risultato importante grazie ad una visione moderna del ruolo del sindacato.
Quel che è accaduto in questi giorni – commenta il segretario generale Uil Scuola, Massimo Di Menna – è un esempio positivo di sindacato utile e di relazioni sindacali moderne. Un cambio di passo rivoluzionario rispetto alla tradizione, per più ragioni.
In questi mesi abbiamo convinto il Governo, negoziato in sede contrattuale, in un confronto basato sul merito delle questioni. Soggetti contraenti che determinano un risultato. E il risultato è sotto gli occhi di tutti, ottenuto per via pattizia, con un contratto.
Uno scambio tra un aspetto della progressione economica, anche se limitato, a favore di tante persone che hanno stabilità nel lavoro in un momento di crisi.
Quella di due settimane fa è stata una trattativa lampo.
Abbiamo scelto di discutere sull’essenza delle questioni , abbiamo individuato le soluzioni e, in nove ore, abbiamo siglato l’intesa.
Tutti i tradizionali “rituali” delle trattative sono stati messi da parte perché sarebbero stati di ostacolo.
Anche le strutture dell’amministrazione e del Governo, dall’Aran, all’Esecutivo, alla Corte dei Conti, hanno risposto con celerità.
L’esperienza appena conclusa mostra chiaramente che c’è uno spazio ampio, di modernità del sindacato, se si abbandonano documenti generici e si punta a fare accordi utili. Stesso vale per l’amministrazione quando si libera di tutti gli orpelli da ‘sacerdoti della norma’ e fornisce un supporto pratico e tangibile.
E’ un modo moderno di pensare al ruolo del sindacato, dove, sulla base della rappresentatività, democraticamente si giunge ad un accordo.
Né unitari, né antiunitari – sottolinea il segretario della Uil Scuola – ma moderni e concreti.
Trasparenza, responsabilità, chiarezza, concretezza – ammonisce Di Menna - così, in tempi rapidi, si possono fare cose importanti.