La scelta fondamentale per un sito web: la compagnia di web hosting!

August 12, 2011 by admin · Leave a Comment
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Aprire un sito web, dare vita ad un business online, creare il sito per la propria azienda significa compiere una serie di azioni che, dalla prima all’ultima, possono assicurare un o compromettere il futuro al vostro progetto. Una delle fasi alle quali bisogna attribuire un’importanza assoluta è la scelta della compagnia di hosting sul web. Analizzando una serie di fattori si può arrivare, rapidamente, a capire perché la scelta di un buon hosting può essere tanto propizia quanto nefasta.

Ciò che si ripropone questa piccola guida sarà illustrarvi dei consigli debiti al riconoscimento di una giusta società di hosting web analizzando passo, passo cosa è necessario considerare per evitare di cadere in errore al momento dell’acquisto.

Come molti sanno, operare su un sito non significa semplicemente crearlo ma rinnovarlo di continuo sotto i profili della programmazione e della grafica ma anche e soprattutto di quelli in ambiente SEO che, il più delle volte, risultano essere costosissimi. Indicizzare un sito sui motori di ricerca richiede tempo, pazienza, una figura preparata ed una serie di manovre che, giorno su giorno, necessitano di esser curate e trattate con molta attenzione e parsimonia proprio perché, anche la più piccola, può essere fatale. Una delle fondamenta alla base, nonché principali, è proprio il server sul quale si appoggia un sito. Se questo è lento e soggetto a continui down ne scaturiscono due cause: il primo vede l’utenza. Se il vostro sito è un’azienda incorrete in un pericolo molto, molto grave. Il vostro volto, la vostra “brochure virtuale” – senza mezzi termini – fa schifo. Questo non solo scoraggerà il cliente da eventuali e possibili acquisti ma anche da un ritorno nel vostro sito. I motori di ricerca penalizzano siti che ricevono un basso tasso di ritorno proprio perché se in un sito passate una volta e mai più significa che questo non è interessante o presenta qualcosa che l’utente vuole evitare. Tornando un attimino al discorso del cliente per voi sarà un duplice problema: sarà per voi una remissione economica ed una forma di “brutta figura”, che farete con coloro che – per un motivo o per un altro – stavano per rivolgersi a voi. Il discorso rimane indenne se parliamo di altre categorie di sito come ad esempio: portali di giornalismo, di notizia, fan site e tutta quella cerchia di siti che monetizzano mediante le pubblicità. Scarso ritorno, rallentamenti, down del server vi faranno perdere centinaia di click al giorno e questo, per voi, diventerà una remissione continua. Dall’altro lato, vediamo ancora la figura dei motori di ricerca, che fino ad ora abbiamo solo accennato per il “ritorno delle visite” ma non finisce qua. Google penalizza anche pagine che caricano lente e soprattutto pagine che in un arco di tempo limitato subiscono una serie di down maggiore rispetto alla media degli altri siti. In poche parole affidarsi ad una cattiva società può distruggere intere operazioni SEO e rovinarvi una serie di guadagni, spesso e volentieri coloro che amministrano un sito affidandosi magari a collaboratori esterni, non sono a conoscenza di questi punti e non si rendono conto del possibile guadagno che stanno buttando all’aria.

La scelta di una buona società hosting è un’operazione che richiede molta calma ed altrettanta pazienza. La prima cosa a caratterizzare la qualità di una società che appunto opera nei servizi sul web è il livello di assistenza. Cominciate con il chiedervi quanti sono e quali sono i servizi che offrono. Se ad esempio dispongono del sistema di comunicazione via ticket e quanto tempo impiegano per rispondere a quest’ultimo. Se dispongono del sistema di assistenza via mail. Se hanno anche quello via chat, di vitale importanza ormai per una qualsiasi compagnia. E per concludere se hanno quello via forma telefonica, controllate quindi che si tratti di un numero verde. La società alla quale vorreste rivolgervi ha solo via mail e via ticket? In questo caso ve la sconsigliamo. Li ha tutti e quattro? bene, provate a contattarli e studiatevi i tempi medi. Assicuratevi che i server siano italiani ed in Italia, vi ricordo che Google aggiunge un fattore di priorità nell’indicizzazione di siti nel nostro territorio sui siti in lingua italiana. Date un’occhiata alla grafica ed il livello di navigazione del loro sito web tenendo presente che loro incentrano tutto il guadagno su quel sito e che se qualitativamente non è eccellente qualcosa di strano ci sta. Osservate anche l’età dell’azienda evitando imprese troppo giovani, superati i tre anni dovreste andare sul sicuro.

Concludo consigliandovi KeliWeb una società che questi requisiti fondamentali li copre tutti quanti, un ottimo servizio, un’assistenza unica ed introvabile. Difficile da spiegare ma i loro tempi medi di risposta sono variabili tra i 4 secondi (via chat) e 3 minuti (ticket/mail). Se siete abituati ai soliti sistemi resterete, un po’ come è capitato a me, davvero esterrefatti!

Come educare i ragazzi ai Social Network

February 26, 2011 by admin · Leave a Comment
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EDUCARE CON I SOCIAL NETWORK – CONSIGLI PER GENITORI, INSEGNANTI E PARROCCHIE

Il web che è un rullo compressore nelle nostre vite e che il Papa paragona alla rivoluzione industriale è di fatto un gioco per i nostri figli, ma noi adulti come lo viviamo? Luca Paolini, blogger e insegnante di religione nella scuola media, ha dispensato utili consigli a genitori, insegnanti e mondo cattolico in occasione del corso “Te lo do io il computer!”, organizzato a San Donnino (FI) dai Centri diocesani di pastorale familiare e giovanile dell’Arcidiocesi di Firenze insieme all’Associazione genitori A.Ge. Toscana.

La riflessione si è fatta anche filosofica, perché ad esempio il perdono cristiano equivale a una cancellazione, mentre invece in rete ciò che è stato pubblicato rimane per sempre. Il problema invece diventa sociale quando alcuni genitori riportano notizia di giovani che restano connessi fino alle 4 di notte, senza riuscire a staccarsi. Lo web comunque è uno spazio di dialogo fatto di condivisione, collaborazione, comunicazione e non manca mai di chiedere a ciascuno il proprio parere, proprio ciò su cui di fonda il successo di portali come Facebook.

Ecco allora preziosi consigli per insegnanti, parrocchie e soprattutto genitori: a scuola un social network può essere utilizzato per creare un gruppo ristretto ai soli alunni e veicolare contenuti e lezioni. Attenzione però a come ci si mette in relazione: è bene usare l’opzione da uno a molti, evitando di mettersi in contatto con il singolo alunno, e avvisare dirigente scolastico e genitori o genitori e parroco. Da evitare poi il rischio ‘alone digitale’, ossia di sopravvalutare un alunno solo perché è connesso.

In classe il blog potrà essere usato per approfondire una lezione o coinvolgere i genitori; il podcast per fare audiolibri o lezioni registrate o commentare un fatto di cronaca; con la modalità collaborativi wiki si costruiscono storie e racconti, mentre con il codice bidimensionale QrCode si possono inserire approfondimenti testuali oppure link a video, musiche e siti web; infine il document sharing dà l’abitudine di condividere lezioni, documenti, video, foto, relazioni, conferenze.

In parrocchia invece ampio spazio ai social network per far conoscere eventi o creare sondaggi e sottoscrizioni. Il blog sarà un valido sostituto del giornalino parrocchiale e offrirà servizi come mappe, orari e calendari; il podcast invece sarà il vero e proprio radiogiornale della parrocchia offrendo omelie e riflessioni e commenti sul Vangelo. Con Wiki si costruirà la fase preparatoria di un’assemblea parrocchiale o di un sinodo e con QrCode si lasceranno messaggi in bacheca per i più giovani e si organizzeranno attività ludiche come la caccia al tesoro o più impegnate come la Via crucis interattiva.

Infine non poteva mancare una riflessione sul difficile compito dei genitori che oggi soffrono il divario mediatico oltre a quello consueto generazionale: spesso infatti il genitore non sa usare il computer ed è completamente all’oscuro di ciò che fa il figlio. Le lamentele più frequenti sono: “le attività di mio figlio sfuggono al mio controllo” oppure “il tempo al computer va a discapito dello studio e lo allontana dalla vita reale, dagli amici”. Di positivo c’è che il ragazzo connettendosi in rete si mette in contatto con amici vecchi e nuovi, parla, riceve attenzione, combatte la solitudine.

Certo che Internet non è una babysitter e che la maturità anche in questo campo va conquistata: ecco allora le fasce orarie e i tempi massimi di utilizzo che ogni genitore legittimamente può imporre al proprio figlio in relazione alla sua età.
La prevenzione migliore è una relazione salda fra genitori e figli, poi si può navigare insieme per le ricerche e per reperire materiali, insegnare un atteggiamento critico e solidale, conoscere gli amici virtuali così come lo si fa con quelli reali. Ai più piccoli occorrerà insegnare a non dare mai informazioni personali e a tutelare la propria privacy. E’ utile che il genitore conosca il mezzo e che dia l’esempio di come ci si comporta.

Sabato 26 febbraio ore 15,30–17,30, sempre allo Spazio Reale di San Donnino (FI), l’esperta di nuovi media e social network Elena Farinelli approfondirà il tema: “Aiuto, questi ragazzi stanno sempre al computer! Capire il mondo digitale per capire i giovani”. A seguire sabato 12 marzo “La barca di Pietro nel mare di Internet” e sabato 26 marzo “Va ora in onda… Processo ai media!”.

E’ gradita l’iscrizione presso: giovani@diocesifirenze.it  055 2763724, famiglia@diocesifirenze.it  055 2763731 agetoscana@age.it  328 8424375. L’ingresso è gratuito

Le dispense del prof. Paolini sono disponibili su www.agetoscana.it

Turismo e internet: una scuola riporterà l’Italia in testa

January 17, 2011 by admin · Leave a Comment
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Hanno adottato il termine “Turismo 3.0”, hanno creato un sito all’indirizzo http://turismo.3punto0.org , stanno lavorando da circa un mese a questo nuovo progetto che segnerà profondamente il modo di fare turismo nel futuro prossimo, molto prossimo. Puntano sulle nuove tecnologie per portare il turismo in Italia di nuovo ai primi posti del mondo. Ora stanno cercando partner in tutta la penisola per fare rete e offrire un servizio globale.

Parliamo di alcuni giovani studenti dell’ Istituto Tecnico Economico per l’Informatica e per il Turismo “Costa” di Lecce i quali stanno studiando a fondo la prossima evoluzione del web, il passaggio dall’attuale Web 2.0 al Web 3.0 o “Web semantico”. In questo studio stanno ponendo particolare attenzione a ciò che questa evoluzione significherà e porterà nel settore del turismo, cercando di capire nel concreto cosa avverrà e soprattutto cosa poter fare per rendere l’offerta turistica italiana all’altezza della situazione.

Il sito appena creato è semplice ed è molto chiaro. La prima sezione cerca di far capire cosa si intende per “Web 3.0” ossia il passaggio dall’uso che facciamo oggi di Internet con i blog, i social network, etc. a ciò che avverrà domani quando il web diventerà “semantico”. Per dirlo in poche parole, mentre oggi tutte le informazioni sono solo parole, nel prossimo futuro esse saranno corredate dal loro “significato”. Se oggi, ad esempio, inseriamo in un motore di ricerca (Google, Yahoo, etc.) le parole “arredamento” e “casa”, ci vengono restituiti siti che contengono, appunto, esattamente queste due parole, mentre se volessimo ipotizzare cosa avverrà in futuro, con il Web 3.0 il sistema “capirebbe” che vogliamo cercare degli arredamenti e ci guiderebbe verso soluzioni appropriate, magari chiedendoci ulteriori dettagli come lo stile, la spesa prevista, i materiali, etc.

La seconda sezione del sito affronta invece il tema di come questa evoluzione coinvolgerà e trasformerà il settore del turismo. L’idea più facile da ipotizzare è che i futuri viaggiatori potranno inserire alcune informazioni base, riguardanti se stessi e le caratteristiche principali di ciò che desiderano per il proprio viaggio, e sarà il sistema che, fungendo da consulente virtuale, proporrà soluzioni complete. Ad esempio, se oggi volessimo aiutarci con il Web per organizzare una vacanza nel Salento, inseriremmo in un motore di ricerca termini come “b&b”, “hotel”, “salento”, “barocco”, “enogastronomia”, “mare” e successivamente visiteremmo i vari siti suggeriti dal motore, leggendo le informazioni pubblicate e cercando di individuare le località, le strutture e gli eventi che meglio soddisfano le nostre esigenze. Quando sarà operativa l’era del Web 3.0, sarà possibile inserire nei motori di ricerca la frase: “vacanza di 7 giorni nel Salento con mia moglie, due figli minorenni e un cane, vicino al mare, amo sagre, vino e musica popolare, con un budget di 2.300 euro”. Ed il sistema fornirà un certo numero di soluzioni complete tra cui poter scegliere quella che meglio ci soddisfa.

La terza sezione sarà utilizzata per informare in tempo reale sullo “stato dell’arte” in Italia. Oggi, oltre ad alcuni interventi da parte di illustri esperti del Web (tra i quali Danilo Pontone, Francesco Caccavella, Matteo Stagi, Marco Montemagno, etc), in Italia non si riscontrano particolari attività relative allo studio e all’approfondimento del “Turismo 3.0″. Negli USA vi è il sito “Tripbase” che offre una visione d’insieme sull’industria del turismo e guarda già verso il web 3.0 ed in Spagna si hanno notizie di studi particolari effettuati dal “Grupo Almia”, soprattutto per quanto concerne applicazioni per telefoni cellulari (iPhone, Android).

Si è voluto qui comunicare gli estremi di questo nuovo progetto in maniera molto semplificata e comprensibile, ma il lavoro da svolgere è piuttosto complesso e molto “scientifico”. Gli studenti stanno approcciando il linguaggio RDF (Resource Description Framework), stanno studiando ed analizzando le applicazioni che si basano sul GIS – Geographic Information System (Scienza della geografia informatica), stanno approfondendo le caratteristiche e le potenzialità di Panoramio e di Google Maps e delle diverse applicazioni di Augmented Reality (la realtà aumentata) quali Layar, Wikitude, Mixare e così via. Un lavoro non da poco.

Ora la scuola cerca partner in ogni provincia d’Italia, preferibilmente altre scuole ad indirizzo turistico. L’obiettivo è quello di fare rete e coprire l’intera area nazionale. Fino a quando non sarà pienamente operativo e funzionale il Web 3.0, i ragazzi hanno intenzione di implementare in maniera “umana” i servizi da rendere. Questo significa che dovranno costituirsi dei data-base con ventagli di offerte turistiche (ricezione, ristorazione, shopping, eventi, servizi, …) e formulare risposte e proposte turistiche rispondenti alle richieste dei viaggiatori. Nello specifico, i ragazzi leccesi utilizzeranno i loro nuovi portali su http://salento.3punto0.org per la sperimentazione che riguarderà il territorio del Salento.

Nessuna meraviglia che questo progetto sia nato nell’Istituto “Costa” di Lecce, in quanto già da diversi anni la scuola salentina opera nella ricerca e nell’implementazione di sperimentazioni in campo turistico, oltre ad essere la scuola più premiata d’Italia per progetti relativi al web e all’informatica.

Alcuni riferimenti utili:
Il progetto Turismo 3.0: http://turismo.3punto0.org
 L’applicazione sperimentale nel Salento: www.3punto0.org/come.html  Conoscere il Web 3.0: http://it.wikipedia.org/wiki/Web_3.0

Scuola e internet: parte Web in Cattedra

October 23, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Corsi, Formazione, internet, scuola 

 

Scuola e internet: parte Web in Cattedra

Formare i docenti per proteggere gli studenti

Prende il via il progetto che fornirà a 100 insegnanti gli strumenti per orientare ad un uso sicuro e consapevole di Internet oltre 4.500 studenti della scuola secondaria di primo grado.

 

La Commissione Progetti del Rotary Club Firenze Est ha presentato oggi “Web in Cattedra”, il progetto che offrirà ai docenti del Comune e della Provincia di Firenze un’informazione completa sulle modalità e gli strumenti per indirizzare i ragazzi ad un uso sicuro e consapevole di Internet.

L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione e il supporto tecnico della Questura di Firenze, della Polizia Postale e delle Comunicazioni, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, di Microsoft, dell’O.N.A.P. (Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici) e del Comune di Firenze, con il patrocinio della Provincia di Firenze e dell’Azienda Sanitaria di Firenze.

“Web in cattedra”, entro la fine del 2009, darà la possibilità ai 100 insegnanti designati dai Dirigenti scolastici di usufruire di una formazione offerta direttamente dagli specialisti di Polizia Postale e delle Comunicazioni, della Questura di Firenze, di Microsoft Italia e dell’O.N.A.P., per conoscere i rischi, ma soprattutto le precauzioni e i rimedi, che assicurano una navigazione sicura nella Rete.

Il corso permetterà di inserire in ogni Istituto sul territorio almeno un docente “istruttore”, cioè un insegnante che avrà il compito a sua volta, in un secondo momento, di trasferire ai colleghi le conoscenze acquisite durante il corso. In questo modo, si potranno sensibilizzare più di 4.500 studenti nel Comune e nella Provincia di Firenze ma, soprattutto, gli istituti coinvolti potranno includere queste tematiche nella programmazione didattica garantendo formazione e informazione a tutti i ragazzi che frequenteranno la scuola media anche negli anni scolastici a venire.


LA STRUTTURA DEI CORSI

I corsi, gestiti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, da Microsoft, dall’ONAP e dalla Questura di Firenze saranno organizzati in quattro cicli di lezioni, ciascuno dei quali interesserà dalle 25 alle 30 persone e avrà la durata di nove ore, distribuite nel corso di tre giornate, e permetteranno di insegnare come prevenire fenomeni come l’adescamento, il reclutamento, i download di immagini e/o video pornografici e pedopornografici.

Ai docenti verranno impartite nozioni specifiche e sarà messo a loro disposizione del materiale informativo, in cui sarà descritto in modo chiaro l’uso sicuro del mezzo informatico per una navigazione istruttiva, divertente e soprattutto senza pericoli. Verranno inoltre illustrati e spiegati i più diffusi programmi di protezione utilizzati sulla Rete per cercare di arginare al massimo l’attacco del computer da virus, malware e spamming.

Appendice

VADEMECUM: CONSIGLI PER GLI INSEGNATI

Cercate di tenere costantemente aggiornate le vostre competenze tecnologiche (conoscere Internet significa anche dimostrare ai ragazzi di essere vicini al loro mondo).
Accertate le conoscenze dei vostri studenti ed eventualmente organizzate con loro una breve formazione.
Informate i vostri alunni dei rischi presenti sulla Rete, senza demonizzarla, bensì sollecitandone un utilizzo consapevole, in modo che Internet possa rimanere per loro una fonte di divertimento e apprendimento.
Educate bambini e adolescenti alla prudenza, a non fornire dati e informazioni, ad abbandonare un sito dai contenuti che possono turbare o spaventare e a non incontrare persone conosciute in Internet senza averne prima parlato con i genitori.
Mostrate agli alunni come usare e valutare criticamente ciò che incontrano durante la navigazione, poiché non tutte le informazioni online sono affidabili.
Informateli che alcuni comportamenti illeciti nel mondo reale (per esempio insultare una persona, sottrarre le password a un amico, accedere illecitamente a un sito o a un servizio, ecc.), lo sono anche in Rete.
Incoraggiate discussioni all’interno del gruppo classe sui siti che gli alunni trovano interessanti e divertenti e sollecitateli a parlare dei siti in cui hanno visionato argomenti/immagini che li hanno preoccupati o spaventati.
Spesso navigando ci si allontana molto dal punto dal quale si è partiti per effettuare una ricerca e questo aumenta il rischio di accedere anche involontariamente a materiali non idonei a soggetti in età evolutiva.
Se trovate in Rete materiale illegale o presumibilmente dannoso per bambini e adolescenti, o se venite informati da terzi rispetto alla presenza di tale materiale, occorre segnalare il caso immediatamente alla Polizia delle Comunicazioni oppure al Servizio Hot114, collegandosi al sito www.hot114.it


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