Un genitore critico della scuola pubblica scrive, un professore precario risponde

September 23, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Lettere 

Messaggio ricevuto da un genitore il 20/09/2010

E’ possibile che sono due anni che non c’è un insegnante che sia onesto con il proprio lavoro e verso i propri doveri.L’ultima volta che ho visto l’insegnate di matematica di mia figlia è stato due anni fà, da allora il susseguirsi di supplenti è infinito e i dirigenti sbattono i bambini dovunque pur di togliersele dai piedi.E’ possibile che la scuola statale siglifica fare quello che si pare senza avere rispetto dei bambini e del proprio lavoro. Se la scuola pubblica deve essere questa, allora resta solo quella privata. E smettetela di lamentarvi se vi lasciano a casa, prendetevela con i vostri colleghi e con voi stessi che non riuscite a creare una scuola degna di essere chiamata scuola.

Cordiali saluti Andrea

Messaggio di risposta di Matteo Vescovi, professore precario (Assemblea delle scuole di Bologna e provincia)

Gentile genitore,

mi sento in obbligo di rispondere alla sua lettera che credo esprima le difficoltà e le perplessità di molti altri genitori come lei. Devo dire che lei ha le sue ragioni, non posso darle torto quando lamenta la mancanza di insegnanti stabili e addirittura denuncia una prassi, quella di smembrare le classi e distribuirle in altre per evitare di chiamare supplenti, che in questo momento si sta diffondendo sempre di più. Lei ha tutte le ragioni di indignarsi perché a sua figlia viene negato il diritto all’istruzione. Le dirò di più, teoricamente se questa prassi fosse portata avanti per molti giorni, si potrebbe trovare nella condizione di non validità dell’intero anno scolastico. Per questo motivo la invito a denunciare pubblicamente questa prassi anche con esposti all’Ufficio Scolastico Provinciale e alla Procura della Repubblica, coinvolgendo gli altri genitori e gli insegnanti di suo figlio. Ma non se la prenda con noi che da anni appunto stiamo lottando strenuamente per difendere questo ed altri diritti riconosciuti dallo Stato, ma negati nei fatti da questo e altri governi, nonché da molti che non hanno il coraggio di opporsi.

Se ha la pazienza di leggere ancora vorrei spiegarle, però, per quale motivo la scuola di suo figlio si trova in questa condizione. Innanzitutto le scuole statali sono ormai senza fondi, il Ministero deve risarcire alle scuole della provincia di Bologna un debito di 22 milioni di euro. Soldi che le scuole hanno utilizzato per pagare i supplenti e per altre necessità di gestione (carta, materiali didattici, carta igienica, eccetera) e che sono stati presi in buona parte dai contributi che voi genitori versate ogni anno, ma che non verranno restituiti (altro motivo per indignarsi). A questo punto, i Presidi con le casse vuote stanno cercando in tutti i modi di portare avanti un barcone con sempre più buchi.

In secondo luogo, saprà benissimo che il Ministero con una circolare ha ridotto l’orario di scuola, ha aumentato il numero minimo di ragazzi per classe, ha di fatto eliminato le compresenze. Penso che saprà fare da solo la somma di questi dati e comprendere in quale situazione ci troviamo a vivere tutti i giorni, sapendo che siamo obbligati a non fare ciò che di bello facevamo e vorremmo ancora fare.

Di fronte a tutto ciò lei ha ancora tutto il diritto (qualora avesse la possibilità economica di pagare almeno 3000 euro all’anno) di cancellare l’iscrizione di suo figlio alla scuola pubblica statale e di iscriverlo in una scuola privata. Non ci nascondiamo, infatti, che queste scuole stanno sempre più avvicinandosi al modello della scuola elementare statale pre-Gelmini (tempo pieno o modulo) visto che, in quanto privati, sono liberi di progettare la propria offerta formativa. Si ricordi, però, che se lei dovesse iscrivere sua figlia in una di queste scuole, innanzitutto starebbe di fatto sottraendo fondi a tutti quei bimbi che la privata non se la possono permettere (le ricordo, infatti, che i governi e gli enti locali finanziano queste scuole in barba all’articolo 33 della Costituzione che recita che le scuole private possono esistere ma “senza oneri per lo Stato”). Inoltre, starebbe negando a sua figlia il diritto di frequentare la scuola del suo quartiere, di conoscere e di crescere con i bambini che vivono intorno a voi (belli o brutti che siano al nostro giudizio di adulti). Sua figlia si chiuderà in una realtà che ha tanti specchi per non vedere quel mondo nel quale, invece, sta crescendo.

Oppure, lei ha un’altra possibilità. Può cominciare a prendere contatti con i genitori della classe di suo figlio e con gli insegnanti. Può informarsi su quali sono i diritti di sua figlia che vengono lesi e contattare il Presidente del Consiglio d’Istituto della sua scuola per avere spiegazioni, inoltre può rivolgersi al Preside se non sono stati nominati insegnanti o supplenti. E poi può cominciare a costruire nella scuola di sua figlia un’assemblea di genitori-insegnanti che diffonda l’informazione per cominciare a pretendere quei diritti che ci vengono negati dal Ministero e nella fattispecie dall’Ufficio Scolastico Provinciale. Se riuscisse nell’impresa di coalizzare l’intera scuola potrebbe cominciare a diffondere la notizia delle vostre iniziative in modo da fornire un esempio positivo anche per altre scuole, così da costruire un’assemblea che coinvolga tutte le scuole di Bologna e della provincia, perché i problemi che lei ci segnalava non sono risolvibili né dalla singola buona volontà degli insegnanti, né dalle sacrosante richieste dei singoli genitori. Solo se sapremo, ancora una volta, trasformare queste energie in coscienza comune e in azioni condivise, potremo cominciare a riconquistare pezzo per pezzo quel diritto ad una istruzione di qualità che oggi sua figlia si vede negata. In caso contrario ognuno si salverà come potrà.

In ogni caso, queste sono libere scelte. Noi, come genitori e come insegnanti, non possiamo che continuare a credere con Don Milani che “il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia. (Da Lettera a una professoressa)

Nella speranza di ritrovarla in futuro insieme a noi, le porgo i più cordiali saluti

Un prof precario.

Matteo Vescovi

Scuola: il Ministero “dà i Numeri” sulla pelle di migliaia di precari

May 16, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: precari 

Terza fascia: il Ministero “dà i Numeri” sulla pelle di migliaia di precari

La denuncia di Adida

Il Ministero ha fornito dati contestabili a onorevoli e senatori della VII Commissione Cultura. E’ la denuncia di Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare), un ente legalmente riconosciuto che si occupa della tutela dei docenti precari privi di abilitazione, ma con attività di insegnamento svolto per anni nella scuola. Si tratta di docenti a tutti gli effetti, assunti da graduatorie di merito, spesso su cattedre annuali e con gli stessi contratti ed incarichi dei colleghi abilitati e di ruolo. La normativa Italiana prevede, infatti, che l’abilitazione sia requisito indispensabile solo per l’accesso ad incarichi a tempo indeterminato. D’altronde la mancanza del titolo abilitante è da attribuirsi all’assenza di percorsi abilitanti da almeno treanni a oggi e all’alto costo e obblighi di frequenza imposti dai vecchi corsi abilitanti (SSIS).

La costituzione Italiana sancisce per loro il diritto al lavoro, alla parità e alla formazione, malo Stato, continua attraverso sbarramenti di ogni sorta a far si che quanto sancito non possa affermarsi. Il Governo, mostratosi in una prima fase favorevole al riconoscimento del servizio prestato dai docenti non abilitati, sembrerebbe aver cambiato rotta dal momento che l’On. Aprea ha dichiarato che essi sono 190.000, sostenendo che permettere
ad un numero così elevato di precari di abilitarsi sarebbe contrario a quanto stabilito dalla Legge finanziaria del 2008 che impone allo Stato l’eliminazione delle cause che determinano la formazione del precariato.

 Non si considera però che la negazione del diritto alla formazione va in tutt’altra direzione, poiché per questi lavoratori, ciò, equivale ad una condanna a vita al precariato o peggio alla dipendenza dagli aiuti sociali. Inoltre, secondo la statistica fornitadall’Adida, compiuta attraverso l’esamina delle graduatorie ministeriali di alcune province,il dato fornito dal Ministero appare decisamente inattendibile. I precari non abilitati con almeno 360 giorni di servizio sono c.a. 30/40.000. Si tratta di un numero consistente, ma di molto inferiore alle stime diffuse in sede istituzionale. Nel migliore dei casi si tratta di un imperdonabile imperizia. La cifra è probabilmente il risultato di un computo generale che non ha tenuto conto di alcuni elementi importanti, quali: la quasi totalità dei docenti è inserita almeno in tre graduatorie; nelle graduatorie di terza fascia compaiono anche i nomi di chi è già abilitato.

Resta il fatto gravissimo che il Governo sta decidendo della sorte di migliaia di lavoratorisulla base di dati inattendibili e infondati.

Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare)      www.associazioneadida.it

Il valore dell’insegnamento, prosa poetica di Ermanno Cottini

January 5, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Racconti sulla scuola 

L’arte di comunicare , il privilegio di infondere

il potere di sfrondare , per privilegiare , per sottolineare

aspetti essenziali , verità , concetti , fondamenti , principi .

Audace prerogativa di insinuare il dubbio

di suggerire approcci alternativi

di stimolare percorsi personali

di mutare il punto di vista

di ruotare la ghiera dell’obiettivo

spostandola dalla messa a fuoco standard

per adattarlo al personale difetto visivo .

Emozione di seminare , di potare , a volte sradicare .

Pazienza nell’operare innesti , nel rinvasare , nel concimare .

Costanza nel vangare

nel frantumare la crosta dell’indifferenza, dell’apatia ,

del qualunquismo ;

perseveranza nell’annaffiare solchi

calpestati da passi infantili preoccupati di affondare l’orma

per contemplarne la forma

sostituire quei solchi con le circonvoluzioni cerebrali

bramose di imprigionare ben altre orme

impronte di saggi , di maestri , di artisti , di filosofi
da poter ricalcare al principio di sentieri

da percorrere con lo spirito dello staffettista

brandendo il testimone della ricerca

nella consapevolezza di doverlo cedere lungo il percorso

in quella lunghissima gara

che ha come traguardo la felicità

figlia della conoscenza , sorella della libertà

valori eletti ad affetti , parenti acquisiti ,

incontrati nella più importante palestra di vita:

la nostra meravigliosa scuola .

ERMANNO COTTINI E’ NATO A TORINO IL 24 MARZO 1955 , DOVE VIVE E LAVORA ; LAUREATO IN MEDICINA & CHIRURGIA , SVOLGE ATTIVITA’ DI MEDICO DI FAMIGLIA DAL 1984 .

HA INSEGNATO PER ALCUNI ANNI MATERIE SCIENTIFICHE ALLE SUPERIORI ,

DA CIRCA CINQUE ANNI COLLABORA CON LA FACOLTA’ DI MEDICINA IN QUALITA’ DI TUTOR . SCRIVE POESIE E BREVI RACCONTI PER HOBBY.


IL FUTURO VICINO A TE: Politiche e Azioni sul Territorio per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica

May 15, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Eventi, Formazione 

IL FUTURO VICINO A TE: Politiche e Azioni sul Territorio per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica – Desenzano 18 e 22 maggio 2009

Il Comune di Desenzano del Garda – Assessorato ai Servizi Sociali, in collaborazione con la Cooperativa Sociale City Service (che ne cura le attività con gli adolescenti) e il Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia, promuovono un Seminario e un Convegno sul tema “IL FUTURO VICINO A TE:Politiche e Azioni sul Territorio per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica”.
Il Seminario e il Convegno sono rivolti a docenti, dirigenti scolastici, studenti, istituzioni per condividere, ragionare e confrontarsi su come fare scienze nella scuola, al fine di promuovere negli adolescenti lo sviluppo di una cultura scientifica che permetta loro di conoscere, comprendere, agire sul mondo riuscendo a soddisfare il bisogno e il piacere di una continua sfida intellettuale che arricchisce l’esistenza umana e che permette il passaggio essenziale dalla conoscenza (il sapere) alla sapienza (il saper agire).
Presso il Museo, Lunedì 18 maggio alle ore 14.00 si terrà il Seminario di alta formazione riservato a Docenti e Dirigenti scolastici della Lombardia. Obiettivo del Seminario è imparare a progettare un’offerta formativa per gli studenti in ambito scientifico, ad esempio facendo dell’ottima e interessante chimica ambientale anche senza disporre di un vero e proprio laboratorio, o della fisica applicata studiando le energie rinnovabili grazie al mecenatismo di aziende private leader nel settore.
Venerdì 22 maggio dalle ore 9.00 presso Palazzo Todeschini a Desenzano del Garda sarà la volta del Convegno “Politiche e Azioni sul Territorio per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica” dove, con l’intervento del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il contributo di funzionari regionali e provinciali, esperti in divulgazione scientifica del Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali e dei Musei Scientifici, si terranno una Tavola rotonda e due Sessioni di lavoro per definire i bisogni formativi delle Scuole in ambito scientifico e la valorizzazione dei curricula extra-scolastici.
Per registrarsi ad entrambi gli eventi scaricare gratuitamente le schede di iscrizione. Per ulteriori informazioni rivolgersi a info: Segreteria Scientifica – segreteria@cinsa.it  - tel. 041 2402517.


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